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La rivincita di Tommy

Omofobia e bullismo: la parte oscura dell’adolescenza

in: www.mentinfuga.com

sabato, 12 aprile 2014

Almeno una premessa appare opportuna a introdurre il romanzo La rivincita di Tommy di Monica Florio, giornalista e autrice napoletana, che offre in quest’occasione l’ennesima brillante prova della sua versatile creatività.

La premessa è, anche e ovviamente, legata alle finalità di tipo formativo che il lavoro di Monica Florio si propone, in merito alla vicenda narrata e alla scheda informativa che chiude il volume con una sorta di “vocabolario ragionato” su temi come l’omosessualità, l’omofobia, la resilienza, il bullismo e le particolarità del bullismo omofobico.

Citazione uno

Tutto iniziò quel mattino o, forse, era cominciato molto tempo prima, quando i suoi genitori avevano cominciato a litigare e quasi non si parlavano più.

– Sei in ritardo – l’apostrofò sua madre appena rientrò a casa.

Tommy assentì col capo. Si era fermato nel corridoio, lo zaino ancora sulle spalle, i capelli biondi che scendevano in morbidi ricci sulle spalle, lo sguardo imbronciato. A tredici anni una smorfia triste già faceva capolino sulle sue labbra, incupendone il viso angelico.

Psicologia, sociologia, musica, cinematografia e narrativa hanno affrontato più volte domande riguardanti la complessità dell’adolescenza, età un tempo ritenuta e presentata come piacevole e quasi spensierata.

Da molti decenni ormai, l’adolescenza non sembra più coincidere con gli anni di una spensierata giovinezza o di una serena crescita del corpo, della mente e della psiche.

Anni amari, camerette sbarrate, comportamenti a rischio, solitudine e rifiuto dei legami sociali, complessità dei rapporti fra pari e complessità dei rapporti con gli adulti: il catalogo delle difficoltà sembra davvero lungo.

Esagerando, almeno in parte, i termini della questione non ci sono genitori, docenti o educatori in genere che non si trovino a fare i conti con la difficoltà a interagire con ragazze e ragazzi che vivono la loro adolescenza.

Segno dei tempi e dei mutamenti sociali? Cambiamenti antropologici di un mondo consumistico che ha coinvolto fasce d’età sempre più basse? Influenza negativa di modelli presi in prestito da altri contesti? Nefasta mania dei new media? Bande di bulli che si aggirano nelle piazze reali e virtuali? Giovani alcolisti o depressi fumatori?

Come sempre le domande sono tante e le risposte approssimative e quasi limitative.

Da più parti, con riferimento ai tanti problemi che le giovani ragazze e i giovani ragazzi sembrano oggi proporci, si rilevano le mancanze di un sistema formativo che non sa proporre “una educazione sentimentale” capace di aiutare nella gestione dei rapporti di genere e di relazione con gli altri.

Citazione due

Tommy pensò all’inferno che era diventata la sua vita da quando aveva messo piede in quella scuola. I ragazzi facevano di tutto per apparire “tosti”: palestra, piercing, tatuaggi. E lui, sottile e magro come un’alice, pur non essendo brutto, sembrava diverso da tutti.

La definizione dell’identità sessuale e affettiva sembra affidata al caso, alla fortuna, alla positiva influenza di fattori ambientali e familiari. Stereotipi di genere, esibizione del privato, annullamento delle emozioni, falsi miti del successo sicuramente non aiutano il percorso dei tanti ragazzi che si lanciano nel mare dell’esistenza.

Si ravvisa, insomma, un bisogno formativo inedito, espresso da una cronaca quotidiana in cui sempre più numerosi sono i delitti e le violenze sulle donne e su quanti sono portatori di diversità in senso più generale. Gli stereotipi consolidati nella relazione sociale, sono inoltre rafforzati da un circuito mediatico che tende a esaltare modelli negativi basati sull’affermazione di sé attraverso la negazione dell’altro.

Prima di passare a trattare l’aspetto più propriamente letterario del lavoro di Monica Florio, ci piace porre l’accento sulla validità di questo modo di fare letteratura, in un’epoca di grandi trasformazioni sociali e di grave crisi dei nostri paradigmi interpretativi.

Un romanzo che è sicuramente, coraggioso perché votato a fare i conti con una storia difficile e, a tratti, “scandalosa”.

Citazione tre

Il giorno successivo, nell’entrare in aula, Tommy si accorse di essere in leggero ritardo. Si rammaricò perché arrivare a lezione iniziata era per lui fonte di grande imbarazzo. Non amava, infatti, sentirsi addosso gli sguardi dei compagni, essendo già spesso – e non per i motivi che avrebbe voluto – al centro dell’attenzione.

Mi servirei, a questo punto, di un possibile ossimoro, per avviare il lettore alla conoscenza e alla lettura del testo di Monica Florio. Il suo racconto mi è sembrato delicatamente violento: la violenza sta nella storia narrata che avvolge e coinvolge, quasi suo malgrado, Tommy, un tredicenne chiamato a confrontarsi con un clima complessivo di rifiuto. Il gruppo dei suoi amici di scuola non riconosce la sua sensibilità umana e non accetta i suoi modi d’essere perché appaiono fuori dai comuni schemi fissati; la delicatezza sta nella qualità della scrittura che non indugia mai nella costruzione di situazione a effetto e che tratta con discrezione anche i passaggi più toccanti.

In altri termini, la vicenda si dipana con efficace indagine psicologica dei diversi protagonisti, ma non scade mai in una facile descrizione dei costumi o, peggio ancora, in uno sciatto sociologismo da inchiesta.

Tommy è un tredicenne emarginato per il suo aspetto quasi femmineo e per la sua timidezza. Tommy corre il rischio di essere emarginato e bersagliato a un tempo. Nella sua vita si affermano però con certezza alcuni affetti – fortissimo il suo legame con il fratello Lorenzo – e alcune amicizie che si vanno costruendo con Gabriele e Stella, altre due vittime del bullismo omofobico del gruppo.

La vita di Tommy si snoda nella semplice trama degli impegni scolastici e familiari, nella semplice vita di un ragazzo che scopre lo sport e sa anche rileggere e riposizionare i piccoli o grandi difetti del padre e della madre. Mille segnali di un mondo adolescenziale che spesso gli adulti – genitori e insegnanti in primo luogo – non sanno interpretare o comprendere.

Recensione
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