Servizi
Contatti

Eventi


La città necrofila. Racconti 1978-1981 / 2010

È l’incontro con l’Altro il fulcro di questa raccolta di Luciano Nanni popolata da un universo di freaks, di creature dalle forme mutevoli ed ermafrodite.

Come nella narrativa fantastica, l’Altro è messo in scena per essere esorcizzato in un rapporto di attrazione-repulsione spesso di natura sadomasochistica.

Il sesso, che si tinge di normalità solo nel ménage familiare, approda al vero piacere quando implica la sofferenza. Dai corpi mutilati e torturati fuoriesce più cera che sangue, eppure la riflessione sulla fragilità della carne e il gusto dell’orrido richiamano il Clive Barker dei “Books of blood” (“Siamo tutti libri di sangue, in qualunque punto ci aprano, siamo rossi”).

Eros e Thánatos sono dunque speculari e implicano l’annullamento dell’individuo. Nel racconto “L’invito” lo spettacolo dei corpi femminili dagli indumenti irti di punte allude alla morte; altrove, il declino di un regno, narrato da un suddito ribelle, è associato alla lussuria della regina che solo togliendosi la vita permetterà la rinascita dello Stato e dell’idea.

L’amplesso si traduce non solo in un accoppiamento mostruoso ma anche in una fusione, in un ritorno allo stato primitivo, come nel racconto sulle gemelle indivisibili, e alla giovinezza perduta.

L’Altro è poi il nome del foglio clandestino progettato dal protagonista di uno dei racconti più recenti inclusi nell’antologia: “L’altra luce” che è quella delle tenebre verso cui procede la nave (un po’ come nel terrificante viaggio in mare narrato in “Diario di bordo”).

L’Altro è il Male stesso che domina incontrastato - e per quanto occultato, alla fine si rivela (“Primo amore”) - nella città necrofila, “organismo compenetrato”, luogo in stato di abbandono dalle facciate costruite con materiali scadenti e agglomerati dall’odore di muffa, ridotti a detriti per i crolli causati dalla guerriglia che imperversa nelle strade.

Di ispirazione decisamente moderna, in linea con l’immaginario cyberpunk, sono i racconti “Computer” e “Servire le macchine”, già inclusi in altre raccolte (“La città profonda”, “Ratio”).

La citazione:

“Poi al mondo non credo e ogni illusione è caduta”.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza