Servizi
Contatti

Eventi


Poesie inserite nell'Antologia Poeti Padovani
promossa dal “Gruppo Letterario Formica Nera” 1946-2008

con note critiche di Luciano Nanni

Anno 1997

CIELI SETTEMBRINI

In Dell’azzurro ed altro

Acque di prato / di tenero verde / arabeschi di fumo / nel blu del cobalto. / Già mutano i contrasti / in accordi accesi / di lucidi smalti. / Il giallo dell’oro / diviene pentagramma / per musica inventata / da prezioso tramonto. // Tessere musive1 / sorrisi di colore / nei cieli settembrini. // Stupore primitivo / canto selvaggio e puro / come nascesse il mondo.

Contrasto e impasti di colore acquistano spicco nella tensione visiva che delinea il paesaggio: su questo scenario pittoresco un canto selvaggio e puro riporta l’innocenza di un mondo primigenio.

1musive: agg. i mosaico.

Anno 2000

CORNUCOPIE DI SETTEMBRE

In Per colli e cieli insieme mia euganea terra

S’inventa settembre / in verdi arazzi / a grani d’oro / cornucopie splendenti / di limpidi colori – / stelle esplose nel sole / ad impazzare sciami / a maturare alchimie – / nettare in calici / ambrati celati / nel dolce alveare. // E t’invade il cuore / un’onda viola mite / di odori antichi / onda di vita che / paziente si fa nuova / in riti di fiori e di ali / a eternare dono d’amore / in anelli di sapienza infinita.

Un “arazzo” di luce e colori fervido di vita, visione di multiforme bellezza che trova nel trapasso di stagioni la piena effusione: la seconda strofa porta immagini ancora più profonde e dense di pensiero – come “un’onda viola mite”.

Anno 2002

INCANTESIMO

In Per colli e cieli insieme mia euganea terra

Fibrilla2 d’autunno / il sole dell’anima e / dentro si spegne / in pensieri d’inverno. / Ma odora l’aria di piume / in gomitoli chiuse / a fili infiniti ancora sospese. // Arcana memoria di riti felici / che inseguono il tempo impietoso / e l’ora turba in presagi / e insieme accende stupore, incantesimo. // Sono le dita setose3 di pioppo / – scampolo ultimo di verde – / che accarezzano il cielo / grate a quel fragile dono di vita. // Sono la mano setosa di mago / che dal cono di vento / libera nere frange / in forma di ali / e smuove nuvole in / gioco-illusione di raggi solari. // Sono tenerezza- fantasia / che così incanta / quell’onda tua viola / se improvvisa si defila l’energia / in alate figure / altro tempo-vita che ancora migra.

Già s’intravide dal titolo la “tenerezza-fantasia” che unisce lo slancio evocativo della parola al fascino di una natura ideale – spirito con “alate figure” senza tempo.

2Fibrilla: anche vr; 3setose: voce polisemica

Anno 2003

NON SEI PIÙ

In Florilegi femminili controvento

A Laura

All’angolo di sole / – incontro di energie comuni – / con volto di candida ninfea / e l’andare di petalo leggero. // Un vento sul poggio / ti mena ora a riposare pensieri / sotto coltre di stelle / nel sogno dei tuoi girasoli / e nuova alba ti desta / a infinito orizzonte d’oro? // Ma nell’ora / che così improvvisa ci muore / già a te appare l’arco di cielo / ove acuta si schiara la risposta / al senso nostro della sosta / e l’Oltre è lucente in slarghi d’azzurro? // Qui a noi grevi stelle smunte / in questa morsa di mistero / accendono ipotesi di luce / solo in parole recitate al cuore: / illusione di rivederti / mia dolce amica, all’angolo di sole.

La ricca tessitura linguistica dei versi traluce d’un particolare significato per lo struggente ricordo “infinito orizzonte d’oro” – l’inesprimibile profondità del sentimento perviene al punto più alto concesso alla parola.

Anno 2006

L’INFINITA NOSTRA ATTESA

In Fragmenta

L’argine è pensiero che corre e nel verde riposa / l’aria è anima che vola in sentieri di cielo / sciolto il nodo in ala leggera / il fiume è tempo che trascorre e non consola. // Ma ora tutto è mentale inerzia / nella galaverna4 che immensa / bianca avanza non s’arresta / gelida la zolla malata l’acqua. // Lontano San Michele nel blu è candida / campana senza più stupore / e anch’io non suono dentro / tra torri urlanti all’uomo senza storia. // E tu pure mia verde chioma: / non più fremiti alle tue fronde / brinata irrigidita la tua linfa / da mani aride d’amore. // Ma l’azzurro gelo è vita che chiama / dal dolore anche della zolla / non sosta lavora rinnova magia / dal profondo suo segreto. // E anche il cuore è luce di viole fiorite / sulla linea ultima del giorno che a noi così non muore. / Miracolo l’infinita nostra attesa.

La convergenza di più elementi realizza con felice ispirazione gli aspetti figurati di un testo in cui rigore conoscitivo e logica non vengono mai meno ai valori etici: la purezza dei sentimenti vi appare come “luce di viole fiorite”.

4Galaverna: incrostazione di ghiaccio che si forma sui rami degli alberi; et. Incerta.

Anno 2007

ROSAPINETA

In Sottovoce a te madre

Rosa-pinea / nella conchiglia-memoria del cuore / è fiore che vive fiore che muore. // Rosa che profuma / col tuo scarlatto amore / l’estiva resinosa notte // che vibra nell’albale attesa / del primo boccio / dischiuso in stupore / alla sua presenza infante. // È rosa che langue / nel presagio di petali esangui / in giorni per Loro / ormai consumati e stanchi. // Rosa di aghi e pigne / – morte e vita insieme – / raccolta nella conchiglia del cuore / memoria che permane, non muore.

La rosa-anafora si distende in un arazzo di rara beltà che a ciascuna strofa svolge un percorso mai uguale per quanto dominato da una logica creativa riassumendo l’arco di un’esistenza (sogni e realtà) nella perfezione della memoria.

Materiale
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza