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Percorso Omologistico

etimologico comparativo nella lingua italiana
aree semantiche

Ricerca e Studio di Ferruccio Gemmellaro
Lettura critica elaborazioni storiche a cura del prof. Leonardo Vecchiotti

Diritti culturali La Copertina

Riveduto, corretto, aggiornato Gennaio 2012

Produzione DVD quale parte integrante del Manifesto in testo gutenberghiano Omologismodue curato da Ferruccio Gemmellaro a nome del Movimento Culturale “La Copertina”, edito da I Quaderni del Convivio in Castiglione di Sicilia (Ct) dicembre 2007.

╚ vietata ogni riproduzione priva d’autorizzazione dell’autore, ad eccezione per uso didattico e, parzialmente, giornalistico, in ogni caso, ove possibile, citandone le fonti.

Il documento Ŕ suddiviso in diverse parti per agevolarne la lettura

Premessa

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BASTONARE ABBACCHIARE AMMAZZARE

BASTONARE

BastonÓre viene dal lat volg BASTIUM basto, attinto al gr BASTAZO io trasporto. Il BÓsto Ŕ la sella che regge i carichi delle bestie da soma cui il BastÓio; metaforicamente Ŕ la “fatica dura” donde BastÓgio o BastÓso da BASTASIUS lenito nel medv VASTASIUS cui il mer Vastase (pugliese) con il pi¨ diffuso VastÓso (siciliano) “facchino”, cui VastasÓta, fig trasferitosi nel valore di “giullare-mimo” ma anche, partendo dal significato di “svuotare per opera dei facchini”, nel senso semant o fig di “devastatore” come pu˛ esserlo un bambino per gioco o un delinquente piccolo e grande.

L’accr Bast˛ne, dal lat BASTO di tema med BASTA sostegno per trasporto, contrariamente alla tradizione, Ŕ il Basto per accezione, ovvero il “sostegno” retto dalla mano, per portare il carico tenuto in equilibrio sulla spalla o, puntellato al suolo, per sorreggere il proprio corpo. Da qui, fig in gergo navale, BastiŔre “barra di legno” e il dim BastŔtto attestatosi in “regolo”. Nell’usare il verbo d’azione Bastonare, la semant ha privilegiato la pratica aggressiva “percuotere-colpire col bastone”, anche in senso fig, cui BastonÓbile, BastonÓta, BastonÓto, Bastonat˛re, Bastonat¨ra, i dim Bastoncýno e l’anatomico BastoncŔllo questo anche fig “sorta di cellula” con l‘aggettivo “chimico” BastoncellÓre.

In connessione con BASTAZO o a questo assimilato, il gr conta PATASSO batto, ferisco cui BatassÓre “scuotere” con Patassýo frastuono.

Dal franc ant CRIQUET bastone, l’ital conta, attraverso l’ingl, il glb Cricket “sorta di gioco” cui ancora Wicket che ne Ŕ la porta, questo inv da WICKET cancelletto.

Ancora dall’ant nordico RARLIK da RAR bastone e LIK falda di vela, attraverso il franc RALINQUE, l’ital conta l’omologismo Ralýnga “sorta di cavo per vela” cui RalingÓre, snm di Gratile.

Da BASTO derivano il verbo denm BastÓre “corrispondere al carico sopportato dal basto” cui il sostantivo BastŔrna “lettiga”, eppoi l’interiezione BÓsta!, BastÓnte, BastantemŔnte, BastŔvole e l’avverbio con funzione aggettivale AbbastÓnza, questo da BastÓnza prefissato AD dell’astratto BASTANZA di BASTARE.

Bastazo, quale voce veneziana, vale “facchino”.

Tramite il passaggio dal long BASTJAN allacciare e dal franc BASTJAN intrecciare derivano i vari BÓsta “imbastitura” con Bastýa, Bastýre con i prefissati Imbastýre e Imbastit¨ra, BastimŔnto questo dal lat medv BASTIMENTUM costruzione; ancora, lo sdrucciolo BÓstia “fortificazione” attraverso il franc BASTIE con il suo accr Basti˛ne cui BastionÓre, BastionÓta, BastionÓto, Bastionat˛re, Bastionat¨ra e un Bastýta.

BastÓrdo (suff spregiativo ARDO) Ŕ il termine fig che sta per “nato da un intreccio tra principe e concubina” con BastardÓggine, il metaf BastardÓta “carognata”, Bastard¨me col suff UME collettivizzante ovvero un “insieme di bastardi”, i fig BastÓrda “sorta d’imbarcazione” e BastardŔlla “sorta di tegame o di arma da fuoco”, BastardŔllo “sorta di registro”, BastardiŔra “area di un vivaio” attraverso il franc BATARDIERE da BATARD bastardo.

Gran Bastardo Ŕ stato l’epiteto assegnato a Renato di Casa Savoia (1468/1525).

BatÓcchio (adottato nel XV sec), dal dim lat volg BATUACULUM, Ŕ il grosso bastone specifico per colpire cui BatacchiÓre, BatacchiÓta, un prefissato AbbatacchiÓre (A allativo) e dal suo utilizzo Ŕ nato fig il BatÓcchio delle campane (e dei portoni); la derivazione Ŕ dal class BATTUERE cui, con sincope delle u, si ha BÓttere con Battýgia o BÓttima Battitýccio, BÓttito, Battit˛ia, Battit˛io, Battit˛re e Battitrýce, Battit¨ra, il fig Batt˛na “che batte il marciapiede”, Batt¨ta eppoi il Ppres sostantivato BattŔnte (metÓ di una porta o finestra) con Battentat¨ra e Battentýno; il percorso prosegue con BattŔrio o BactŔrio (adottato dal 1888) dal gr BAKTERION bastoncino snm di Bacillo (adottato in contemporaneitÓ), meglio BattŔri, BattŔrico o BactŔrico, cui i composti Battericýda o Bactericýda, Batteriemýa (con EMIA “sangue”), Batteri˛fago o Bacteri˛fago il cui ipocoristico Ŕ Fago, Batteri˛fite (con FITO della botranica), Batteriolýsi con Batteriolisýna, Batteriolýtico, Batteriologýa o Bacteriologýa con Batteriol˛gico e Batteri˛logo o Bacteriol˛gico e Bacteri˛logo, Batterioscopýa, Batteri˛si (suff patologico OSI), Batteri˛stasi con BatteriostÓtico, BatterioterÓpico o BacteriotrerÓpico,

Il termine polisemico Batterýa Ŕ dal franc BATTERIE da BATTRE battere cui Batterýsta (musicale).

Il termine glb franc Boutade (pron butad) adottato nella scherma Ŕ dall’ital Botta e vale anche fig quale “battuta di spirito”.

\ Alcuni ricercatori israeliani sono riusciti a costruire una Batteria elettrica ricavando Zinco e Rame dalle patate.\

La rad Ŕ molto diffusa, pertanto si ha il glb ptg Batida “frullato-sbattuto”, quello franc Battage da BATTRE battere e BattŔria attraverso BATTRIE; l’ital conta ancora BÓtolo, Bat˛sta con BatostÓre vrs attraverso un percorso ptg-prvz con perdita della seconda t.

Termine alieno BatÓta (sorta di pianta delle Convolvulacee) omologismo di genesi Haiti attraverso lo sp BATATA.

Con i pref, il percorso di Battere conta AbbÓttere con Abbattýbile, il composto AbbattifiŔno, AbbattimŔnto, Abbattit˛re, Abbatt¨ta e Abbatt¨to. CombÓttere con CombattŔnte, Combattentýsmo, Combattentýstico CombattimŔnto, Combattit˛re, CombattivitÓ da Combattývo, Combatt¨to e la composizione glb ingl Combat vest (con VEST giubbotto “da combattimento”). ControbÓttere con Controbatterýa, Controbattit˛re e Controbatt¨ta. DibÓttere con DibattimentÓle, Dibattit˛re da DibÓttito, Dibatt¨to e DibattimŔnto, ImbÓttere meglio ImbattŔrsi con ImbattibiltÓ da Imbattýbile, il sostantivo ImbÓtto “l’imbattersi”e Imbatt¨to, RabÓttere “accostare (chiudere appena)” con un incerto RabÓzza o RabbÓzza (termine marinaresco), RibÓttere con RibattimÓnto, Ribattýno (snm di Ribadino), Ribattit˛re, Ribattit¨ra e Ribatt¨ta. SbÓttere con SbattimŔnto, SbÓttito, Sbattit˛ia, Sbattit˛io, Sbattit˛re, Sbattit¨ra, Sbatt¨ta e Sbatt¨to, i composti SbattighiÓccio, Sbattiu˛va. Battere, oltre ai derivati espliciti, ove contratto nel pref BATTI-BATTO, compone una lunga serie di vocaboli, da BattibalŔno a Battologýa, con Battol˛gico, termine questo che sta per abitudine di ripetersi continuamente in un medesimo discorso, passando da BattibeccÓre con BattibŔcco, Battic˛ffa, BattifiÓcca, Battif˛lle “bastita” (col suff da Follare), BattifrŔdo attraverso il franc BERFROI macchina d’assedio vrs sovrapposto a Battifolle, BattilÓna con BattilÓno “operaio addetto”, Battilocchio “tic delle palprebe”, Battil˛ro “artigiano dell’oro”.

BattÓglia da lat BATTALIA di BATTUERE cui BattagliÓre con Battagliat˛re, BattagliŔre, BattagliŔro con BattaglierŔsco, Battagli˛la o Battagliu˛la, Battagli˛ne, Battaýzza “sbattimento dell’acqua” attraverso il veneto. Il gr conta lo specifico ENYALIOS battagliero cui l’aggettivo EniÓlio epiteto di Ares il dio della guerra, omologato nel romano Marte.

Il lat BATUACULUM ha imposto al prvz il termine BATALH, il quale Ŕ ritornato in BattÓglio (giÓ in uso nel 1400), snm quindi di Batacchio o Battente (per bussare), cui SbattagliÓre.

BattŔllo, che appartiene alla famiglia latina di “battere”, ritorna in ital dopo l’attestazione prvz in BATEL (ingl BAT racchetta - BOAT battello), cui BattellÓnte o BattelliŔre; termine alieno BattelmÓtt “sorta di formaggio composto dall’oronimo Battel (Valle Anzasca) e dal franc MATTE “tipo di latticini”.

Padre del Battello a vapore Ŕ considerato Robert Fulton che il 17 agosto del 1807 ne inaugur˛ il primo viaggio lungo l’Hudson da New York ad Albany con un motore da 24 cavalli-vapore.

Dall’ingl BOAT si conta la locuzione glb Cat boat “battello gatto” fig una sorta di battello eppoi Boat people “profughi (gente)in barca” coniato dal 1979, al tempo dei fuggiaschi dal Vietnam, alla fine del conflitto con l’abbandono degli americani. Il glb ingl Ferryboat nave traghetto Ŕ composto con il verbo TO FERRY traghettare cui l’omologismo di suono siciliano Ferrib˛tto.

Il pref BATI, in composizioni quali Batibent˛nico (zoologia, con Bentonico), Batigrafýa con BatigrÓfico, BatinÓuta, Batimetrýa, BatipelÓgico, BatiplÓncton, BatiscÓfo, Batisc˛pio con Batisc˛pico, BatisfŔra, viene invece dal gr BATHYS di BENTHOS profonditÓ, cui BatiÓle, BŔntos o BŔnthos dal gr BENTHOS profonditÓ cui Bent˛nico; termini alieni nel percorso, Bentonýte (suff ITE per minerali) dal toponimo Fort Benton in Montana (USA) eppoi Batýc o Batýk “tecnica di colorazione” omologismo dal malese BATIQ). Ancora, il suff BATO in composizioni quale Is˛bato o Is˛bata (col gr ISOS uguale); nulla vieta di pensare ad una connessione rad associativa di BATTI “battere” con BATI “fondo” nel senso di battere il fondo.

BattezzÓre, con Battezzat˛io o Battezzat˛rio, BattezziŔre, eppoi Battýsta “il battezzatore” per accezione nell’onomastica da Giovanni Battista, col suff ISTA1 di collegamento ai sostantivi in ISMO, qui da un sottintesto “Battismo” non linguistico ma adottato in Anabattýsmo con Anabattýsta e Anabattýstico il cui pref ANA di nuovo indica i luterani, calvinisti e anglicani che sostengono laa necessitÓ di rinnovare il battesimo in etÓ adulta.

Il percorso prosegue con BattistŔro o BattistŔrio, o un desueto BattistŔo, dal tardo lat BAPTIZARE giÓ gr BAPTIZEIN immergere, che appare in connessione con BATHIS profonditÓ.

L’omn Battýsta o Batýsta, alieno in questo percorso, ovvero pseudoetim, Ŕ anche la tela di lino puro, che prende il nome dal suo fabbricante, Baptiste, vissuto a Cambrai nel XIII sec.

Il termine Balýlla, in auge nel ventennio fascista (adolescente paramilitare e tipo di auto FIAT) si rifÓ al vezzeggiativo Balilla del ragazzo Giovanni Battista Peraso che nel 1746 avvi˛ involontariamente l’insurrezione di Genova contro gli austriaci; il termine dovrebbe avere una connessione almeno fig con il percorso di Balia. La composizione Calciobalýlla dalla pi¨ corretta Calcio-Balilla, quindi, starebbe per “incontro serio di calcio in dimensione gioco da tavolo (per ragazzi)”, a ricordo della storica protesta esplosa a seguito di una ragazzata.

1 Per il suff ISTA connesso con il suff ISTICO, fonte di perplessitÓ poichÚ appaiono intercambiabili, si potrebbe adottare la norma per cui il primo sta ad indicare una veritÓ, leggi Falangista nel senso di appartenente alla Falange; il secondo, leggi Falangistico, assume il significato di “idealmente, potenzialmente un falangista- comportamento da falangista”.

Questo varrebbe, ancora per esempio, in Omologista e Omologistico, Realista e Realistico… e cosý via.

\ Soma Salma

S˛ma (adottato nel XIII sec), snm di Basto (questo in uso subito dopo, nella prima metÓ del XIV sec), derivato dal lat tardo SAUMA, dal gr SAGMA, cui SomÓro dal lat SAUMARIUS, il verbo iterativo SomeggiÓre, SomiŔro questo transitato dal franc SOMIER e SÓlma, termine quest’ultimo che in origine indicava “carico”, donde Salmerýa, poi, via via, “carico morto” e “cadavere”. Una voce d’incitamento per il somaro Ŕ Arri!, vrs d’origine onomatopeica che apparirebbe connessa con Arriba!, l’Evviva in sp. Il glb Sommelier, pur tratto dal franc, Ŕ il derivato dal lat SAGMARIUS conduttore di bestie da soma, svoltosi quale “incaricato dei viveri”, poi “addetto alla tavola” ed infine “esperto nella scelta dei vini” e della loro qualitÓ; negli assaggi per esaminarei vini, il sommelier adotta termini quali Corto, Decrepito, Grasso.

Il gr, viepi¨, conta SOMA quale corpo, cui il biologico S˛ma “insieme delle cellule”, SomÓtico, Somatologýa, il composto Dittios˛ma (organo cellulare, col gr DIKTYON rete) e il prefissato Pros˛ma (pref PRO); eppoi Bis˛ma (adottato in architettura “doppio corpo” cui la locuzione Arcosoli bisomi. Salm˛ne o l’ant Salam˛ne, con un volg Sermone, Ŕ dal lat SALMO, vrs in percorso con SALMA carico, peso, dalle dimensioni ben superiori alla media per un pesce che si trova nelle acque dolci; in realtÓ, il Salmone, della famiglia dei Salm˛nidi, abbandona l’Atlantico sett per risalire i fiumi solo per la riproduzione. Termine pseudoetim SomÓsco, meglio SomÓschi, questo ordine religioso fondato a Somasca (Bergamo) da S. Girolamo Emiliani nel 1528.

La mutazione lemmatica da SAGMA a SAUMA e Salma Ŕ analoga al passaggio dal gr SMARAGDOS al lat SMARAUDUS e all’ital SmerÓldo, cui Smeraldýno, dovuta ad un’attestazione sett; per il primo, del gruppo gma in uma eppoi lma per il secondo, di gdo in udo eppoi ldo; entrambi con sostituzione finale della u in l. Nel secondo, ancora, c’Ŕ stata l’apofonia della prima lettera a in e.

\ Nella Cristalloterapia, lo Smeraldo avrebbe la proprietÓ di proteggere dalle radiazioni \

Somaro in gr Ŕ KANTELIOS, da tema med KANTHA, tradotto in lat CANTHERIUM cavallo castrato, cui l’ital CantŔo, usato come sostegno, svoltosi via via in “cavalletto di sostegno” sino a semplice “sostegno”, cui il glb ingl Cantilever “mensola”, CantinŔlla “asta o fila di lampade” adottato in teatro (omn di Cantinella”recipiente”), Cantýno “corda del violino”, CantiŔre “grossa trave”, un termine questo ampliatosi in “pali che sostengono una tettoia” eppoi via via in loggia, struttura complessa, fabbrica, organigramma… cui Cantierýstica, Cantierýstico e CantierizzÓre; vrs connesso anche fig con il lat CANTHARUS coppa cui l’ital CÓntaro o CÓntero “recipiente”, CÓntera “cassetto” e CanterÓno “mobile per biancheria”.

Nel volg mer esiste la voce Cantro che indica il recipiente per i bisogni fisiologici, insomma la primordiale tazza del gabinetto.

L’omn CÓntaro “misura” Ŕ dall’ar QINTAR, dal gbz KENTENARION attinto al lat CENTENARIUS centinaio.

\ Ibrido

Ibrido-ýbrido (giÓ in uso nel 1498), snm di Bastardo (giÓ ricorrente nel 1306), Ŕ dal lat HYBRIDA, svoltosi nel franc HYBRIDATION cui l’ital Ibridazi˛ne, giÓ gr HYBRIS alterigia; in percorso, Ibridat˛re, Ibridazi˛ne, Ibridýsmo, Ibridizzazi˛ne, i composti Ibridologýa con Ibridol˛gico, Ibrid˛ma (suff biologico-medico OMA) e il prefissato biologico Diýbrido (DI di DIS due volte).

Il franc ant avea BORT per Bastardo, cui fig l’omologismo B˛rt (minerale) e vrs l’origine di Bortolotto, Bortoloso e simili nella cognomastica, ma c’Ŕ da aggiungere, difficile verificarne una connessione rad, l’omologismo Bortsch (pron borsc) dal russo BORSC acanto, sorta di minestrone acidulo con cavoli e barbabietole.

