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Una sana malattia

Atto unico

Attori:

Dr. Miperdoni: sui 65 anni, professionalmente ‘arrivato’,  robusto-grassottello, magari con pizzo e folti capelli (oppure con lunga barba e folti capelli, tipo medico dell’ ‘800), con gilè e camice, mani paffute ma decise. Portamento sobrio, altero, marziale, stile ‘glorioso ventennio’. Occhiali spessi due dita.

Sig. Lupini:  quarantenne, un po’ calvo, un lieve cenno di pancetta, irrequieto, ansioso, ipocondriaco, succube e meditabondo

Scena:

 Studio medico un po’ all’antica (scrivania, libri, lampada ORL, sfigmomanometro, lettino, qualche quadro a tema scientifico, penombra, ecc.).

Inizio: il sig. Lupini è solo nello studio e sta aspettando il dr. Miperdoni…. Monologa passeggiando su e giù:

Sig.Lupini: “Auff! Ogni venerdì qui, alle 19, sempre per la solita visita ! Sono stufo! …Stufo!

                   Sono mesi che va avanti così!...Però il dottore mi ha detto che è necessario. E poi, se

                   voglio posso anche non venire…ma come si fa? …Il problema è che nonostante tutti    

                   questi controlli le cose peggiorano invece che migliorare. Mi pare quasi di buttare al

                   vento tempo e denaro….perché delle due l’una: se sono sano, allora cosa ci vengo a fare  

                   qui dal dottor Miperdoni; e se invece sono malato, allora perché non miglioro? Ma forse

                   nessuno mi vuol dire la verità in faccia:…e cioè che i-ne-so-ra-bil-men-te, di giorno in

                   giorno, io mi scavo la fossa!

                   Questa mattina ero già stanco prima di alzarmi, e (gesticolando) davanti allo specchio        

                   avevo gli occhi gialli, la lingua bianca, la pelle vecchia e pallida, occhiaie da ippopo- 

                    tamo…un disastro! …Eh sì!...(gesticolando con le braccia) Va male,va male! ….Credo

                    che mi restino ancora 2 o 3 mesi di vita….Altro ché!”

Dr.Miperdoni(da fuori scena): Signor Lupini?”

Sig.Lupini:   “Sì?”

Dr.Miperdoni: “Si prepari, si prepari che arrivo subito”.

Sig. Lupini   (continuando a monologare, si toglie la camicia e va a sedersi sul lettino):

                   “E d’altronde, che posso fare? Il dr. Miperdoni è il  miglior professionista della città in  

                     questo particolare settore della medicina! Fuori ha una tabella enorme, 40 x 50 cm,

                     tutta dorata, luccicante, e ci ha scritto su: < Professor Miperdoni Reginaldo, Medico

                    della Mutua e di molte altre Malattie croniche > “

Alle 19 in punto entra il medico. Squadra da capo a piedi il paziente. Inspira a fondo e…

Dr.Miperdoni: “Aaaaaaatttenti!!”

Il sig. Lupini scatta sull’attenti, come faceva ogni venerdì…

Dr.Miperdoni:”(con voce possente): Petto in fuori! Pancia in dentro! Spalle indietro! Che diamine,

                         figliolo, ci stiamo ammosciando eh!? (e gli dà una pacca sulla pancia, per aiutare il  

                         paziente a fare quanto sollecitato).

                        (poi con voce stentorea): Lei è ammalato, signor Lupini! Solo e semplicemente

                         ammalato, nient’altro che ammalato! Perciò non si monti la testa, chiaro?!....Bene!

                         …Ed ora mi racconti det-ta-glia-ta-men-te i suoi ultimi disturbi”.   (e si mette a

                         camminare su e giù per lo studio a capo chino, come assorto).

Sig.Lupini:   “Beh!...Vede dottore, credo proprio di essere peggiorato…”.

