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Haiku

“La felice concisione dei versi lascia spazio ad un vuoto ricco di suggestioni, come traccia scatenante che sta al lettore completare”

Così Paolo Ruffilli nella sua quarta di copertina alla più recente pubblicazione di Lilia Slomp Ferrari dal titolo HAIKU per la Biblioteca dei Leoni (Noventa Padovana 2022), riesce a sintetizzare magnificamente il mistero racchiuso nelle poche sillabe rigidamente prescritte dello haiku nello schema classico del 5/7/5.

“Un respiro profondo lo haiku capace di fermare l’attimo, il volo del pensiero simile a eco del cuore”. Parole tratte dalle “Note dell’Autrice”, che esprimono quella sospensione emozionale che trae l’amante dello haiku fuori dal tempo, in una sensazione estetica di fermo immagine che nella contemplazione dell’intero percepisce e assimila la particolarità in un capovolgimento dei ruoli: non è l’uomo a osservare, giudicare e dedurre rimanendo esterno e estraneo all’attimo della visione, ma è la realtà della visione a concedere allo spettatore la sua partecipazione attraendolo e assimilandolo nella matrice della sua essenza, quasi prigioniero dell’immaterialità del verso.

Ali di neve / brivido di ciliegio / trema il vento.

Poche parole che coinvolgono quasi tutti i sensi, senza potersi sottrarre all’esperienza del giardino al primo inverno. Come sfuggire all’incantesimo dei primi fiocchi di neve nel turbine leggero del soffio gelido del vento? Il ciliegio – che sono io lettore – che è Lilia Slomp autrice – rabbrividisce e trema per il mistero di questo incanto, il fiato rappreso, il cuore sospeso, in un panteismo sensoriale che fa di ognuno parte integrante del tutto. Infatti:

Fiorisce neve / sul ramo di ciliegio / Sguardo di Dio.

La luce è a volte lo spartito dello haiku che segna melodie di sottofondo o acuti improvvisi, tagli di visioni che colpiscono potenti i ricordi più sensibili:

Scossa potente / il glicine al muro / cascata viola.

Tronco ritorto annoso e forte, vecchio muro calcinato, cascata viola al sole accecante d’un paese di mare: scosse di luci, di colori, di ebbrezza di selvaggio, di afrori intensi di marina.

Ma non è solo la Natura a determinare la visione e il tuffo al cuore, anche se è la principale interprete degli aneliti dell’autrice. Anche il tempo che scorre, la tenerezza, l’attesa, la maternità, l’amore richiamano frammenti di visioni, in brevi tocchi come dita leggere su un’immaginaria tastiera:

Mai si saprà / il lento consumare / di passi al cuore.

Un po’ poeta / lo spaventapasseri / conta gli uccelli.

Sei dentro di me / alla conchiglia ignaro / come la perla.

Haiku è l’essenza dell’esperienza, il grumo dell’essenziale, è la perla nascosta e segreta, che attende di essere svelata, è l’ombra del poeta che si rivela al bagliore del lume, al lampo della notte, all’ultimo raggio di sole di un tramonto estivo. Ѐ l’anelito del segno che la propria immagine riflessa lascia sul muro, prima che l’ombra la inghiotta.

Ho messo il lume / per un profilo d’ombra / alla finestra.

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