\ Affliggere

Il lat conta anche FLIGERE battere dalla serie onomatopeica BHL (o DHL) cui Afflýggere con Afflýtto, Afflizi˛ne, Conflýggere con Conflýtto, Inflýggere con Inflýtto; non Ŕ inverosimile una connessione rad con l’ar FITNA conflitto.

La serie onomatopeica con base B conta B B poltiglia cui B˛bba o B˛ba e Sb˛bba o Sb˛bbia con pref S intensivo, BU BA cui il lat BUTIO “sorta di uccello” donde Tarab¨so o Tarab¨gio con Tarabusýno (fig con il lat TAURUM toro) snm di GuÓcco questo ancora onomatopeico, della Famiglia degli Ardeidi: da non equivocare con GuÓco “sorta di pianta erbacea delle Composite” omologismo di genesi del Nicaragua.

\ Immergere Tingere

L’ital ImmŔrgere, con Immergýbile, Immersi˛ne e ImmŔrso, Ŕ dal lat MERGERE affondare cui il corretto ma desueto MŔrgere, poi attestatosi IMMERGERE (pref IN illativo); il percorso conta ancora EmŔrgere dal EMERGERE (pref EX) cui EmergŔnte, Emergentýsmo, EmergŔnza, EmergenziÓle con Emergenzialýsmo ed Emergenzialýsta, ed Emersi˛ne con EmŔrso, RiemŔrgere (RI reiterativo) con Riemersi˛ne, infine SommŔrgere da SUBMERGERE (pref SUB), cui Sommergýbile (dal XVIII sec), snm di Sottomarino (dal 1827), e Sommersi˛ne, con un ant snm DemŔrgere da DEMERGERE (DE conclusivo). Tutti termini ispirati a MERGUS, questo una specie d’uccello che s’immerge, in ital MŔrgo cui SmŔrgo e SmergolÓre; la rad Ŕ MEZG immergere.

\ Il numero unico per Chiamata d’emergenza, in area europea sarÓ il 112 che andrÓ a sostituire i vari 113,115 e 118 /

Il lat conta anche TINGERE immergere in un liquido (in connessione con il verbo TANGERE toccare-sfiorare con normale passaggio di a in i, quale forma intensiva), cui Týngere Týnto questo dal Pp TINCTUS col fem Týnta cui TintarŔlla con TinteggiÓre, Tinteggiat˛re e Tinteggiat¨ra, eppoi Tintorýa, TintoriÓle (termine in Istologia), Tint˛rio da TINCTORIUS, Tint¨ra da TINCTURA… il composto TintillÓno dalla locuzione Tinto in lana (prima della tessitura) e i prefissati Intýngere da INTINGERE (IN illativo) con la variante Intýgnere con Intýngolo e Intýnto, Ritýngere (RI reiterativo) con Ritýnto e Rotint¨ra, Stýngere o Stýgnere (S sottrattivo) con Stýnto; forse sovente sovrapposti con la rad di Týna dal lat TINA bottiglia, di Týno (snm di Botte) da TINUM con Tin˛zza e il dim TinŔllo.

CuriositÓ linguistica ci viene da BÓffo, dal gr BAPHE tintura, ovvero, fig “tintura al di sopra delle labbra”, cui SbaffÓre e SbÓffo; dal volg lombardo Barbiset “baffetto” Ŕ sorto BasŔtta (omn di Basetta dim di Base) con l’accr Basett˛ne e il dim Basettýno fig sorta di uccello di palude dei Timalidi, questo connesso con il percorso di Timo.

Snm di Intingere (adottato nel XIV sec), l’ital conta ZuppÓre (in uso dal 1879) con InzuppÓre dal got SUPPA ma giÓ lat SUPPAM in origine fetta di pane intinta, cui Z¨ppa, ZuppÓta, ZuppŔtta, ZuppiŔra e Z¨ppo questo ipocoristico di ZuppÓto cui InzuppÓto, la locuzione dolciaria Zuppa inglese alias Zuppa degli Este; una sorta di zuppa di verdura Ŕ detta Alla Julienne attraverso la locuzione franc POTAGE A LA JULIENNE in onore di un Julien o di una Julienne cui l’ital Giuliano o Giuliana. La zuppa composta di erbe tipiche locali Ŕ detta in genovese Prebuggi¨n perchÚ pare sia stata storicamente composta per la tavola di Goffredo di Buglione, pertanto sarebbe un corruzione di Pro Buglione.

\ Il piatto simbolo della cittÓ americana di S. Francisco Ŕ una zuppa di pesce detta Cioppýno, termine derivato dal ligure, poichÚ fu importata dai genovesi.\

Il gr conta lo specifico MYSTAKS MISTAKOS giÓ MUSTAKION labbro superiore-baffo cui MostÓccio (adottato dal XIV sec), MustÓcchio, e il composto MisticŔti (Sottordine di Cetacei) con KETOS cetaceo; da non equivocare con Mostacciolo da Mosto.

\ Manganello Gianna Verga Fuscello

Frusta Frustra

ManganŔllo “bastone corto di legno” (adottato dal XII sec), altro termine schiettamente aggressivo, Ŕ il dim di MÓngano, dal lat MANGANUM, dal gr MANGANON, e sta per arnese da combattimento, ovvero un’arma, attestatosi fig in “macchina utensile sia per tessitura sia per stiratura”. Lo strumento quale arma Ŕ in dotazione alle forze dell’ordine, i cui snm Randello (dal XIV sec) e Sfollagente adottato in era fascista.

\ Una straordinaria coincidenza ha voluto che il capo della polizia italiana (2008) abbia il cognome Manganelli. Coincidenza che riappare in Padre Cantalamessa, un ministro della Chiesa Cattolica. Si potrebbe definirla omologismo della cognomastica nel mestiere . I romani invece asserivano che IN NOMINE OMEN “Il destino Ŕ nel nome che si porta”.\

GiÓnna “bastone” Ŕ dallo sp JINETA, cui GiannŔtta “asta, lancia” in dotazione ai guerrieri berberi Zeneti. Esiste il termine Giannýzzero importato dal turco YENI-CERI giovane soldato, recluta, che induce a credere in una connessione con Giannetta “arma in asta” dallo sp JINETA. e con GiannŔtto dallo sp JINETTE cavallo di razza cui GinŔtto o GiannŔtto. Il Giannizzero indossava il DulimÓno, questo omologismo dal turco DOLAMAN. Termini omonimi, GiannŔtta “vento gelido di gennaio” il cui termine sembra stato ispirato ad una Gianna (forse perchÚ frigida?); GiannŔtta “filatoio” questo dall’ingl Jenny, nome della figlia di James Hargreaves l’ideatore (1770).

VŔrga Ŕ dal lat VIRGA ramo flessibile, di rad WERG, connessa alla rad VIR uomo, cui VergÓio “pastore”, ossia l’uomo che tiene la verga, VergÓre, VergÓto, Virg¨lto da VIRGULTUS coperto di ramoscelli dal dim VIRGULA di VIRGA ramoscello (Ved Virgola in Segni ortografici) connesso con Vergine, la locuzione Verga d’oro “sorta di pianta”. VŔrga Ŕ ancora fig l’organo sessuale maschile.

Il lat conta ancora il termine FUSTIS bastone o palo, cui il verbo FUSTARE bastonare; nel percorso troviamo anche Fr¨sta, FrustÓio, FrustÓre cui l’iterativo RifrustÓre con Rifr¨sto, Frustat˛re, il Pp aggettivato Fr¨sto e fig FrustrÓnte con FrustrÓre, FrustrÓto e Frustrazi˛ne poichÚ l’inserimento della lettera r Ŕ dovuto ad una sovrapposizione di Fusta con il lemma Briglia. FuscŔllo, con Fuscellýno, Ŕ dal lat volg FUSTICELLUS dim di FUSTIS, cui F¨sta, FustÓgno o FrustÓgno, FustÓia, FustigÓre, F¨sto. Un colpo di frusta, attraverso una serie onomatopeica, Ó detto ScilÓcca cui ScilinguÓgnolo “frenulo della lingua” con ScilinguÓre, ScilinguÓto e Scilinguat¨ra.

Esiste ancora l’omn Fr¨sto, ormai obsoleto, dal lat FRUSTUM pezzetto, tozzo, cui Fr¨stolo o Fr¨stulo dal dim FRUSTULUM e la variante Fr¨scolo “ramoscello” (sovrapposto a Bruscolo) da Fr¨sco questo per accezione “spiritello” o “piccolo animale” e talvolta unificati nella superstizione, fig rivolto ad un bambino, ricorrente al sud della Puglia, e in allocuzione con tono di commiserazione Povero fruscolo, eppoi FruscÓme (suff AME per collettivi “ramoscelli”). Il termine InfruscÓre Ŕ il denm da Frusco con IN illativo. Inoltre, fuori percorso, occorre sottolineare, a scanso d’equivoci etim, che il lat aveva l’avverbio FRUSTRA invano, pertanto, ci Ŕ pervenuto l’omn Fr¨stra stesso valore avverbiale con FrustrÓneo (giÓ ricorrente nel 1568), e un raro FrustraneitÓ, snm di Inutile (dal XIV sec) e InutilitÓ. L’avverbio FRUSTRA appare connesso con FRAUS FRAUDIS inganno, donde FrÓude (antecedente al XIII sec) con il denm FraudÓre, Fraudat˛re, Fraudat˛rio, FraudolŔnto o FraudolŔnte o Fraud˛so, FraudolŔnza o FraudolŔnzia, il prefissato DefraudÓre con Defraudat˛re e Defraudazi˛ne, eppoi Fr˛da, Fr˛do questo nelle locuzioni Cacciatore di frodo, Merce di frodo, Pescatore di frodo, o il pi¨ orecchiabile Fr˛de (dal XIII sec) dall’accusativo FRAUDEM con i complanari FrodÓre, FrodÓbile, Frodat˛re, il denm Fr˛do eppoi FrodolŔnto e FrodolŔnza.

Dal turco SAGRI pelle ruvida (della groppa d’animale) cui l’omologismo Sagrý con SagrinÓto, il veneziano conta il termine Zigrýno per “pelle ruvida”, lenito in Sagrino o Sigrýno, cui l’estensione semant generalizzata in ZigrinÓre, ZigrinÓto, Zigrinat¨ra; in una successiva attestazione fig, oggi archiviata, erano derivati Scigrýgna, questo il segno lasciato dalla frusta sulla pelle, e, pi¨ grave, ScigrignÓta o ScirignÓta quale ferita apportata da un colpo di frusta.

Snm di Frusta Ŕ SfŔrza, con le varianti FŔrsa e FŔrza, adottato anche fig nel senso di “critica-stroncatura”, d’etim non trovata cui SferzÓre, SferzÓta, Sferzat˛re, il fig Sferzýna “cavo”, Sferzýno o Sverzýno “lo spago della frusta”eppoi il marinaresco SfŔrzo.

\ Etimo Etile Etere Anestesia Narcotico

Etimo-Ŕtimo Ŕ dal lat ETYMON, dal gr ETHYMOS, questo un aggettivo che sta per reale, vero significato (di una parola), cui Etimologýa, Etimol˛gico, Etimologýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO, qui da un sottinteso Etimologismo non linguistico), EtimologizzÓre, Etim˛logo. La locuzione Figura etimologica appartiene alla retorica ed indica l’esprimere un concetto accomunando due parole d’identica etimologia, quale “ Il suo amore amante…”.

Pseudoetim il termine Etýle dal franc ETHYLE composto con il lat AETHER nel senso di gas ed il gr HYLE legno-materia, cui EtilŔne, EtilŔnico, Etýlico, Etilýsmo, Etilýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere), EtilizzÓto, la locuzione Alcol etilico (Alcol per accezione), il suff ETIL “etilene” per composizioni quali Etilendiammýna, occultato in Edrof˛nio (Etil-Idrossi-Ammonio), il suff ETILO “alcol etilico” per Etilometrýa con Etil˛metro, EtilotŔst, eppoi TerilŔne (Tereftalico e con Etilenico).

Etere-Ŕtere (dal XIV sec) con la variante poetica Etra-Ŕtra, Ŕ dal gr AITHRA da AITHER AITHEROS aria e riversatosi nel lat AETHRA con valore parte pi¨ alta e pura dello spazio, aria, spazio, cui EtŔreo o EtŔrio, EtŔrico, Eterizzazi˛ne. Etere-Ŕtere (dal XVIII sec) dal franc ETHER Ŕ per˛ fig il composito chimico utilizzato per l’anestesia, cui ancora EtŔrio eppoi EterificÓre con Eterificazi˛ne, Eterýsmo o Eteromanýa con Eter˛mane, “intossicazione di etere etilico”, EterizzÓre con ancora Eterizzazi˛ne; eppoi Estere-Ŕstere attraverso il ted ESTER ellittico della composizione ESSIGATHER etere acetico (col ted ESSIG dal lat ATECUM questo una metatesi di ACETUM aceto) cui EsterÓsi, EsterificÓre ed Estereficazi˛ne. In percorso EtÓno (Etere con suff chimico ANO) che sulla Terra Ŕ conosciuto allo stato gassoso ma che pare sia stato scopetto allo stato liquido su Titano, il satellite maggiore di Saturno, dalla sonda americano-europea Cassini a luglio del 2008, in un lago di idrocarburi. Eppoi Etossýlico (Etano-Ossidato con suff chimico ICO) con Etossilazi˛ne, UretÓno (Etere con pref chimico URO e suff chimico ANO) cui PoliuretÓno e PoliuretÓnico (pref POLI “molti”). Uretano ha il snm in CarbammÓto in percorso con CarbÓmmico e Carbammýde questo col snm Urea, composti con Carbone e Amido attraverso il franc CARBAMATE, CARBAMIQUE e CARBAMIDE..

In assonanza, il gr conta HETAIRIA compagna cui Etera-Ŕtera o EtŔria; nella Grecia antica, le Etere erano discriminate dalle donne sposate, queste addette alla casa ed ai figli.

\ Le Etere, anche se talvolta contraevano dei prestigiosi matrimoni, un po’ come le Geishe giapponesi, erano donne indipendenti ed autonome, ricche di cultura e d’arte, ideali compagne di circoli, giammai con l’onta della prostituzione, onorate anche dopo morte, vedi Frine e Belistica; dal passato di etera Ŕ stata la moglie di Pericle. Oggi, purtroppo, l’arroganza maschilistica ha condotto a considerare le Etere nel significato pi¨ infamante.

Geisha, termine glb dal giapponese, Ŕ traducibile in Danzatrice; da queste la locuzione Maniche alla geisha. Le Geishe (plur italianizzato, quindi un omologismo) hanno il loro albo professionale;.\

Anestesýa, con AnestŔtico, Ŕ dal gr AISTHESIS sensibilitÓ col pref AN senza, cui i composti Crioanestesýa (col gr KRYOS freddo), Preanestesýa e Rachinestesýa (col gr RHAKHYS colonna vertebrale e Termoanestesýa.

Sin dall’anticitÓ, mediante alcol, oppio e altre droghe, l’uomo si Ŕ incessantemente prodigato per calmare il dolore. La storia moderna dell’Anestesia parte dal 1776 quando J. Priesley isol˛ il gas Protossido d’azoto che H. Davy, denominandolo Gas esilarante, lo speriment˛ sui pazienti con successo; ma i Baroni della medicina di allora non vollero adottarlo, proseguendo nei loro tradizionali e dolorosi metodi. M. Farday, negli stessi anni, speriment˛ l’uso dell’Etere.

Oggi, fermo restando Il Protossido d’azoto in odontoiatria, l’Etere Ŕ sostituito da anestetici quali AlotÓno “idrocarburo idrogenato”con il Fluoro quale alogeno, CiclopropÓno (pref CICLO dal gr KYKLOS cerchio, nel senso di “anello d’atomi”) in aggiunta all’Agopuntura e all’Ipnosi.

SinestŔsi e Sinestesýa “percezione comune” Ŕ dal gr SYN insieme con AISTHESIS percezione, vale in psicologia quale percezione di uno stimolo accompagnata da immagini che appartengono a diverse sfere sensoriali; quale figura retorica vale l’associare ad una immagine dei termini relativi a diverse sensorialitÓ, adottata dai simbolisti e dagli ermetisti. L’ital conta il pref ESTESO per composizioni quali Estesiologýa, Estesiometrýa e il suff ESTESIA cui Barestesýa (col gr BAROS peso) con Barestesi˛metro, il filosofico Cenestesýa o CenestŔsi (col gr KOINOS comune qualecarica”) con CenestŔtico e i composti quali il patologico Cenestopatýa, l’ancora patologico Cinestesýa con CinestŔsico o CinestŔtico (con Cinesia), l’ancora extrasensoriale Radiestesýa o Radioestesýa (con il lat RADIUS raggio) con RadiestŔsico o RadioestŔsico e Radiestesýsta o Radioestesýsta, Termoestesýa “sensibilitÓ termica” cui Termoestesi˛metro,), eppoi i prefissati Disestesýa (gr DYS male), Emianestesýa (gr HEMI metÓ), Iperestesýa, Ipoestesýa, Telestesýa (gr TELE lontano) con TelestŔsico, Parestesýa (gr PARA accanto vale “alterazione della sensibilitÓ” come la Mirmecia), Poliestesýa, Pseudoestesýa.

Snm di Anestetico (adottato nel 1865) Ŕ Narc˛tico (giÓ dal XIV sec), questo in percorso con Narc˛si dal gr NARKOSIS azione dell’assopire da NARKE sopore, cui Narcotýna, NarcotizzÓnte e il pref NARCO per composizioni quali NarcoanÓlisi, Narcoipn˛si, Narcomanýa con Narc˛mane, NarcotrÓffico con NarcotrafficÓnte.

ABBACCHIARE

Da rad BAK bastone cui BÓcchio (omn di Bacchio “piede metrico”) e BÓculo da BACULUM, questo del valore di scettro, il termine AbbacchiÓre Ŕ dal lat volg ABBLACARE denm da AD BACULUM. Per Abbacchiare non s’intenda “esercitare idealmente il comando”, bensý “battere i rami per far cadere e raccogliere il frutto” (le olive), insomma BacchiÓre rafforzato col pref A; ed anche “vendere a poco prezzo” o “abbattere-avvilire”. Un motivo esisterebbe, con il segno del baculo-comando non Ŕ impensabile avvilire, abbattere, umiliare. Dal prvz JEQUIR costringere a confessare (tramite tortura) l’ital conta l’omologismo Gecchýre con valore di “abbattere-umiliare”, un termine che parrebbe connesso con il franc JAQUE maglia d’acciaio (per combattimento) in un ipotetico risvolto in “camicia di forza”.

Il baculo-comando che, in epoche pi¨ pompose, sarebbe divenuto lo scettro da accompagnare alla corona e al manto, quasi sempre si arricchiva di piume; tradizione, forse, di un dio-serpente piumato adorato in antichissime civiltÓ, insediatasi nell’inconscio, che rigurgita attraverso l’addobbo piumato dei carri (ieri) e delle auto (oggi) dei pellegrini in viaggio per i santuari. ScŔttro Ŕ dal lat SCEPTRUM, dal gr SKEPTRON bastone connesso fig con ScŔpsi o SchŔpsi da SKEPSIS osservazione critica (ma privo di una certezza) cui ScŔttico da SKEPTICOS con Scetticýsmo.

Il termine offensivo Imbecýlle, col pref IN privativo, Ŕ il derivato dal significato di “debole”, ovvero “privo di baculo-comando”. L’AbbÓcchio, il povero agnello da mensa pasquale, Ŕ prima avvilito, ossia legato ad un bastone (bacchio), poi macellato. Altri lemmi in percorso, dal dim BACILLUM bastoncino si ha BaccŔllo, Baccell˛ne e Baccellonerýa, fig BacchŔtta, BacchettÓre, Bacchett˛ne questo da “flagellante” s’Ŕ semant “bigotto”; eppoi Bacýllo questo attestatosi in microorganismo snm di Batterio dal gr BAKTERION bastoncino con l’aggettivo BacillÓre, Bacill˛si (suff patologico OSI), i composti Bacillariofýte (col gr PHYTON pianta), Bacillýfero (con il lat FER che porta), Bacillif˛rme.

Il lat conta lo specifico SILIQUA baccello cui Silýqua “sorta di frutto secco” e SiliquÓstro da SILIQUASTRUM (lat scientifico di Plinio) altrimenti indicato Albero di Giuda.

\ Bacchettoni sono stati i responsabili delle storiche trasmissioni televisive, condizionati dal bigottismo dilagante; non poteva essere pronunciata una locuzione del tipo Cazzotto in faccia, Uccello di bosco, Membro del governo, Amante della musica, Divorio all’italiana…\

Pseudoetim nel percorso lat BACILLUM di Baccello Ŕ BaccelliŔre, o BaccalÓre o BacalÓre, che invece sono omologismi dal franc BACHELIER giÓ prvz BACALAR giovane uomo svoltosi nel medv BACCALARIUS giovane cavaliere. Omn un BaccalÓre elemento strutturale delle vecchie galee o sostegno per mensole, d’etimo sconosciuto. Da non inserire nel percorso il termine ittico BaccalÓ.

\ Scaglia Caglio

Dal got SKALJA baccello l’ital conta ScÓglia con ScagliŔtta, Scagli˛la (snm di Canaria), Scagli˛ne e Scagli˛so, cui il denm ScagliÓre (nel senso di buttare addosso le scaglie quale atto offensivo, poi attestatosi nel significato corrente) con ScagliamŔnto e Scagliat˛re; in percorso ancora Scagli˛ne quale “dente canino dei cavalli”.

Eppoi Scagli˛ne questo attraverso il franc ECHELON scalino sovrapposto a Scaglia con ScaglionamŔnto e ScaglionÓre…

Nella tasonomia animale si conta l’Ordine dei Folid˛ti, mammiferi squamosi, lemma composto dal gr PHOLIS PHOLIDOS scaglia-squama, da OTOS orecchio.Termine alieno FolignÓte questo relativo al toponimo Foligno.

L’omn ScagliÓre vale DisincagliÓre opposto a IncagliÓre dal prefissato sp ENCALLAR incappare da CALLAR cui CagliÓre che sta fig per perdersi d’animo; il succitato Incagliare ha il suo omn in IncagliÓre che sta per AccagliÓre da CÓglio, questo dal lat COAGULUM latte coagulato (Ved Radicale AG in Obiettivo…), cui CagliÓre e le diverse attestazioni in QuÓglio, QuagliÓre col prefissato SquagliÓre (S sottrattivo, anche fig “allontanarsi di nascosto”) cui SquagliamŔnto e SquÓglio.

Il gr conta LEPIS LEPIDOS scaglia giÓ gr LEPION scaglietta, cui Lepýdio “genere di pianta”, Lepýsma “squama” e i composti LepidondendrÓcee (famiglia di alberi, col gr DENDRON albero), LepidosÓuri (Sottoclasse di rettili, col gr SAUROS lucertola), LepidosirŔna e LepidosirŔnidi (col gr SEIREN sirena), Lepi˛ta (sorta di fungo, con US OTOS orecchio), Lepid˛tteri questo un Ordine d’insetti (con PTERON ala) della Famiglia dei Pierýdi, termine questo ispirato al lat PIERIDAE giÓ gr PIERIDES che indentificava il patronimico di nove giovani (figlie di Piero) tramutate in gazze dalle Muse.

Da non contare in percorso i termini composti con il lat LEPOS LEPORIS che sta per grazia, cui LŔpido con l’opposto IllŔpido (IN negativo) e LepidŔzza, Lep˛re “piacevolezza arguta” questo omn dello sdrucciolo LŔpore lepre, vrs sovrapposti o connessi alla rad. LEPUS LEPORIS, infatti, (il cui genitivo Ŕ omn del genitivo di LEPOS grazia) Ŕ da tema med LEPRO, in ital LŔpre cui LŔpore (omn di Lepore “piacevolezza arguta”), Lep˛ridi, Leporýno, Leprýno, Lepr˛tto; il lat conta la locuzione CANIS LEPORARUS cane da lepre, cui LevriŔre o LevriŔro con mutazione della p in v , diventato un esot per il passaggio dal franc LEVRIER.

\ Canna Pistola Rivoltella

La bacchetta pu˛ essere di canna; CÓnna Ŕ inv dal lat CANNA, dal gr KANNA, d’ascendenza semita, cui CannÓcee (famiglia della canne), CannÓio, Cannai˛la, CannalÓdra (pertica, inc fig con Ladro), un CannamŔle (canna dolce, da zucchero), CannarŔcchia o CanarŔccia, Cannarecci˛ne o Cannarecci˛ne (sorta di uccello), i prefissati IncannÓre con IncannÓggio, IncannÓta, Incannat˛io, Incannat˛re e Incannat¨ra, la locuzione Canna al vento, CannÓta “colpo di canna” e il fig CannÓre con l’omn CannÓta “sbagliare ed errore”, CannatŔllo, il fig CanneggiÓre con Canneggiat˛re e CannŔggio (l’ant misurare con una canna standard), l’omn CannŔggio (tubo degli strumenti musicali). CannŔlla “piccolo tubo” con l’omn CannŔlla “corteccia aromatica” dal dim CANNULA con l’inv CÓnnula e CannellÓto, CannellŔtto, Cannellýna, Cannellino “sorta di fagioli” in omn con Cannellýno “sorta di vino”, CannŔllo cui il prefissato IncannellÓre, Cannell˛ne, CannŔto (suff ETO per collettivi) con CannettÓto o il glb franc CannetŔ, CannŔtta, CannicciÓia da Cannýccio dal lat CANNICIUS fatto di canna cui il prefissato IncannicciÓta e Incannicciat¨ra, Cannýsta “pescatore con canna” (col suff ISTA di collegamento ad un mestiere in omn col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO), Cann˛cchia o Can˛cchia (omn di Canocchia da Collo), Cann˛cchio o Can˛cchio, il dim Cann˛lo con Cannolýcchio (doppio dim) “sorta di mollusco” snm di Cappa lunga, Cann˛lo (per accezione, fig “sorta di pasticcino” altrimenti detto Lo scettro del re dal XVII sec), Cann˛so, Cann˛tto, Cann¨ccia col prefissato IncannucciÓre cui IncannucciÓta e Incannucciat¨ra, Cannutýglia o Canutýglia attraverso lo sp CANUTILLO da CANUTO cannello. Una pertica ornata di fiori e che porti sulla sommitÓ tre ceri posti a triangolo, quale strumento per accendere i lumi e il cero pasquale, Ŕ detto Ar¨ndine dal lat ARUNDINEM canna, di etim non accertata; per˛ si pu˛ pensare a una connessione fig in ambito indoeur con il franc ROND rotondo, poichŔ l’addetto alle accensioni si muove attorno ai candelabri.

Ancora, CanÓle, dal lat CANALEM, sostantivo tratto dall’aggettivo fig di Canna, cui CanÓla, i dim CanalŔtta, CanalŔtto e Canalýno, il toponimo veneziano Canareggio, Canalýcolo dal dim lat CANALICULUS cui CanalicolÓre e CanalicolÓto, CalalizzÓre e Canalizzazi˛ne, l’accr Canal˛ne, col denm ScanalÓre prefissato S intensivo cui ScanalÓto, Scanalatrýce e Scanalat¨ra, col denm IncanalÓre prefissato IN illativo cui IncanalamŔnto, IncanalÓto, Incanalat¨ra. Canale in Friuli vale, per estensione, “vallata”. A prova di una primitiva matrice linguistica, il persiano, nell’attuale Iran, conta QANAT con valore di canale-tunnel sotterraneo, con tracce nel ventre di Palermo costruiti dagli arabi.

Il percorso prosegue con CannocchiÓle questo sovrapposto a Occhiale (pertanto non derivato da Cannocchia), ed infine l’accr Cann˛ne con i derivati CannonÓta, Cannoncýno, CannoneggiamŔnto e CannoneggiÓre, CannoniŔra e CannoniŔre questo in campo sportivo snm di Marcatore e del glb Goleador. Con i pref, si ha ScannŔllo taglio di carne questo omografo di ScannŔllo cassetta, e ancora ScannÓre, ScannellÓre, TracannÓre.

Il Cannone ha una lunga storia che incomincia dalla Lancia da fuoco inventata in Cina nel 900 dC: successivi progressi si attingono ai documenti d’epoca dal 1338 relative alle armi descritte nelle battaglie.

Il termine CalmiŔre, che fa pensare ad una derivazione dal verbo Calmare, Ŕ invece l’ipocoristico dal gbz KALAMOMETREION che equivale ad una canna, questa utilizzata quale unitÓ di misura, passato dal veneziano Calmedro e dal lat medv CALAMELLUM quale dim di CALAMUS canna, cui ancora CelamŔlla con le diverse attestazioni in CeramŔlla, CiaramŔlla con CiaramellÓre, CiramŔlla, attraverso il franc CHALAMELL ed infine un CennamŔlla.

Infine, in connessione col percorso di Canna, l’ital conta CanŔstra e CanŔstro dal lat CANISTRUM giÓ gr KANASTRON, cui CanŔfora “la fanciulla che reca in capo un canestro (con oggetti di culto) dal lat CANEPHOROS giÓ gr KANEOPHOROS (col gr PHOROS io porto), CanestrÓio, CanestrÓta, CanestrÓto, CanestrŔllo, CanÓsta questo rientrato dallo sp CANASTA canestro, l’accr Canestr˛ne “sorta di mollusco”, il glb ingl Canister “tanica”. Il gr aveva sviluppato un KALATHOS paniere, cui il percorso con CalÓtide e CalÓto “sorta di paniere, fig di copricapo e di capitello”.

Particolare canna Ŕ il Bamb¨, questo omologismo glb dal franc BAMBOU attraverso il ptg BAMBU di genesi malese BAMBU, cui BambusÓia, BambusŔe o BambusoidŔe (col suff OIDE “simile” al plur vale Sottofamiglia di graminacee).

Pseudoetim nel percorso di Canna, Ŕ l’omologismo Cannýbale, questo dal caraibico CARIBE transitato dallo sp CANIBAL, cui CannibalŔsco, CannibÓlico, Cannibalýsmo.

\ Una delle icone pi¨ toccanti della passione cristiana Ŕ la figura di Ges¨, legato alla canna con una corona di spine intorno al capo ed un misero manto. \

Simile nell’aspetto e nel portamento della canna Ŕ lo ZŔnzero, con la variante GŔngiovo cui ZingiberÓcee (la Famiglia), dal lat-gr ZINGIBER d’origine ind, in ar ZANJABIL. La locuzione Zenzerino di Toscana, invece, indica una varietÓ di peperoncino.

In ceco Canna Ŕ PISTAL, cui il franc ed il ted PISTOLE, l’omologismo ital Pist˛la. Da altra ricerca, il termine deriverebbe dal toponimo Pistoia dove sarebbe stata inventata da un certo Camillo Vitelli. La Pistola fu creata tra l’altro perchÚ il cavaliere potesse nel contempo stringere le redini, impossibile con l’uso delo fucile; la nascita di quest’arma Ŕ praticamente contemporanea al moschetto (XV-XVIII sec), di cui adotta la tecnica. In percorso, PistolŔro, PistolettÓta, PistolŔtto, PistoliŔre, Pistolýno, Pistol˛ne con un Epistol˛ne e Pistol˛tto. Il fig Pist˛la “moneta” indicava lo scudo spagnolo di forma pi¨ piccola di quello francese poichÚ lo si paragonava idealmente all’arma della pistola pi¨ piccola dell’archibugio.

Revolver, con RevolverÓre, RevolverÓta e RivoltŔlla, Ŕ invece il calco dell’ingl TO REVOLVE girare, rimpatriati dal pref lat RE-VOLVERE cui un raro Revol¨to.

Queste armi vengono in genere portate rinfoderate, questo da F˛dero dal got FODR custodia della spada, cui F˛dera, InfoderÓre, RinfoderÓre. Oltre alla canna, queste armi contengono il dispositivo cosiddetto a GrillŔtto, questo vezzeggiativo tratto fig da Grillo “sorta d’insetto”; GrillŔtto Ŕ anche snm fig di “clitoride”.

Grýllo “sorta di insetto” Ŕ dal lat GRILLUM o GRYLLUM dalla serie onomatopeica GR GR - GR GL (per il suo verso), in percorso GrillÓia “terreno sterile, buono solo per i grilli”, GrillÓstro 1 “sorta di Ortottero” cui Grýllidi (la Famiglia), il composto GrillotÓlpa con GrillotÓlpidi (la Famiglia), i fig GrillÓio “sorta di falco” e Grill˛tti attraverso il franc ant GRILOT sonaglio.

Grýllo Ŕ anche la denominazione di un vitigno mer dal quale si ricava il MarsÓla, cui MarsalÓto, un vino dolce che prende il nome dal toponimo Marsala.

Il percorso prosegue ancora in senso fig con Grýglia, GrigliÓta e il prefissato Sgrigliat˛re (S sottrattivo), rispettando anche la serie onomatopeica, attraverso il franc GRILLE per il caratteristico friggio del cibo cotto ai ferri cui ancora GrillÓre con GrillettÓre e SgrillettÓre (S intensivo); il franc GRILLE riappare nell’ingl TO GRILL arrostire cui il glb Grill quale ellittico delle composizioni Autogrýll “composto con Autostrada e simile” e Grill-room “locale per grigliate”

La locuzione Grigliata di carne mista ha il suo snm nell’esot ChurrÓsco, inv dallo sp CHURRASCO d’origine onomatopeica e attestatosi in Brasile.

Griglia Ŕ tra quei lemmi da considerare in un certo qual modo polisemico, infatti pu˛ indicare ora un componente elettrico o meccanico, ora un utensile e addirittura usato in forma figurata.

1 Il suff *ASTRO, al fem ASTRA, dal lat ASTER, imprime al lemma un senso intensamente peggiorativo, assimilabile al suff ACCIO-AZZO.

\ Roggia

Dal tema med ARRUGIA canale-cunicolo, l’ital ha coniato R˛ggia canale artificiale da non equivocare quale fem di Roggio nel percorso di Rosso; mentre dal tema sempre med AVINCO canale di scolo Ŕ pervenuto Ving˛ne.

\ Vagina Guaina

Per il lat, VAGINA sta per fodero, vrs connessione rad con VagŔllo (Ved Vaso…), svoltosi in ital nel significato corrente, cui l’anatomico Vagýna, VaginÓle, Vaginalýte, Vaginýsmo, Vaginýte (straordinaria l’assonanza con il gr GYNE donna) snm di Colpite, i composti InvaginÓre (mettere nel fodero”cui , InvaginamŔnto e l’anatomico InvaginÓbile con Invaginazi˛ne, EvaginÓre “trarre dall fodera”adottato in biologia cui Evazinazi˛ne. Il napoletano, poi, ha tradotto il lat INVAGINARE mettere nel fodero in AmmainÓre o l’aferetico MainÓre, termine semant in ital nel significato corrente. Dal lat VAGINA, a seguito del passaggio long del gruppo VA in GUA e lenizione totale della consonante intervocalica g, Ŕ sorta la voce ital GuÓina o Guaýna, donde GuainÓnte, InguainÓre con InguainÓto, SguainÓre con SguainÓto. Dalla forma di guaina del frutto, Ŕ stato coniato fig il lemma Vanýglia o Vainýglia dallo sp VAINILLA quale dim di VAINA vagina, cui VanigliÓto, Vanillýna o Vainiglýna o ancora Vaniglýna

\ Nell’aromaterapia, il profumo della Vaniglia Ŕ indicato per attenuare la sensazione di fame. \

Il velo che sigilla la vagina della donna vergine Ŕ detta ImŔne, dal gr HYMEN membrana cui ImenoplÓstica; lemma attestatosi anche nel snm di Nozze, cui ImenÓico, ImenŔo. Dal suo significato originale di membrana, l’ital conta ImŔnio e ImenomicŔti “sorta di funghi” questo composto col gr MYKETOS fungo, Imen˛tteri “ordine d’insetti” (col gr PTERON ala a membrana).

AMMAZZARE

AmmazzÓre ci viene, infine, dal lat MATEA, cui il dim class MATEOLA bastone. Il lemma ha condotto al lat MACTARE sacrificare svoltosi nell’ital MattÓre uccidere, nello sp MATANZA con MATADOR, da MATAR uccidere, cui l’adattamento ital Mattanza. Ammazzare, quindi, verbo fornito di pref allativo AD, Ŕ “usare il bastone”, la MÓzza, svoltosi nella semant di letale. MazzÓre ed il suo rafforzativo Ammazzare si sarebbero dunque attestati nello specifico di uccidere, complice una certa pratica ereditata dai greci; Pericle, infatti, quando nel 439 sed˛ la rivolta di Samo, fece legare i prigionieri nell’agorÓ di Mileto, per finirli a colpi di mazza. Col pref S durativo, si ottiene SmazzÓre che varrebbe “colpire con la mazza”. Una delle pi¨ offensive armi medv era, infatti, la MAZZA, un bastone corredato di micidiali appendici appuntite che non lasciava speranze di sopravvivenza al disgraziato colpito.Vrs, per la loro antichissima affinitÓ, Mazza Ŕ il termine sdoppiatosi dal percorso di Masso, Massa, Ammassare, Massacro... (Ved Massa...). Attraverso il labirinto dei percorsi semantici, sta tentando, infatti, di guadagnarsi vitalitÓ il termine Ammazzerýa, che ricalcando il franc TUERIE, in snm con “strage, massacro, eccidio...” aspirerebbe al posto per un’ulteriore, distintiva sfumatura. MazzolÓre (adottato dal XVIII sec) da Mazzola con MazzolÓta sono i corrispondenti (snm) di Bastonare (dal XVI sec) con Bastonata e Abbacchiare (giÓ dal 1327) con Abbacchiata (talvolta nel senso terminale di Ammazzare), ma ha assunto volg - anche con la contrazione MÓzzo - sfumature metaforiche quali “rimprovero umiliante, sconfitta al gioco delle carte, fallimento” Nella forma mas, MÓzzo, MazzŔtto sta per “insieme di pi¨ cose legate”, specialmente come riferimento a fiori, erbaggi, carte da gioco... Relativo al gioco delle carte, SmazzÓre, con pref S estrattivo, sta per “dare le carte togliendole dal mazzo”, pi¨ comune dell’omn SmazzÓre “colpire con la mazza” con pref S intensivo. MazzŔtta Ŕ anche l’insieme lecito o illecito di banconote, semant “tangente”. Rispetto a Basto e Baculo, dai termini Mazza e Mazzo c’Ŕ stata dunque una straordinaria prolificazione: MazzacavÓllo, MazzÓta (fig danno repentino), Mazzafr¨sto, Mazzapýcca, MazzerÓnga, MazzettiŔre, MazziŔre, Mazz˛cchio un ant copricapo maschile egermoglio di (mazzetto di) cicoria”, gli arnesi Mazz˛la (Mazzu˛la), Mazz˛lo (Mazzu˛lo)... Con il pref STRA, che continua il lat EXTRA, si compone il termine StramazzÓre, letteralmente “abbattere con un colpo di mazza”, con i derivati espliciti StramazzÓta, StramÓzzo, Stramazz˛ne... Sovente pu˛ ritrovarsi in locuzione Stramazzare con una bastonata; come nel caso di “tarpare le ali” (Ved Tarpea...), potrebbe risentire di pleonasmo, ma il termine si Ŕ oramai semant svolto in “cadere pesantemente a terra” a seguito di un malore, una caduta, un pugno, un colpo contundente... StramÓzzo “il cadere pesantemente a terra” conta altri due omonimi quali StramÓzzo “apertura” di sicurezza operata (a colpi di mazza) agli argini fluviali, etim puro, e StramÓzzo “elementare giaciglio” creato con un sacco, pseudoetim perchÚ derivato da StrÓme “stoppia” dal lat STRAMEN di STERNERE distendere, cui il prefissato StrameggiÓre “mangiare strame” (pref intensivo STRA) e ancora, in connessione o sovrapposizione, Stram˛nio “sorta di pianta delle Solanacee” giÓ lat medv STRAMONIUM dal class STRUMUS al quale Ŕ stato aggiunto il suff MONIO ci˛ che compete.

Il lat MATEA cui MATEOLA bastone oltre al gr MAKHE battaglia, allo sp MATAR e all’ital Mattanza, nell’area comune indoer Ŕ in connessione col ger MAHT forza cui l’onomastico Matilde (composto con HILD battaglia) che vale “coraggiosa in battaglia” in concorrenza col celt Mafalda.

\ Clava Randello

ClÓva, inv dal lat CLAVA, Ŕ nel percorso semantico della rad indoeur KELA-K(E)LA battere, cui il lat CELLERE battere; in percorso rad, un GiÓva quale corruzione sett cui Giav˛ne snm di Panicastrella, ChiÓve dal lat CLAVIS giÓ gr KLEIS KLEIDOS, cui ChiavistŔllo con InchiavistellÓre (nel chiudere, battono) questo sovrapposto a CLAUSTELLUM dim di CLAUSTRUM serratura cui Chi˛stro o ClÓustro con Chi˛stra dal plur CLAUSTRA, ChiostriŔre, e Chiostrýna sorta di “pozzo di luce nei caseggiati”, il prefissato EsclaustrÓto con Esclaustrazi˛ne (dal lat eccl EX CLAUSTRATIO fuori della comunitÓ ma legato all’osservazione delle regole) eppoi ClÓde dal lat CLADES abbattimento, strage, Cleidomanzýa con CleidomÓnte e CleidomÓntico (divinazione attraverso le chiavi). Inc˛lume con pref IN privativo da IN COLUMIS vale “esente dal danno”, quindi il ragionamento scorrerebbe in C˛lume “colpo-di-clava” e Inc˛lume “non-colpo-di-clava” (non l’ha ricevuto). ProcŔlla, con Procell˛so, col pref PRO a favore, vale “che favorisce, provoca abbattimenti, danni” cui ProcellÓria (adottato nel 1804) snm di Gabbiano (XVII sec) e Diomedea (giÓ adottato nel 1797), che svolazza in terraferma lontano dalla tempesta in mare, cui Procellarif˛rmi (l’Ordine). Nel volg mer esiste il termine Chianca dal lat CLANCA, con Chiancone e Chiancarella, che stanno rispettivamente per “masso, grosso masso, piccolo masso”, vrs in connessione col turco KANCA questo con valore di ricurvo. La rad KELA avrebbe condotto all’ital ChŔla “unghia biforcuta e battente”, meglio ChŔle, dal lat CHELAE giÓ gr CHELE cui ChelÓnte e ChelÓto, ChelicerÓti (Sottotipo di Artropodi, con KERAS corno), Chelýcero, Chelýfero, il patologico Chel˛ide (suff OIDE “simile”), il gr CHELYS testuggine cui ChŔli (la Lira suonata da Mercurio, fatta col guscio di testuggine), ChŔlide “testuggine”, ChŔlidi (la Famiglia), Chelýdra “testuggine d’acqua” con Chelýdro “serpente d’acqua” (col gr HIDOR acqua), Chel˛ni (Ordine di rettili) snm di Testudinati, ed ancora al gr HELOS chiodo donde il composto fig ElodŔrma (sorta di lucertolone dai numerosi tubercoli). Il termine Clava sarebbe legato a Chi˛do, questo dal lat CLAVUS per l’azione del “percuotere”, cui ChiodÓia, ChiodÓme e Chiodat¨ra; l’uso del Chiodo Ŕ documentato sin dal 3000 aC.

In percorso, il prefissato InchiodÓre cn InchiodamŔnto, InchiodÓto, Inchiodat˛re, Inchiodat¨ra e il composto Inchiodacrýsti snm di Agutoli, un arbusto dai rami spinosi, con i quali pare sia stata fatta la corona di spine per il Cristo; il gr conta GOMPHOS chiodo cui Gonf˛si (termine d’anatomia, suff medico OSI) e GonfrŔna (termine della botanica, col gr PHREN PHRENOS membrana). Dal termine lat CLAVIS chiave derivano ClavicŔmbalo (cembalo a chiavi), Clavýcola (dim lat e sta per piccola chiave) e, nel senso di chiudere attraverso il gr KLEISTOS chiuso, i composti Cleistogamýa e Cleist˛gamo, ConclÓve “chiuso a chiave” questo quale istituzione della Chiesa cattolica per eleggere il papa e che dal XV sec si svolge nella Cappella Sistina, EnclÓve, questo rimpatriato dal franc ENCLAVER, che s’Ŕ semant “piccola porzione di Stato chiusa in altro Stato” (Campione d’Italia in Svizzera) snm di ExclÓve con sostituzione del pref , e SucclÓvio, questo sta per “muscolo sotto la (chiuso dalla) clavicola”. Dal dim lat class CLAVICULA di CLAVIS, il lat tardo avrebbe avuto CABICOLA, cui Cavýcchia e Cavýcchio, questo anche “chiave per gli srumenti a corde” col snm Cavýglia (omn di Caviglia del piede) cui CavigliŔra, CavigliŔre (anche parte della chitarra snm di Paletta, dove hanno sede le chiavette), Cavigliat˛io, i prefissati AccavigliÓre cui Accavigliat˛re e Accavigliat¨ra, IncavicchiÓre con Incavicchiat¨ra, IncavigliÓre con Incavigliat¨ra e ScavigliÓre; eppoi Cavýglia (del piede) questo transitato dal prvz CAVILLA con ancora CavigliŔra. Il mas Chiavýcchio, con ChiavicchiŔra e le diverse attestazioni in Cavicci˛lo, Cavicci¨le, Cavicci¨lo e Cavicciu˛lo, sarebbe un parasnm, poichÚ pare derivato dal dim di CAPUT testa, quindi sta per “piccolo capo”. In ordine al lemma corrente Chiave, si conta ChiavÓrda (col suff ARDO aumentativo) con ChiavardÓre e InchiavardÓre. Il verbo d’azione SchiavacciÓre da ChiavÓccio, col pref S intensivo-durativo, sta per “chiudere col catenaccio”, mentre SchiavardÓre Ŕ composto col pref S privativo e sta per “privare dalla Chiavarda (grosso perno)”. Il termine Chiave Ŕ prolificato ancora in ChiavÓio, ChiavÓre con InchiavÓre, Chiavat¨ra, ChiavŔllo, Chiaverýna, ChiavŔtta con InchiavettÓre, ChiÓvo (snm di chiodo), il composto Chiavacu˛ri snm di Rubacuori. ChiavistŔllo, infine, nasce dall’inc del lat CLAUSTELLUM (dim di CLAUSTRUM serratura) con CLAVIS. In connessione il glb franc Clou “chiave” attestatosi in “apice, culmine di un evento”. Il volg fig Chiavare, oltre all’ancora fig Scopare, ha il suo snm in F˛ttere fig dal valore di ingannare e da questo il superlativo StrafottŔnte, dal lat medv FUTTERE giÓ class FUTUERE sovrapposto a Battere, cui F˛tta, Fottýo e Fott¨to. I percorso prefissato S intensivo conta Sf˛ttere, SfotticchiÓre, SfottimŔnto, Sfottit˛re, Sfottit¨ra, e un popooloare Sf˛tt˛.

Il got conta RANDA bordo esterno dello scudo o pi¨ in generale di una cosa tondeggiante, connesso con il franc RONDE di Rondare dal lat RETUNDUS. Da RANDA pare sia derivato l’ant utensile da falegname RÓnda (specie di compasso, dunque tondeggiante) cui fig il dim RandŔllo passato semant a “bastone” (in realtÓ, un compasso chiuso di legno pu˛ avere le funzioni di bastone) donde i snm Manganello e Sfollagente, con RandellÓre, RandellÓta e il prefissato ArrandellÓre (pref AD); il termine s’Ŕ poi attestato nel significato marinaresco di “vela di taglio” cui RandeggiÓre che vale “bordeggiare” e Randýsta (col suff ISTA di collegamento ad un mestiere in omn col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO), con le locuzioni Randa aurica e Randa svedese. L’ital conta un glb franc RandonnÚe “corsa furiosa” di genesi ger, vrs connesso alla rad, attraverso varie attestazioni fig, col got RANDA; cosý potrebbe essere stato per il glb ingl Random nel senso di “casuale”, utilizzato nel linguaggio informatico, cui l’omologismo RandomizzÓre con Randomizzazi˛ne. Il got RANDA Ŕ vrs conneso in area rad indoeur col RHAKOS randello cui l’ital Rac˛foro “sorta di Anfibio” col suff di tema gr PHERO io porto.

GrimaldŔllo, infine, la chiave dei ladri, Ŕ il termine di uno strumento da forzatura ispirato a un Grimaldo, vrs noto scassinatore.

\ Chiudere Bloccare

Chi¨dere Ŕ dal lat tardo CLUDERE dal class CLAUDERE con rad KLEUD, cui il gr KLEISTOS chiuso, il percorso ital ChiudŔnda, Chi¨sa, Chiusýno, Chi¨so, Chius¨ra, i prefissati Acchi¨dere (snm di Accludere), Conchi¨dere (snm di Concludere), Dischi¨dere con Dischi¨so, Inchi¨dere snm di Includere, Schi¨dere con SchiudimŔnto, Schi¨sa e Schi¨so; il gr conta KHAINO schiudo cui AchŔnio (botanica “frutto secco”, pref A privativo). Frutti cosiddetti ad achenio appartengono ad una pianta erbacea chiamata Inula-ýnula inv dal lat INULAM di genesi sconosciuta cui i termini chimici InulÓsi e Inulýna. In linea esplicita dal lat, l’ital conta ClÓusola dim dal lat CLAUSA parentesi con Claus¨ra. Chi˛sa “bisogno di spiegazione” (in origine con valore di Idiotismo) Ŕ l’inc tra Glossa e CLAUSA, cui ChiosÓre e Chiosat˛re; Chiosa ha il suo omn in Chi˛sa che vale “macchia, chiazza e monetina falsa da gioco”. Chi˛sco Ŕ invece l’omologismo dal turco KOSK villetta o simile, cui ChioscÓro, tra l’altro omologato nell’ingl KIOSK; dall’ingl TO GAZE guardare, l’ital conta ancora Gazebo “chiosco da giardino o simile” omologato inv dall’ingl GAZEBO.

Infine, con i pref, Accl¨dere (snm di Acchiudere) con Accl¨so, Concl¨dere (snm di Conchi¨dere) con ConcludŔnte, ConcludŔnza, Conclusi˛ne, ConclusionÓle e Concl¨so, Escl¨dere con Esclusi˛ne, Esclusýva, EsclusivamŔnte, Esclisivýsmo, Esclusivýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO, in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere), Esclusivýstico, EsclusivitÓ, Esclusývo, Escl¨so ed Esclus˛rio, Incl¨dere (snm di Inchiudere) con Inclusi˛ne, InclusivamŔnte, la locuzione glb ingl Inclusive tour “viaggio turistico tutto compreso”, ed Incl¨so, Occl¨dere con Occlusi˛ne, Occlusývo, Occl¨so e Occlus˛re, Precl¨dere con Preclusi˛ne, Preclusývo e Precl¨so (pref lat PRAE “prima”), Socchi¨dere con Socchi¨so (pref lat SUB). Attraverso il franc FORCLUSION, l’ital conta l’omologismo Forclusi˛ne quale termine della psicologia, giÓ ted VERWERFUNG rifiuto.

L’ingl, in ambito comune delle rad indoeur, conta TO CLOSE chiudere cin CLOSED chiuso cui la locuzione glb Close up “primo piano” in terminologia foto-cinematografica con UP sopra.

Dall’ol BLOKHUIS posto di sorveglianza (casa fortificata), attraverso il franc BLOCUS, l’ital conta l’omologismo Bl˛cco “chiusura” snm di Lotto, cui BloccÓbile, BloccÓggio, BloccamŔnto, BloccÓre, BloccÓta, BloccÓto, Bloccat¨ra e le composizioni BlocconavŔtte, Bloccaru˛ta, BloccastŔrzo; attraverso il franc BLOC, comunque sempre dall’ol BLOK tronco squadrato, l’ital conta ancora fig Bl˛cco “massa compatta” cui BlocchŔtto con i glb Block-notes o Bloc notes, BlocchiŔra, Blocchýsta. Il franc conta comumque un proprio ant LOC chiusura, svoltosi in LOQUET, donde l’omologismo LucchŔtto.

\ Gabbiano

GabbiÓno Ŕ dal lat volg GAVJA giÓ class GAVIA, sorto da una voce d’espressione soggettiva cui Gabbiano reale, Gabbiano russo, Gabbiano zafferano. DiomedŔa, invece, Ŕ cosý chiamato il grosso gabbiano delle isole Tremiti, del Gargano e della sua costa, dove secondo il mito fu sepolto Diomede, cui DiomedŔidi, snm di Albatri, la Famiglia dei Procellariformi. Il lat scientifico conta LARUS gabbiano cui LÓridi, Famiglian di uccelli dell’Ordine de Caradriformi.

Sorta di gabbiano, ovvero Genere di uccello marino dei Procellariformi, Ŕ detto Puffýno, omologismo dall’ingl PUFFIN, al quale G. Pascoli dedica una poesia nella silloge Mirycae del 1891.Il termine, adottato dal 1804, ha il snm in BŔrta.

\ Paronomasia Paronimia

Paronomasýa, termine composto con il gr ONOMASIA denominazione da ONOMAZEIN chiamare per nome, e il pref PARA vicino, racchiude retoricamente l’avvicinare nella stessa frase due o pi¨ parole assonanti ma di significato completamente differente; per esempio, Accolita dal rad di Accogliere e Accolito dal gr AKOLYTHOS compagno di strada; /…/ ch'i' fui per ritornar pi¨ volte v˛lto /…/ Dante.

L’uso improprio provoca risultati di bisticci e, alla meglio, pu˛ essere equivocata con l’Allitterazione; la Paronomasia, infatti, comunemente indicata con “bisticcio” o “annominazione”, Ŕ una semplice questione di sonoritÓ morfologica, mentre l’Allitterazione si riflette sugli intenti metaforici o semantici che l’autore vuole imprimere.

Nella poesia, la Paronomasia configura il far cominciare la strofa con l’ultima parola della strofa precedente, o con una parola contenuta nell’ultimo verso della strofa precedente.

La Paronimýa, con Paronýmico, termine composto col gr ONYMA nome, definisce due o pi¨ parole di diversa estrazione etim (lemmi alieni o pseudoetim), ma somiglianti nella forma; il Par˛nimo, viepi¨, indica un termine che contiene una lieve modificazione in relazione alla sua storia etimologica, quale il lat DOCTOR dottore da DOCERE insegnare; in sintesi, Ŕ parola simile ad un’altra ma diversa nella forma.

La differenza sostanziale con Paranomasia Ŕ che la Paronomia non Ŕ ricercata ai fini di una retorica, ma coincidentale nel testo quando non d’uso obbligato; i luoghi comuni in locuzione quali Chi dice donna dice danno, Il traduttore Ŕ sempre un traditore, Onore ed oneri ne sono un esempio.

\ Prefisso *META

META, con i suoi adattamenti, Ŕ il pref derivante dal gr META, con valore di con-fra-dopo, nel senso di mutamento, trasposizione, partecipazione, successione, posteritÓ, donde una nutrita serie di prefissati quali MetÓbasi dal gr MATABASIS “da un discorso all’altro”, Metabiol˛gia, Metabi˛si (col gr BIOSIS metodo di vita), MetÓbole dal gr inv METABOLE trasferimento, mutazione (dal gr BOLOS di BALLO io metto) con Metab˛lico, Metabolýsmo, Metab˛lita o Metab˛lito, MetabolizzÓre con MetabolizzÓnte, cui AmetÓbolo (col pref A privativo vale “che non muta”), EmimetÓbolo (col pref EMI metÓ vale “mezza mutazione”) OlometÓbolo (col pref OLO dal gr HOLOS intero vale “mutazione completa”), PaurometÓbolo (col pref dal gr PAUROS poco vale “mutazione parziale”); eppoi MetacinematogrÓfico, Metacognitývo con Metacognizi˛ne, MetacrilÓto (vale acido metacrilico da Acrilico 1) e Metacrýlico, Metacrýtica, Metacromasýa con MetacromÓtico e Metacromatýsmo, Metacronýsmo, Metadýnamo, Metaemoglobýna o Metemoglobýna,, MetaŔtica, Metafilosofýa con Metafilos˛fico, MetafÓse (in Citologia), MetÓfisi (anatomia, vale tessuto tra DiÓfisi dal gr DYAPHYSIS crescenza ed Epýfisi dal gr EPIPHYSIS sovra crescenza, questo in relazione con Ip˛fisi), Metafýsica (oltre la fisica) con MetafisicÓre e Metafisicherýa, MetafonŔsi con MetafonŔtico, i parapsicologici Metafonýa e Metaf˛nico, MetafrÓste (traduttore, col gr PHRAZO parlo), MetagalÓssia con MetagalÓttico, MetagŔnesi con MetagenŔtico, Metageometrýa, Metagiurýdico, MetagrÓmma, MetaldŔide, il termine retorico MetalŔpsi o MetalŔssi “sorta di metonimia” 2 dal prefissato gr METALEPSIS trasposiziome, Metalessicografýa, MetaletterÓrio con Metaletterat¨ra “oltre il tradizionale” da appiare a MetalinguÓggio con Metalinguýstica e Metalinguýstico “oltre il linguaggio concreto”, eppoi Metalýmnio “strato intermedio di un lago” cool gr LIMNE lago, Metal˛gica con Metal˛gico, MetamatemÓtica, il biologico Metamerýa (dal gr MEROS parte) con MetamŔrico, Metamerýsmo, Metamerizzazi˛ne e MetÓmero, Metamioglobýna, Metamýttico col gr MIKTOS mescolato, MetamorÓle, Metam˛rfosi “trasformazione” (col gr MORPHE forma) con MetamorfosÓre e MetamorfosÓto, Metamorfýsmo ed Esometamorfýsmo (doppio pref dal gr EKSO fuori) e ancora Metam˛rfico e MetamorfizzÓre, Metamot˛re, Metanarraývo e Metanarrazi˛ne, MetanÓuplio da NÓuplio “stato larvale iniziale” dal gr Nauplios il nome del figlio di Poseidone, il dio del mare, e quindi connesso con il gr NAU, riconducibile al gr NAUTES navigante, Metan˛ia, Metan˛rma, Metaplasýa “mutazione cellulare verso il tumore” (suff PLASIA) cui MetaplÓstico, il biologico MetaplÓsma, il linguistico MetaplÓsmo “modellato diversamente” dal gr METAPLASMOS, Metapsýchica, Metapsýchico e Metapsichýsta, MetaromÓnzo e MetaromanziŔre, MetasciŔnza, il linguistico Metasemýa (col gr SEMA segno) “cambiamento di significato”, il mineral˛gico Metasomatýsmo o Metasomat˛si (col gr SOMA corpo che qui vale massa rocciosa), il fisico MetastÓbile, MetÓstasi (spostamento della stabilitÓ, la riproduzione di un processo tumorale, col gr STATIS stabilitÓ) con MetastÓtico, MetastatizzÓnte e MetastatizzÓre, Metast˛ria con MetastoricitÓ e Metast˛rico, Metat˛rico, MetatŔsto con MetatestuÓle, MetatorÓce, Metaz˛i (Sottoregno animale col gr ZOION animale), Metempýrico, Metempsic˛si (proprietÓ che avrebbe l’anima, gr PSYKHE, di passare da un corpo all’altro), infine Met˛do e Met˛dico (fra la strada, la strada che si percorre, in senso fig, col gr HODOS strada). Il MetŔco (plur metŔci per il Garzanti e metŔchi per Marcel Brion) dal gr METOIKOS, dalla composizione META-OIKOS (casa), era nella Grecia Antica il forestiero che, pur stanziatosi nel comprensorio di una cittÓ, non fruiva di tutti i diritti e doveri spettanti ai cittadini veri e propri, ovvero l’omologo extracomunitario d’oggi, l’immigrato.

1 Dal franc ACRYLE radicale monovalente, l’ital conta AcrilÓto, Acrýlico con i composti Acrilammýde, Acrilonitrýle; sorta di tessuto acrilico Ŕ il DrÓlon marchio registrato in concorenza con Leacrýl altro marchio registrato entrambi dal 1961.

2 Il fenomeno retorico della MetalŔssi accade quando il termine viene traslato non in un suo immediato ma attraverso una o pi¨ metafore; per esempio, l’oronimo Monte Canino arriva attraversando Vetta-Punta-Dente - Dente canino, oppure in una locuzione quale Siamo ancora ai lamenti in riferimento ad una persona cara scomparsa.

\ Metafora Allegoria

MetÓfora, dal gr-lat META-PHORA mutamento-trasferimento-portare oltre da METAPHERO trasferisco (suff gr PHERO io porto), definisce una figura retorica in cui il significato esplicito del primo termine Ŕ traslato, ovvero semant diverso, in un termine intermedio che accomuna proprietÓ con un terzo. Insomma, quale esempio, dal primo termine Cima arriviamo al terzo termine Dente, transitando dal termine intermedio che li accomuna “aguzzo”; quindi , il “dente della montagna” Ŕ la metaf di Cima grazie al termine “aguzzo”.

Un’egregia metaf deve sapere d’originalitÓ, che non ricalchi quelle tradizionali, oramai discreditate in luoghi comuni (simbolismi, similitudini), nella banlitÓ come Agnello per Innocenza, Fuoco per Passione, Tramonto per Vecchiaia, Viale per Esistenza o Vita; “Viale del Tramonto” Ŕ un film di successo del 1950, diretto da Billy Wilder, con Gloria Swanson e William Holden, che percorre gli ultimi fotogrammi di vita di un’anziana diva del muto. In percorso con Metafora, si contano MetaforeggiÓre, MetaforicamŔnte, Metaf˛rico, Metaforýsmo e MetaforizzÓre.

Da non equivocare con la Similitudine, una figura retorica che vuole un paragone mediante avverbi o locuzioni, quale “Quel lottatore Ŕ imponente come una montagna”, una frase che si muta in metafora affermando invece “Quel lottatore Ŕ una montagna”.

Qualora si faccia ricorso a pi¨ metafore in seno ad un unico testo, questo diviene allegorico. Allegorýa, dal gr ALLEGORIA (ALLOS-AGOREUEIN) parlare diversamente (pref ALLOS altro) connesso col gr AGON che in questo caso assume fig il senso verbale, vale infatti una metafora continuata. La Divina Commedia 1 Ŕ un’opera allegorica. In percorso, Alleg˛rico, Allegorýsmo (adottato dal 1920) con Allegorýsta, AllegorizzÓre, la locuzione carnevalesca Carro allegorico.

1 In un tentativo di creare una contrapposizione soggettiva alla Divina Commedia, Francesco de Santis, battezz˛ il Decamerone di Boccaccio “Terrestre Commedia”.

\ Deverbale e denominale - Intensivo

Per sostantivo deverbale s’intenda il termine ricavato da un verbo, cui Chiacchiera da Chiacchierare e V˛glia, questo un sostantivo devb estratto dalla prima persona sing di Volere, dal lat volg VOLJO da VOLEO similmente a Doglia dal lat volg DOLIA da DOLEO. ChiacchierÓre, cui ChiÓcchiera e ChiacchierÓta, ChiacchierÓto, Chiacchierýccio, Chiacchierýno, Chiacchierýo e Chiacchier˛ne, Ŕ il termine derivato da Chierere per Chiedere, dal lat QUAERERE cercare, ricostruito da una forma onomatopeica CL CR (Ved Censura in Mago…); snm di Chiacchierata Ŕ SciarÓda, con Sciaradýsta, attraverso il prvz CHARRADO chiacchierata.

L˛do, dal lat LAUDUM, Ŕ termine giuridico apparso per la prima volta in un documento ad Orvieto nel 1353 e tornato d’attualitÓ nel 2000 grazie ad un evento giudiziario di richiamo nazionale, che sta per “decisione arbitrale” e per estensione “transazione- compromesso” ed Ŕ il sostantivo devb del verbo LAUDARE. L˛de, ancora connesso con LAUDARE, Ŕ dal lat LAUS con genitivo LAUDIS, cui il percorso fedele al lat quali LÓuda “componimento poetico”, LaudÓbile, Laudatývo, Laudat˛re, Laudat˛rio e LÓude; il percorso corrente quali LodÓbile, LodabilitÓ, LodÓre, Lodatývo, Lodat˛re, LodŔvole questo con suff ital di aggettivo verbale attivo EVOLE. AdulÓre pare connesso con LAUDARE, anche quale snm, ma in realtÓ deriva dal lat ADULARI d’etimo non accertato, cui AdulÓbile, Adulat˛re, Adulat˛rio, Adulazi˛ne. Fuori percorso AdulÓria (minerale) relativo ad Adula l’antico oronimo delle Alpi Lepontine cui AdularescŔnza questo modellato come Florescenza; tuttavia si potrebbe pensare ad una forma intensiva, in connessione o in sovrapposizione, per esempio, con il verbo URULARE, questo intensivo di ORARE parlare. Il lemma All˛dola o L˛dola cui LodolÓio “sorta di falco” o ancora il poetico AlÓuda inv dal lat ALAUDA cui AlÓudidi (la Famiglia), che pare abbia delle connessioni fig con LAUDARE, merita una maggiore attenzione: dal lat ALAUDULA, dim di ALAUDA d’origine celt, la A iniziale era stata considerata come pref AD; c’Ŕ di pi¨, con l’aferesi dello pseudoprefisso A, il termine si muta in LAUDULA e qualcuno poi, nel volg, lo ha trascritto in L’ALODOLA e qualcun altro in LA LODOLA, da questo, infine, l’attestazione di L˛dola complanare ad Allodola. Agli aludidi appartiene la Tottavýlla “sorta d’allodola”, termine considerato d’origine onomatopeica, ma si potrebbe pensare ad una composizione volg da “in tutta la villa” ovvero “uccello diffuso in tutta la campagna”.

Per verbo denominale, viceversa, lo s’intenda costruito da un nome, cui IngabbiÓre da GÓbbia questo dal lat volg CAVJA giÓ CAVEA cui la variante GÓggia dal genovese Gagia, omn di Gaggýa dal gr AKAKIA cui l’ital AcÓcia snm di Mimosa o Robýnia questo dedicato al botanico Robina da Linneo, altrove citato con J. Robin, che ne introdusse i semi in Europa (1601); tra le Acacee si conta il Catec¨, con l’adattato Catec˛lo, omologismo dal malese CACHOU attraverso il franc CATECHU, cui Catechýna (suff chimico INA), il composto Catecolammýna o Catecolamýna. Nel percorso di Gabbia l’ital conta GabbiÓio, GabbiÓta (l’insieme di uccelli in gabbia), il termine marinarŔsco GabbiŔre dalla locuzione Vele di gabbia, i dim GabbiŔtta, Gabbi˛la e Gabbi˛tto, l’accr Gabbi˛ne con GabbionÓta (opera idraulica); variante di Gabbia Ŕ un ant CÓiba o GÓiba (XIII sec).

GÓbbia, oltre al significato corrente, assume svariate attestazioni fig o semant quali “vela quadra” nella nautica snm di Terzarolo, strumento di tortura, recinto da lancio in atletica, ostacolo nelle gare d’ippica, intelaiatura, museruola, armatura in edilizia, la locuzione fisica Gabbia di Faraday snm di Schermo elettrostatico a difesa dei fulmini, il foglio in editoria dove Ŕ compreso (ingabbiato) il contenuto di una pagina, infine la locuzione anatomica Gabbia toracica.

Il lemma GabbŔo, nella terminologia delle saline, d’etimo non accertato, Ŕ vrs connesso con Gabbia da CAVEA.

Cosý per GhŔbbio “gozzo dell’uccello” quale devb dal toscano GhebbiÓre e InghebbiÓre, cui il veneto Ghebo “piccolo canale naturale”, vrs connesso con il lat CAVEA cavitÓ.

ViÓggio Ŕ il sostantivo diretto discendente dal lat VIATICUM transitato dal prvz VIATGE, cui il verbo denm ViaggiÓre.

Una diversitÓ, invece, va assegnata a termini quali PrŔsa (anche in terminologia elettrica, associato a Spina), Ppres sostantivato e volto al fem da PrŔndere, PrŔso-PrŔsa, PresÓme (dal Pp Preso come Rottame da Rotto, col suff AME per collettivi); Prendere Ŕ inv dal lat tardo PRENDERE, dal class prefissato PRAE HENDERE, cui Prendýbile, Prendit˛re, i composti Prendin˛ta, Prendis˛le; il lessema Ŕ da rad GHED afferrare cui Edera-Ŕdera da HEDERA con EderÓceo, EderŔlla, Ederýfero e Eder˛so; il gr conta lo specifico KISSOS edera cui Ciss˛ide col suff OIDE “simile”adottato in geometria. Straordinaria una vrs connessione con l’ingl KISS bacio, riflettendo sulla proprietÓ dell’edera di baciare le pareti o le sedi dove si arrampica.

\ Un proverbio marchigiano recita che “Prendere e mai dare non pu˛ durare per la vita”. \

Ancora col pref PRAE davanti, PrŔda, PredÓre, Predat˛re, Pred˛ne, PrŔnsile questo dal Pp PRENSUS dal class PRAE HENSUS (svoltosi nel tipo ital come in Fissile e Pensile) con PrensiliÓ, Prensi˛ne dal tardo PRENSIO PRENSIONIS, Prigi˛ne o Pregi˛ne attraverso il franc PRISON con PrensilitÓ giÓ lat PREHENSIONEM con Prigionia, PrigioniŔro o PrigioniŔre e, con i pref ApprŔndere da ADPREHENDERE con Apprendýbile, ApprendimŔnto, Apprendýsta con ApprendistÓto, il Pp ApprŔso, eppoi Apprensýbile da ADPREHENSIBILIS con Apprensýva, Apprensi˛ne e Apprensývo, ComprŔndere con Comprensi˛ne, Comprensývo, ComprŔso e Comprens˛rio, Comprend˛nio questo inc lemmatico di Comprendere con Testimonio dall’immagine di chi fa comprendere i fatti accaduti tramite la deposizione; DepredÓre con Depredat˛re e Depredazi˛ne, DisapprŔndere, ImprŔndere con Imprendit˛re, Imprendit˛rýa e ImprŔsa (pref IN illativo) cui ImpresÓrio, IntraprŔndere, IntraprendŔnte e IntraprŔso, RapprŔndere e RapprŔso col pref RA-D, ReprŔndere con Reprensi˛ne, Reprensýbile e Irreprensýbile (doppio pref IN negativo), RiprŔndere, giÓ Reprendere, con RiprendimŔnto, Riprendit˛re, RiprŔnsýbile, Riprensi˛ne e Riprens˛re tutti col pref RI iterativo, SoprapprŔndere con SoprapprendimŔnto, SorprendŔnte con SorprŔndere e SorprŔsa col pref SOR vale “prendere da di sopra”. Termine particolare nel percorso di Prendere Ŕ il prefissato RappresÓglia (pref RA-D) dal medv RAPRESALIA dal prefissato REPRESA presa in cambio. Il gr conta LAMBANO io prendo donde LEMMA LEMMATOS riflesso nel lat LEMMA premessa-assunto cui LŔmma (adottato dal XVI sec) con valore di “proposizione, titolo o sommario, voce e locuzione elencati in dizionario, snm di Articolo” con LemmÓrio, LemmÓtico, LemmatizzÓre, Lemmatizzazi˛ne; il termine Lemma Ŕ preferito nella terminologia dell’Omologismo.

In alcune composizioni LEMMA vale fig involucro-scorza quale “premessa del contenuto interno”.

Per verbo intensivo, invece, ereditato dal lat, s’intenda la mutazione dalla voce normale di un verbo allo scopo di porre in forte rilievo il significato, cui QUASSARE crollare da QUATERE scuotere svoltosi nell’ital ScassÓre con EX estrattivo (omn di Scassare “cancellare” e Scassare “levare dalla cassa”), ma anche SquassÓre con SquÓsso e Squatar˛la (snm di Pivieressa); il percorso conta ancora il volg composto ScassacÓzzi e Scassaquýndici (gioco della morra).

In ital, allora, l’effetto intensivo Ŕ dato dai pref, come Incutere dal lat CUTERE, Stemperare da Temperare, Stracarico da Carico.

\ Ciarlare Ciaccolare Cianciare Cianfrusaglia

Snm di Chiacchierare (adottato nel XVI sec) Ŕ CiarlÓre (giÓ dal XIV sec) cui CiÓrla, CiarlatÓno questo inc di Ciarlare con un CerretÓno (da Cerreto di Spoleto noto nel medioevo per la provenienza dei primi ambulanti), CiarliŔro, Ciarl˛ne, Cialtr˛ne questo inc di Ciarl˛ne con Poltrone. Il borgo storico di San Severo, nel foggiano, Ŕ chiamato volg Ciarriere, il quartiere popolare dove pi¨ si ciarla. Altri snm, CiaccolÓre (XVI sec) da CiÓccola con Ciaccol˛so e il volg veneto Ciacolare con CiÓcola, di genesi onomatopeica vrs dal tema di CIA C schiocco; CianciÓre (XIV sec) da CiÓncia con CianciamŔnto, Cianciat˛re, Cianci˛so, la variante CiancicÓre con Ciancic˛ne, una seconda variante CianciugliÓre con Cianciugli˛ne, il composto Cianciafr¨scola e Cianciafr¨scolo cui la variante CianfruscÓglia o il corrente CianfrusÓglia meglio CianfrusÓglie, con ancora CianfrugliÓre o CiafrugliÓre col devb Cianfr¨glio o Ciafr¨glio e Cianfrugli˛ne o Ciafrugli˛ne, eppoi Il tutto dovrebbe essere connesso ai temi dalla serie onomatopeica CIA R e C NC rumore sordo ripetuto.

\ Rapina

Dal rad REP prendere con aviditÓ, il lat aveva coniato RAPERE strappare, cui RapÓce da RAPAX, RapidŔzza con RapiditÓ e RÓpido da RAPIDUS cui RAPDUS e l’aggettivo e avverbio RÓtto “veloce” con sincope della i e assimilazione del gruppo td in tt, come Netto da NITIDUS e NITDUS; in connessaione fig l’ital conta gli omn-snm sovrapposti al significato di Veloce cui i sostantivi RÓtto “rapimento” e RÓtto “grosso topo” eppoi l’aggettivo RÓtto “rapito”.

Dall’aggettivo Ratto “veloce” s’Ŕ attestato dal XVI sec il fem RÓtta quale elemento architettonico relativo alle colonne.

Dal Pp RAPTUS l’tal conta l’unv RÓptus con valore di “impulso irresistibile” adottato in psichquuueeesto con un letterario Ratt˛re, eppoi il sostantivo Rapýna cui RapinÓre, Rapinat˛re, Rapin˛so.

Attraverso il franc SNEL rapido l’ital conta l’omologismo SnŔllo cui SnellŔzza, Snellýre con SnellŔnte e SnellimŔnto, attestatosi nel senso di “sottile-slanciato-elegante-grazia-leggerezza…”.

\ Longobardi Franchi

I Longobardi, dal ger LANGBART composto con LANG lungo e BART barba e vale “dalla lunga barba”, indicano la popolazione germanica che nel 559 dC cal˛ nel Friuli, dilagando nella Pianura Padana sino a Milano. La Longobardia, oggi ricordata con il coronimo della regione Lombardia 1, ebbe per capitale Pavia. Successivamente s’impossessarono di territori al centro - Ducato di Spoleto - e al sud della penisola - Ducato di Benevento - quest’ultimo l’embrione del futuro Regno delle Due Sicilie. Si convertirono al cristianesimo merito della regina Teodolinda, promotrice dell’editto di Rotari. A Monte S. Angelo, sul Gargano, dove ancora resiste una chiesetta longobarda, dedicata a S. Salvatore, si credeva fosse stato sepolto Rotari nel quartiere medv Junno, ma risult˛ un errore; comunque, per quest’antico monumento non s’Ŕ ancora cancellata del tutto l’antica identificazione quale Tomba di Rotari. La dinastia ebbe termine all’avvento dei Franco-normanni al Sud della penisola, questi successivamente svevizzati da Federico II. Lo storico ricercatore Paolo Diacono (VIII sec dC) ha contribuito con le sue opere, la pi¨ nota HISTORIA LANGOBARDORUM, alla conoscenza delle vicende longobarde dal tempo della loro emigrazione dalle terre scandinave all’invasione in Italia.

Altrove ed in Europa, i Franchi puri furono guidati da Pipino il Breve e da suo figlio il futuro Carlomagno. Fondatore della monarchia dei Franchi era stato Clodoveo (466-511), che conquist˛ la Gallia del Nord con la guerra contro gli Alemanni. Durante La battaglia decisiva di Tolbiaco, nel 496, fece voto di convertirsi alla religione cattolica giÓ professata dalla moglie Clotilde. Coerente, condusse i Franchi al Cattolicesimo. Dal castello di WIBELING in Franconia, attribuito agli Svevi, Ŕ stato coniato il termine Ghibellýno lo storico avversario del GuŔlfo questo dal ted WELF il capostipite dei duchi di Baviera.

Dal significato franc di FRANK uomo libero, cui il lat FRANCUM, Franchi quale poopolo, s’Ŕ avviato quel percorso semant ital sorto da un’ant metaf di libertÓ, cui FrÓnco e i derivati FrancÓre con AffrancÓre, FrancamŔnto e AffrancamŔnto, Francat¨ra con Affrancat¨ra, un FrancheggiÓre (rendere libera la servit¨), FranchŔzza, Franchýa (marinaresco), Franchýgia, l’esot Franchising con Franchisee e Franchisor, ancora il prefissato Infranchýrsi (IN illativo) o RinfrancÓrsi (doppio prefisso RI iterativo con IN illativo) questo in percorso con RinfrancÓre, RinfrancÓro e RinfrÓnco, il composto Francob˛llo con FrancobollÓre nel senso di “bollo che dÓ il via libera alla spedizione”.

Molte cittÓ conservano il toponimo storico di Villafranca o Francavilla nel senso di “paradiso fiscale”, insomma dove, per diverse ragioni, le tasse o erano ridotte o addirittura i cittadini ne erano esenti.

Nell’onomastica si contano Francesco e Francesca con gli ipocoristici Cecco e Cecca; in voce volg, CŔcca vale “donna chiacchierona – gazza” e nella locuzione Far cecca sta per “fare cilecca”. Il composto Ceccof¨ria, poi, Ŕ assegnato a chi pretende o mostra troppa fretta nelle cose, in complanare con Ceccos¨da ma questo in odore di inconcludenza. Fuori da questo percorso Cecc˛na o Ciacc˛na, questo dallo sp CHACONA “sorta di danza”.

Nel significato etnico di Francesi, attraverso il franc ant FRANCEIS da FRANCE cui Francia, anche in riferimento agli ant Franchi, da FRANC, questo sempre del valore di uomo libero, l’ital conta FrÓnco con FrancŔsco e Francesc˛ne da FRANCISCUM dei Franchi, FrancŔsca “la scure (dei Franchi)”, FrancŔse con FranceseggiÓre, l’obsoleto FranzŔse con FranzeseggiÓre, Franceserýa, Francesýna, Francesýsmo con Francesýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere) e Francesýstica, FrancesizzÓre con Francesizzazi˛ne, lo spregiativo Frances¨me, FrancheggiÓre, FranciÓno (un dialetto), FrÓncico attraverso l’ant franc FRANCIQUE, Francýgeno con Francýgena o FrancŔsca (ant strada medv europea, dal nord dell’Europa sino alle Puglie), FrÓncio (elemento chimico, simbolo Fr, scoperto da una francese nel 1952), un Franci˛so con il prefissato InfranciosÓre o InfrancesÓre; quale pref FRANCO appare in composizioni quali Francofilýa e Franc˛filo, Francofobýa e Franc˛fobo, Franc˛fono, FranconormÓnno, FrancoprovenzÓle, FrancovŔneto. L’onomastica prevede un Franco attraverso il ger FRANCH “libero” cui Lanfranco “il liberatore della patria (con LAND territorio-paese esteso in patria) ed un Franco ipocoristico di Francesco “proveniente dalla Francia” cui i derivati FrancescanŔsimo, FranescÓno attraverso San Francesco.

Il francofono della Luisiana (USA) Ŕ indicato con Cajun, corruzione del franc ACADIAN cui AcadiÓno questo relativo al geologico coronimo canadese Acadia

L’uccello Francolýno Ŕ considerato d’etimo non accertato, comunque, essendo un galliforme, dovrebbe pur esserci una connessione fig con l’equivalenza celti-galli-franchi; il suo snm Ŕ RoncÓso, anche questo d’etim non accertata.

1 In percorso da Lombardia, il glb attraverso l’ingl Lombard “tasso d’interesse”, LombÓrda (danza e vento piemontese da nord), LombardÓta “sistema di “passa-mattoni” dal medv LombÓrdo “muratore” appunto perchÚ venivano assunti emigrati dalla Lombardia, LombardŔsimo o Lombardýsmo, LombÓrdo con LombarditÓ, un Lombardi nella cognomastica.

Nel toponomastica esiste un Castello di Lombardia in Sicilia (Enna) a ricordo di una guarnigione appunto lombarda, e ancora un Guardia Lombardi in Campania (Av) a ricordo pi¨ antico dei longobardi.

\ Mattanza Tonno Suffisso ANZA

MattÓnza, come gÓ analizzato, termine adattato dallo sp MATANZA, Ŕ riferito allo specifico della pesca dei tonni; lo stesso, il termine Ŕ usato in disgraziate espressioni, sovente in relazione alle stragi criminali da resa dei conti. Il lemma T˛nno, con TonnÓra, Tonnar˛tto e TonnÓto con ul glb franc TonnŔ (forma corretta tonnÚ), Ŕ dal volg lat TUNNUS giÓ THUNNUS e class THYNNUS dal gr THYNNOS, di estrazione precedente a questa cultura cui ancora T¨nnidi (la Famiglia).

Pseudoetim TonnarŔllo, meglio TonnarŔlli, “sorta di spaghetti” quale corruzione volg di Tondarello, TonneggiÓre con TonnŔggio da TONOS tensione e valgono “spostare un’imbarcazione tirando i cavi d’ormeggio”.

L’ital contiene il proprio suff ANZA dal lat ANTIA, per i sostantivi astratti ad indicare un modo d’essere, quali Adunanza, Temperanza… in alcuni termini rientrati attraverso il franc, il suff ANZA Ŕ omologato da ANCE, vedi Alleanza da ALLIANCE.

\ Gioco delle carte

Giochi comuni delle carte sono Canasta, Domino, Ramino e Scopa.

CanÓsta, con un Canast˛ne, Ŕ l’esot inv dallo sp CANASTA e vale “canestro” cosý Ramýno che dovrebbe essere correlato fig all’omn Ramino che sta per “recipiente” di rame. D˛mino Ŕ ispirato fig al Domino ”cappa con cappuccio” dai colori appunto bianco e nero. Sc˛pa, infine, Ŕ il fig di Scopa, l’attrezzo per ramazzare, e sta per “pulizia delle carte dal tavolo”cui Scop˛ne.

Ciascuna specie delle carte Ŕ fig indicata con Seme, quali Bastoni, Coppe, Denari e Spade o Cuori, Fiori, Picche e Quadri.

Il lemma BagÓtto sta per “carta da gioco di minor valore” cui BagatŔlla o BagattŔlla con BagatellÓre o BagattellÓre, attraverso il ted BAGATELL, e il volg veneto Bagattino “monetina di poco conto” coniata tra il 1200 e il 1300, che qualche etimologista vorrebbe derivati da BAGATTO l’ant nome di Baghdad, cui presumibilmente Bagascia.

Nel 1750, il sacerdote napoletano Marcello Chitarrella ide˛ il cosiddetto Codice Chitarrella che sancisce le regole per alcuni giochi delle carte quale lo Scopone.

Nel gioco delle carte ricorrono i termini Sparpagliare e Mischiare.

Il primo, SparpagliÓre, Ŕ il prodotto lemmatico dell’inc di Spargere con Spagliare, quest’ultimo nel significato del tema med “traboccare”. SpÓrgere, con SpargimŔnto, SpÓrgolo SpÓrso o SpÓrto (omn del botanico Sparto) e il prefissato CospÓrgere con CospÓrso, dal lat immutato SPARGERE, dal gr SPEIRO semino, discendente dalla rad SPHER seminare, cui anche SprecÓre (adotato dal 1300) con SprecamŔnto, SprecÓto, SprŔco e Sprec˛ne dal volg DISPERGICARE attraverso il passaggio DISPARGERE-DISPERGERE (pref DIS intensivo) con normale passaggio della a in e, cui DispŔrgere e Dispersi˛ne questo assimilato al significato di Disperdere dal lat DISPERDERE. \ In Italia, Ŕ previsto nel 2008 uno spreco alimentare di circa 584 € per cittadino.\Il percorso continua con SpŔrma inv dal gr-lat SPERMA seme, cui SpermÓtico, con una serie di composti quali SpermacŔti “semi di cetaceo”, SpermatŔca, SpermatŔisfora (col gr EISPHORA contribuzione), il biologico Spermatýdio (col suff per diminutivi IDIO dal gr IDION), Spermat˛fýte (col gr PHYTON pianta) snm di Fanerogame, e col pref SPERMATO in composizioni quali Spermatocýto (col gr KYTOS cavitÓ con valore di Cellula), Spermat˛fite (col gr PHYTON pianta) snm di Faner˛game, SpermatogŔnesi, Spermatog˛nio (col gr GONOS generazione), SpermatorrŔa (col suff gr RROIA da RHEO io scorro), Spermatoz˛o snm di ZoospŔrmio col gr ZOION animale, cui Spermatoz˛ide, snm di Nemasperma, Spermicýda, il prefissato Aspermýa (A privativo); Ŕ vrs una connessione di SPHER con una rad pi¨ ant di SPEUD sputare nel senso di spargere (sputo). SpagliÓre, col pref S sottrattivo “togliere la paglia”, Ŕ dal lat PALEA - in volg PALJA - presumibilmente dalla rad madre di una numerosa discendenza, quali PÓglia “ci˛ che resta dalla raccolta di cereali” con PagliÓccio questo letteralmente “che indossa una veste fatta di tela da pagliericcio” “snm di Pezzente, cui PagliaccŔsco, il dim PagliaccŔtto (abito per clown e bambini) e PagliacciÓta, PagliÓio o PagliÓro, Pagliai˛lo, PagliÓra, l’esot PagliÓrdo dal franc PAILLARD pezzente che dorme sulla paglia, PagliarŔccia snm di Zigolo muciatto, PagliarŔsco, Pagliar˛lo (sorta di uccello) e Pagliar˛la “pecora nutrita con paglia di grano”, PagliÓta, i fig PagliÓto e Paglierýno “tonalitÓ di giallo”, Paglýccio, Paglierýccio questo col doppio suff ARIO collettivo e ICEO di materia, PagliŔto, PagliŔtta con PagliettÓto, PagliŔtto “stuoia”, Pagliett˛ne snm di Loglierella, Paglýno, PagliolÓia (composto con Paglia e Bargiglio), Pagli˛lo “sorta di pavimento per imbarcazioni” con PagliolÓto, eppoi Pagli¨ca, Pagli¨zza.

Esiste l’omn SpagliÓre “traboccare” da tema mediterraneo PALIA vrs connesso con Palta.

Il detto toscano Avere la moglie nella paglia sta a significare moglie incinta, ereditato dai tempi quando le condizioni economiche imponevano alle partorienti si sgravarsi al caldo delle stalle, su giacigli di sola paglia.

Il gr cont KARPHE paglia cui la locuzione fig mer Pecora carfagna ovvero di lana ruvida (come paglia).

Il percorso prosegue in PŔlle con PellÓgra (dalla locuzione Pelle agra), PellÓio o PellÓro (con suff di mestiere AIO con la variante mer ARO), PellŔtica, Pelletterýa, Pellýccia con ImpellicciÓre, ImpellicciÓto e Impellicciat¨ra passati quali snm di Impiallacciare, Impiallacciato e Impiallacciatura, PellicŔllo, Pellýcola dal dim lat PELLICULA cui PellicolÓre e le locuzioni Pellicola fotografica, Pellicola cinematografica e Pellicola piana; infine PŔlvi da PELVIS catino poi fig bacino anatomico cui PŔlvico e i composti Pelvimetrýa, Pelviperitonýte, connesso ad un pi¨ ant PELEVIS rivestimento; il rad comune Ŕ PEL, un rad che ha assunto diverse attestazioni semantiche, quali PEL (buccia) di Paglia e Pelle, PEL (grigio) di Pallido, PEL di Pulire. La voce Pelliccia ha uno specifico tema med paleosardo MASTRUCA pelliccia, vrs connesso col tema med MAK MAKKA pestare, schiacciare (la lavorazione della pelle), cui rimane inv Mastr¨ca o Mastr¨cca giÓ lat MASTRUCAM attestatosi in giaccone di pelle. Il termine SkÓi (marchio nregistrato) indica “pelle sintetica” adottata per i sedili delle auto, valigeria, divani e poltrone. Dal tardo lal GUNNA pelle l’ital ha coniato G˛nna col dim GonnŔlla; una sorta di gonnella indossata da ambo i sessi nel medv era chiamata Ci˛ppa, omologismo dal tred SCHOPE. Il percorso conta vrs GunnŔllo che in senso fig Ŕ una sorta di pesce che puÓ sopravvivere a secco (pelle disidratata) attendendo il ritorno delle acque. Snm di Pelle (adottato dal XII sec) Ŕ C¨te (dal XIV sec) dal lat CUTIS, cui CotŔnna da CUTINA (attestazione romagnola-emiliana), C˛tica da CUTICA (attestazione sett) col dim Cotechýno o Coteghýno, CuterŔbridi (famiglia d’insetti, con il lat TEREBRA succhiello), CuticÓgna (inc Cotica-Cute con suff aggettivante AGNO), CutÓneo con i prefissati EpicutÓneo, IntercutÓneo, PercutÓneo, TrascutÓneo o TranscutÓneo e SottocutÓneo, il composto MuscolocutÓneo, eppoi Cutýcola dal dim CUTICULA con CuticolÓre, Cutýna (suff chimico INA), i composti CutireattivitÓ, Cutireazi˛ne; la duplicatura naturale della cute in alcuni mammiferi volatori (pipistrelli) o arboricoli, o nel protorace delle farfalle Ŕ definita PatÓgio fig dal lat PATAGIUM orlatura. Il grasso sottocutaneo, invece, Ŕ indicato con LÓrdo, dal lat LARIDUM poi LARDUM con sincope della i, privo di connessioni indoeur, cui LardÓceo, Lardaiu˛lo, LardÓre, Lardat˛io, Lardat¨ra, il dim LardŔllo (piccola quantitÓ) con LardellÓre, Lard˛so, il composto PappalÓrdo divenuto snm di “sciocco-goffo-ipocrita” ma anche “bigotto” ricalcando il franc PAPELARD quale metaf che indica il fedele che di nascosto mangia lardo nei giorni proibiti (venerdý, Venerdý Santo, Quaresima…).