Dr.Miperdoni (interrompendolo subito): “Ma bene! Ma bene!...Ci risiamo, eh!? Lei, caro Lupini,

                       vuol sempre peggiorare! Lei non si rassegna alla malattia semplice semplice! Vuole  

                       sempre di più! Lei è un egoista!....Ma come!?...Io le insegno da mesi la pazienza, la

                       prudenza, la temperanza, e lei mi ricambia così?!

(passandosi una mano fra i capelli, un po’ contrariato e innervosito)

                        Ma lo sanno tutti che ogni malattia ha la sua storia. Non si può forzare la mano,

                        capisce? La tattica migliore è l’attesa. …Mi creda, la malattia è una cosa seria:

                        bisogna accudirla, sorvegliarla, proteggerla. Non possiamo andare contro la

                        biologia!”

Sig.Lupini:  “ Ma veramente…io non intendevo… io desideravo solo…”

Dr.Miperdoni:” Certo! Certo! Lo so! Lo sappiamo! Tutti volete peggiorare o addirittura gu-a-ri-re!

                       E alla malattia nessuno ci pensa. Volete sapere, conoscere, prevedere. Ma io le dico,

                       caro il mio Lupini, (e qui si mette i pugni sui fianchi come il Duce, e con voce

                       martellante continua)…io le dico che noi abbiamo in mano solo le brache! Tutto il

                       resto ce l’ha in mano Lui!”(e indica con l’indice il cielo).

Lupini:         (sussiegoso e adorante, incantato dalle parole del medico)“Ah! Come dice bene lei! E’

                       proprio vero, ha ragione, non dobbiamo pretendere chissà che dalla vita. …Mi sento

                       proprio bene quando sono qui, sa?! Mi pare che tutto vada a posto, che la salute mi

                       ritorni tutta d’un fiato, mi sento così forte che vorrei quasi abbracciarla!…”

Dr:Miperdoni: “ Suvvia! Siamo seri! Ognuno al suo posto, signor Lupini. …Dunque vediamo…

                                           (e inizia a visitarlo, mentre sta seduto sul lettino)

                       …Apra la bocca!...Fuori la lingua!...Alzi la testa!...Pieghi la schiena!...(appoggia lo

                        stetoscopio al dorso del paziente)…Respiri a fondo!...Tossisca! (il paz. obbedi-

                        sce)…Dica 33!

                                        (poi con fare tramaccioso-carbonaro-da confessore)

                        …Quanto sesso, figliolo, quanto sesso, eh!?”

Lupini:          ” Ehm…professore…da quando mi sono ammalato, sei mesi fa…non ho piu’ toccato

                        donna…mi creda…E poi…le dirò (gesticolando) che queste benedette donne …una

                        fatica a capirle!…Fanno il contrario di quello che dicono, e dicono il contrario di

                        quello che fanno. Se dicono sì vuol dire no, se dicono no vuol dire sì…Se ti avvicini

                        troppo sei un maleducato, se non le tocchi   sei un’impedito…insomma, professore,

                        le donne mi mettono in confusione, rendono complicato quello che è semplice, opaco

                        quello che è trasparente. ”

Miperdoni:    “Eh! Come la capisco, caro Lupini, come la capisco!  - ...Femina …varium et

                         mutabile semper! -  diceva il saggio Virgilio…Insomma (gesticolando con le

                        mani…)…un male necessario, un necessario ‘remedium concupiscentiae. Il segreto è

                        non prenderle troppo sul serio, mi creda. E comunque, animo! Lupini, il sesso fa

                        bene! Tonifica i muscoli, elimina le tossine col sudore, rinfranca lo spirito. Però,

                       come in tutte le cose, anche qui ci vuol misura, prudenza e temperanza.”

Lupini:      ”…Ma non è proprio il caso, sa…proprio non me la sento di cimentarmi in questo tipo

                       di …ehm…ginnastica. …Almeno fino a quando non sarò completamente ristabilito.”

Miperdoni:    “Caro figliuolo, sappia che a guarire si fa sempre a tempo! Non abbia troppa fretta!

