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I microbi impertinenti del dottor Diotisalvi

Rappresentato
al’Auditorium del Centro Culturale San Gaetano,
Padova dicembre 2012

Atto primo.
Scena prima.

Ambientata intorno agli anni 1925-1930….

PERSONAGGI:

DR. SEMICUPI BELISARIO: anziano, sui 60 anni, vestito come nei primi del ‘900. Sovrappeso. Andatura ‘pesante’. Fare bonario, paternalistico, medico di città. Ateo e massone.

DR. DIOTISALVI ANACLETO: giovane alle prime esperienze, pieno di ‘teorie’ moderne, entusiasmo dei primi anni di professione, alto, magro, idem vestito.

AGNESE: servetta di famiglia. Giovane, un po’ civettuola.

In una saletta d’ingresso si ode un campanello che suona. Accorre Agnese ad aprire.

AGNESE:         Ah! Finalmente dottor SEMICUPI! Tutta la famiglia è in ansia e vi sta aspettando!

(I due medici entrano…e la servetta adocchia subito quello giovane. Levandosi mantello e cappello e posando le borse  continuano a dialogare…)

Dr. SEMICUPI: Eh! Cosa vuole! Un parto di qua, un forcipe di là, una brutta frattura di polso,

                          febbroni da cavallo! E’ un brutto inverno questo! Mi toccherà cambiare Sansone!

                          E anche il calesse non è mica messo bene!

AGNESE:         Sansone?

Dr.SEMICUPI: Ma sì! Il mio vecchio ronzino! Ormai non ce la fa più a questi ritmi.

AGNESE:         Aaaah….(poi guarda il medico giovane…attendendo)

Dr:SEMICUPI: ah! Sì! Vi ricordate, vero, del mio assistente, il dottor DIOTISALVI? E’ un bravo

                          giovane! Si è appena laureato e spero proprio che aiuterà queste mie vecchie ossa

                          ad arrivare alla pensione. Vero Anacleto?

DIOTISALVI: Certamente! sarò il vostro bastone (e guardando la servetta e sorridendole)…un

                          bastone dritto e ben robusto!

AGNESE:        (mettendosi a posto i capelli e la gonna, con aria civettuola…) Eh! Sì! Me lo

                           ricordo, me lo ricordo….Vedo, vedo…un bastone veramente gagliardo…

DR.SEMICUPI: Eeeeh! Che c’è? Che succede? Siete già in fregola voi due? …Questi giovani! Il

                           fuoco nel sangue e l’aria nel cervello! Dai! Dai! Su! Andate ad annunciarci ai

                           vostri padroni, che non abbiamo tempo da perdere!...Ma guarda un po’ cosa mi

                           tocca vedere! Il vecchio Pallavicini che sta morendo e questi due qua che tubano

                           con l’impudenza degli  sfrontati!

AGNESE:          (Con un inchino) Ah! Si! Certo! Subito dottore….(e se ne va mangiandosi con gli

                           occhi il dottorino…)…ma guardi che il vecchio…starà pur morendo, ma quel che

                           doveva fare …l’ha fatto eccome! Secondo me sono più i figli bastardi che si lascia

                           in terra che non i propri!

DR. SEMICUPI: Siiignorina Agnese!!! Basta! Vada e non fiati più!

AGNESE          :  Vado, vado…(ed esce)

DR.DIOTISALVI:Cosa vuole…è giovane, la si deve perdonare, non sta attenta a quel che dice…

DR.SEMICUPI:  Aaaah! Non sognarti neanche di difenderla, eh! Ho ben visto come la guardavi!

                            Con quegli occhi da pesce lesso non saresti obiettivo e imparziale neanche davanti

                             alla verità più vera!

                                   (e poi osservandolo con circospezione, girandogli intorno…)

                                   Ma poi tu non mi pari proprio un tipo adatto a un sangue caldo come quella

                                   là…non mi sembri … “costituzionalmente adatto”… come avrebbe detto il

                                   compianto principe del nostro ateneo padovano, il maestro Achille De

                                   Giovanni.

DR.DIOTISALVI:       De Giovanni ha detto che io non vado bene per la signorina?

DR.SEMICUPI:          Ma ché! Ma ché! Ma cosa capisci! No, volevo intendere che il maestro, nei

                                   suoi ‘Commentarii di Clinica Medica’, ti avrebbe classificato nella prima

                                   combinazione morfologica. Con la sua ‘antropologia metrica’ ti avrebbe

                                   misurato da capo a piedi e ne saresti risultato morfologicamente i-na-dat-to,

                                   troppo alto e troppo magro, torace scarso, co-sti-tu-zio-nal-men-te predisposto

                                   alle malattie polmonari e al “mal sottile” in particolare, ovvero dicasi “Tisi”.

                                   Insomma, vita breve!  

DR. DIOTISALVI:      Ma va! …Vita breve, dice? (e comincia a auto palparsi e a auto visitarsi, in

                                   cerca di anomalie, malformazioni e malattie nascoste……)

E …Co-sti….co-sti che?

DR.SEMICUPI:          Cum-stare, caro mio! Stare insieme! Tutte le tue caratteristiche anatomiche e

                                    fisiologiche e psichiche ‘stanno in-sie-me’! Capito? Ognuno ha la sua ‘cum-

                                    stitutio’ e tu non hai certo la combinazione equilibrata, intermedia, muscolosa

                                    e possente! Sei un longilineo, con altezza superiore all’apertura delle braccia. 

                                    .…Quindi …vita breve e non adatta alla procreazione, caro mio!  

DR:DIOTISALVI:       (dopo un momento di panico…) Ma non mi prenda in giro! Le malattie non

                                    sono dovute alla cum….com…insomma a quella cosa lì! La cum…la

                                    co…stituzione non c’entra un bel nulla! Ma lei ha saputo delle moderne

                                    teorie del tedesco Robert Kock? E di Louis Pasteur, ha letto nulla? Le

                                    malattie sono in-di-scu-ti-bil-men-te causate da quelle cosine piccolissime

                                    che chiamano microbi, ovverossia i batteri. Ad ogni ma-lat-tia il suo bat-te-

                                     rio! Altro che co-costituzione! Le cause delle malattie sono esterne!

