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Giganti tra mito e leggenda

Le leggende sui giganti sono molto antiche e risalgono al racconto biblico, in cui è narrata la storia di Davide e Golia.

A dispetto dei resti scheletrici - ossa di una lunghezza inusuale o crani dalla forma stranamente allungata – venuti alla luce durante gli scavi archeologici, la tesi ufficiale che la razza dei giganti abbia un’origine mitologica non è stata ancora smentita in quanto i preziosi reperti sono scomparsi misteriosamente dopo l’annuncio della loro scoperta.

Inoltre, gli scoop diffondono spesso delle notizie poco attendibili e si rivelano dei veri e propri “fake” costruiti ricorrendo al fotomontaggio.

Nel corso della narrazione, Zaffiri si sofferma sui racconti dei nativi americani nei quali viene tramandata la leggenda di una razza di giganti cannibali dai capelli rossi uccisi dagli indigeni del Nevada, a riprova che queste creature non fossero buone ma perverse e crudeli.

A detta dell’Autore, sono stati proprio i giganti, i più evoluti, ad aver costruito le piramidi egizie e altri siti di dimensioni notevoli. Si dice che persino alcuni imperatori, come Carlo Magno o Massimino il Trace, fossero di una statura superiore rispetto alla norma.

Sebbene la mentalità scientifica ci induca a dubitare, come si possono spiegare le asce gigantesche in mostra al Museo Archeologico di Creta o i resoconti, caratterizzati da frequenti descrizioni di giganti, dei viaggi degli esploratori in Patagonia o in Africa?

A corredo del corposo libro, nel quale sono menzionate trentasei tribù di giganti come i Nephilim (presenti sulla Terra prima ancora di Adamo ed Eva), si segnalano il ricco repertorio iconografico in bianco e nero e l’elenco dei riferimenti bibliografici.

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