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Grendel e il poeta da Beowulf a Shakespeare

Il libro si avvale di una premessa dell’autrice che spiega al lettore le motivazioni, le linee seguite in questo suo nuovo, interessantissimo lavoro, quasi a prenderlo per mano e respirare con i suoi personaggi.

“Serbando nel cuore la forza e il mistero di Beowulf in lotta contro il mostro Grendel e il drago dal soffio infuocato, ho attraversato ballate, guerre, conquiste ideali, fede; e ho incontrato eccezionali nomi (…) Con loro sono giunta alle radici dell’esistere per poi comprendere che gli uomini e le donne di ogni epoca sono tanto simili a noi, che essi hanno sofferto e amato come noi soffriamo e amiamo, inseguendo una speranza d’eternità che neppure la morte può distruggere”. (p.13)

Iniziando proprio con le sue parole mi addentro su storie appassionanti e appassionate che Daniela ci porge con la chiarezza ma anche l’amore per la parola che la contraddistingue.

Il libro comincia con il capitolo Beowulf: gloria e morte di un eroe: considerato un capolavoro di creatività eroica che ne porta con sé tutte le caratteristiche positive: saggezza, eroismo, audacia, in un’opera dove la contrapposizione naturale è quella rappresentata dal bene ed il male. Si tratta di un poema epico che trascina e affascina il lettore.

Sulla figura del mostro Grendel, contrapposta all’eroe Beaowulf, s’incentra il primo capitolo del saggio. Una storia affascinante anche per i dettagli che troverete nel corso della lettura.

Andando avanti, Daniela Quieti scrive: “Canti di guerra, poemi religiosi, parafrasi della Bibbia, ritornelli e indovinelli sono le prime espressioni della letteratura inglese, della quale restano frammenti di parecchie opere che narrano la nostalgia struggente di storie appartenenti alla tradizione dei popoli germanici” (p.16).

La data incerta dello scritto fa pensare che sia stato tramandato per via orale e quindi trascritto dopo diverse generazioni. La sua grande importanza è data dal fatto che si tratta del primo poema anglosassone giunto integro.

Prima di andare avanti, e lasciare questa storia affascinante del mostro e dell’eroe: (Beaowulf, il mostro Grendel e la madre) troviamo una precisazione dell’autrice: “essi sono definiti Esseri dell’Altrove, appartenenti a un paese inconcepibile, differente dalla Terra di mezzo degli uomini” (p.19).

Lasciamo Grandel per proseguire in questo viaggio che Daniela Quieti propone con un saggio esaustivo e affascinante: proseguendo ancora nel tempo ci troviamo all’ocupazione normanna con l’invasione di Guglielmo il Conquistatore.

Non mi soffermo nei dettagli con tutti gli aspetti linguistici e letterari che ne derivano (1066 -1350) per proseguire con Geoffrey Chaucer e i Racconti di Canterbury (p.31) e così via…

In realtà Daniela Quieti ci conduce, col suo linguaggio chiaro, esaustivo e colloquiale, nei secoli della storia inglese, con il particolare riferimento alla letteratura, in un percorso di facile lettura, proprio per linguaggio rigoroso ma accattivante dell’autrice.

Ogni differente capitolo ha un proprio fascino, ma che risulta, però, indispensabile per la coralità di personaggi e degli eventi, all’interno di questo viaggio del quale ci spiegherà poi qualcosa anche l’autrice.

Subito dopo troveremo, in sequenza, la Barren Age e le ballate popolari (p. 37/40).

La fioritura del dramma inglese (p. 41), l’Inghilterra dal Medioevo al rinascimento: sono tanti i secoli di storia di letteratura che dobbiamo condensare e proporre in questa presentazione di Daniela Quieti, giornalista, studiosa, poetessa anche se lei ha invitato alcuni poeti fiorentini (e non solo) a leggere le proprie poesie in un afflato poetico di condivisione.

Ma torniamo al libro che ha una struttura unitaria con una caratteristica felice e dinamica: ogni capitolo appare come una storia a sé ma indispensabile nel contesto storico e letterario del libro stesso.

Quindi al di là del contesto corale esiste, in questo scritto, la meraviglia di poter usufruire di una storia nella storia, il passaggio e la trasformazione letteraria data dalle varie correnti, pur mantenendo una identità che è propria di ogni capitolo.

Fra le tante, interessanti e differenti cose che ho letto, mi soffermo sul capitolo che ha per titolo “L’utopia di Thomas More tra ideali e fede”, (p. 69) come figura eroica della storia. Il nome è italianizzato in Tommaso Moro.

Umanista, cancelliere del regno, scrittore e politico cattolico (Londra 7 febbraio 1478). Da ricordare la sua amicizia con Erasmo da Rotterdam che gli dedicò “L’elogio della follia”.

Questa sua storia che finisce con l’esecuzione per un’accusa di lesa maestà ha dei dettagli che non conoscevo e che mi hanno appassionata.

In un capitolo successivo, dedicato a William Shakespeare: il Bardo Immortale Daniela Quieti, scrive e svela dettagli ed emozioni.

D’altra parte, a quattro secoli dalla sua morte, parlarne, leggere, ascoltare è come, scrive Daniela sulla sua figura: un’icona incomparabile, a distanza di quattro secoli dalla sua scomparsa, avvenuta il 23 aprile 1616.

E ancora (p.77). “Shakespeare osserva le diverse espressioni dei sentimenti dal punto di vista degli innamorati e della società “’L’amore non guarda con gli occhi ma con la mente / e perciò l’alato Cupido viene dipinto bendato”. Citazione da Midsummer Night’s Dream “. Ovvero “Sogno di una notte di mezza estate”.

L’ultimo capitolo del saggio si conclude con il poeta John Donne, 1572-1631, Londra, “Nessun Uomo è un'isola ” (tratto da Meditazione)

Daniela Quieti scrive: (p.106): “Il suo linguaggio poetico, teso a realizzare un compiuto equilibrio tra esperienza e ragione, manifesta una singolare coesione di figurazioni inconsuete ricavate dalla filosofia, dalla religione e dalla scienza”.

Conclusione:

Intanto il saggio di Daniela Quieti è gradevolissimo alla lettura: sia per l’esposizione limpida e colloquiale nei confronti del lettore, e quindi fruitore dell’opera, che per la capacità di spaziare nei secoli in maniera dinamica sempre mantenendo quella leggerezza che si unisce, però, ad un dettato preciso che ci trasporta nei secoli, negli accadimenti, intrecciando storia e letteratura in maniera estremamente gradevole”.

Recensione
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