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La Sirena

il poema tra la storia e l'emozione

La Sirena è un'opera di Antonietta Benagiano (Antonietta Benagiano, La Sirena, Napoli, Edizioni dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 2018; con una trad. in Inglese di Maria Stella Maniglia), appartiene al genere individuato come poema-manifesto con un taglio drammatico e in generale lo si può delineare nell'àmbito storico-psicologico.

L'autrice Antonietta Benagiano, nata a Massafra, è una docente nei licei, scrittrice, pubblicista in giornali e riviste, inoltre, fa parte di giurie letterarie e artistiche; viene riconosciuta e apprezzata anche per la sua particolare attenzione nei confronti di argomenti civili di portata europea e universale.

Elogiata da critici come M. Alemanno, ha pubblicato saggi, romanzi, raccolte di poesia, racconti, drammi teatrali. Si ricordano, ad esempio: Quale Patria? (Antonietta Benagiano, Quale Patria?, Bari, Wip Edizioni, 2011; nuova edizione 2012, Nota di Roberto Pasanisi); Anormalità normale (Antonietta Benagiano, Anormalità normale, Nardò, Besa Editrice, 2007; Nota di Giorgio Barberi Squarotti); Fermare il tempo (Antonietta Benagiano, Fermare il tempo, Napoli, Edizioni dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 2003; Postfazione di Roberto Pasanisi); La soluzione (Antonietta Benagiano, La soluzione, Bari, Wip Edizioni, 2011; Nota di Giorgio Barberi Squarotti); Di quell'amor... (Antonietta Benagiano, Di quell'amor..., Napoli, Edizioni dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 2012; Prefazione di Roberto Pasanisi; Nota di Giorgio Barberi Squarotti); L'enigma in scena (Antonietta Benagiano, L'enigma in scena, Napoli, Edizioni dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 2017; con un saggio introduttivo di Roberto Pasanisi; Nota critica di Giorgio Barberi Squarotti).

La scrittrice pugliese è stata la vincitrice di diversi premî: quello dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli, il quale le ha assegnato svariate volte il Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere”, ne è un esempio.

A livello generale l'opera tratta della guerra e delle sue atrocità; nonostante la stesura in terza persona, il poema nella sua crudezza e trasparenza viene vissuto attraverso gli occhi di una bambina, Ninì, come fosse stato scritto in prima persona. Ambientato a Taranto negli anni della seconda conflagrazione mondiale, La Sirena costituisce un manifesto di carattere sia storico-politico, ma anche psicologico-teatrale: in quanto l'autrice costella il poema di onomatopee ed emozioni autentiche che veleggiano imperterrite in ogni verso redatto.

Tradotta, poi, da Maria Stella Maniglia in The Siren, la composizione vede la giovanissima protagonista Ninì costretta a sfuggire alle atrocità della guerra insieme alla sua famiglia e ai suoi amici, indotti, senza alternativa, a sopravvivere tra le macerie, i bombardamenti e i resti mortali di coloro che hanno fatto il possibile, ma per i quali non vi era più nulla da fare.

Percepite sono, inoltre, la costrizione a un'anomala crescita dei fanciulli ai quali è stata strappata l'infanzia e la prostrazione dovuta agli sforzi sovrumani adempiuti al fine di proteggere l'avvenire:

«[…] Magia l’infanzia

uniti stanno Mario e Annetta
e Luisella e Dino e Lello e Ninì e...

Giro girotondo
casca il mondo
casca la terra
tutti giù per terra...
[…]».

Diversi sono i personaggi citati: Ninì, il fratello, i genitori, gli amici; ognuno contraddistinto dal proprio carattere — identificato nell'individuale capacità di reagire alle circostanze —, ma accomunati da un unanime desiderio di libertà, lo si nota nel passaggio:

«[...]qualcuno s’interroga

Fino a quando questa guerra?
Il Duce più non sa
già quattr’ anni all’altra si stette in trincea
fortunato chi può narrare... […]».

Lo sfondo storico si tesse dall' 11 Novembre 1940 fino ai fatti del 1943 in Italia.
I periodi sono semplici, ma d'impatto; essi si classificano come coordinate, in quanto i versi sono dotati di una straordinaria autonomia anche in àmbito emotivo.

Lo stile dell'autrice è delineato dalla capacità di adattare un contesto storico a una consistente importanza emotiva e teatrale: ciò è reso possibile anche dalla scelta di termini — a tratti dialettali, ancóra riferimenti religiosi — e dalle figure retoriche onomatopee che hanno lo scopo di intensificare la gravità delle circostanze in cui il poema è ambientato.

Codesta tela storico-drammatica non risulta lenta nonostante la crudezza di quanto trattato: bensì la lettura scorre sostenuta dal coinvolgente stile di stesura della Benagiano, capace, oltretutto, di rendere la lettura interessante e adatta a tutte le fasce d'età: anche la più giovane.

La morale del componimento è analoga al pensiero dell'autrice — come suggerisce Geo Vasile nella Nota critica —: «La scrittrice massafrese crede come Brecht che la pace si possa costruire SOLTANTO con la pace e che nessuna guerra potrà mai essere giusta. Per lo scrittore tedesco la guerra è assurdità perché priva l’uomo della sua dignità e della sua vita per arricchire ristrette oligarchie militari e industriali [...]».

Senza dubbii non sarà complicato trarre degli insegnamenti da tale componimento, poiché pone il lettore sul piano emotivo dei personaggi della vicenda: quindi appare più 'vicino' a colui che ne gode la lettura; ed è ciò che rende La Sirena un poema speciale e certamente raccomandabile ad un vasto pubblico.

Recensione
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