DR.SEMICUPI:          Balle! Panzane! Quisquiglie!  Fandonie! A parte che quei due, pace all’anima

                                    loro, non andavano per nulla d’accordo, ma come si fa a credere che le cause

                                    ‘esterne’ siano le sole responsabili di tutti i malanni che affliggono questa

                                     povera umanita?! E le persone dove le mettiamo? E la fibra, la resistenza dei

                                     pazienti dove le mettiamo? E l’habitus ‘umorale’, la ‘complessione’,

                                     ovverossia la diàtesi, dove le mettiamo?

                                    E’ la perturbazione dell’ippocratico “consenso tra le parti” che porta alla

                                     rottura dell’unità vitale, caro mio! I caratteri ‘eccedenti’ o, come è il tuo

                                     caso, ‘deficienti’ sono i pre-stadi morbosi che portano alle malattie! Altro

                                     che microbi! E poi, caro amico, neppure l’altro tedesco, come si

                                     chiama….

DR. DIOTISALVI:     …Virchow?

DR. SEMICUPI:         Bravo!....Neppure Virchow, con le sue teorie cellulari, gli ha dato ragione a

                                    quel tuo Kock!

DR:DIOTISALVI:       Ma Kock ha dimostrato che la Tisi è dovuta ad un bacillo! E precisamente al

                                    Mycobacterium tuberculosis! Come per il bacillo dell’Antrace, lui ha

                                    dimostrato che se si verificano 4 fenomeni la diagnosi è certa!  1° il microbo

                                    deve essere sempre presente nel malato. 2° si deve poter isolare e coltivare

                                    quel microbo dal malato. 3° re-inoculando lo stesso microbo in un soggetto

                                    sano, deve comparire la malattia in questione. 4° si deve poter isolare dal

                                    malato lo stesso microbo che si era isolato in precedenza. Questa è logica!

                                    Non le sue ‘complessioni’ e le sue fantasiose cum-stituzioni!

DR.SEMICUPI:          Giovanotto! Mi pare che an-tro-po-mor-fi-ca-men-te parlando,  tu sei ‘lungo’

                                    di fisico, ma anche di lingua eh!

DR.DIOTISALVI:       (capendo di essersi un po’ troppo allargato…esposto…) Emmh! Mi scusi la

                                   foga e la passione. Quando si parla di medicina, di cause esterne ed interne,

                                   di malattie, di diagnosi…io divento un altro. Mi infervoro, mi accendo, mi

                                   surriscaldo, mi ingolfo…

DR.SEMICUPI:        …E esplodo! Eh! Si! Amico mio, se non stai attento prima o dopo ti viene di

                                   sicuro una congestione fulminante e ci resti secco!

DR. DIOTISALVI:   (toccandosi i testicoli)…eeeeh! Che! Non porti scalogna, lei! Ché io vorrei

                                   vivere a lungo, e magari …godermi anche la vita! In fin dei conti ne abbiamo

                                   una sola!

DR. SEMICUPI:       aaah! Questo è certo! Come è certo che esiste un solo dio…quello che non

                                   c’è! Alla faccia dei preti e delle loro conventicole! E in quanto al vivere a

                                   lungo (e torna a guardare il giovane collega)….io continuo ad avere tutte le

                                   mie perplessità ‘antropometriche’sulla tua ‘cum-stituzione’:…uhm!...i-na-dat-

                                   to! Inadatto alla vita lunga e alla procreazione!

DR. DIOTISALVI:   Ancora! Ma io sono un grillo! Un mandrillo! Un seduttore! Un tombeur de

                                   femmes!  Ovverossia le donne, io le faccio cadere tutte ai miei piedi! Altro che

                                   ina-dat-to! E in quanto alla cum-stituzione le ho già detto e le ripeto che le

                                   cause delle malattie sono altre! Sono i batteri, i microbi!

                                   Cause esterne, collega! Cause esterne! Solo e semplicemente e-ster-ne!

DR.SEMICUPI:        Interne!  (con voci sempre più alte e alterate…)

DR. DIOTISALVI:   Esterne!

DR. SEMICUPI:       Interne!

DR. DIOTISALVI:   Esterne!

DR. SEMICUPI:       Interne!

DR. DIOTISALVI:   Esterne!

DR.SEMICUPI:        ……..(dopo un attimo di silenzio….)…eeeeee che mi dici della febbre terzana

                                  eh?! Che mi dici?                     

DR.DIOTISALVI:   Che le dico? Causa esterna! Già nel secolo scorso si era capito che la causa era

                                  un parassita! E il nostro Giovanni Battista Grassi, da poco scomparso, ha pure

                                  dimostrato che a trasmetterlo è la zanzara Anopheles!

DR.SEMICUPI:        Che si trova?...

DR.DIOTISALVI:    Nelle paludi!

DR. SEMICUPI:      Appunto! La mala aria è dovuta ai miasmi delle paludi! L’ambiente

                                 biologicamente avverso che colpisce soggetti deboli, denutriti, insomma con

                                 ‘complessione’ deficitaria! E lo stesso dicasi della pellagra! Questa piaga

                                 biblica del nostro Veneto! Dimmi, dimmi, a cosa è dovuta la malattia del

                                 granturco? A microbi, batteri? No! E’ il mais, che assunto cronicamente dai

                                 nostri deboli contadini, soggetti cronicamente e costituzionalmente ‘deficitari’,

                                 ne determina la diarrea e la dermatite! I soggetti costituzionalmente predisposti

                                 si ammalano e muoiono, quelli forti e robusti non si ammalano. E se si

                                 ammalano guariscono rapidamente!

