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Pietre

La nuova pubblicazione, "Pietre", del poeta lucano di Pisticci, Giovanni Di Lena, mi vede molto compiaciuta.

Si tratta di una raccolta incentrata sul principio dei valori essenziali a cui non si bada più di tanto in questa epoca contemporanea di lustrini, anche letterari e artistici in genere e mostre di sé all’esaltazione, orientata all’ "influencer", come da moda attuale. Ossia, una lode al proprio valore umano e/o artistico volta a condizionare l’opinione pubblica. Purtroppo, pare attecchisca su buona parte delle persone, questo modo di fare. Non perché la gente sia sciocca e credulona facile ma perché restia ad analisi e approfondimenti.

Quindi si lascia trascinare dall’onda mediatica, anziché sviluppare coscienza critica e coraggio di essere individuo pensante che si confronta con il prossimo. Infatti, Giovanni, apre proprio con "Al poeta", il vero poeta non deve cedere e soprattutto non auto lusingarsi: "La prostituzione morale / è un lusso che non si concede / chi burla se stesso / è un dazio che paga / chi sublima il proprio io……Tu, Poeta rinvigorisci / placando la tua sete / alla fonte della Musa".

È raro trovare, oggi, il poeta, lo scrittore, il pittore, che lavora le sue creazioni e raccoglie giudizi e pareri, lodi e critiche nel bene e nel male, ma un soggetto che promuove la propria "attività" e la propria persona avvalendosi soprattutto dei canali social, così il passaparola virtuale riesce ad avere la meglio. L’autore, pavoneggiandosi, pare soddisfatto del raggiungimento del suo intento. Questo accade anche in altri campi, come quello della politica, soprattutto locale.

Giovanni Di Lena, è lontano da questo modo di agire, non è disposto a compromessi e a "prostituzione morale", come recita nella sua prima lirica. Lui scrive di un’innata passione, per raccontare in versi le attualità in diversi ambiti. Lo conosco da tempo e mai ha messo la sua persona e il suo scrivere davanti a qualcun altro o a qualcos’altro. In qualità di presidente di un’Associazione Culturale ha lavorato e lavora dando spazio ai soci e ad altri che si cimentano nei campi delle arti sia letterarie, sia pittoriche, dando agli autori visibilità organizzando mostre e presentazioni di libri.

Lasciando la cornice sulla figura del Di Lena, inquadrandolo in un genere di autori "essenziali", senza fronzoli, tornando a "Pietre", ho letto il libro con grande piacere e coinvolgimento. Mi ha interessato non poco il suo setacciare. La raccolta di 35 poesie è un quadro della realtà di questo nostro tempo, fatta di paillettes ingannevoli a coprire il fango dilagante dell’animo umano immorale e prostituito, senza etica in una società allo sbando.

"Silenzio clamoroso": Stasera è festa in città / e alto si leva / il fracasso popolano / fuori le mura / c’è silenzio di morte…..". Assai significativa, rappresentativa di ciò che davvero accade, luci e frastuoni a coprire il grido di malessere di uomini circondati da un alto degrado morale e crisi economica.

Il falso perbenismo ha preso il sopravvento sull’essenza vera delle cose e della persona. Giovanni mette molto in risalto in altre composizioni della raccolta, il danno ambientale, un tema che gli sta molto a cuore da sempre.

Giovanni Di Lena, in "Pietre", denuncia un atteggiamento corrotto, l’indegno pensiero in voga ai giorni nostri. di un’apparenza falsa e spesso venduta a scapito di una sana evoluzione migliorativa e accrescitiva per il bene comune. Proclama il pensiero libero, coerente e coraggioso, che resiste ai bombardamenti mediatici.

Il titolo di quest’ultima raccolta di Di Lena, "Pietre", richiama la durezza del mondo nel tempo che viviamo.

Montalbano Jonico, 21 agosto 2020

Recensione
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