                            (e continuando sottovoce, come se temesse di essere ascoltato da qualcuno)

                     …La guarigione, in un certo qual senso, è un pericolo infido, subdolo, che ci porta a

                     sopravvalutare le nostre capacità.

                     Io credo (abbassando ulteriormente la voce, tanto che il paziente, per ascoltarlo

                     dovrebbe piegarsi verso di lui)…io credo che la malattia sia la condizione migliore!

                     Vede, caro Lupini, se uno è ammalato può sempre guarire, prima o dopo. E se proprio

                     gli va storta, allora gli mettono un cappotto di legno e chi s’è visto s’è visto! Ma se

                     uno è sano, allora rischia ogni minuto di ammalarsi! L’angoscia più fredda lo

                     attanaglia giorno per giorno, il terrore di avere un piede vicino alla fossa gli impedisce

                     di dormire, gli toglie l’appetito, la concentrazione nel lavoro…insomma un inferno!”

                                (poi, ergendosi in tutta la sua persona, con tono lapidario)

                      …Io, caro il mio signor Lupini, sono profondamente e pervicacemente convinto che la

                      cosa migliore sia una sana malattia! (e qui batte il tallone, come se stesse terminando

                      una marcia militare).

                      Poche ciance! La medicina moderna ha tre pilastri ormai consolidati. Primo: la salute

                      è un rischio. Secondo: il rischio va combattuto. Ergo, terzo pilastro: per vivere bene si

                      deve diffidare e combattere la salute! Come vede il sillogismo non perdona!

                      Metodo e rigore è il mio motto! “

                               (e va a sedersi alla scrivania, come per scrivere una ricetta).

Lupini:          ” Ah! Come conosce bene l’arte della malattia, lei! E io che credevo… Pensi che

                       ho sempre cercato, con tanta fatica a dir la verità, di essere un salutista di ferro:

                       attento al colesterolo, no agli zuccheri, niente grassi,  controllo del peso ogni

                       settimana, niente fumo, niente vino, niente sessss…ehm…cioè…dicevo… sssudatina

                       sì, in palestra, ogni sera, e poi passeggiate, bicicletta, passeggiate…e tutto per

                       raggiungere lo stato di massima salute. Ed ecco che lei mi illumina, mi mette in

                       guardia, mi ammonisce, mi consiglia, mi insegna la difficile arte della  malattia,

                       la prudenza, la pazienza, la temperanza. …Ma come farò mai a ringraziarla per tutto

                      questo, caro professore, come potrò ricambiare…”

Miperdoni    (interrompendo un po’ bruscamente) ”Lei è un paziente privato, no? E allora che

                       problemi ci sono? Metta un centone nella scatola (e gliela evidenzia sulla

                       scrivania)… e ogni debito è rimesso!”.

Lupini:           (rivestendosi in fretta, poiché capisce che il consulto ormai volge al termine, e    

                       togliendo dal portafogli una banconota da cento)):

                       ”Ah! Sì! Certo! Subito professore!...Ma le dispiace se le faccio un’altra domanda?”

Miperdoni:    “Dica! Dica! Che diamine! Siamo qui per questo, no!?”

Lupini:            (con fare un po’ preoccupato-curioso…) “ Beh! Ecco, non mia ha ancora detto in

                        tutto questo tempo il nome della mia malattia, sì insomma…la diagnosi”.

Miperdoni     (guardandolo tra il sorpreso e l’infastidito, parlando lentamente, come se pesasse ogni

                       sillaba) “…La diagnosi, eh! Lei vuole la diagnosi…Lei mi chiede la diagnosi! (Poi a

                       voce pacata, ma come di rimprovero)…Lupini, Lupini…Ma come!? Non sa che la

                       diagnosi non esiste più?”

Lupini:        ” Ah no!?”

Miperdoni:   “Vecchia medicina, vecchi metodi, scartoffie, vetustà, vecchiume, trapassato  

                       remoto…anticagliume!!”

Lupini:        ” Anti…anticagliume?”

Miperdoni:   “Ma si! Ma sì!...Vede, una volta… diciamo nel periodo aureo della storia umana,

                       c’era la verità, quella con la V maiuscola, indiscutibile, lapalissiana, insindacabile

                       …sacra!...Poi la Ragione ha scavato, ha scavato, ha scavato…e sa cosa ha trovato?”

Lupini:           (sempre seduto sul lettino, vestito e incuriosito) “…No!...Cosa ha trovato?”

Miperdoni      (alzandosi in piedi e battendo il pugno sul tavolo) “Niente! Niente di niente! Siamo  

                        orfani, caro Lupini! Orfani! Nessuna verità!...Solo convenzioni, capisce? La verità

                        non era altro che la somma di tutte le convenzioni degli uomini, tramandate di padre

                        in figlio…”

Lupini             (pallido e preoccupato): “Non capisco, professore…proprio non la seguo…”

Miperdoni      (con foga educatrice): “Ecco, vede…Di che colore sono i cigni?”

Lupini:           “ Bianchi!”.

Miperdoni:     “Sbagliato! Sono stati scoperti anche cigni neri!….E mi dica…La luce viaggia in

                         linea…”

Lupini:            “Retta!”

Miperdoni:      “Sbagliato anche questo!...La luce, lo ha dimostrato Einstein, viaggia in linea

                         curva!”

Lupini:            “Ma va!?”

Miperdoni:      “E il sole nasce a Est e tramonta a …”

Lupini:             “Ovest!”

Miperdoni:       “Sicuro? Ogni sera?”

Lupini:              ”Ma certo, è ovvio!”

Miperdoni:        ”Eh! Eh!...Ma se lei,caro Lupini, viaggiasse lentamente verso Ovest, senza

                           fermarsi mai…il sole non tramonterebbe mai dal suo punto di vista…!!”

Lupini:               (stravolto e sorpreso): “Ma lei è un genio, professore! E’ vero! E’ proprio vero!”

Miperdoni:        “Non dica quella parola, per favore…Di vero non c’è più nulla, capito? Solo il

                           soggettivo, solo il relativo esiste!...Ergo …nessuna verità!…E quindi nessuna

                           diagnosi vera!! Orfani! Orfani, caro Lupini!”

Lupini :                (sempre più incerto-insicuro) : “Ma allora non saprò mai di cosa sono ammalato,

                            il nome della mia cara malattia, quella che mi preserva dal rischio della salute…”

Miperdoni:        (torna a sedersi, più calmo, quasi rilassato, come  dopo un esame)“Mai!”

Lupini:              “Ehm…Eee…”

Miperdoni:        “Che c’è ancora?”

Lupini                (un po’ imbarazzato…): “Be’…visto che non potrò mai conoscere la mia

                            malattia…potrei almeno sapere…”

Miperdoni           (sul nervosetto…impaziente): “Cosa, Lupini! Suvvia, che ho degli altri pazienti

                            da vedere!”

Lupini:              “Ah! Sì! Sì!...Ecco!...Dicevo…sapere…(e poi tutto d’un fiato) quanto durerà

                           questa malattia?”

Miperdoni          (balzando dalla sedia come morso da un ragno) : “Eh no! Eh no! Anche la

                            prognosi adesso! Eh no! Vada, Lupini! Vada, vada! Vada via e non mi faccia

                            perdere altro tempo!”

                                     E mentre Lupini esce frettolosamente di scena…

Miperdoni:           (brontolando come un orso in gabbia) “Ma guarda un po’! Robe da matti!

                             Nessun rispetto! Anche la prognosi! E io che ho perso un sacco di tempo ad

                             insegnargli la prudenza, la pazienza, la temperanza…Anche la prognosi! Anche

                             la prognosi!!”

                                                                  Cala il sipario.

© Roberto Fassina, 02-08-2004

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