MischiÓre, col prefissato FrammischiÓre o InframmischiÓre, con un desueto MeschiÓre, infine, con Mýschia o MŔschia, MischiamŔnto, MischiÓta, un Pp Mýschio, Misc¨glio e il volg Mescuglio (suff collettivo, dal lat ALIA- ALIAE traducibile in diversi, tanti), perviene dal lat MISCULARE iterativo di MISCERE cui MescolÓre con i prefissati FrammescolÓre, RimescolÓre con RimescolamŔnto, RimescolÓnza, RimescolÓta con RimescolÓto, Rimescolýo e RimŔscolo, eppoi MŔscola questo snm sia di Mescolanza sia di Mestola, MescolÓbile, MescolamŔnto, MescolÓnza questo snm di Mescola e Mestola, MescolÓta, Mescolat˛re con Mescolatrýce, Mescolat¨ra, Mescolazi˛ne e Mescolýo; attraverso il franc RATATOUILLER mescolare si conta il glb gastronomico Ratatouille “mescolanza di pezzetti di verdura mista cotti in salsa di pomodoro.

Direttamente da MISCERE si ha MŔscere (metaplasmo) con Miscýbile, MiscibilitÓ e MŔscita questo in sostituzione di Bar durante il fascismo quando furono inibiti gli esotismi, l’iterativo RimŔscere, il Pp MIXTUS questo in ital Mýsto, di rad MEIK-MEIG, col prefissato Frammýsto, eppoi Misti˛ne da MIXTIO MIXTIONIS, Mist¨ra o Mest¨ra, Metýccio dal lat MIXTICUS transitato dallo sp MESTIZO, ancora MiscŔla, MiscelamŔnto, MiscelÓre, Miscelat˛re, Miscelat¨ra, Miscelazi˛ne, Miscýbile con MiscibilitÓ cui il prefissato Immiscýbile con ImmiscibilitÓ (IN negativo), il glb ingl Mustang dallo sp MESTENGO sangue misto. Attraverso l’ingl MIXER mescolatore l’ital conta l’omologismo MixÓre o MissÓre con MissÓbile, MixerÓggio o MissÓggio con Missat˛re ma anche i glb Mix, Mixing e Mixage questo riflesso dal franc; da non equivocare con i composti cui il pref MIXO dal gr MYKSA muco, in connessione rad. Dal lat tardo MISCELLUS misto di MISCERE, il lat conta il derivato MISCELLANEUS cui MiscellÓneo con MiscellÓnea. Infine, i prefissati Commýscere con Commisti˛ne, Commýsto e Commist¨ra, Promýscuo da un tardo PROMISCUUS con PromýscuitÓ, SmistÓre con SmistamŔnto (pref S sottrattivo) e i composti Mistilýngue, Mistilýneo... Il franc conta MELER mescolare cui l’esot Melange con l’omologismo MelangiÓto. Fuori percorso Mist˛foro dal gr MISTHOPHOROS composto con MISTHOS salario e PHOROS che porta, Mistagogýa, MistagŔgico e Mistag˛go composti col gr MYSTES iniziato e il suff tratto da AGO conduco. Verbo intensivo volg di MISCERE Ŕ MISCITARE, cui MestÓre con un obsoleto MestiÓre, MestamŔnto, Mestat˛io, Mestat˛re, MŔstola, questo snm di Mescolanza e di Mescola, con MestolÓccia, MestolÓta, MŔstolo, l’accr Mestol˛ne questo anche fig “anatra selvatica” e un MestolÓre eppoi TramestÓre e Tramestýo.

\ Il Mestolo di legno Ŕ una ant unitÓ di misura, che appare nel racconto arabo “Ali Baba e i quaranta ladroni”, con il quale contavano le monete d’oro del bottino.

Attraverso l’ingl SCOOP (pron scup) mestolata l’ital conta fig il glb giornslistico Scoop con un semiomologismo Scoopýsmo. MesticÓre da MIXTICARE questo un secondo intensivo volg di MISCERE cui MŔstica con Mesticherýa (esercizio commerciale ai primi del ‘900), MesticÓnza o MisticÓnza, Mesticat˛re, Mestichýno. Il rad Ŕ MEIK-MEIG, cui il lat MICA briciola, donde anche i termini omm Mýca “particella silicata”, cui MicÓceo, Micanýte (suff ITE per minerali), Micascýsto col gr SKHISTOS roccia metamorfica, il dim MicŔlla con MicellÓre, da non equivocare in percorso Micelio con Micelico dal gr MYKES fungo, eppoi Mýca - ant Mýga – semant fedele briciola, quest’ultimo anche avverbio Mýca, sovente male usato, e un dim volg Michetta “sorta di pane”. Il prvz conta BROLHAR mescolare, cui l’omologismo BrogliÓre con BrogliÓccio o BrogliÓzzo e Br˛glio, incluso i prefissati SbrogliÓre con Sbr˛glio (S sottrattivo) e ImbrogliÓre (IN illativo) con ImbrogliÓta, ImbrogliÓto, Imbrogliat¨ra, Imbr˛glio e Imbrogli˛ne questi nel senso di “frodare-mescolare le cose”.

L’omonima rad MEIG sta per battere gli occhi, cui il raro NittitÓnte o NictitÓnte “membrana oculare”, con Nittitazi˛ne o Nictitazi˛ne, dal lat NICTITANS dal verbo NICTARE battere le palpebre, in vrs connessione figurata con NŔttare, dal lat NECTAR, questo un prodotto botanico succhiato dalle api che battono le ali, cui NettÓrio. Inoltre, occorre ricordare che il Nettare Ŕ un liquido secreto e potrebbe avere la connessione con il rad MEIK-MEIG di Mescere.

Nel gioco delle carte si contano ancora il glb ingl Poker, d’etim non rintracciato, cui i semiomologismi Pokerýno e Pokerýsta con i pieni P˛cher, Pocherýno e Pocherýsta, la variante ital Teresýna o Telesýna snm di Poker americano; eppoi l’ingl Whist, un gioco assai complicato, d’etim vrs onomatopeico della serie SSS ST dal profondo silenzio che lo accompagna.

\ Goti Gallia Iberia

Goti erano i popoli germanici di provenienza scandinava, che dopo aver invaso i territori sino al Mar Nero, e le province romane della Tracia (attuali Turchia, Grecia e Bulgaria) cui Trace o Tracio, meglio Traci, o il non comune Tracico con Tracici, Mesia (Basso Danubio), Grecia e Asia Minore (238 dC), penetrarono nella penisola italica, nella Gallia e nella Spagna, diramandosi in Visig˛ti (occidentali) ed Ostrog˛ti (orientali). Derivati, G˛to e G˛tico con l’onomastico Gustavo italianizzato dallo svedese GOTSTAFR partigiano dei goti (STAFR sostegno) o, il pi¨ nazionalista “condottiero dei goti”.

La Gallia, dal nome dei Galli che l’avevano invasa, cosý chiamti i Celti dai romani, comprendeva la Gallia Cisalpina (Italia sett ad esclusione della Liguria e parte del Veneto) e la Gallia Transalpina (ovvero l’Oltralpe, attuali Svizzera, Belgio, Francia e parte della Germania). La regione italica, abitata fin dalla presistoria, fu nel IV aC occupata dai Celti, i quali si piegarono agli influssi liguri, etruschi e veneti. I Romani spartirono la Gallia Cisalpina in Cispadana e Transpadana. Dai Galli, al sing GÓllo, il percorso conta GaŔlico e GallŔco (lingue) o ancora GoidŔlico relativo ad un gruppo linguistico diffusosi in Islanda, in Scozia e nell’isola di Man, eppoi GÓllego attraverso il coronimo iberico Galizia, GallŔse attraverso il coronimo Galles, GallicÓno con GallicanŔsimo (della Gallia, per accezione relativo alla Chiesa di Francia), Gallicýsmo (snm di Francesýsmo) con GallicizzÓre con GallicizzÓnte, GÓllico (omn di Gallico da Galla), i vari composti Gallammýna “ammina gallica” dalla locuzione Acido gallico, Gallofilýa con Gall˛filo, Gallofobýa con Gall˛fobo riferiti ai francesi, GalloitÓlico snm di CeltÓlico (coniato da SA per un intervento stampa del 2005, ma riveduto e corretto da un precedente d’anni prima), Gallomanýa con GallŔmane intendendo oggi la Francia (snm quindi di Francofilia e di seguito), GalloromÓnzo “latino parlato in Gallia”. Da includere PortoghŔse dal coronimo Portogallo.

Molti termini celto-gallici si sono riversati nell’ital radicandosi talmente da risultare complicato riprenderne le origini etim; ad esempio, il lemma Gýgaro, Gýcaro o Gýchero “pianta erbacea velenosa” ci viene dal lat GIGARUM di presunta provenienza gallica, ma in complanare al tema med GIGARO pianta; snm di Gigaro Ŕ Aro-Óro dal gr ARON col quale dovrebbe essere connesso o, questo, il suo ipocoristico. Nel qual caso Aro, svoltosi nel lat ARUM, fosse per davvero l’ipocoristico di GIGARO pianta, perchÚ non credere in una correlazione col gr-lat AROMA cui il lat AROMATITES (relativo alle spezie) e l’inv ital Ar˛ma, questo con AromatÓrio, AromÓtico con AromaticitÓ, AromatizzÓre con AromatizzÓtre, AromatizzÓto e Aromatizzazi˛ne, ed il composto Aromaterapýa con AromaterapŔuta. Termine alieno Arom¨no questo relativo ad un dialetto romeno diffuso in Macedonia e nell’Epiro.

L’Iberia Ŕ l’antica regione degli Iberi, che oggi comprende la Spagna e il Portogallo, cui IbŔrico dal lat HIBERICUM giÓ gr IBERIKOS, con Iberýsmo (esotismo linguistico) e Iberýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere). I Celti stanziatisi in questa regione erano indicati CeltibŔri cui CeltibŔrico.

In percorso da Spagna, oltre al relativo Spagn˛lo o Spagniu˛lo o Spagn¨lo anche in cognomastica, con Spagnolýsmo, l’ital conta il botanico SpagnÓio dalla locuzione Erba spagna snm di Erba medica, il termine erotico Spagn˛la, SpagnoleggiÓre, il fig SpagnolŔsco, SpagnolŔtta questo anche Nocciolina americana, il glb ingl SpaniŔl “spagnolino”attraverso il franc ant ESPAGNOL e che indica una razza di cani. Il volg mer conta Spagnare nel senso di “spaventarsi”.

\ Romanico Gotico Barocco

RomÓnico, per accezione lo stile europeo occidentale giÓ dal sec X con estensione al XII, Ŕ dal lat medv ROMANICUS da ROMANUS relativo a Roma. La cittÓ attraversata dal RUMON, connesso con RHEO scorrere, fluire, l’arcaico nome del fiume Tevere, il cui idronimo offuscherebbe l’eponimo Romolo. Il fiume avrebbe poi assunto l’idronimo di TIBERIS cui Tiberýno e l’onomastico Tiberio da TIBERIUS abitante lungo il Tevere; da aggiungere il toponimo Tivoli attraverso il preromano TRIBUX, in connessione o sovrapposto a TIBERIS, che, da una metaf, s’Ŕ globalizzato nell’intendere “parco divertimenti” o “teatro, bar, ristorante, cinema...”

In percorso, RomÓncio e RomÓndo rispettivamente lingua ladina e franc-prvz in Svizzera, RomÓico o RomŔico dal gbz RHOMAIKOS relativo all’Impero Romano d’Oriente cui l’attuale Romagna dal gbz ROMANIA la regione del Nord Italia rimasta ai bizantini, eppoi RomanamŔnte, RomanŔsca e RomanŔsco, Romanýsmo, Romanýsta, Romanýstica e Romanýstico, RomanitÓ, RomanizzÓre con Romanizzazi˛ne, RomÓno da ROMANUS, questo sia nella cognomastica sia nell’onomastica con Romano “cittadino di Roma”, di fascista memoria, con Romina questo non politicizzato, e Romeo da RomŔo dal lat ROMEUS “diretto a Roma” questo in riferimento ai pellegrini che percorrevano la transeuropea Francýgena altrimenti detta RomŔa. RomÓntico, con RomanticheggiÓre, Romanticherýa, Romanticýsmo, RomantizzÓre e Romantic¨me, transitato dall’ingl ROMANTIC ma gia franc ROMANTIQUE, Ŕ relativo a RomÓnzo questo sostantivo e aggettivo sempre tramite il franc ROMANZ cui RomanzamŔnto, RomanzÓre, Romanzat˛re, RomanzeggiÓre, RomanzŔsco, RomanzŔtto, RomanziŔre, Romanzýna o Ramanzýna (lunga come un romanzo); RomÓnza con RomanzŔro, invece, Ŕ tramite lo sp ROMANCE che resta glb Romance, cui Romancero, Romanceiro. In percorso i composti Romano-barbarico, Romano-germanico. In percorso la regione Romagna cui Romagn˛lo e RomanŔlla “componimento poetico romagnolo”.

G˛tico Ŕ lo stile europeo fiorito nell’arte durante il Rinascimento, dal lat GHOTICUS in senso dispregiativo, considerato barbarico, cui Gotic¨me, in contrapposizione a Romanico; eppure il Gotico, questo stile di ricchezza espressionistica, avrebbe avuto molto fortuna.

\ L’ultima grande costruzione italiana in stile got (neogotico) Ŕ il tempio monumentale dell’Addolorata a Castelpetroso, Isernia, iniziata il 28 settembre del 1890 e completata nel 1975, quando furono ultimati la facciata, i due campanili, i portali e le porte di bronzo. Il tempio appare improvvisamente dalla strada, eretto solitario sulle colline, ed infonde una stupefacente suggestione. Ancora allo stato progettuale, fu premiato a Torino (1900) e a Liegi (1910). La comunitÓ locale lo volle edificare sul luogo dell’apparizione taumaturgica dell’Addolorata. Promotore dei lavori fu il bolognese Carlo Aquaderni, il cui figlio era stato miracolato da una gravissima malattia. Primo architetto, Francesco Gualandi di Bologna. Dopo le interruzioni imposte dalle due grandi guerre, e dalle vicissitudini intermedie, il progetto fu ripreso grazie al giovane architetto Gualandi figlio.\

Il termine Bar˛cco nascerebbe dal ptg BARROCCO “perla grezza” cui BaroccheggiÓnte, BarocchŔtto “tardo barocco” e Barocchýsmo.

Lo stile del Barocco, snm di Secentýsmo, si svilupp˛ nel 600 a seguito della Controriforma nei paesi cattolici, la cui peculiaritÓ Ŕ un’intenso decorativismo, tendente ad emozionare con forme ardite e virtuosistiche; si espanse dall’arcchitettura alla pittura, scultura, poesia, musica. In Italia si pu˛ ammirare il Barocco leccese a Lecce, o meglio Barocco pugliese questo patrimonio di tante cittadine e di masserie specialmente salentine.

\ Prefissi STRA CIS TRANS TRAS *TRA PRETER

Suffisso ESI MENTO

Prefissi INTRA INTRO INFRA INTER

STRA

IL pref STRA continua la tradizione del lat EXTRA e vale fuori estendendosi, in similitudine con Arci, quale eccesso o superlativo. In passate forme volg va ad indicare oltre. StraordinÓrio “fuori dell'ordinario, non comune”. Strac˛tto (tipica pietanza) “cotto in eccesso”, fig “assai innamorato”. StrapotŔnte vale il superlativo “potentissimo”. StrapiantÓre (S intensivo) volg per TrapiantÓre “piantare oltre” cui TrapiantamŔnto, TrapiantÓto, Trapiantat˛io, Trapiantatrýce, Trapiantazi˛ne, Trapiantýna, Trapiantýsta. Oggi, Trapiantare con Trapiantato, Trapiantista e TrapiÓnto, il doppio prefissato PolitrapiantÓre con PolitrapiantÓto (di pi¨ organi) e il composto Trapiantologýa, merito della chirurgia, Ŕ sovente associato a EspiantÓre (dal lat EXPLANTARE) con Espiantazi˛ne (attraverso l’ingl EXPLANTATION) o Esplantazi˛ne (fedele al lat) e EspiÓnto, questo ha giÓ conquistato una deviazione semant tutta sua, nobilitandosi nell’asportazione d’organi ed arti umani (animali) per utilitÓ chirurgiche, prendendo le distanze dal snm SpiantÓre (pref EX sottrattivo) “svellere, sradicare” fig “mandare in rovina” cui SpiantÓto “giÓ in rovina” e SpiÓnto “crollo economico” eppoi SpiantamŔnto, Spiantat˛re.

CIS

Continua immutata la tradizione latina, sia semant che grafica, del CIS di qua da... cui CITER che Ŕ al di qua donde CITERIOREM e l’ital Citeri˛re, da rad KI, comunemente utilizzato in composizioni geografiche: CispadÓno (di qua dal Po), Cismarýno (…dal mare). Fuori percorso CitŔllo dal lat CITELLUM “sorta di mammifero” d’etim ignoto, CiterŔa “epiteto di Afrodite” e CiterŔo “il culto” dall’isola gr di Citera, dal gr KITHEREIA, lat CYTHEREA.

\ Racconti cisfantastici, SA Personaledit 1998, narrano di fatti al di qua della fantasia, ma al di lÓ della realtÓ.\

TRANS ESI MENTO TRAS TRA PRETER

Anche il pref TRANS mantiene fede alla tradizione latina TRANS al di lÓ, oltre, in configurazione geograficamente dirimpettaia al Cis: TranspadÓno eppoi TransahariÓno “che attraversa il deserto del Sahara”, TransatlÓntico questo anche metaf il corridoio di palazzo Montecitorio, e TransocŔano; Ŕ ancora nella memoria collettiva il transatlantico italiano Rex, varato il 1934, orgoglio del regime fascista, e affondato dagli inglesi nel ’44.

TregŔnda dal volg TRANSIENDA passaggio Ŕ il gerundivo lat sostantivato di TRANS IRE andare attraverso-passare e sta per “convegno notturno di demoni, streghe.per compiere malefici”; il termine s’Ŕ ulteriormente semant in Caos, Confusione. L’introvabile TregŔsi, che sta per “riduzione provocata della popolazione, procurata con armi occulte”, sembrerebbe connesso a Tregenda; Ŕ invece l’esasperazione linguistica del lemma TrŔgua “sospensione temporanea”, dal franc TREWVA patto-trattato, che ritroviamo nel ted TREUE fedeltÓ, col suff gr ESI che vale mandare-azione, vedi Anamnesi (che manda a ricordare)... pressochÚ corrispondente all’ital MENTO, che va a trasformare un verbo in un sostantivo devb, quali Svolgimento (l’azione dello svolgere), Movimento (l’azione del muovere).

