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Gate, gate. gate

Libro complessivo e capitale di un certo mondo veneto, scritto con amabile sottigliezza e grazia piena di brio da Maria Antonia Maso, per me vera scoperta.

Già a partire dal titolo, Gate gate gate (Edizioni del Leone), si entra nel regno di una novella Alice che è saltata dentro lo specchio per ritrovare la sua infanzia e giovinezza, i suoi luoghi, la sua gente, le sue stagioni e le sue atmosfere.

Parlare di vena talentuosa è ancora poco, per le virtù evocative di cui è capace l’autrice, per le situazioni sempre coinvolgenti che riesce a creare nel giro di pochi versi, sempre cadenzati, melodicamente ritmati al passo della memoria.

Una scrittura limpida, adamantina, brillante compie il miracolo della più immediata messa a fuoco ogni volta di una figura, di un paesaggio, di un’ora, e il lettore è conquistato e si lascia trascinare con piacere dentro ogni poesia.

C’è, a presentazione della raccolta, una felice prefazione di Paolo Ruffilli che ci fa capire tante cose del Veneto e della sua lingua, dell’autrice e della sua vena ispiratrice.

È un libro che consiglio a tutti, giovani e vecchi, perché l’elegia che vi si respira non è mai malinconica ma, al contrario, rivitalizzante.

Recensione
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