Servizi
Contatti

Eventi


Anche se – ad una lettura distratta – i testi possono sembrare tra loro slegati, questa raccolta si può considerare un vero e proprio poemetto, pur essendo le poesie, allo stesso tempo, compiute ed armoniche. L’autrice racconta, in modo raffinato ed incisivo, “l’avventura” della maternità ovvero l’inizio della maternità.

Traumatico – in questo caso – l’atto che l’ha provocata quanto dolcissimo e trepido ma anche tormentato il cammino dentro le “nove lune” del percorso: “… Non è abbastanza forte nessun verbo | nessuna accusa scagliata  | per questa predazione dell’essere. | Donna io. Profanata!”

Lilia Slomp, nel monologo dell’io narrante, ha raccontato l’attesa rapportandola alle cose circostanti, al microcosmo sereno della quotidianità,”… Forse il tuo bussare | è solo tic tac di ferri | in creazioni di maglie leggere, | scrosciare ai vetri di lenzuola | per smaltare il vento, | o tormentato futuro | di madre in attesa…”

Il dialogo poetico dunque, pur non staccandosi da una sofferenza di fondo, si appella alle cose del creato quasi a rendere più leggera la nota dolente che lo pervade sempre mantenendo un’efficace presa sul lettore.

In uno stile teso e senza cedimenti retorici o melliflui (come il tema in esame rischiava) l’autrice ha descritto della sua attesa, “l’altra faccia della medaglia”. Ma, soprattutto, tramite una poesia forte e colta, ella ha esaltato la particolare condizione della protagonista, guardando con acume dentro la sua anima e regalandoci così un piccolo capolavoro.

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza