Servizi
Contatti

Eventi


Un continuo implorare. Dodici momenti di spiritualità fra le Dolomiti

Pellegrinare sui monti

Lo scrittore Antonio Chiades nel suo ultimo libro
ci porta sui sentieri delle Dolomiti
alla scoperta di dodici scrigni d'arte,
magnifiche chiese incastonate nelle valli del Cadore.

Dodici autentici scrigni d'arte. Perle nascoste tra scenari d'irripetibile bellezza, dove il verde dei prati e dell'ondulato altopiano si coniuga con le vette aguzze delle montagne che lo cingono, modellate dal soffio ora leggero, ora robusto dei venti... Dodici momenti di sorprendente spiritualità che nei secoli si è sempre conservata salda e viva. Dopo il primo pellegrinaggio spirituale tra chiese, chiesette, piccole cappelle e raccolti capitelli incastonati nelle vallate del Cadore, Chiades risale, con rinnovata emozione, sui sentieri del bello che declinano le sue montagne cadorine. Ripercorre viottoli e stradine sui quali risonano ancora i passi di antichi pellegrini, testimoni di una fede vissuta col cuore, genuina.

Un continuo implorare. Dodici momenti di spiritualità sulle Dolomiti, è come filo che si dipana per luoghi di incontaminata freschezza, nei quali anche il silenzio diventa loquace e l'anima respira leggera.

Prima Borca, non lontano dalla vecchia ferrovia delle Dolomiti, nella chiesetta del bosco protetta dall'ombra morbida e discreta dell'Antelao e del Pelmo e dall'abete rosso e dal pino, dedicata a Nostra Signora del Cadore. La facciata, dal sapore gotico, lo slancio del campanile verso l'azzurro del cielo e il vuoto in penombra, in perfetta armonia con la maestà della luce, i sette lampadari che regalano soffuse tonalità arancione e verde, sono autentici richiami d'Infinito. Come lo smarrimento improvviso che si avverte all'interno davanti alla parete di fondo «scabra e grigia» sulla quale si taglia il grande Crocifisso ligneo che divide lo spazio interno con un'acquasantiera in marmo rosso e la cappella dell'Eucaristia.

Lasciato il bosco, attraverso la statale Alemagna, eccoci a Dosoledo a far compagnia alla Madonna Addolorata, dal timbro malinconico della vesta scura, con gli occhi al cielo e le braccia spalancate in atteggiamento di supplica e di abbandono, ai cui piedi riposa il Cristo morto sorretto da due angeli.

Presenze che sanno di silenzio e di meditazione. Di profondo raccoglimento. Che parlano con la loro straordinaria plasticità corporea.
Non lontano, nella piccola frazione di Campo di Sopra, spicca la severità architettonica tipicamente nordica e l'eleganza verticale della piccola chiesa dalla pianta ottagonale dedicata a San Candido, il cui interno offre l'opulenza espressiva, e pur garbata, dell'altare ligneo sul quale ; un libro aperto sulle ginocchia, campeggia Santa Caterina, patrona dei filosofi e degli studenti e già veneratissima anche ad Auronzo e Lorenzago.

Pochi passi appena e ci si trova, in territorio di Domegge, a Grea, frazione romita e silenziosa, che fa spazio alla cinquecentesca chiesetta dedicata a san Leonardo, tutta racchiusa dal «rapido precipitare del tetto che contrasta con il saldo campanile che svetta deciso e rassicurante addossato ad una parete della struttura» e la cui architettura «con il suo rincorrersi di nervature e costoloni, che danno slancio e vibrazioni all'insieme» traducono emozioni profonde che popolano l'anima del pellegrino. Sensazioni che solo chi decide di venire fin quassù, dove «a cavallo di un panorama stupendo, natura e storia, leggerezza architettonica e santità, finiscono per completarsi», vive sino in fondo e difficilmente riesce a tradurre in parole.

Come accade anche, in terra di Pieve di Cadore, nella raccolta chiesetta di Sottocastello, dallo stile tardo gotico dedicata a san Lorenzo, e poi ad Ospitale nella cappella in onore di Santa Maria Maddalena e quindi, nel cuore del Comelico in quella dedicata a San Nicolò, avvolta «da una semplicità densa di variazioni cromatiche, da una compattezza stilistica che non lascia margini alla distrazione», capace di offrire a chi decide di visitarla il fascino incantatore di preziosi affreschi del quattrocento e di un olio su tela che celebra il culto alla Madonna della Cintura, la devozione della quale era già stata avviata da Agostino e dalla madre Monica.

Prima di ritornare nel bosco per visitare, a Dovesto, «al centro di una radura fra colori di rara e rasserenante bellezza», s'incontra la graziosa chiesetta del Seicento dedicata a San Giacomo che, nella raffinata eleganza montanara nasconde la sobrietà dell'altare di legno dipinto sormontato da una tela raffigurante San Giacomo con il tradizionale bastone dei pellegrini, a Sappada, vicino alle sorgenti del Piave quella eretta in onore a Sant'Osvaldo, re di Northhumbria, una regione dell'Inghilterra settentrionale che ricorda l'epopea del popolo normanno e a Vodo nella antica chiesetta dedicata alla Trinità e a San Rocco, già visitata da Tiziano in viaggio verso Augusta per incontrare l'imperatore Carlo V e da Lutero recandosi a Roma.

L'itinerario sui freschi sentieri cadorini prevede anche un salto a Zoppè la cui chiesa di cinquecentesca costruzione, dedicata a Sant'Anna conserva opere di Tiziano, di De Lotto, famoso intagliatore sanvitese, di Tomea e Simonetti, oltre ad un settecentesco organo - il più antico del Cadore - di Domenico Gasparini, e a San Vito di Cadore, nella Chiesa della Madonna della Difesa, ricordata dall'affresco collocato nell'abside che parla di Maria con una spada in mano in atteggiamento tanto tenero quanto deciso, a difesa di quelle terre.

Si dice che la fede accompagni l'uomo nel suo peregrinare sulle via della vita. Ed è vero.

Le dodici chiesette che Chiades rivisita per condividere insieme a sconosciuti lettori delle sue pagine, sono tappe su antichi percorsi e vecchi tratturi lungo i quali, l'uomo ha cercato Dio per trovarlo nel silenzio dei monti e nella pace dei boschi. Nei quali Egli, assai spesso, ama appartarsi.

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza