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Maria Rizzi vs. Maria Luisa Daniele Toffanin

21 maggio 2020
In diretta dalla RAI: reinventiamo l'ora delle camicie

A dir poco avvincente la lettura di questi quattro racconti della cara Maria Luisa Daniele Toffanin, che ho avuto l'onore di conoscere e premiare. Ero consapevole delle sue capacità poetiche, non la conoscevo in prosa e devo dire che questo mese d'aprile scandito dal 'canto' del ferro sulle stoffe di varia fattura, ricorda per ritmo e armonia una ballata. Questo dolcissimo componimento musicale a carattere sentimentale, diviso in quattro tempi - settimane - ha la grande struttura dell'allegoria di un'intera vita attraverso l'atto dello stirare e la presa di coscienza di un fermo - vita e di orrori inimmaginabili. Tutte le componenti di questa metafora esistenziale hanno come filo conduttore il passo di danza della Scrittrice, che narra, seduce, avvolge, coinvolge. Gli eventi del passato riemergono dai territori della memoria e la saudade è palpabile... nei periodi tragici il potere dei ricordi può essere sfiancante e curante al tempo stesso... Le verità della vita lievitano nelle righe e tra di esse e spesso commuovono, in quanto le storie evocate nel giro di ballo sono condivisibili ed è risaputo che la Letteratura autentica crea uno stato di empatia tra chi scrive e coloro che leggono. Posso dire di essere uscita arricchita in ogni senso da questo valzer con il ferro da stiro, anche se non ho stirato meravigliose tovaglie o lenzuola cucite da parenti. Le camicie sì... e da oggi in poi le vivrò con levità e con la fantasia in libertà. Grazie Maria Luisa, possiedi un talento straordinario!...

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Si vive la macchia, si vive la macchia

E ancora e sempre hai creato un capolavoro, giocando sulla tesi - antitesi - alla macchia - la macchia-...

Ed è la tua lirica un ricamo d'impegno civile e di malinconica nostalgia della macchia intesa soltanto come ricorso a madre - natura, ai suoi miracoli poetici, alla sua indicibile, sussurrata quiete.

Bellissimo il distinguo tra i due stati d'essere. Viviamo effettivamente nascosti, in luoghi dell'anima che fungano da riparo e da isolamento e gli elementi della natura che tessi con rara abilità, sembrano portare avanti 'la loro vita operosa', che a tratti, ci appare priva di senso, ma rappresenta, forse, il senso solenne dell'andare avanti. La vita continua, vibra, palpita e noi, troppo spesso spettatori, torneremo a farne parte da protagonisti. Sei una Poetessa sublime, amica mia. Grazie di aver impreziosito il sabato con tanto Dono! E grazie di esistere.

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7 agosto 2020
A colloquio con il poeta

La magistrale Maria Luisa ha riletto due liriche famosissime del Premio Nobel Salvatore Quasimodo "Alle fronde dei salici" e del soldato semplice Giuseppe Ungaretti "San Martino al Carso" scritta, quest'ultima, nel 1916 su fronte di trincea del Carso. La nostra Autrice attua un'operazione artistica di alto livello trasferendo le emozioni dei due Poeti ai tempi attuali, instaurando un confronto dialettico con il Poeta nato in Alessandria d'Egitto, che tornò in patria nel 1942. Maria Luisa si ispira alla chiusa della lirica di Ungaretti: "è il mio cuore /il paese più straziato." per creare un'analogia con il vento virale che rende il mondo 'paese straziato' ed estende il concetto alla lirica di Quasimodo, asserendo:
"vorrei appendere alle fronde dei salici la cetra
ora che l’ordine vitale da tempo scardinato
d’improvviso s’è squarciato azzerando ogni
liturgia
e noi travolti tutti nel girone infernale
del terzo conflitto globale."