                                 Non basta la sperimentazione, i microscopi e quant’altra diavoleria tecnologica,

                                 mio caro, a comprendere le malattie! Occorre anche l’osservazione attenta della

                                 tipologia morfologica delle persone e lo studio dell’ambiente circostante!

                                 Sintesi metodologica e concezione unitaria della medicina! Questo è

                                 l’insegnamento che ci ha lasciato De Giovanni! Altro che microbi! Un sano

                                 ritorno alla comprensione ‘filosofica’ unitaria dell’uomo malato! 

DR.DIOTISALVI:   E chi le dice che dentro al granturco non si nasconda un qualche batterio       

                                 specifico che….

DR.SEMICUPI:       Eh! No! Eh! No! Basta con queste cause microbiche esterne, caro il mio

                                 tombeur de femmes!! Cause interne ho detto!

DR. DIOTISALVI: Cause esterne!

DR.SEMICUPI:      Interne!

DR.DIOTISALVI:   Esterne!

DR.SEMICUPI:       Interne!

DR.DIOTISALVI:   Esterne!

DR.SEMICUPI:       Interne!

AGNESE             :   (che rientra ) eeeh! Cos’è tutto questo baccano!? Che succede?

DR. SEMICUPI:      ah! Niente!... C’è qui uno che vuole ‘tombare le femmine’!!

AGNESE:                 Tombare che…?

DR. DIOTISALVI:   (cercando di sviare l’argomento e di sembrare saputello…) eeemh! Niente,

                                   niente, si stava discutendo sull’etiologia di infermità, morbi, malanni,

                                   indisposizioni, guasti e contagioni… 

AGNESE:                  Aaaah!

SEMICUPI:               Eeeeeh!

AGNESE:                  Bene, allora! Se avete finito di discutere di…di…con-contagioni, la padrona

                                   vi manda a dire che suo marito è lavato e pronto per la visita.

DR. SEMICUPI:       Ah! Si! Certo! Subito! Dai, Anacleto! Prendi borse e strumenti che dobbiamo

                                  spicciarci. Ci sono altri pazienti che ci aspettano dopo il signor Pallavicini.

AGNESE:                 (guardando affascinata il giovane medico…) Prego, da questa parte signori

                                   dottori…

Atto Primo
Scena Seconda

AMBIENTE: Camera con un grande letto, un anziano sopra disteso, con berretto di lana, tossicchiante, con attorno i familiari in cerchio

PERSONAGGI:

ANZIANO MALATO: GIACOMO PALLAVICINI

MOGLIE (GIUSEPPA)

due figli, uno maschio (RICCARDO) e l’altro femmina (FRANCESCA)

AGNESE e uno o due altri servitori…

Luci attenuate, tristezza per la grave malattia, preghiere sommesse, ecc.

GIUSEPPA:      Ah! Finalmente, dottore! Venga! Si accomodi! ….(rivolta a DIOTISALVI) Anche

                           lei, giovanotto, venga pure avanti. (e fa sedere SEMICUPI  a fianco del letto)

                           E’ da questa notte che mio marito straparla. A tratti non ci riconosce più. Si

                           lamenta, si gira e rigira, non ha pace…vero Francesca?

FRANCESCA:   Vero! E’ proprio così signor dottore.

RICCARDO:     Non abbiamo mai dormito per la preoccupazione! (rivolto a SEMICUPI) Pensa che

                           sia grave?

SEMICUPI:       Vediamo, vediamo. Tossisce molto?

FAMILIARI:     Si!

SEMICUPI:       Spurga sangue dalla bocca?

FAMILIARI:     Eh! Si!

SEMICUPI:       Gli manca il fiato?

FAMILIARI:     Proprio così!

SEMICUPI:       Ha la febbre?

GIUSEPPA:       Eh! Si! Scotta da 2 giorni!

SEMICUPI:       Appetito?

FRANCESCA:  Niente di niente! Neanche un po’! Cerchiamo di fargli mangiare qualcosa, di fargli

                           bere un po’ di brodo di gallina, un po’ di latte fresco di bestia, ma rifiuta tutto. A

                           volte proprio non riesce a mandar giù.

SEMICUPI     (tirandosi su le maniche e preparandosi alla visita): Bene! Bene!....eemh! Cioè…

                         Voglio dire che…si vede che lo accudite beeene…

                           emmh….allora signor Giacomo, come si sente?

                      (…e inizia a visitare il paziente, cominciando dal polso.)  

PALLAVICINI: (confuso, parla con fatica, bofonchia…)….eeh!...to-tosse, taaaanta tosse…male

                           qui…(e    indica il totace)…

SEMICUPI:      Eh! Già! Vediamo… Come ci insegna  quel grande napoletano Antonio Cardarelli,

                          l’esame obiettivo va fatto con metodo e rigore. Dobbiamo usare tutti i nostri sensi,

                          vista, tatto, udito, olfatto e gusto come strumenti diagnostici preziosi e insostituibili.

                          (e guardando DIOTISALVI). Lei sa cosa dice di lui il Murri di Bologna?

(DIOTISALVI NEGA…)

                          Che Cardarelli è il più grande clinico d’Italia, perché mentre gli altri dicono quello

                          che hanno letto, lui dice quello che ha visto!

DIOTISALVI:  Aaaah!

SEMICUPI:       Dunque, dicevamo…Polso debole, 120 al minuto (guardandosi l’orologio a cipolla

                         nel panciotto), appena percepibile  (e guarda verso DIOTISALVI, come per

                         insegnargli il metodo di lavoro e per fargli prendere nota…).

                          Respiro frequente, superficiale…Alito fetido…

(in quel mentre il vecchio tossisce violentemente)

SEMICUPI:     (inondato dal catarro…) Catarro colorato, abbondante, maleodorante. Pelle pallida,

                          secca. Occhi spenti, mandibola cascante.

                         (e rivolgendosi alle donne) Aiutatemi a metterlo seduto.

