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Puzza di bruciato

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Nick Drake, investigatore pieno di dubbi, in una Napoli sfumata e poco invadente, è chiamato a indagare sulla scomparsa di un editor.

Parola dopo parola, scoperta dopo scoperta, pagina dopo pagina, l’incontro con i libri cambierà la sua esistenza.

Nick Drake, titolare di una scalcinata agenzia d’investigazioni, si è adeguato a una vita fatta di piccole cose. Tra qualche indagine matrimoniale e un ufficio che funge anche da abitazione, sembra scivolare sempre più in un’esistenza senza pretese.

Le sue giornate si svolgono in luoghi abituali, con qualche conoscenza senza un particolare approfondimento, e il tormentato rapporto con Giacomo, il fratello che vive ancora nella casa paterna, porto e rifugio anche per Nick.

Il rapporto con Carmen, la cassiera del bar che tutti corteggiano e nessuno conquista, sembra rianimare Nick.

Tutto sembra virare verso un esito consueto e stabilizzante, ma l’incontro decisivo è dietro l’angolo.

Come sempre, quando siamo chiamati a scrivere di gialli, è bene palesare al lettore la difficoltà di dover presentare, senza troppo svelare, la trama e i possibili esiti della vicenda.

Ci limitiamo pertanto a delle vaghe indicazioni sulla storia, e ci soffermiamo sul modo in cui è narrata e sullo scenario entro cui essa si svolge.

Citazione 1

Era la mia città, Napoli, in cui avevo sempre vissuto e che non avrei mai abbandonato nonostante la disoccupazione, la cronica disorganizzazione e tutti quei problemi la cui soluzione – cavallo di battaglia delle varie amministrazioni – veniva procrastinata di anno in anno un po’ come le profezie che annunciavano l’imminente fine del mondo.

Monica Florio, in questa sua nuova prova, si confronta con il giallo e con la storia di un’indagine sulla scomparsa di Stefano Di Nardi, un editor.

Il suo compagno, l’assicuratore Carlo Testa, incarica Nick Drake di avviare le ricerche perché le forze dell’ordine non sembrano preoccuparsi del caso.

Con sufficiente esperienza alle spalle, la scrittrice napoletana si muove con sicurezza in questo terreno, senza smarrire la prerogativa principe della sua scrittura, già messa in mostra in altre riuscite prove.

Il dato costante della scrittura di Monica Florio ci sembra essere il rispetto per i personaggi e il rispetto per le loro emozioni.

I sentimenti, la sessualità, le scelte personali non sono, nelle pagine della nostra autrice, mai connesse all’esibizionismo o al sensazionalismo.

La vicenda è narrata con discrezione, come se l’autrice avesse la piena consapevolezza che la forza dello stile sta, in letteratura, in quello che non si dice, in quello che si accenna appena, in quello che s’indica senza pretendere di ostentarlo in primo piano.

Monica Florio ha, non a caso, scritto spesso di situazioni di marginalità, di omofobia, di violenza e ha sempre evitato il sensazionalismo e la “poetica dell’urlo” che tanta informazione e tanta letteratura praticano nell’affrontare questi temi.

Con una prosa essenziale, ma non povera, l’autrice propone l’evoluzione di un personaggio che, mentre indaga sul suo caso, indaga in realtà su se stesso, aprendosi a nuove esperienze e nuovi sentimenti che ne cambieranno totalmente la vita.

Citazione 2

Strano a dirsi, ma avevo la sensazione che a condurre l’interrogatorio fosse il mio interlocutore. Come tutti gli uomini di potere, Blasi considerava gli altri alla stregua di pedine da muovere a suo piacimento. Di quel povero diavolo non gliene importava un fico secco, ma il fatto che non fosse momentaneamente ai suoi ordini non rientrava nei suoi piani.

In un gioco circolare fra scrittura e narrazione, a cambiare la vita di Nick Drake non saranno soltanto gli incontri in carne ed ossa, ma la lettura e la scoperta del valore dei romanzi. Si leggono mille storie per una storia; mille parole per una parola: amore, declinato secondo nuove scoperte e nuove possibilità.

La vita di Nick cambierà totalmente con esiti del tutto imprevisti.

E Napoli è lì, meraviglioso scenario di contraddizioni, con i suoi colori, i suoi odori, i suoi spazi contratti o immensi.

Anche nei confronti della sua città, Monica Florio sa proporre un racconto misurato e rispettoso: il bello e il brutto; l’amichevole e il nemico; la luce e l’ombra s’incontrano senza esaltazioni e senza catastrofismi.

Citazione 3

A rinnovare l’arredamento ci avevo ormai rinunciato; per l’abbigliamento ero, invece, ancora in tempo adesso che le finanze me lo consentivano.
A un tratto, mi fermai, sopraffatto da una strana ebbrezza, simile a quella degli astronauti che, giunti sulla Luna, non vorrebbero più far ritorno sulla Terra.
Fu allora che capii di essere per la prima volta innamorato.
E mi convinsi che era la cosa giusta da fare perché nessuno può sottrarsi al richiamo del cuore, nemmeno un detective.

Per saperne di più

Monica Florio: nata a Napoli nel 1969, è Press Office/Communication & PR Manager. Giornalista pubblicista, scrive di disagio giovanile e di realtà discriminate (disadattamento, handicap, omosessualità). Ha pubblicato il saggio Il guappo – nella storia, nell’arte, nel costume (Kairòs Edizioni, 2004), la raccolta di racconti Il canto stonato della Sirena (Ilmondodisuk Libri, 2012) e il romanzo di narrativa scolastica La rivincita di Tommy. Una storia di bullismo omofobico (La Medusa Editrice, 2014). Collabora con la rivista L’Isola e il portale www.literary.it.

Recensione
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