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Questa raccolta di nove brevi racconti di Luciana Chittero Villani, nell’occasione, autrice-curatrice-editrice, denota, a conforto altresì della sua propensione pittorica, un sentimento fortemente attratto dalle bellezze della natura. In Visita a Villa Pisani, Andar per monti…, La terapia e Scherzi dell’immaginazione, in cui certuni brani sono veri ed autentici bozzetti, le note naturistiche sono intrise d’una non indifferente poesia. Ed in particolare, come in Andar per monti e Scherzi dell’immaginazione, la sensibilità poetica si esprime addirittura tramite l’approccio figurativo, rapportato a nomi quali Cézanne, Monet, Van Gogh. Addirittura, in Andar per monti, viene riproposto un repêchage dello scrittore Buzzati, circa il suo La leggenda del bosco vecchio, p. 7.

In generale, da un esordio, coi primi quattro racconti, assolutamente privo di discorsi diretti, all’insegna d’una descrizione cronachistica, amorfa sul piano del dialogo tra protagonista e protagonista, ma non per questo sterile o non appetibile, a poco a poco, titolo dopo titolo, la narrativa della Chittero Villani raggiunge un suo respiro dialogico. E, proprio nella storia di chiusura, Le chiavi di casa, v’è l’impronta più profonda in tal senso. Naturalmente, senza considerare Vicenza X giugno 2048, racconto semiserio giocato, neanche farlo apposta, sul colloquio tra due turisti. La forma dialogica assume aspetto monologico nel brano diaristico intitolato Sentinella.

Emerge, quale cornice di massima, il concreto rapporto che l’autrice ha con gli elementi paesaggistici montani, alpini o prealpini che siano. Un rapporto che, anche tolta ogni valenza letteraria, assume una fondamentale importanza sul piano della convivenza umana che mette in relazione l’uomo all’ambiente ed alle sue più amene caratteristiche.

Recensione
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