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Siamo uomini innamorati della bellezza e che dialogano in amicizia

Intervento alla Presentazione del libro
a Spezzano Albanese (CS), 6 luglio 2017

Il libro è diviso in due parti: una dedicata a Francesco Fusca e una a Pasquale Montalto. L’intero libro è percorso da sentimenti di amore per la bellezza, elogi alla natura e alla terra, attraverso i luoghi del loro microcosmo, come, ad esempio, per Fusca il suo amato mare, la sua Schiavonea con i suoi paesaggi. I poeti, per il fatto stesso di aver scritto e voluto pubblicare le loro poesie, esprimono il desiderio di entrare in relazione con i loro potenziali lettori e perciò comunicano, confermando come comunicare sia la vera funzione, la vera natura, della poesia. Il libro, nel suo valore creativo, testimonia questo bisogno di comunicare, per realizzarsi attraverso lo scambio di reciprocità con l’altro. Bisogno che ci sia qualcuno che accolga quello che diciamo e che scriviamo, e lo riceva per confrontarsi e cambiare, per realizzarsi. Tra le pagine si respira sia l’incontro comunicativo tra i due poeti, sia la voglia di comunicare con l‘altro. Questo poetico incontro ha consentito agli Autori di autotrascendersi, in quanto nelle parole che loro vivono avviene e l’incontro con l’altro, ma anche l’incontro con la Bellezza dell’altro.

Le poesie di Montalto e di Fusca ci rivelano come l‘aspirazione di entrambi sia sempre stata quella di vivere la quotidianità con pienezza e non certo con superficialità, soffermandosi sulle cose belle, a partire dalla bellezza delle parole, e nell’impegno di educare alla bellezza, testimoniare l’amore per il bello non solo con la poesia ma soprattutto in ogni aspetto del vivere. Educare per la bellezza, educare alla produzione di cose belle. E’ ovvio che, a questo punto, il loro intento è di dare vita ad una prassi pedagogica che parta proprio dal potere umanizzante della parola poetica. C’è un sottolineare la funzione interlocutoria della poesia, dove il dire si unisce con il fare, e dove il linguaggio diventa capace di influenzare percezioni, pensieri, comportamenti e dunque di farsi veicolo di trasformazione e cambiamento.

Nelle poesie di entrambi i poeti si sente la responsabilità morale, verso sè stessi, verso il sociale e anche verso il loro pubblico. Sono poesie che diventano pensiero divergente contro l’omologazione sociale. Sembra quasi che i due poeti non si sentano troppo piccoli di fronte alle grandi cose del mondo. In Pasquale Montalto sono centrali i messaggi di condanna per ogni forma di violenza. Le poesie di Francesco Fusca dedicano spazio alla sua terra d’origine, mai abbandonata. Il poeta dà importanza ai problemi dell’albanesità, dando valore, da lui sempre con orgoglio riconosciuto, alla cultura arbёreshё, e dai tempi in cui i vestiti llambador si indossavano solo per travestirsi a carnevale, e fino alla fine dei suoi giorni quando, purtroppo, per molti sia da considerarsi, erroneamente, qualcosa di superato e/o da superare.

In entrambi i poeti l’amore per la terra si innalza, sublimandosi, in amore verso gli altri, l’uomo, in quanto “animale politico”, non è fatto per vivere in solitudine ma per vivere insieme ai suoi simili, stringendo legami sentimentali e costruendo relazionali, spesso invisibili, che superano barriere materiali e distanze infinite, e che neppure la morte potrà rompere. Quando si è costruito un sentimento con un’altra persona, che sia amore, amicizia o profondo rispetto, una parte del nostro Essere sarà sempre legata a questo sentimento e una parte della nostra mente ne avrà sempre memoria, pertanto l’anima immortale trascendente, custode dei sentimenti più profondi, resterà legata incondizionatamente all’altra persona. Nella poesia che Fusca dedica al figlio Jonny, l’amore verso gli altri e la serenità di un uomo consapevole del fatto che donarsi agli altri è l’unico modo per cui vale la pena vivere la vita, diventano un insegnamento, anzi meglio un tesoro, che un uomo lascia al suo più grande affetto, il figlio. Molto emozionante è il continuo richiamo alla morte, per la malinconia che questi versi trasmettono. Questa malinconia sembra trovare risposta nelle liriche del Montalto in cui il tempo e l’eternità si confondono. Nelle poesie di Pasquale Montalto è evidente come ci sia l’esigenza che tutto possa essere comprensibile a tutti, forse anche a causa dello stesso scopo delle sue produzioni, dove il poeta cerca di comprendere il mistero della vita e riuscire a dare qualche risposta, partendo da mondi sconosciuti, o sepolti nell’inconscio.

Recensione
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