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Il turbinio della vita e Le ragioni del vivere

Amore per la Terra e tensione Etica nella poesia di De Cadaval e di Montalto:
un messaggio d’inquietudine esistenziale volto al confronto e al dialogo.

Interessante il nuovo viaggio poetico di Pasquale Montalto, che per l'occasione, lega la propria raccolta poetica a quella di Rudy De Cadaval. È una poesia profonda quella di entrambi, una poesia impegnata il cui messaggio spinge a meditare. Ed io preferisco presentarveli insieme, legando l'uno all'altro, cogliendoli nel loro interagire e nei riflessi della loro conversazione a due voci. Preferisco presentarveli in questo modo perché la loro poesia pare esprimersi nei termini d'un dialogo, un dialogo poetico in cui essi, a vicenda, intervengono per porre le proprie domande e le proprie ragioni. È un verso musicale il verso di Rudy De Cadaval e di Pasquale Montalto, un verso libero e dolce, che trova nella parola la propria forza evocatrice e nella musicalità la suggestiva luce delle immagini. E parola, musicalità ed immagini sollevano il cuore al di sopra dell'alienante esistenza quotidiana e dell'umano dolore per affidarli alla serenità della contemplazione, in cui il turbinio inquieto della vita si placa e, incontrando anche le ragioni ed il senso stesso dell'essere e dell'esser- ci, sente in sé la dolce armonia da cui il vivere si genera. "Beato – canta Rudy De Cadaval – colui che può attraversare gli uragani / e conservare in sé viva la purezza di fanciullo / (...) / Beato soprattutto, se può ritornare alla terra / ascoltare la lezione delle foglie e del vento / (...) / Ma più felice ancora se egli per guidarci / nel quotidiano sforzo, la vita riconquista / un amore così profondo che gli diventa chiesa, / pane di vita, di gioia, e ragione d'esistere" (cfr. R. De Cadaval, Il Turbinio della Vita, Beato colui ... p. 84).

È il canto delle beatitudini, un canto che nasce dall'amore e dipinge di nuovo valore la vita. E lo sa molto bene anche Pasquale Montalto che, a sua volta, canta: "Non perdiamolo il tempo unito dell'amore / Due occhi di bimbi s'incontrano d'incontro / Speranza / Trattiamolo bene il mondo, la terra / Non perdiamolo il senso dell'amore" (cfr. P. Montalto, Le Ragioni del Vivere, Non perdiamolo il tempo dell'amore, p. 128). C'è il sentimento della terra nei versi di P. Montalto, un sentimento che non è solo amore per la salvaguardia della terra, intesa come mondo, bensì è anche amore per la propria terra, cui egli ritorna come Anteo, il protagonista dell'antico mito, per ritrovare, nella Madre Terra, non solo la forza della vita, ma soprattutto le ragioni della vita. E alla terra d'un paese ritorna pure Rudy De Cadaval, un paese che è un pò come la "coscienza" dell'uomo, come il Sè del proprio essere: "Paese sconosciuto, – egli canta – calda culla. / Neve caduta sulla mappa. / Rossi tetti di vecchi palazzi. / (...) / Ciò che era consueto ormai / è impossibile, è rimasto soltanto / Ciò che era lieve come la coscienza. / Sul Monte Affilano e nella dispensa di Affile / attendevano more selvatiche così dolci e nere / che se ne poteva nutrire la gente affilana" (Cfr. R. De Cadaval, Il Turbinio della Vita, Paese sconosciuto p. 88). E la terra affilana, in questi versi, ha il senso della casa, sa di calore antico e dolce.

È bello e ricco di immagini il verso del De Cadaval e del Montalto, ma cos'è per l'uno e per l'altro la poesia? È ricerca interiore, è scavo, è bisogno di indagare la vita del cuore, di tradurre nella parola poetica la calda voce del sentimento e di esprimerla nel nitore d'una armonica immagine. È bisogno di fermare il turbinio della vita e di guardarlo; è ansia di coglierne il senso e le ragioni. Ma è anche emozione, senso di sé e soprattutto tensione etica. E, allora, la poetica di entrambi i protagonisti di questa antologia si esprime nella capacità di guardare, all'interno di sè, anzi del Sé, la vita che vi si riflette nei propri moti e nelle proprie emozioni, come pura rivelazione interiore e, come tale, coglierla per intuizione. Il loro verso diventa, allora, poesia di tono psicologico, soprattutto il verso di Pasquale Montalto, che si immerge nel Sé e ne ritrae ed esprime il senso ed i sentimenti profondi e le voci segrete. "Come la lacrima – canta Rudy De Cadaval – così viene la poesia / dentro le profonde incisioni / del mio corpo. / (...) / Qualunque cosa succeda / la poesia ritornerà qualche volta. / Qualunque cosa accada / ti chiederà qualche volta la poesia / il trattenuto pianto di acqua alla fonte" (Cfr. R. De Cadaval, Il Turbinio della Vita, Come la lacrima così viene la poesia p. 44). E poi, ancora, nell'affanno della vita trovare nella parola, soprattutto in quella poetica, il senso stesso degli eventi e un pò di tregua: "Perché scivoliamo lungo la montagna sventrata? / Ruggendo la tempesta ha scatenato i suoi leoni, / nella foresta devastata / il vento oscuro ci giunge in fondo al cuore / e dai timpani rudi attendiamo / limpida e semplice una voce santa / (...) / È così buio che sono luce solo le parole" (Cfr. R. De Cadaval, Il Turbinio della Vita, È così buio che sono luce solo le parole p. 56).

E con l'inquietudine del De Cadaval si misura anche il canto di P. Montalto che cerca un senso e prova a condensarlo nell'immagine suggerita dalla parola. "Oggi – canta P. Montalto – manca la parola, / poesia che parta dal cuore, / (...) / oggi è tempo d'abbracciare / la più triste ora del mondo: / agonia della terra, incolpevoli, / ventotto corpi di donne, / strappati all'anomia / della stiva della morte" (Cfr. P. Montalto, Le Ragioni del Vivere, Poesia p. 136). E nella morte quotidianamente si imbatte il cuore e si strugge, davanti all'immagine d'un uomo che soffre la malvagità dell'altro uomo. C'è, tuttavia, la forza di reagire: "Poesia, serena – canta ancora P. Montalto – sfuggi dal cuore, / e con dolore frettolosa racconti / di una storia triste, ma bella: / (...) / spingimi, poesia, sulla riga equa d'arancio: / oltre i confini del tepore del sole / (...) / terra d'amicizia incontro e mani fidate" (Cfr. P. Montalto, Le Ragioni del Vivere, Distrazione p. 137). Ed anche in questi versi, in cui P. Montalto chiude nella parola il sentimento dell'amicizia e dell'amore, così come in quelli della morte e del dolore, vive la sua tensione etica, che si fa speranza d'una terra amica e d'un uomo nuovo. La stessa tensione etica vive nei versi di Rudy De Cadaval, una tensione che si manifesta come amore verso i familiari. Un esempio è dato nei versi in cui afferma: "I padri non vivono in eterno / Ed è un vero peccato. / Mio padre mi mancò molto. / Quante cose avrei voluto dirgli / Prima che morisse"( Cfr. R. De Cadaval, Il Turbinio della Vita, I padri non vivono in eterno p. 73). In questi versi la tensione etica è in un sentimento d'amore in cui si annida anche l'ansia dell'umana insufficienza davanti alla morte che, quando riguarda i nostri cari, si vive quasi come un senso di colpa. E la ricerca etica egli la vive anche come impegno a lottare contro il male e a protendersi verso un'amicizia e un senso d'amore universale che aiutino e proteggano l'uomo in questo mondo truce. "Epoca pericolosa, - canta Rudy De Cadaval – epoca dalla triste morte / e il cielo non esiste più. / Voglio che tu m'intenda J. P. Che tu m'intenda / adesso, qui, in questa malvagia atmosfera / dove le cose girano al rovescio sopra sotto / (...) / dove ciascuno muore come può" (Cfr. R. De Cadaval, Il Turbinio della Vita, Voglio che tu m'intenda Jean Pierre p. 33). E, quindi, la morte, questa oscura Signora che non ha rispetto dell'uomo e della vita. Un sentimento, questo della morte, che si coglie nei versi del De Cadaval come un'inquieta presenza, un male altrettanto assurdo come la guerra: "Se i popoli – afferma il De Cadaval – continuano a farsi guerra / perché la luna pende ancora così rossa / sigillo divino sul libro della pace?" (Cfr. R. De Cadaval, Il Turbinio della Vita, Per me solo la notte non è bella p. 58).

È un inquieto domandarsi, quello del De Cadaval, un inquieto interrogarsi. In fondo, mi piace osservare quasi in sintonia col suo verso: se Dio è vita perché c'è la morte? Sì, la vita vera comincia con la morte, si potrebbe obiettare, ma intanto l'uomo teme la morte più di ogni altro male. E la morte tocca pure i versi di P. Montalto; è presente infatti in qualche haiku, ma non solo, come ad esempio in questi versi della Zona Haiku: "Spartitraffico / Fra gioia e dolore / È la morte" (Cfr. P. Montalto, Le Ragioni del Vivere, In zona Haiku VIII p. 158). Nei versi di P. Montalto, pertanto, la morte non è un'oscura presenza che quasi prende corpo, ma è tormento, dolore. E per lui, fra l'altro, la morte contro cui lottare non è quel mistero, che abbraccia l'uomo alla fine della corsa naturale, bensì è anche un male frutto dell'odio umano e contro di esso egli invoca Amore: "vorrò celebrare AmoreLibertàVeritàBellezza / tra tutti i popoli dell'universo; / che numerosi e sempre più capaci, / di sconfiggere il buio dell'odio e della morte, / partecipano alla grande festa del cambiamento" (Cfr. P. Montalto, Le Ragioni del Vivere, La danza del cuore III p. 97).