Definire la parabola dell'Artista patavina una parafrasi non credo sia errato, visto che ella espone i testi con parole proprie, accompagnandoli con sviluppi e chiarimenti, ma ho la sensazione che sia riduttivo. Maria Luisa attua delle interlocuzioni liriche, e le ampia creando una breve Silloge, che prende spunto dai versi dei classici, ma squarcia le tenebre del passato con l'attualità delle sue poesie, corredate di titoli, tese a scegliere tra tutti i sentimenti la Speranza, e cita il poeta tedesco Rilke, che afferma "che i vivi sono ossessionati dalla distinzione tra i vivi e i morti' e precisa che egli crede 'in altri esseri, gli angeli, che non notano alcuna differenza'. E la nostra Poetessa, riferendosi a lui, recita:
" ne sortirà un uomo nuovo plasmato dalle attese disperanti:
muoverà umili passi in ascesa della montagna dei

Beati"
Di certo la stessa Maria Luisa scrive come un angelo. Dona liriche che stordiscono e che ci rendono meno prostrati. L'Arte pura è balsamo per tutte le ferite. La Poetessa ne è consapevole e sparge il suo miracoloso unguento. Stregata da tanto incantesimo la ringrazio e la stringo con tutto il cuore!

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14 agosto 2020
Poesie sul COVID

Maria Luisa non ti smentisci mai. Sei attenta ai battiti della vita, li scandisci al ritmo dei tuoi, e soffri, ti consumi per i dolori, per le nuove realtà, che canti evocando Gianni Rodari per sminuire l'impatto dello strazio, del non potersi abbracciare, toccare:
"Noi siam le mascherine
con gli occhi a mandorline
venute da lontano
andiamo in tutto il mondo
per la festa della vita
giochiamo al girotondo
ma a distanza sociale".

Diventa fiaba la vita che conduciamo da mesi e che non darà tregua tanto presto. Alludi alla 'cabala', quale termine più adatto ai giorni che 'ci vivono' togliendoci l'immaginazione, lo spirito insolente e meraviglioso che consentiva di sentirci brividi di eternità. E, amica mia, di versi di oro e seta e di passi lievi sulle storie difficili, non dimentichi che:
"Dove sembra la fine improvvisa della strada
là può sorgere un nuovo inatteso cammino."

La tua Silloge vibra di consapevolezza, di solidarietà, di pietas e di un amore che travolge e che rappresenta l'antidoto più potente per il male che vorrebbe disarmarci. Siamo vivi! Anche grazie a te. Ti voglio bene.

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23 settembre 2020
Il miracolo di un libro di poesia

Leggo della meravigliosa iniziativa “Il miracolo di un libro di poesia” portata avanti a Rocca Pietore da un gruppo di autentici intellettuali per consentire la donazione di Borse di Studio a tutte le categorie di studenti e mi rendo conto che il Covid non arresta la beneficienza, lo spirito di solidarietà, l’amore verso il prossimo. Non mi stupisce che il testo che ha consentito di raccogliere i fondi sia stato quello della cara Maria Luisa Daniele Toffanin “La casa in mezzo al prato in Bosco Verde”. Le poesie estratte dal testo e postate in questa pagina rappresentano diamanti incastonati nel cuore di Leucade ed ennesime risposte alle liriche postate in precedenza dagli altri brillanti Autori del blog. Si tratta infatti di un poemetto che ricorda la Via Crucis scandendola al battito del procedere dei cavalli, delle greggi, degli ‘spazi d’agresti riti montani’, di ‘di mufloni nell’acerba primavera / inarcati in amorose lotte’. La Natura è in festa, come i ‘foresti e paesani’ che ‘intrecciano ghirlande di parole nuove’. Un’Ode a Cristo, una processione di fede e di speranza che nel mistero del dolore dell’Uomo attende milioni di Resurrezioni. Un miracolo di Arte, di Fede, di Amore… Ringrazio la nostra Poetessa patavina per sì immenso Dono e per la causa che ha portato avanti con i suoi familiari. Un grande abbraccio,
            Maria Rizzi

Sono felice, cara Maria, di averti ritrovata nella Parola della poesia da te con originalità interpretata e nella condivisione di questa esperienza di solidarietà culturale a cui tante tante mani hanno contribuito in una trama d'amore per l'agordino deturpato e per i giovani turbati dall'uragano Vaia. Grazie sempre della tua affettuosa e viva partecipazione.
            Maria Luisa

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6 ottobre 2020
Bellezza d'armonia-dolore insieme

Una preghiera, un lungo momento di celebrazione dei nostri fratelli che hanno affrontato la fine da soli e dei loro parenti ai quali è stato negato di assisterli e di salutarli degnamente.

