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Ritratto di ragazza allo specchio

Frutto della penna di Lilla Rogèc e, in veste di curatrice, di Angela Greco, la raccolta omaggia l’universo femminile, rappresentandolo nel suo processo di maturazione e di riscoperta della propria identità.

Di fronte all’immagine dell’Altra le protagoniste del libro, scoprono, dopo l’inziale turbamento, affinità e legami insospettabili, come in “The mirror” e in “Giulia” in cui, attraverso il personaggio della giovane vista di spalle che, davanti allo specchio, si posa le dita sugli occhi, viene citato il quadro “Ragazza dai capelli rossi” di Pino Caputi riprodotto in copertina.

Particolarmente riuscite sono quelle storie sospese tra presente e passato, realtà e fantasia (“Il satiro danzante”, “La camera oscura”), nelle quali la vicenda sfocia in una dimensione atemporale e fantastica. È il caso del racconto “Nell’atelier del pittore” che ipotizza una situazione estrema: il Maestro e la visitatrice si ritrovano proiettati in quell’attimo fatidico che il pittore è riuscito a catturare magicamente sulla tela e ne diventano prigionieri.

Altrove l’Autrice sembra più interessata a esaltare la passione amorosa (“Qualcosa di tondo”, “Un paio d’ali”), accompagnata da quell’ironia che costituisce il filo conduttore (“Il senatore”, “Micio e Giusy”, “Via San Gregorio Armeno”) di quest’opera dalle ambientazioni spesso suggestive e dal messaggio carico di speranza e spiritualità.
Recensione
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