Ma P. Montalto è, soprattutto, poeta dell'amore e della vita e lo si coglie molto bene nei versi dedicati, appunto, al De Cadaval: "Il nostro è un mondo alla deriva, / (...) / Scorrono dinanzi a noi assortite maschere, / inquietanti, minacciose, invidiose, gelose, / indirizzate a distruggere ogni accenno di comparsa / di un timido e titubante sorriso d'innocenza, / (...) / Noi a lungo schiavi e testimoni, / subito avvertiamo lo squillo chiaro di una voce, / che trova sincera sintonia / nel potere creativo del nostro sorriso benedetto, / oltre il fertile suolo bruciato dal maligno" (Cfr. P. Montalto, Le Ragioni del Vivere, Cuore amico pp. 105- 106). Quanto affetto in questi versi! Che ricchezza di sentimento e di sentimenti! Che calore di amicizia pura e profonda! Sono anche queste le ragioni del vivere in cui P. Montalto trova il senso della vita, quel senso che vibra anche di amore per il prossimo e ancor di più di profonda tensione etica: "Lavoratori onesti dalle tasse derubati / Popolo illuso e poi tradito / (...) / Guelfi e Ghibellini / Sono ancora tra noi / E tramano con omertà / Vendono pure l'anima / Al migliore offerente / Stiamo lontani da ogni genere strano / Di schiamazzo e di codazzo / Sfasciamo l'immobilismo / Della grigia eminenza usurpatrice" (Cfr. P. Montalto, Le Ragioni del Vivere, Povertà p. 146). Quanta dignità, quanto amore per gli umili e per i derelitti in questi versi di P. Montalto, versi in cui il sentimento di solidarietà e di sostegno al prossimo che soffre si traduce in grande tensione etica.

Belli i versi di questa antologia, interressanti e dolci i canti di Rudy De Cadaval e di Pasquale Montalto, versi e canti che anche se, talora, soprattutto in De Cadaval, sono pervasi da un vago senso della morte, sono tuttavia versi di tensione etica, di amore, di fede e di speranza. "Mamma – canta in un verso struggente Rudy De Cadaval – ti ho pensato molto nelle interminabili notti / mentre ero attanagliato dal dolore / in questo letto d'ospedale. / (...) / Il mondo è una strada larga, / puoi attraversarla / anche se le tue ossa riposano in una / scatola / dove io stesso ho deposto il tuo volto, / dopo averlo accarezzato. / Hai un'anima mamma" (Cfr. R. De Cadaval, Il Turbinio della Vita, Mamma p. 50). Ed ancora: "Uomo argilla viva / donna sua compagna / ispirazione dolce di Dio. / Corpi diversi / in un'anima sola / sotto la pallida luna. / Uomo Donna Amore" (Cfr. R. De Cadaval, Il Turbinio della Vita, Uomo Donna Amore pp. 89- 90). È, allora, un invito all'amore, alla benevolenza, il verso di Rudy De Cadaval.

Sì, la vita sarà pure un inquieto turbinio, ma ha un forte senso ed una valida ragione, per cui è necessario e bello viverla nell'incanto del sentimento e dei sentimenti che il cuore si porta dentro. Ed è in questa misura che il turbinio della Vita di Rudy De Cadaval incontra le ragioni del Vivere di Pasquale Montalto e vi si salda. "Carta accogliente / - canta P. Montalto - Donna / Nutriente d'energia / Penna penetrante / Uomo / Alla meta sospinto / (...) / Nel bagliore dell'aurora / Germogliano sogni / Bagnati con gocce di rugiada / Incrollabile /La mia anima segue un odore di fede" (Cfr. P. Montalto, Le Ragioni del Vivere, Un odore di fede p. 132). In questa dimensione le ragioni del Vivere di P. Montalto trovano il proprio senso e significano tutto il valore e la tensione d'amore della sua parola. "Su di un sentiero d'inchiostro, / poche righe, parole essenziali / Io, Tu, Noi, la nostra Amicizia / Sogno un contatto felice / Le carezze mai avute, - Padre! / L'abbraccio di mia madre / (...) / Nel cielo in alto un falco / (...) / Traccia segnali inediti / Che parlano d'incontro" (Cfr. P. Montalto, Le Ragioni del Vivere, Il cammino della parola p. 129). È questo il segreto della ricerca della parola in P. Montalto, una parola che si fa veicolo di sentimento, d'amore e messaggio d'incontro fra gli esseri umani tutti. L'uomo è creatura d'amore aperta all'altro, che è a sua volta amore. Ed allora il canto di P. Montalto è un invito all'incontro e proprio per questo egli ama sussurrare: " Non perdiamolo il senso dell'amore". In fondo è questo il messaggio dei due poeti e di questa antologia.

Recensione
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