“Ali bianche d’innocenza volano nell’ora
memorante Bergamo-città-famiglia
di troppi figli orfana”

impossibile evitare la commozione. Prendere atto, una volta di più, che attraversiamo un anno che nessuno avrebbe potuto immaginare. Sottrazione di vite in tutto il mondo, anche nei paesi nei quali le strutture sanitarie non sono adeguate e, soprattutto, le persone sono “invisibili”, in quanto non registrate alla nascita. Il tuo Cantico, Maria Luisa mia, ti rivela ancora la donna impegnata nel sociale, tesa ad arco verso il prossimo. Le tue parole sono scintillanti come diamanti e si incastonano nei drammi lenendo, almeno in parte, gli strappi e gli addii. Ti ringrazio, ti ammiro…
            Maria Rizzi

Grazie, cara Maria, della tua presenza critica così sensibile e affettuosa, presenza a me molto gradita e cara.

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17 ottobre 2020
Scorre l'eterno

Maria Luisa mia, sei sempre attenta ai momenti storici e stendi veli di levità e di armonia sulla paura e sul dolore. Con i tuoi versi, intrisi di magia, tutto si ferma. L'eternità è racchiusa nell'attimo presente, come dovrebbe essere, visto che siamo figli del momento e dovremmo legarci al concetto: "ogni giorno è il giorno".

Con il tuo stile soave affreschi bimbi che giocano in un giardino 'dei vesperali colori
di cielo e terra oltre il mare' e il mondo sembra un'ampolla di vetro, qualcosa che ci ricorda di non soffiare troppo forte. La chiusa, da brividi, è lirica in se stessa e riassume il senso della Poesia. Grazie, Amica di voli pindarici, di luce e di speranza. Ti voglio bene e ti stringo insieme al nostro Condottiero!

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3 novembre 2020
Omnes Sancti

Maria Luisa mia, le tue tre liriche scandiscono il cammino di fede percorso dal 1998 a oggi in onore dei tuoi genitori e del testimone, che con amore immenso, ti hanno passato. La cifra stilistica ha toni epici, grandiosi, inimitabili e lo asserisco senza alcuna enfasi, con onestà intellettuale. Di fronte ai tuoi versi mi sono sentita inadeguata. La festa di Ognissanti è stata celebrata dai tuoi 'come la più importante dell'anno' e questo assunto è già segno di anime d'immenso respiro. Per dirla con Sant'Agostino: "La gioia di aver avuto gli amori è più grande del dolore di averli perduti", i tuoi versi lo confermano con toni immaginifici, e nella lirica "Omnes Sancti" introduci con levità pulsante
lo strazio del presente:
"Ora voi sapienti di cielo e terra
fili lucenti riceventi messaggini
di noi figli esuli dal Padre
illuminate, di grazia, la città dell’uomo
smarrita in un deserto virale
greve per scorie sociali ed ombre interiori"

La fatica del vivere ricorre anche nelle altre liriche, evocando Montale e i grandi della nostra Letteratura. Nel leggerti ho preso coscienza, una volta di più, che l'esistenza scorre come un respiro e dentro lascia la nostalgia del perduto e la consapevolezza dell'esempio da seguire. Ogni giorno che passa tesse il filo invisibile dei ricordi e questi ultimi non muoiono mai, al massimo si addormentano. Sei Donna d'Amore, amica mia, tesa ad arco verso gli altri. Ti ammiro infinitamente e ti stringo a me, insieme al nostro infaticabile Nazario.

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13 novembre 2020
Si rincorrono i colori d'autunno

"Leggere il giardino", nuovo visionario e realistico volo della nostra Maria Luisa che attribuisce alla Poesia il senso delle storie che ama, delle passioni che coltiva... Il suo novembre, appendice dell'estate, è dipinto con colori che farebbero invidia a un artista figurativo in questa lirica che celebra la Natura, ma com'è usanza dell'Autrice patavina diviene grande allegoria della vita che scorre.

"Tutto è splendida congiunzione di colori-vita
segno dell’amore-concordia che percorre
da sempre l’universo, nostra fede ancora
pur fra le lacrime l’affanno di chi in bilico
fra l’alfa e l’omega, vacilla sulla corda".

I versi citati, che possono definirsi Poesia compiuta in se stessi ne rappresentano la grande dimostrazione. Le creature del giardino, miracoli lirici, come tutti gli esseri viventi, si accordano alle umane vicende e divengono presagi di nuove armonie, perché non 'si vacilla sulla corda' per tempi infiniti. Sguardo d'amore posato sul sociale, che con la levità, che caratterizza Maria Luisa, mette in risalto quanto le perdite spingano a intensificare i sensi. Non si muore un po’ per volta, si nasce morendo, visto che le due realtà sono intimamente legate. Un affresco di sole, di colori, di profumi, di riflessioni, composto con i cinque sensi e donato con il consueto amore. Grazie, amica mia! Sei la donna delle meraviglie. Ti bacio.
            Maria

15 novembre 2020

Grazie, cara Maria, per quella "donna delle meraviglie", mi è molto piaciuto! Credo veramente, al di là delle tue splendide riflessioni, che in questo momento sia urgente vivere la nostra vita nella bellezza della natura e approfondire il colloquio con il creato in cui possiamo ritrovare orme di presenze care come quella di mia madre che io ritrovo nell'Erba Luigia, la pianta da lei più amata, che odora di limoncello e che ha quei fiori esili e forti, metafora della nostra vita. E così la memoria diviene luogo in cui ritrovare altro nutrimento per resistere al delirio di questo tempo. E ti riporto dei versi tratti da "Sottovoce a te madre" con prefazione, pensati, del nostro amato Nazario:
"... e l'Erba Luisa diafana nuvola
nel turgido verde-emozionale essenza
tra le mani anche dell'aria
a tronco in vigoroso slancio
misura del tempo ormai bruciato
in un anomalo lampo."

E diviene l'immagine e la memoria della madre stessa
"... assente presente accanto a noi
brezza essenza foglie fiori."

E così, concludendo, e ringraziandoti ancora per il tuo viaggio attraverso la mia poesia, ribadisco che la nostra resistenza a questo tempo difficile può avvenire per tutti noi proprio nel conforto-colloquio con la bellezza del creato e con la memoria come rinascita interiore.

Un abbraccio affettuosissimo con tutto il mio cuore,
            Maria Luisa

° ° °

17 novembre 2020
I tuoi fiori di vita

Non posso che commentare le parole della mia Amica, Poetessa sublime, con la commozione e la più profonda condivisione. Il ricordo della mamma avvolge, come bolla di vetro magico, l'intero universo della Donna e dell'Artista. È vivo e vibrante nelle creature di madre natura, ma anche e soprattutto 'nel calore della casa / che si rinnova ogni giorno' e 'nella matta /sbrigliata fantasia a me donata'. La mamma, in questa lirica sublime, non viene angelicata, ma resa anima eterna della Poetessa. In fondo dal grembo si nasce e al grembo si torna e si resta figli /figlie per tutti i giorni che ci vengono dati in dote. Un inno d'amore intimista, non intimo, in quanto affresca un quadro di emozioni universali.

Ringrazio Marisa per quest'ennesimo dono!
            Maria

19 novembre 2020

Sempre grata per la tua affettuosa presenza nella mia poesia che sai leggere sempre con acuto pensiero. Un abbraccio affettuoso di tutto cuore,
            Marisa

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27 novembre 2020
La tua vita un cantico

Cara Marisa, come sempre, spicchi il volo con i tuoi versi di velluto dedicati a un colosso come Rita Levi-Montalcini, scienziata del Novecento, che ricevette il premio Nobel per la medicina nel 1986 e fu senatrice a vita dal 2001 fino alla morte, nel 2012. Con le tue soavi capacità di versificare e di scegliere argomenti vicini al sociale, la definisci:
"soffusa d’energia interiore
fiore semprevivo-ardore
per la nicchia del pensiero".

E sei calata nella storia della donna nata a Torino da una famiglia ebraica, che visse varie fasi della vita, studiando all'estero e, tornando poi in Italia, dove si intuisce che tu abbia avuto l'onore di conoscerla a Pistoia, entrando in sintonia con il suo sguardo severo e dolce al tempo stesso

"informali incontri con noi
subito da te ravvisati
oltre il velato sguardo
sodali in comuni ideali".

