Servizi
Contatti

Eventi


Beviamone un bicchiere. Il vino nei libretti d'opera

Sono ben note le proprietà del vino, omaggiato anche dalla lirica che ha fatto della bevanda cara a Bacco, dio della vendemmia, il filo conduttore di opere come “La cavalleria rusticana”, dove, nella scena nona, compare il noto brindisi – “Beviamone un bicchiere” – assunto come titolo del saggio di Franca Olivo Fusco.

La scrittrice triestina ha esplorato il binomio vino-libretti d’opera in una selezione di un centinaio di opere, eseguite perlopiù da compositori italiani.

Suddiviso in quattro parti, il testo riporta, oltre ad essenziali cenni informativi, alcuni versi di ogni libretto indicandone l’Autore, così da rivalutare la figura del librettista, spesso offuscata da quella più nota del compositore.

La trattazione dà ampio risalto al brindisi, topos ricorrente in molte romanze poiché esalta la vita di fronte alla minaccia incombente della morte.

Il brindare è un momento quasi obbligatorio nelle situazioni di convivialità, come nell’opera “Don Chisciotte della Mancia” di Giovanni Paisiello (il librettista è, invece, Giovanni Battista Lorenzi che si ispirò all’omonimo romanzo del Cervantes).

Il vino consola chi tenta invano di dimenticare il passato come nell’opera di Mozart “Così fan tutte”, oppure è usato come strumento di vendetta e persino di morte se mescolato al veleno.

In chiusura la Fusco cita le arie che inneggiano a un particolare tipo di vino come il Marzemino nel “Don Giovanni” di Mozart.

Al lettore non resta, dunque, che predisporsi all’assaggio.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza