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I colori visti dopo

Non lo è per come la raccolta è organizzata, ma non sarebbe neppure sbagliato considerarla un bel poemetto suddiviso in tre capitoletti: “Il tempo”, “La terra”, “Io, noi, gli altri”, per il fascino della successione di cose e fatti in essa narrati.

Vicende brevissime, altre brevi, altre ancora più articolate, ma che suscitano tutte curiosità e partecipazione.

C’è, per esempio, una fresca storia di ventenni, con sfide e furbizie, l’apparente indifferenza di giovani ognuno in contesa serrata per la conquista dell’altro, un po’ chiuso, forse timido. C’è quella di un padre quando, ancora in forma, da mattina a sera era intento a “un rivoltar di brune zolle” o dello stesso avanti negli anni, bisognoso di cure e di una figlia amorevole. La cronaca è sviluppata attraverso fotogrammi poetici disarticolati che, una volta assemblati, danno il quadro intero di una o di più vite, con grandi e piccoli atti, per niente banali, come lei che rade la barba all’amato genitore con la faccia ridotta ormai a una rugosa corteccia d’albero, “Chino (...) il capo sopra il petto”, appisolato “davanti al camino”. E c’è l’infanzia della poetessa, i suoi sogni (di “andare sulla luna”), l’amore verso gli animali domestici (la cavalla dal muso stranamente somigliante a quello del genitore), la merenda di bambina (un “panino | avvolto nella carta gialla”), la perdita di un amore da lei creduto importante...

E poi la natura popolata d’alberi, fiori, frutti, animali vari (scoiattoli, fagiani, pesci, grilli, cani, galli) e case e campanili. Magico è il paesaggio invernale e la neve nella quale la poetessa fanciulla ha l’incubo di smarrirsi; evocativi il vento con i suoi fischi alti “tra gli alberi, | sotto i coppi”, il rito della vendemmia e la sua allegria, la tristezza del vecchio che “cammina piano con il bastone | curvo e nodoso come le sue mani”.

Poesia quasi sussurrata, attraverso la quale Fosca Andraghetti rivive momenti e vicende che allora non apparivano così importanti, mentre oggi giustamente le rivelano tutta la loro luce, i fascinosi colori, la loro centralità.

Recensione
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