Ti assicura, amica mia, che leggendoti ho sempre la sensazione che valichi le frontiere del possibile, in quanto riesci a rendere di un lirismo assoluto vicende che, di norma, andrebbero narrate in prosa. E' molto più di una dote: incarni la Poesia, ne sei figlia, sorella e madre. Grazie per questi tributi e per l'onore della tua vicinanza affettiva. Sai che abiti il mio cuore.
            Maria

30 novembre 2020

Grazie Maria per aver ripercorso la vita di Rita Levi-Montalcini e di aver così inserito questo bellissimo personaggio nel contesto storico preciso. Io, nei miei versi, ho dovuto sintetizzare, come tu hai ben sottolineato, la sua storia sì ma soprattutto i nostri rapporti avendo lei creato per prima in Italia i Centri di Orientamento dell'Associazione Levi-Montalcini per aiutare i giovani nella scelta scolastica. Perché il futuro dei giovani era un'altra delle sue grandi passioni. In questo ambito ci siamo incontrate in una condivisione di ideali, così, spesso, ci siamo anche frequentate. Ad esempio è stata resa cittadina onoraria di Abano, come dico negli ultimi versi, in cui alludo ad una foto ricordo con tutto il nostro gruppo di orientatrici. Di questo lungo cammino è rimasto in suo ricordo il concorso di poesia, disegno ed altro "Mia euganea terra" patrocinato ora dalla nipote Piera. Veramente mi sento fortunata di averla conosciuta e di averla per caso rivista, come tu ben hai intuito, in altre città e perfino nella stessa Torino per festeggiare i suoi 100 anni. Questo per completare il quadro non mai completo dell'esistenza di questa scienziata-donna aperta sempre all'incontro umano.
Grazie ancora per la tua attenzione nei miei confronti: sei proprio un'amica preziosa ed insostituibile.
Marisa

Cara Marisa,
sono i tuoi tributi che mi arricchiscono e mi entusiasmano...

La vita della Levi-Montalcini l'hai affrescata in modo sublime. Tra l'altro, come ti ho scritto, era quasi impossibile renderlo in poesia, tu hai detto tutto toccando le consuete altissime vette. Ricorda che sono sempre e solo io a sentirmi onorata e felice e a vivere come un Dono di Dio. Ti stringo forte forte al cuore.
            Maria

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24 dicembre 2020
Pastore di memoria

Una lirica di Natale, che spinge a pensare al capolavoro di Eduardo De Filippo "Natale in casa Cupiello". Ogni pastore diviene testimone del tempo, porta in sè i ricordi della famiglia e non è compartecipe, ma protagonista del presepe, unico simbolo del Natale legato realmente alla nostra tradizione. Sei sempre lieve come carezza, Maria Luisa mia, e restituisci a questi giorni "la magia dell’infantile tempo / dilatato a dismisura nel mito". Mito inteso non favolisticamente, ma nel senso di narrazione fantastica tramandata oralmente o in forma scritta, con valore religioso e comunque simbolico. Sei una Poetessa che dona il senso delle cose importanti, restituisce il sorriso, anche in tempi bui, e ... io dopo averti letta mi sento ricca. Mi piace chiudere con i tuoi versi: " nei domestici riti del Natale tu, infanzia, custode del Prodigio" Grazie! Ti bacio e ti rivolgo gli auguri più cari...
            Maria

25 dicembre 2020

Cara Maria, ti sono molto grata per le tue note critiche al Mio pastore. Riesci sempre a penetrare nell’anima della poesia e dell’autore. Raccolgo tutte le tue note per inserirle nel mio sito. Auguri a te e famiglia di giorni di luce insieme ai miei pastori e alla mia rosa di natale.

Un abbraccio affettuoso.
            Marisa

Maria Luisa mia,
ringrazi me e ogni giorno dovrei ringraziare te, infinita
fonte di arricchimento e di dolcezza. Oggi viviamo un Natale
particolare, almeno per alcuni, più mistico, di maggiore riflessione,
e le tue liriche di raso e oro sono balsamo per le anime ferite.

Mi hai inviato un altro diamante. Nel cielo opaco di smog mi è sembrato
di vedere "un filo di candore nivale / radiosa plaga di luce nell'azzurro cristallo"
e ho immaginato la Nascita nel senso puro, incandescente, che animava
la mia infanzia. Nessuno sfarzo, spiritualità, amore, vicinanza e la 'radice del cielo'
reincarnata in ognuno di noi. Sei un sogno di Poetessa, Amica mia!Ti voglio bene
e poso sul tuo cuore quella cosa piumata che lievita e dà senso al domani: la Speranza!

