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Notazioni estemporanee e varietà V

Testimonianza della fertile attività letteraria di Pietro Nigro è questa sua raccolta di poesie, recensioni e saggi, permeata da una profonda religiosità. Tale sentimento è presente anche nella recensione al volume di liriche “Ad un passo dal cielo” di Salvatore Cagliola edito da Morrone.

Nel riflettere sulle avversità della vita, lo scrittore siracusano rivela una serenità che, frutto della fede, gli infonde la speranza, inducendolo a credere nell’esistenza di un Altrove (“il dopo”).

Nello scritto “Del corpo e dell’anima” l’Autore afferma che l’uomo potrebbe comprendere la Verità se solo fosse differente da ciò che è nel pensare e nell’agire.

La meditazione sul Divino ricorre anche in altre pagine del libro, nel quale Nigro si sofferma sull’onnipotenza di Dio, la cui trascendenza sfugge all’umana comprensione.

Delle sei poesie proposte alcune celebrano l’amore, altre colgono il mistero della natura, mostrata in tutta la sua bellezza e potenza (“Soffia il vento”). In queste liriche la nostalgia (“Ricordo di Parigi”) si accompagna all’attesa del momento propizio, rappresentato dalla notte, nel quale finalmente il sogno e la realtà potranno incontrarsi.

Chiudono il volume dei brevi ma incisivi ritratti di imperatori romani (Galba, Otone, Vitellio, Vespasiano e i suoi figli Tito e Domiziano) che si avvicendarono in un’epoca di lotte e congiure per il potere. Come direbbe Nigro, cambiano i volti ma i tempi, in fondo, si somigliano terribilmente.

Recensione
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