(facendosi aiutare dai familiari mette seduto il vecchio e gli appoggia la mano sul torace a dx e a sn)

                          .Su, Giacomo!...dica 33, forza!

PALLAVICINI:  Trrreeen…tatreeeee…

SEMICUPI.        Ancora…

PALLAVICINI: Tren…tatreeee…

SEMICUPI:        (guardando Diotisalvi)…Fremito vocale aumentato!

                            Passiamo ora alla percussione. 

                           (e comincia a percuotere a dx e a sn)

SEMICUPI:         Ummmh!.....Come pensavo!....Suono timpanico iperfonetico!...

                            ……Anacleto! Passami lo stetoscopio!

                          (e passa ad auscultare…)

                           Ummh! …Ummh! …Notevole riduzione del murmure vescicolare, qualche

                           sfregamento…Suono anforico sia a destra che a sinistra! Senti anche tu, Anacleto!

(Diotisalvi si avvicina al letto, riceve lo stetoscopio da Semicupi e ascolta…)

DIOTISALVI:   Eh! Si! E’ come dite voi…un’anfora vuota proprio!

SEMICUPI:       Ergo?...

DIOTISALVI:   Cavernizzazione avanzata?....

SEMICUPI:        Bravo!...

                           ….(guardando la moglie) emh! Purtroppo siamo avanti con i conti, signora

                           Giuseppa!

AGNESE:           I conti? Quali conti?...

GIUSEPPA:       Zitta sciocchina, che non capisci niente!....e…(rivolta a SEMICUPI)…che dice

                          dottore?... Dobbiamo prepararci…?

SEMICUPI:       (mettendo paternamente una mano sul capo del vecchio) Eh! Si! Inutile portarlo in

                           ospedale dove lavoro. Non si potrebbe fare di più. La malattia è in fase molto

                           avanzata.

FRANCESCA:  Ma…ma….come è possibile? Come è successo? Perché? Fino a pochi mesi fa

                          stava bene. Tossiva solo un po’…e adesso voi ci dite che…che…dobbiamo

                          prepararci?! Ma come mai!? Qual è la causa?

SEMICUPI:       Eeeeh! Vede cara signorina….suo padre è un soggetto mor-fo-lo-gi-ca-men-te

                         astenico, longilineo, fragile, torace piccolo….antropometricamente predisposto alle

                         malattie di petto. E questa è proprio una tisi galoppante! (e guardando ANACLETO)

                         vero Anacleto?...Prima combinazione morfologica di De Giovanni! I-na-dat-to!        

DIOTISALVI:  Però alla sua età c’è arrivato! E non mi pare neppure (guardando i figli del paziente)

                          che ci siano stati problemi di …pro-cre-a-zio-ne…!

SEMICUPI:       Emmh! Eeee …può capitare, può capitare….ma se continui a fare la vita del

                          “viveur”…non ci arrivi mica a questa età, eh! …“Tombeur de femmes “!!

AGNESE:          Eh? Ancora! Cos’è che tomba lui? (guardando DIOTISALVI con fare da gelosa)

DIOTISALVI:  Ma no! Niente! E’ un modo di dire, …diciamo …una malattia della

                          vita…un’inezia…un brufolo in una pelle apollinea…

SEMICUPI:       Uuh! Pel-le apol-linea eh? Vedremo…vedremo, caro il nostro ‘…pol-lo’ !   

(il malato tossisce ripetutamente, richiamando l’attenzione di SEMICUPI)

SEMICUPI:        Dunque! Continuiamo. Ha defecato? (E fa la palpazione dell’addome)

GIUSEPPA.       Un po’…

SEMICUPI:        Vedere! Vedere! Anacleto! Guarda e riferisci!

(GIUSEPPA prende il vaso da notte e lo fa vedere a ANACLETO, chiaramente infastidito dalla cosa…)

ANACLETO:     Colore marrone scuro, odore ‘sui generis’, consistenza poltacea, quantità scarsa.

SEMICUPI:        Bene! Ha urinato? (e percuote l’addome…)

FRANCESCA:  Si! Si! Certo! Ma …pochino…

SEMICUPI:        Vedere!...ANACLETO! Procedi!

FRANCESCA:  (porge un altro vaso ad ANACLETO)

ANACLETO:    Colore giallo carico, con tracce di sangue.

SEMICUPI:       Ummmh!....e poi?

ANACLETO:    (sempre schifato…) Odore ‘sui generis’, quantità scarsa, sapore….(e intinge il

                           dito…) acido, ma non dolciastro.

SEMICUPI:        Quindi?

ANACLETO:    Niente diabete.

SEMICUPI:        Bravo!

GIUSEPPA:       Allora dottore?

FRANCESCA:  Allora?

RICCARDO:      Allora?

(nuovi e insistenti colpi di tosse del malato)

SEMICUPI:        (alzandosi dalla sedia e portandosi un po’ lontano dal letto, facendo cenno ai

                            familiari di avvicinarsi)

                            Eeeh! Come pensavo e dicevo, dopo avere constatato ‘de visu’ (e si porta le dita

                            agli occhi) la situazione critica di Giacomo, penso che non gli restino molti giorni

                            da vivere. Dovete avere coraggio, essere forti,  stargli vicino, confortarlo, avere

                            molta pazienza. Dobbiamo accompagnarlo insieme all’ultimo passo…lasciando

                           accesa comunque la speranza. Fargli sentire che ha una famiglia intorno a lui.

                           Dovete ricordare che la morte fa parte della vita, ne è la fase conclusiva, in qualche

                           modo la completa. Dovete mantenere la calma e la serenità. Se poi credete in

                           un’altra vita, è più facile…immaginate che finirà di tribolare e avrà il conforto di

                           Dio e dei Santi.

                           Io passerò tutti i giorni, a portare il mio sostegno e un po’ di tranquillità…per

                           quello che posso.

(i familiari col capo chino, mesti, silenziosi…)

GIUSEPPA:      Grazie, dottore. Grazie per le sue parole e per la sua disponibilità. Faremo come lei

                          ci consiglia.