            Maria

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21 gennaio 2021
Il fiume delle parole

Un breve, esaustivo Cantico sulle Parole quello della cara Maria Luisa, delle parole che premono, urgono come fatti e divengono quindi 'giganti' per dirla con Seneca. L'Autrice vuol porre un argine al torrente di inutili disgreganti espressioni, che creano fossati, non ponti e impediscono al vivere di riacquistare dignità. La Poetessa, si erge fiera come esempio, come maestra e invoca 'una stella chiomata d’oro /sorta in cieli lontani lontani /che ci segni il sentiero insieme ai Re Magi". La sua soave cifra stilistica le permette di esprimere la rabbia con voce d'angelo, di invocare la premura di ricevere parole nuove in nome di un mondo che rischia 'di crollarci addosso addosso con il suo mistero /come una Pompei soffocata da polvere'. Calata nel triste tempo che siamo chiamati a fronteggiare Maria Luisa si sente parte del creato, non ha paura di rompere gli stampi, di scrivere con il sangue, con il dolore della donna che teme possa spegnersi 'la scintilla celata in noi'... Inevitabilmente termina in levare la sua seconda lirica, lascia spazio alla speranza e dona alle parole il potere di traghettarci verso un sogno di pace. La ammiro sempre di più e sono fiera di esserle Amica. Un forte caldo grato abbraccio a lei e al nostro infaticabile Condottiero.
            Maria

Maria, sei indicibile! Sai sempre trovare la giusta espressione per esprimere l'anima altrui e per nobilitare la scrittura che può essere oggi, come tu affermi, un modo per traghettare verso la speranza, la pace anche interiore. E ci sentiamo insieme io, te e tante altre anime che il Condottiero conduce nel cammino verso la bellezza, ci sentiamo delle privilegiate perché questa della poesia diviene un'isola ove meditare le cose del mondo, rifiutarle, ricostruirle, ristrutturarle in un comune progetto di rinascita.

Ti abbraccio sempre con grande affetto, mia preziosa amica.
Maria Luisa

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26 febbraio 2021
Immenso provvido cosmo

Un canto alla cima della Marmolada delle Dolomiti, molto caro a voi veneti, ai patavini in particolare... Un canto che non elude 'i presagi di morte'. Ma la tua poesia, Marisa cara, non nasce per celebrare il buio. È sempre e comunque in levare, infatti la cima di colpo "esplode in una raggiera gugliata /di candore" e tu levi l'ode al cosmo, che semina il bene sempre e comunque a dispetto di noi uomini... Grazie ancora di tutto e infiniti baci...
            Maria

Cara Maria,
ti ringrazio sempre per la tua disponibilità critica. Credimi, è veramente un segno di stupore quando il sole illumina il Sasso Bianco tanto che, al suo primo apparire a metà febbraio (da dicembre a febbraio la vallata è senza sole), le donne del paese dicono che la montagna sorride dalla gioia di sentire il sole. Effettivamente questa luce riflessa sulla pietra accende proprio tutto il paesaggio e per me, in questo momento, è un segno di grande speranza.

            Marisa

1 marzo 2021

Marisa mia,
condivido tutto... La metafora che adotti è degna del tuo valore di Poetessa. Sei una donna sopra le righe in tutti i sensi.

Il Premio, lo dico fraternamente, devo portarlo avanti, ma mi interessa poco. La gente aderisce, per la serietà del progetto, ma io l'ho lasciato slittare di un anno proprio per dare respiro alle case editrici coinvolte e alle biblioteche.
            Marisa

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28 marzo 2021
Da sempre quel contenzioso

Sublime Marisa cara questo tuo omaggio a Dante, che rispecchia lo spirito profetico del grandissimo Poeta e gli rende autentico tributo. Riesci a creare una parabola, sotto forma di allegoria esistenziale, che attraversa la leggenda omerica di Odisseo, la vicenda del cavallo che espugnò Troia per arrivare ai nostri giorni e a trasformarci in disperati tesi 'a imbrigliare il cavallo pazzo-progresso'... Citi nel tuo poemetto il Poeta antesignano d'ogni rivoluzione, con le sue arditezze acrobatiche, ovvero Andrea Zanzotto, e dimostri quanto la vera Poesia possa essere Rivelazione.
I tuoi versi lasciano in stato di sospensione, si è tutti figli di questa grande metafora e di un presagio lontanissimo, che non abbiamo saputo mettere in conto. L'arte di noi piccoli uomini resta quella di ignorare. Purtroppo, Marisa mia, lo stiamo dimostrando ancora, nel pieno di una tragedia che verrà capita dai posteri. Sei soave. Pagine simili restituiscono dignità e altezza all'Arte. Ti abbraccio ammirata
            Maria

31 marzo 2021

Il tuo commento, cara Maria, veramente mi confonde per la tua acuta lettura e per la profondità della tua analisi. Rimaniamo abbarbicati all'arte, alla bellezza e all'amicizia.

Con tutto il mio grande bene,
            Marisa

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5 aprile 2021
Annuncio di Re surrezione

Sempre in levare, la mia Marisa, con i suoi tocchi soavi leva un'ode alla vita. L'anafora "No, non può morire il mondo" è il prologo dell'universo in lotta con le forze avverse per salvarsi. La Natura trionfa: "la luna col suo candore immacolato"; "nello stupore di questa primavera"; "nei silenzi virali delle stelle/brilla sempre il respiro di Dio"; la vita resiste, è nell'eco di quel sorriso ed è nella madre, nella 'sola madre' che annuncia la sua risposta alla morte, donando nuova vita... Sei cantico delle creature in versione XXI Secolo e in tempo di pandemia. Sei laddove gli angeli fanno forse fatica ad arrivare... Grazie di tanto dono, sei apertura d'ali e ne abbiamo tutti bisogno. Ti stimo e ti voglio bene. Siano lievi tutti i tuoi giorni
            Maria

6 aprile 2021

Cara Maria, sei unica! Sai sempre trovare la chiave di lettura più alta di ogni verso fino ad arrivare alla sfera angelica, con le tue parole. Grazie sempre per queste bellissime immagini che sai creare entrando nella mia anima e nella mia parola. Come tu hai già affermato, è proprio vero che è un miracolo condividere i nostri sentimenti, ritrovarci nei versi vivendo un attimo felice lontano dalle insidie virali. Ti penso anch'io con grande affetto e ricambio cornucopie di Bene!
            Marisa

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16 aprile 2021
M. Luisa Daniele Toffanin legge “Zanzotto” L'innocenza del creato

Marisa cara, questo tributo ad Andrea Zanzotto, l'intellettuale di Pieve di Soligo, del quale proprio quest'anno si celebrerà il centenario della nascita, è uno dei tuoi cammei e l'ennesima testimonianza della sensibilità e della grandezza della tua anima. La lirica tratta dai versi giovanili presenta in nuce le peculiarità della produzione poetica successiva, ma come giustamente sottolinei, si sofferma sulla osservazione riflessiva del paesaggio, sia come ambiente concreto, sia nei suoi tratti pittorici e figurativi. Zanzotto valorizza gli elementi naturali e il piccolo borgo, ovvero il suo territorio, da cui egli sembra osservare il mondo come da un angolo protetto. Seducente, allegro e al tempo stesso disilluso il Poeta inizia il proprio viaggio verso la consapevolezza della fragilità dell'uomo. Con una disamina alata svolgi poi l'esegesi della lirica "Ligonàs", che già nei primi versi narra l’incanto di un suo paesaggio perduto, rivisitato dalla memoria poetica come luogo dell’innocenza rigeneratrice della natura e dell’infanzia. Posso dirti da umile ascoltatrice di questo incanto, delle due voci, tua e di Zanzotto, che l'assonanza che avverti è molto forte, 'la sua armonia e l'energia del creato' sono tematiche che vi accomunano e creano la famosa affinità elettiva... dono raro e bellissimo. Mi complimento per l'omaggio e plaudo i due Poeti e le loro voci che accarezzano e arricchiscono. Un forte abbraccio, amica mia!
            Maria

17 aprile 2021

Cara Maria, come posso esprimerti la mia gratitudine per questa tua premura affettuosa, critica, sublime alla mia scrittura? Credo che la risposta sia proprio in questa amicizia che si nutre della parola condivisa come un atto di fede comune. E non è di tutti. Grazie sempre della tua cara presenza..
            Marisa

La risposta è nella tua arte, Marisa, credimi...

Io ti considero un'amica antica della quale vado fiera.

            Maria

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