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Reale apparente - giochi d’esistenza

Vi scrivo, anzi, vi racconto dell’ultimo viaggio che ho compiuto.

Una splendida escursione tra pagine, parole, versi, ma soprattutto idee.

Sì, vi sembrerà strano ma, in questo mondo fatto di plastica e ricchezze virtuali, Qualcuno ancora s’impegna a produrre idee. Idee “inutili” per il mercato (secondo il comune e sciocco pensiero che solo quel che produce ricchezza è utile) ma vitali per l’Uomo e soprattutto per la sua Anima.

Questo Qualcuno si chiama Emilio Diedo – un Uomo e un Poeta – e le sue Idee le ha ordinatamente stipate nel suo ultimo libro dal titolo Reale apparente.

Un’opera “manifesto”, come lo stesso autore ama definirla, che parla di Poesia per mezzo della Poesia. Un manoscritto che lancia un nuovo concetto, o meglio, una nuova idea di metrica… la Geometrica.

Avete capito bene!!!

Anche oggi fortunatamente c’è chi ha ancora il coraggio di speculare sul concetto di metrica e di proporre un nuovo modo di fare poesia.

Che cos’è la Geometrica?

Beh, questo dovrete scoprirlo da soli, magari sfogliando e leggendo il Reale apparente. Io posso solo anticiparvi che, tramite l’utilizzo di questo semplice e geniale artificio, Diedo riesce a liberare il verso dalla sua gabbia senza sacrificarne l’armonia, che anzi permane non solo nel ritmo ma anche nel suo aspetto visivo, di cui esso, proprio per una regola squisitamente geometrica, s’alimenta.

Uno schema che aiuta il Lettore a plasmare i versi a propria immagine e somiglianza.

Un’idea che (‘dinanimisticamente’ parlando) “può umanizzare la poesia e poetizzare il lettore/spettatore”.

Reale apparente, un piacevolissimo regalo che vi invito vivamente a scartare e gustare.

Una raccolta di versi in cui troverete nuove parole e nuovi dipinti che parleranno di voi, del vostro passato, del vostro essere felicemente uomini e, alcune volte, anche del vostro essere scomodamente Uomini.

Proprio come il poeta Diedo qui sapientemente ci rammenta:

Scomodi modi che l’uomo,
modificandoli all’esigenza,
vicendevolmente s’impone.

Scomodi moduli d’esistere
ch’arrestan le ali alle idee
trasmutando il volo dell’Io

nel buco nero d’ore sforate
da delle mani dilapidatrici,
prive di coerenza e umiltà.

Scomodi uomini, nei limiti
inclusi tra rancore ed odio,
nel tirar avanti per inerzia.

Recensione
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