RICCARDO:     Si! Se deve morire, è meglio che succeda qui fra noi, nel suo letto, nella sua casa,

                          accudito da noi e dalla servitù. Bisogna morire come si è vissuti…a casa propria!

FRANCESCA: Grazie, dottore! Grazie! Terremo presenti i suoi consigli preziosi.

SEMICUPI:     …Ora devo proprio andare. Mi aspetta un parto difficile, e credo che dovrò usare il

                          forcipe, perché ‘sto bambino non vuol proprio nascere da solo!...ANACLETO!

                          Raccogli tutto e andiamo!

(e si appresta ad uscire dalla camera con ANACLETO…brontolando a voce alta, mentre i familiari tornano attorno al letto del vecchio))

SEMICUPI:        Eh! Si!...la vita è proprio così!  C’è chi nasce e c’è chi muore! Siamo solo una

                           ruota che gira, che gira…e nessuno ci chiede se siamo d’accordo di salirci

                           sopra!...

                           C’est la vie!

Atto Secondo
Scena Prima

AMBIENTE: sala d’attesa di un ospedale…(di fine XX° secolo)

PERSONAGGI:  DIOTISALVI, 94 anni, ben portati, usa il bastone, attende la visita specialistica

                            dell’urologo

                            GERONIMO TIRALACQUA, giovane paziente ipocondriaco, ansioso, nevrotico,

                            un po’ effeminato.

                           CRISTINA, infermiera aitante e generosa di forme, ampio decolté, seduta alla

                             scrivania

CRISTINA:        Entri! Entri, dottor DIOTISALVI! Fra poco tocca a lei.

(DIOTISALVI entra, camminando col bastone, e guardando con occhio birichino l’infermiera)

DIOTISALVI:    Arrivo, arrivo. …Ma lo sa che lei mi ricorda Brigitte Bardot!

CRISTINA:        Eh! Si! Buonanotte!...e lei mi ricorda Mago Merlino!

DIOTISALVI.    Eh! Magari! …Farei di quelle magie che so io…! (e continua a guardare il

                            decolté…)

CRISTINA:        Mi sa che questa mattina lei ha mangiato peperoncino e ostriche!

DIOTISALVI:    Io? No! No! …E’ che… a ormoni sto ancora molto bene…ehm…doti personali.

                            Sa come mi chiamavano da giovane?

CRISTINA:        (CIVETTANDO…) No…sentiamo…

DIOTISALVI:    “Tombeur de femmes”!

CRISTINA:         Ma va?!...Su, Su, non faccia troppo il galletto, che alla sua età le può far male. Si

                            sieda qui e stia buono, che fra poco il medico la chiama.

DIOTISALVI:    Peccato, per lei! Quel che è perso è perso…(e va a sedersi)

GERONIMO:      (rivolto a tutti e a nessuno) Uffa! Sono stanco di aspettare! Dopo tre mesi di attesa

                             per l’appuntamento, adesso mi tocca anche aspettare tre ore per una visita

                             urologica! E’ una cosa oltremodo biasimevole!...direi quasi oltraggiosa!…per non

                             dire invereconda!    

CRISTINA:          Uhm!...vediamo….(e guarda gli appuntamenti) lei è…?

GERONIMO       Geronimo Tiralacqua!...Ci sono? Mi trova? Guardi che avevo prenotato, eh!

CRISTINA:          Ah! Si! Ecco….fra 10 minuti la vede il dr. Murialdo. Aspetti tranquillo ancora un

                             po’.               

GERONIMO:       Ancora un po’, dice? Uhm…e intanto sto male! Anzi! Sto malissimo, adesso che

                             ci penso!...il dr. Murialdo, ha detto?...Uhm…

(e rivolgendosi specificamente a DIOTISALVI)…

                             Ma lo sa cosa ho letto in in-ter-net ieri sera?

DIOTISALVI:     (che è un po’ sordo) Nnnno…l’Inter ha vinto?

GERONIMO:      Ma che c’entra la squadra dell’Inter! Sto parlando di internet!

DIOTISALVI:     Mai sentito nominare….sa, alla mia veneranda età di 94 anni, non bado troppo

                             alle cose moderne. Per caso è una nuova malattia?

GERONIMO:      Una nuova malattia!? Ma dove vive lei? Bella questa! Ma lei non ha un computer

                             a casa?

DIOTISALVI:     Vade retro satana! A casa mia quella scatola maledetta non ce la voglio proprio!

                             Mi hanno raccontato che quel coso fa quel che vuole. Tu stai lavorando…e lui si

                             impianta! Tu hai fretta …e lui rallenta! Tu lo accendi…e lui si spegne! Dicono

                             che siano delle nuove specie di microbi…

GERONIMO:      Microbi?

DIOTISALVI:    Si! Microbi! …anzi Virus!

GERONIMO:     Ah! Beh! Basta avere un buon antivirus, e tutto si risolve.

DIOTISALVI.    Antivirus?...Vuol dire un vaccino!

GERONIMO:     Ma quale vaccino! Ma lo sa che lei è un bel tipo!...Comunque vuol sapere cosa ho

                            trovato in internet?

DIOTISALVI:    Dica, dica.

GERONIMO:     Che gli urologi…sono tutti sadici o omosessuali!

DIOTISALVI:    Ma va!?

GERONIMO:     E infatti…come spiega che sono tutti maschi? …Alcuni sono anche di bella 

                            presenza…ma la maggior parte…!! Se non avessi un bruciore qui dietro (e

                            indica il sedere…) non ci verrei proprio in questo ambulatorio!

DIOTISALVI:    Beato lei che ci viene per questo motivo! (e sottovoce…) Io ci vengo perché…non

                            mi funzia più regolarmente…!

GERONIMO:     (a voce alta…) Che cosa non le funziona più?

CRISTINA:         (che ha capito tutto…) Eh! Ma cosa vuole che le funzioni ancora a lei? Si metta

                            tranquillo…che va a farsi male da solo!

DIOTISALVI:    Ma signorina! Lo sa come mi chiamano ancora nel mio quartiere i miei amici? Il

                            Casanova della quinta età! Eh! Ho una reputazione da difendere, io sa!

CRISTINA:        Caro signore, è meglio che si dia una calmata…non vorrei che le capitasse come a

                            al mio povero zio…

DIOTISALVI e GERONIMO: Che cosa gli è capitato?

CRISTINA:        (controllando delle carte sul suo tavolo…) Anche lui voleva fare il ‘tom..il tum…il

                            tambur’…insomma quella cosa là che ha detto prima…

DIOTISALVI e GERONIMO: E allora?

CRISTINA:        A forza di ‘tombare’ si è tombato da solo!

DIOTISALVI:    Ah! Morto sul campo di battaglia! Bella morte! La migliore, direi? Vero

                           giovanotto?

GERONIMO:    Ma…io non saprei…dice?

DIOTISALVI:   Dico! Dico, giovanotto!  Ma… lei mi sembra un po’ strano, un po’ palliduccio, un

                           po’ flaccidino, si sente bene? 

GERONIMO:    Ah! Proprio di questo voglio parlare al medico! Non mi sento niente bene…Anzi!

                           Se devo essere sincero…non mi sento proprio! A parte il bruciore là…è tutto il

                           fisico che non risponde, che non va…una fitta qua (e si tocca lo stomaco), una

                           pesantezza quassù (e si tocca la nuca), un dolorino qui (e si tocca il gomito dx),

                           un in-for-mi-co-la-men-to qua sotto (e si tocca il piede sn), e poi quando faccio la

                           pipì ho un fastidio che parte dalla schiena e arriva all’inguine. E’ come una scossa

                           nervosa, e si associa spesso a un singulto strano, una specie di ‘succussione

                           diaframmatica, cui fa seguito un’emissione rumorosa di aria …poco

                           raccomandabile. E poi  mi prude il fondoschiena che non vi dico, e poi…

DIOTISALVI:    Eeeeh! Ma caro giovane, meglio che ti vai a far benedire al Santo! Mai sentito un

                           simile cumulo di disturbi! Sembri un vero trattato di medicina!...Chissà quanti

                           batteri ti pullulano in corpo a te!...Ma ti è rimasto qualcosina…di sano?

GERONIMO:    Eh! Come la fa facile lei! (e rivolto ad entrambi) Voi non potete capire…non avete

                           tutti questi malanni che ho io…non soffrite come soffro io!

DIOTISALVI:   Giovanotto! Io alla sua età saltavo i fossi per lungo!

CRISTINA:       Ma guarda! I fossi per lungo, eh? Novello Rambo, eh!

DIOTISALVI:    Beh! Non faccio per vantarmi, ma io ho sempre avuto tutte le mie cosine al posto

                           giusto e…funzionanti! Alto, asciutto, muscoloso, aitante, slanciato e …soprattutto

                           potente.

CRISTINA:        Ma va!?

DIOTISALVI:   Eh! Si! E pensare che il mio vecchio maestro, il dr SEMICUPI, mi considerava

                           costituzionalmente astenico! …di fragile ‘complessione’…assolutamente i-na-dat-

                           to alla procreazione! Pfuh! Diagnosi errata, caro maestro! Diagnosi scandalosa-

                           mente errata! …D’altronde, a quei tempi, avevano la strana mania di misurare col

                           metro ogni cosa!                 

GERONIMO:    Ma, senta…ma lei non ha neanche un dolorino? Un fastidio alla prostata? Un mal

                           di testa?...una colichetta? …un bruciorino di stomaco?...insomma qualcosina che le

                           faccia compagnia durante la giornata…

DIOTISALVI:   Mai!

GERONIMO:    Qualche perditina di urina?...qualche mancanza di fiato?...qualche acciacchetto?

DIOTISALVI:   Assolutamente!

GERONIMO:    Ma, però usa il bastone!

DIOTISALVI:   (guarda il bastone, come se si accorgesse solo ora di averlo) Il bastone?...Ma no!

                           Non è un vero bastone!...èèèèè…come un grazioso négligé da passeggio! Una

                           piccola mania da gentiluomo! Un prêt à porter da scapoloni!...una sine-cura!

GERONIMO:    Aaaaaah!

CRISTINA:       Eeeeeeh!

GERONIMO:    Però…mi scusi, ma mi sembra che, comunque, …lei tremi un pochino…

DIOTISALVI:   Dove?

GERONIMO:    Lì…alle mani…

DIOTISALVI:   …Qui?...ma no! Ma quale tremore! …Questo è un semplice tremito giovanile! Un

                           fremito …come dire…emotivo!                     

                           Ma lo sa che la prima volta che ho conosciuto bi-bli-ca-men-te una donna tremavo

                           così?

CRISTINA:        E ti pareva! Anche la Bibbia adesso! E Noè, dove lo mettiamo? Quello sì che si è

                          dovuto dar da fare per ripopolare il pianeta, eh?!

DIOTISALVI:   Eh! Lo so! Sono nato nell’era sbagliata! Bei tempi , quelli!

(suona un campanello- cicalino…)

CRISTINA:      (risponde…) Ah! Va bene! Ok!

                          (guardando DIOTISALVI)…tocca a lei, caro il mio viveur!

GERONIMO:    Ma! E io?..

CRISTINA.       Lei lo aspetta il dr. Murialdo! Un marcantonio! Un vero ‘bronzo di Riace’! Vedrà!  

GERONIMO:    Uuuuuh! Aih! Aih!

Atto Secondo
Scena Seconda

AMBIENTE:     Saletta di visita della dr.ssa MANOSANTA, con lettino sullo sfondo ,e una grande

                           scrivania, piena di telefoni, computer, agende, lampade, ecc.

PERSONAGGI: dr.ssa MANOSANTA. DR. DIOTISALVI

(la dottoressa, giovane, dinamica, ipertecnologica, è impegnata in una serie di continue telefonate…come se fosse un radio-taxi…

DIOTISALVI entra piano e attende, guardandosi intorno…)

MANOSANTA:  Si? Ah! Si! La TAC al 14 va bene! Al 21 i raggi! Al 60 la risonanza! No! No! Al

                             13 no! …al 5 la flebo elettrolitica! Al 30 un clistere! Al 44 lettera dimissioni!

                             Come? Si! Si! Vada! Vada! Le ho detto che vada!

(e guardando di straforo DIOTISALVI)

                             Venga! Venga!....e venga, no?!

DIOTISALVI:      Chi? Io? (e avanza piano)

MANOSANTA:   (scartabellando i fogli che ha davanti…)  

                              Dunque…vediamo…(sottovoce…) DIOTISALVI (poi con voce normale, sfo-

                              gliando)  DIO…DIO…DIO…(a voce alta) Non c’è!... Cristina! Non c’è!

DIOTISALVI:      Vero! Vero! Neanche ad Auswitz c’era! E anche adesso, con i tempi che corrono,

                              mi pare che non si sa bene dove si sia cacciato!

MANOSANTA:   Come dice?

DIOTISALVI:      Ah! Niente, niente! Elucubrazioni di un vecchio laico.

MANOSANTA:  (si alza dalla sedia e porge la mano al paziente) Piacere! MANOSANTA!

DIOTISALVI:       Ah! (E le guarda la mano…)…Beh! Santa o peccatrice…è una gran bella mano!

                              Morbida e ben curata!

MANOSANTA:    Ma che dice! MANOSANTA  è il mio nome!

DIOTISALVI:      (guardandosi intorno…) ma e il medico, dov’è?

MANOSANTA:  Ma sono io il medico!...Su! si accomodi!

DIOTISALVI:      Lei?!

MANOSANTA:  Si! Perché? Che c’è che non va?

DIOTISALVI.      C’è! …Eccome se c’è! ……Ma… per i problemi…ehm degli uomini…e non ci

                               vogliono i medici maschi? Gli “u-ro-lo-gi”?

MANOSANTA:   Ma bravo! E allora com’è che per le donne ci sono ancora quasi tutti ginecologi

                               maschi, invece  che ginecologhe? E’ una questione di …pari opportunità, caro

                               signor Diotisalvi!

DIOTISALVI:       Pari che?

MANOSANTA:   Lasciamo perdere, va! Su! Si accomodi!

DIOTISALVI:       Beh! Potrei magari…tornare la settimana prossima, che dice?

MANOSANTA:   Ma no! Ma no! Stia tranquillo! Si accomodi!

DIOTISALVI:       (si avvia poco convinto verso il lettino, certo di essere visitato)

MANOSANTA:   Ma dove va? Venga qui, le ho detto! Su! Non mi faccia perdere tempo!

DIOTISALVI.       Ma non  mi visita?

MANOSANTA:   Ma quale visita! Quale visita! Venga qui le ho detto!

(e mentre la dottoressa continua a sfogliare carte, suona più volte il telefono…)

MANOSANTA:   Si? All’obitorio? Eh! Di qualcosa bisogna pur morire, no?!....Ah! Certo! Il 15 no!

                              Lo lasciate sul letto fino a che non vedo le lastre!...

                              (la dottoressa mette giù il telefono….ma questo squilla subito di nuovo…)

MANOSANTA:   Ha chiamato il pronto soccorso? Va bene! Fra poco arrivo! Fatta la TAC al 3?

                             No! No! Non è necessario che lo veda! Mi basta la risposta. E l’ecografia al 7?

(intando DIOTISALVI si accomoda e comincia a monologare da solo…)

DIOTISALVI:       Mah!... Una volta ti scrutavano da cima a fondo, il colore della pelle, l’aspetto

                              delle mani, il gonfiore delle gambe; ti prendevano il polso, auscultavano i

                              polmoni, ti percuotevano con le dita a destra e a manca, ti palpavano,

                              assaggiavano le urine, studiavano le feci, la saliva, il catarro…e alla fine potevi

                              anche guarire!

                              Adesso…tac! Pet! Eco!... Risonanze! Scintigrafie! Doppler!... Cicloergometri! 

                              Spirometri! Audiometri!... Plicometri! Holter! Flussimetri!...e poi muori!

MANOSANTA:   Come dice?

DIOTISALVI:      Ah! Niente, niente.

MANOSANTA:   Allora, vediamo! Diotisalvi Anacleto. Aaaah! Vedo che lei era un collega

                              medico!

DIOTISALVI:      Come ero? Non sono mica morto, sa! Sono ancora iscritto all’Ordine!

MANOSANTA:   Ah! Certo! Certo!...Dunque…data di nascita…1903!? Novantaquattro

                              anni!? E dove li tiene?

DIOTISALVI.      Eh! E’ appunto perché non li tengo più…che sono qui!

MANOSANTA:   Come non li tiene più?

DIOTISALVI:      Ecco! Vede…ehm…come posso dire…sa, io avevo una certa reputazione… 

                              maschia, m’intende?

MANOSANTA:   Maschia?

DIOTISALVI:      Sì!...maschia!...Potenza virile, capisce? Insomma, avevo ancora i miei giri…

MANOSANTA:   Ma va?! …E adesso, cos’è successo?

DIOTISALVI:      (con aria triste, depressa…) Finito! Muto! Impunito! Pendulo!

MANOSANTA:   (sorridendo con ironia…) Aaaah! Ora capisco! Caro Diotisalvi, a 94 anni questo

                              è l’ultimo dei suoi problemi! Mi creda! Con un piede nella fossa…

DIOTISALVI.      Come nella fossa!?

MANOSANTA:   Mi scusi, è un modo di dire…insomma, alla sua veneranda età i problemi di

                             erezione sono facezie, quisquiglie, baggianate…fuochi fatui!

DIOTISALVI:      Fuochi fatui?...Ma io sono ancora pieno di vita! Io…io…

MANOSANTA:   Si! Lo so! Lo so! Anche lei come tutti, eh! Ma non ha ancora capito che siamo

                              stati fatti con lo stampino sbagliato?

DIOTISALVI.     Stampino sbagliato?

MANOSANTA:  Ma si! …Psi-co-lo-gi-ca-men-te fatti per l’eternità, ma…ge.ne.ti-ca-men-te

                             determinati…all’exitus!

DIOTISALVI:     …Exitus…

MANOSANTA:  Ma si! Biologicamente fatti per morire! Non le sembra una gran trovata? Per lo

                             meno davvero cinica, no?!...Ci fanno per l’eternità e poi…zac! (e si taglia il collo

                             col dito).

DIOTISALVI:     …Urologa e anche filosofa!

MANOSANTA:  Ok! Ok! Basta con le chiacchiere! Veniamo al punto!

DIOTISALVI:     Appunto! Ecco, io vorrei…non si potrebbe avere…una soluzione definitiva?

MANOSANTA.  Definitiva?

DIOTISALVI:     Si! Ecco! …magari un bel… trapiantino! Una cosa veloce, semplice, indolore e

                             via!

MANOSANTA:  Eh! Ma bravo il collega! Anche lei ha preso il vizio, eh?

DIOTISALVI:     Quale vizio?

MANOSANTA.  Quello del tutto e subito, eh?

DIOTISALVI:     Come, come?

MANOSANTA:  Ma si! I pazienti ormai vogliono tutto e subito! Niente code, niente file, niente

                             appuntamenti, niente attese…insomma i pazienti …non sono più pazienti! Invece

                             bisogna capire che “questo passa il convento”! cioè lo stretto necessario!...E non

                             mi pare che ‘il trapiantino’ sia una cosa molto necessaria, per lei!

DIOTISALVI:    Ah! Questo lo dice lei!...ma…(e indica l’interno dell’ospedale) e dentro…dentro

                            al convento…come se la passano? Le ‘gerarchie’, i direttori generali, i  

                            sottodirettori, i capi gabinetto, i capi settore, i primari …come fanno? …Loro se lo

                            fanno il trapiantino?

MANOSANTA:  Ah! Io non so niente! Io faccio solo il portinaio qui! E non mi impiccio degli

                             affari ‘alti’!

DIOTISALVI:     Aaaah!

MANOSANTA:  Allora, vediamo…quando ha fatto l’ultima visita?

DIOTISALVI:    Mai!

MANOSANTA: Come <mai>?

DIOTISALVI:    Dalle disgrazie mi guardi Iddio, se c’è, che dai medici mi guardo io!

MANOSANTA: Ah! Bella opinione ha di noi medici!

                           (E guardandolo con attenzione)…comunque lei è in ottimo stato, sa?...Porta bene

                            la sua età!

DIOTISALVI:    E dagli con l’età!

MANOSANTA: Sono convinta che se le applicassero le nuove scoperte della genetica, della

                            farmacogenomica e della metabolomica troverebbero un soggetto quasi perfetto,

                           con un polimorfismo eccellente: insomma un ‘metabolizzatore veloce! Buoni

                           cromosomi! Buoni sistemi enzimatici!...metaboliti che la rendono adatto a tutte le

                           cure, insomma ‘far-ma-co-lo-gi-ca-men-te onnivoro’! E queste cose spieghereb-

                           bero anche…ehm …questo suo lento invecchiamento.

DIOTISALVI:   Beh! Lento invecchiamento…mi piace di più!

MANOSANTA: E comunque, nonostante questa buona salute, è chiaro che il tempo passa anche

                           per lei…e quindi i suoi geni, compresi quelli predisposti alla potenza erettiva,  si

                           …come dire…si stanno ritirando in buon ordine…

DIOTISALVI:  Bah!...io credo che tutta questa genetica, tutta questa poli…poli-bolomica,

                          …insomma tutta questa <gnomica>, come diavolo la chiama lei, non voglia dire un

                           bel nulla! A questo punto mi lasci dire la mia…in fin dei conti sono ancora un

                           medico.

MANOSANTA: Dica, dica!

DIOTISALVI:   Ecco, vede…io penso che alla base di tutto, di questo mio ‘lieve invecchiamento’  

                           (compresa – naturalmente – quella cosina di cui si diceva prima) ci potrebbe essere

                           una causa …esterna! Cioè un qualche microbo, che ne so, un batterio

                           particolarmente gerontofilo, o necrofilo, che va a minare il mio forte fisico, e

                           lentamente lo logora, lo scardina, lo digerisce come la gelatina dei terreni di         

                           coltura…eh! Che ne dice, di questa mia diagnosi?

 MANOSANTA: Ma no, caro collega! Qui non c’entra nessuna causa esterna! Nessun  microbo

                           necroforo! Qui si tratta di genetica, di ereditarietà! Insomma, è una questione di

                          ‘costituzione’!

DIOTISALVI:   Costituziooone!?

MANOSANTA: Ma si! Lei ha una costituzione, geneticamente determinata, che si sta indebolendo,

                            mese dopo mese!

DIOTISALVI:    Eh no! Ancora con ‘sta costituzione! Basta! Non voglio più sentir parlare di

                           costituzione, di complessione, di habitus morfologico! Lo dicevo anche al mio

                           vecchio maestro SEMICUPI! Basta! Non ne posso più!

(e si alza dalla sedia e si avvia verso l’uscita)

MANOSANTA: Ma che fa! Dove va!?

DIOTISALVI:    Me ne vado! Se no succede che accoppo qualcuno! E allora sì che mi tocca andare

                            a co-stituirmi! Via! Me ne vado! Tzeh! La Costituzione! Mi fa ridere lei! Tzeh!

DIOTISALVI ESCE E CALA IL SIPARIO

© Roberto Fassina, dic. 2012

Materiale
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