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Una fashion doll a palazzo - Catalogo: Trieste 9/03-6/04 2019

Da sempre i giocattoli incidono profondamente sulla formazione della personalità infantile e sono determinanti nel plasmare l’identità maschile e femminile.

Alla fine degli anni Cinquanta, le Barbie hanno rappresentato un modello alternativo alla tradizionale bambola che favoriva l’identificazione della bambina con la figura materna.

Al contrario, Barbie incarnava sia la giovinezza che l’indipendenza, proiettando, con i suoi indumenti e accessori, la fantasia delle bimbe in un universo talvolta a loro precluso, all’insegna del lusso e del divertimento assoluto.

In tal senso, Barbie è stata il simbolo della femminilità e dell’eleganza, nonché lo specchio dell’immagine della donna nella società, che tempestivamente ha rappresentato nella sua evoluzione.

Ciò spiega perché il suo successo sia stato così duraturo: Barbie è sempre al passo coi tempi, è insieme classica e moderna, divenendo, al pari di altre bambole (dalle Bratz alle Winx) che nei decenni successivi si sono imposte sul mercato, il veicolo pubblicitario di una serie di prodotti aventi lo stesso marchio.

Dopo i francobolli, Barbie è il secondo oggetto più collezionato al mondo. Non a caso, proprio le Poste Italiane hanno sostenuto la retrospettiva avente luogo a Trieste dal 9 marzo al 6 aprile 2019 che celebra i sessant’anni della famosa bambola. 

A corredo della mostra è il catalogo bilingue della collezionista Noemi Israel che ha raccolto i francobolli postali dedicati alla bambola, pubblicandoli insieme ad altro materiale iconografico.

L’Autrice ricostruisce passo per passo la storia di Barbie, definita la prima diva virtuale per aver esordito nel ’59 in uno spot televisivo per bambini.

Nel volume compaiono le edizioni, rigorosamente limitate, di questa fashion doll vestita con abiti firmati da stilisti di grido (c’è poi la Barbie Principessa delle nevi, venduta solo nei paesi scandinavi).

Divenuta un vero e proprio oggetto di culto (a lei Andy Warhol dedicò un ritratto), Barbie è stata talvolta al centro di polemiche: nel 2010 apparve un modello munito di telecamera digitale che destò l’allarme dell’FBI che ne temeva l’utilizzo inappropriato da parte dei pedofili.

Versatile (non si contano i mestieri che “ha svolto” nella sua carriera) e trasgressiva (ecco i modelli di Barbie Transgender e Drag-queen, Ken e la Famiglia Arcobaleno, Ken & Christie Pride), Barbie asseconda il desiderio dei giovanissimi di sentirsi subito grandi e, nella sua complessità, eccede i limiti angusti del giocattolo destinato all’infanzia.

Recensione
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