Col pref TRANS sono sorti molteplici lemmi cui TransÓre con TransÓto, Transattývo e Transazi˛ne dal lat TRANS-ACTIO da TRANS-ACTUS Pp di TRANSIGERE cui Transýgere da AGERE guidare-spingere con apofonia della a in i con TransigŔnza e l’opposto IntransigŔnza da IntransigŔnte; da ACTUS si ha Atto-Ótto (omn di Atto “adatto) donde il denm iterativo AtteggiÓre con AtteggiamŔnto e Attit¨dine “atteggiamento” questo omn di Attitudine “inclinazione”, Attývo dal lat ACTIVUS cui AttivÓre, Attivazi˛ne, Attivýsmo e Attivýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere), AttivitÓ ed AttivizzÓre, eppoi AttuÓle dal lat ACTUALIS cui AttualitÓ, Attualýsmo e Attualizzazi˛ne, AttuÓre dal lat medv ACTUARE cui AttuÓbile, AttuabilitÓ, AttuamŔnto, Attuatývo, Attuat˛re e Attuazi˛ne, l’esot AttuariÓle questo attraverso l’ingl ACTURIAL nel senso particolare di scritturale cui AttuÓrio da ACTUARY, Attu˛so, Azi˛ne dal lat ACTIO ACTIONIS cui AzionÓle con AzionalitÓ e la locuzione Verbi azionali, Azionýsmo con Azionýsta e gli omonimi esot Azi˛ne e Azionýsta attraverso il franc ACTION e ancora gli esot franc AttÓnte da ACTANT e AttanziÓle da ACTANCIE e Entracte ”entro un atto e l’altro”.

TransŔnna, questo dovrebbe essere alieno nel persorso TRANS poichÚ Ŕ dall’etrusco-lat TRASENNA rete per uccelli ma Ŕ sovrapposto al lat TRANS ITUS transito. TrÓnsfuga dal lat FUGERE da rad BHEUG. TransiŔnte Ŕ con il Ppres del lat IRE andare.

TransumÓre, adottato dal 1909, sta per “attraverso la terra (HUMUS)” su modello sp TRASHUMER, cui il Ppres TransumÓnte e da questo TransumÓnza ed Ŕ relativo alla migrazione stagionale di bestiame, greggi, dalle pianure ai monti e viceversa; Transumanza Ŕ un neologismo rispetto al precedente snm Mena dal lat MINARE spingere giÓ in uso nel XIII secolo. L’assonante TrasumanÓre o TransumanÓre sta per “oltre la natura umana” (col suff Umano) cui Transumanazi˛ne.

TRANS spazia anche in termini indicanti passaggio, attraversamento, cambio di condizione... contraendosi in TRAS cui TrasbordÓre questo transitato dal franc TRANSBORDER, con il devb Trasb˛rdo. TrasmigrÓre dal lat inv MIGRARE da rad MEIGW, cui EmigrÓre con Emigrazi˛ne, ImmigrÓre con Immigrazi˛ne, MigrÓre con Migrat˛re, Migrat˛rio e Migrazi˛ne. Trasmutazi˛ne, TrasmŔttere... e addirittura con valore negativo come in TRA di Tradýre, o un desueto TradŔre, dal lat TRANS DARE dare al di lÓ, ovvero consegnare, giusto come Giuda consegn˛ Cristo ai romani e da questo ha avuto origine il significato “negativo” di TradimŔnto, Tradit˛re rispetto a quello “positivo” di Tradizi˛ne “ci˛ che Ŕ consegnato verbalmente ai posteri” con TradizionÓle, Tradizionalýsmo, Tradizionalýsta, Tradizionalýstico, TradizionalmŔnte.

Il Pp TRADITUS pertanto Ŕ traducibile “negativamente” nel piano Tradýto e nello sdrucciolo TrÓdito “tramandato”.

Il termine Dizi˛ne in (Tra)dizione, infatti, Ŕ dal lat DICERE, cui il nostro Dire, per cui lo ritroviamo lungo il percorso di Condizi˛ne dal pref CONDITIO CONDITIONIS (CUM associativo) di CONDICERE dire insieme, convenire, accordarsi cui CondizionÓle, CondizionÓre con CondizionamŔnto, Condizionat˛re cui Condizionatore d’aria, il cui prototipo era giÓ installato nel 1851 brevettato da J. Gorrie; poi ci fu W. Carrier che lo perfezion˛ in maniera definitiva.

Condizionatrýce e Condizionat¨ra, CondizionÓto con CondizionatamŔnte, DizionÓrio con Dizionarýsta e Dizionarýstica; il lemma Addizione Ŕ pseudoetim, poichÚ Ŕ dal lat ADDERE aggiungere (vedi Edile…).

Termine alieno nel percorso Ŕ Trast¨llo cui il denm TrastullÓre e i vari Trast¨lla questo solo al fem e solo fig nella locuzione Erba trastulla “fandonie”, TrastullamŔnto, Trastullat˛re, TrastullŔvole e Trastull˛ne, d’etimo incerto ma derivante dal lat TRANSTRUM cui TrÓsto, la struttura che sosteneva il banco dei rematori; la semant lo ha reso snm di “dilettarsi”, a seguito di una consolidata metaf. Il pref TRA che sta per “al di lÓ” pu˛ concorrere ad imprimere al vocabolo il senso della “non normalitÓ”, quale Traballare da Ballare.

Dal lat PRAETER, composto di PRAE ampliato di comparativo TER, il suff PRETER sta per “al di lÓ, oltre”, ma con una sfumatura rispetto al snm TRANS il quale andrebbe ad indicare una posizione geografica, mentre PRAETER Ŕ di pensiero, d’azione, d’incarico, cui PreterintenzionÓle con PreterintenzionalitÓ, PretermŔttere col Pp PretermŔsso e Pretermissi˛ne, PreternaturÓle, eppoi Preterýre col Pp Preterýto dal lat PRAETER IRE chi va avanti cui Preterizi˛ne da PRAETERITIO PRAETERITIONIS, questo adottato tra le figure retoriche per definire ci˛ che si dichiara di voler tacere ma che in realtÓ si afferma nello stesso momento “Non dico che sia ubriaco ma in queste condizioni gli fanno il palloncino alcolometrico”.

INTRA INTRO INFRA INTER

Il pref INTRA rimane inv dalla preposizione lat INTRA dentro-tra derivato da IN introduzione, cui Intrad˛sso (superficie concava), IntrattenŔre, IntravedŔre o IntravvedŔre... da non equivocare nei termini quali Intramontabile, Intraducibile... contenenti il pref IN negativo e quindi stanno per Non-tramontÓbile e Non-traducýbile. TramontÓre Ŕ il denm da Tram˛nto, questo in composizione con Monte e vale “oltre i monti”.

INTRO invece Ŕ inv dall'avveribio lat INTRO dentro complanare di INTUS cui Intestýno questo sia aggettivo da INTESTINUS sia sostantivo da INTESTINUM “tubo anatomico” con IntestinÓle; L’indiammazione all’intestino cieco Ŕ indicata con Tiflýte, dal gr TYPHLOS cieco.

INTUS sintetizzato dall'aggettivo INT(E)RUS sta anche ad indicare il moto verso l’interno, cui Introd¨rre e Introduzi˛ne (da DUCERE) con l’iterativo Rintrod¨rre, IntroflŔsso, Intr˛ito questo dal lat INTROIRE entrare cui Introiezi˛ne e IntroitÓre. Da non equivocare in termini quale IntrovÓbile, con IN negativo “non trovabile”, dal lat TROPARE cui TrovÓre con Trovat˛re, il prefissato Ritr˛vo, con lenizione p in v.

Snm di Ritrovo (notturno) adottato dal XVII sec, Ŕ l’omologismo franc Tabarin (in uso dal 1933), che sottintende “Ballo di Tabarin” questo il nome di una maschera buffa, attestatosi in “locale da ballo”; termine ormai obsoleto a favore dell’ingl Night Club.

Nel percorso di Intestýno, l’ital conta IntestinÓle

INFRA, infine, giunge inv dal lat INFRA sotto, spesso usato per motivi eufonici in sostituzione di INTRA-INTRO e quindi diventa “fra-all’interno di”. Termini etim corretti quali Infrar˛sso (al di sotto dello spettro luminoso), Infrasu˛ni (sotto l’udibilitÓ). Termini con sostituzione quali InframmŔttere e InfrasettimanÓle, da non equivocare con i prefissati come Infracidare, Infrangere e Infrascare tutti con IN illativo che accompagnano i lemmi Fracido, Frangere, Frasca.

Il pref lat INTER tra, dalla forma primitiva indoiran ENTER, questa sopravvissuta nell’ingl cui il glb Enter nella terminologia dei computer, e da quella d’area ger e osco-umbra NTR, ritrovabili entrambi nel celtico e nel lat, Ŕ il legamento dell’illativo IN col suff comparativo TER, con significato spaziale o temporale, ma anche di privazione e di distruzione. Lo ritroviamo infatti in Interazi˛ne con InterazionÓle e Interazionýsmo attraverso il franc INTERACTION, Interdýre con Interditt˛rio, Interdizi˛ne e InterdŔtto “proibito” (Pp del lat DICERE) con valore di “bloccato” attraverso il franc INTERDIT, nello sdrucciolo IntŔrito “morte”... e in Interýto “irrigidito” (dal lat INTERIRE da una serie onomatopeica T R, cui IntirizzimŔnto, Intirizzýre e Intirizzýto, con Stirizzýre (cambio di pref), InterazziÓle (da un ant franc HARAZ allevamento di cavalli, poi semant, previo passaggio fig, in di uomini), InterinÓle “provvisorio” (dal lat INTERIM frattanto) con InterinalmŔnte, InterinÓre attraverso il franc ENTERINER, InterinÓto e Interýno questo inv dallo sp INTERINO, eppoi Interim-ýnterim che vale “frattanto-provvisorio” a sua volta composto da INTER e IM questo un suff che vale “al singolare” con Interimýstico; a tutto questo occorre associare MŔntre dal lat DUM INTERIM dal quale deriva ancora DomŔntre, un fossile lemmatico il cui pref DUM sta per una forma irrigidita della rad DWA di Durare; da ricordare che Mentre quale congiunzione avversativa Ŕ snm di Invece, pertanto non vanno appaiate cosý come Ma e Per˛.

Il percorso continua con InterafricÓno, Interagýre con InteragŔnte, InterallacciÓre, InteralleÓto, InteramericÓno, InterÓrabo, InterÓrmi, InterarticolÓre, InterasiÓtico, InterÓssÓssi, InterastrÓle, Interat˛mico, InteratriÓle (riferito a “atrii cardiaci”), InterattivitÓ con Interattývo, InteraziendÓle, InterbancÓrio, InterbÓse, InterbŔllico, InterbinÓrio, Interbl˛cco, IntercÓmbio con IntercambiÓbile e IntercambiabilitÓ con ancora InterscÓmbio con InterscambiÓbile e InterscambiabilitÓ, IntercapillÓre, IntercardinÓle, IntercategoriÓle, IntercervicÓle, Intercýdere (con il lat CAEDERE tagliare) con Intercýso, il glb ferroviario Intercity (con CITY cittÓ), InterclÓsse con Interclassýsmo, Interclassýsta e Interclassýstico, Intercl¨dere con Interclusi˛ne e Intercl¨so (con il lat CLUDERE chiudere), Intercol˛nnio o Intercol˛mnio o ancora Intercol¨nnio (con il lat COLUMNA colonna), IntercompartimentÓle, IntercomunÓle, IntercomunicÓnte, InterconfederÓle, Interconfessi˛ne con InterconfessionÓle, Interconfessionalýsmo e InterconfessionalitÓ, InterconnŔtter con Interconnessi˛ne, IntercontinentÓle, il glb ingl Intercooler (con COOLER raffreddatore), Interc˛rrere e IntercorrŔnte, IntercostÓle, IntercotidÓle, Intercromos˛mico, IntercultuÓle con Interculturalýsmo, Interdefinýbile, InterdialettÓle, InterdicŔndo, InterdigitÓle, InterdipendŔnte con InterdipendŔnza, InterdisciplinÓre e IndiscipolinaritÓ, InterdistrettuÓle, InteressŔnza, Interetnico, IntereuroŔo, InterfÓccia o la variante InterfÓcie con InterfacciÓre, InterfacciÓbile, InterfacciÓle e InterfacciamŔnto, Interfac˛ltÓ, InterfÓlda, InterfamiliÓre, Interfec˛ndo con InterfeconditÓ, InterfederÓle, InterfŔrro, InterfŔrtile con InterfertilitÓ, InterfilÓre, iol verbo InterfogliÓre o InterfoliÓre cui Interfogliat¨ra, Interf˛glio o Interf˛lio con l’aggettivo InterfogliÓre, Interf˛no con Interf˛nico, Interf˛rze, IntergalÓttico, IntergenerazionÓle, InterglaciÓle, Intergovernatývo, InterlacciÓre con InterlacciamŔnto, Interleuchýna da Leucocýto in versione ingl LEUKOCYTE, Interlýnea con IntelineÓre questo aggettivo e verbo, Interlineat¨ra e Interlineazi˛ne con ancora SterlineÓre e Sterlineat¨ra (con cambio di pref in S sottrattivo da IN illativo, vale “eliminazione delle interlinee”), Interlýngua con Interlinguýstica e Interlinguýstico con il snm Interlýngua tratto dalla locuzione Lingua internazionale, InterlocÓle, Interl¨dio da Preludio con cambio di pref, InterlunÓre con Interl¨nio (suff tratto da Luna), IntermammillÓre, IntermascellÓre, IntermŔttere con IntermŔsso e Intermissi˛ne eppoi IntermittŔnte con IntermittŔnza, IntermŔstruo con IntermestruÓle, IntermetÓllico, InterminÓbile con InterminÓto, InterministeriÓle, IntermodÓle, IntermolecolÓre, IntermontÓno, InternÓuta, InternazionÓle (dal lat NATIO nazione) con Internaionalýsmo, Internaizionalýsta, Internaionalýstico, InternazionaliÓ, InternazionalizzÓre, Internazionalizzazi˛ne e lo sportivo Interýsta ellittico della locuzione Internazionale football club, InternebulÓre, Internegatývo, il glb Internet dalla locuzione INTERNATIONAL NETWORK rete telematica internazionale dove NET rete e WORK lavoro, cui l’omologismo sostantivo ed aggettivo InternettiÓno che si ritrova nella locuzione Galateo Internettiano e in quelle glb Internet cafÚ, Internet point, Internet provider. Il percorso prefissato continua con Intern˛dio (col suff tratto dal lat NODUS nodo), Intern¨nzio con Internunziat¨ra, InteroceÓnico, Inter˛sseo, InterparŔte, InterparietÓle, InterparlamentÓre, Interpartýtico, InterpersonÓle, InterpiÓno, InterplanetÓrio, Interp˛nte, Interp˛rto con InterportuÓle, InterprovinciÓle, Interpsicologýa, InterradiÓle, la composizione glb ingl Inter-rail “carta ferroviaria” con RAIL rotaia nel senso di ferrovia fig dal sgnificato originale di barra, InterrazziÓle o un InterraziÓle attraverso il franc RACIAL, InterregionÓle, InterscapolÓre, Interscu˛la con InterscolÓstico, IntersessuÓle con IntersessualitÓ, IntersindacÓle, IntersoggettivitÓ con Intersoggettývo, InterspaziÓle, Interspecýfico, InterspinÓle, InterstazionÓle, InterstellÓre, IntertÓppa, IntertŔmpo, IntertŔsto con IntertestuÓle con IntertestualitÓ, Intertrýgine (con il lat INTERTRIGO da TERERE sfregare), IntertropicÓle, InterurbÓno, IntervÓllo (dal lat VALLUS palo e VALLUM palizzata, cui Vallo) con IntervallÓre, InterventricolÓre, Interversi˛ne, IntervertebrÓle, Intervýa, IntervocÓlico, Interz˛ne con InterzonÓle.

Il percorso conta Interi˛re dal superlativo INTERIOR del lat INTERUS interno cui InterioritÓ, InteriorizzÓre e Interiorizzazi˛ne, Interi˛ra dal plur lat INTERIORA di INTERIOR, eppoi la locuzione glb ingl Interior design “progetto (grafico-disegno) per interno”.

Infine, IntŔrno da INTERNUS (dal XIV sec) con il filosofico Internalýsmo su calco ingl INTERNALISM, InternÓre, InternamŔnte, InternamŔnto, InternÓto aggettivo e sostantivo dal Pp di Internare e il sostantivo InternÓto attraverso il franc INTERNAT, Internýsta, Internalýsmo dall’ingl INTERNAL, il composto InternografÓre con InternografÓto, in locuzione glb ingl Internal auditing e Internal auditor “Revisione contabile interna” e “Revisore contabile interno”; eppoi EntrÓgna o EntrÓgno (contrario di Estraneo), in opposto al percorso del lat EX fuori di… cui EstŔrno da EXTERNUS di EXTER o EXTERUS che sta fuori cui il denm EsternÓre con Esternalýsmo, EsternalitÓ, EsternalizzÓre, Esternalizzazi˛ne, EsternamŔnte, il Pp EsternÓto con il sostantivo EsternÓto attraverso il franc EXTERNAT, Esternat˛re ed Esternazi˛ne; eppoi Esteri˛re da EXTERIOR che sta fuori praticamente snm di Estero-Ŕstero cui i composti Esterocettývo ed Esterocett˛re attraverso l’ingl EXTEROCEPTOR con RECEPTOR che riceve giÓ lat RECEPTOR, Esterofilýa, Esterofobýa, EstrÓneo dal lat EXTRANEUS, LŔstra “l’esterno della casa” semant in “rifugio cespuglioso del cinghiale fuori tana”. Da una presumibile forma umbra STRAINO, in ital si Ŕ attestato StrÓno cui il percorso StranŔzza, StraniamŔnto, StraniÓre, StraniÓto, StraniŔro o un ant StraniŔre, Stranierýsmo, Stranýre con Stranýto, il glb ingl Strange (termine fisico), in complanare a Estraneazi˛ne o Estraniazi˛ne, EstraneitÓ, EstrÓneo o EstrÓnio o ancora EstrÓno (omn di Estrano “idrocarburo”) con l’aferetico StrÓnio, EstraniamŔnto, EstraniÓre ed EstraniÓto tutti questi col pref EXTRA italianizzato ESTRA, cui una serie composta da EstracontrattuÓle a EstravagÓnte

INTER lo ritroviamo anche nel verbo InteressÓre, denm dal sostantivo InterŔsse “stare in mezzo-essere importante” composto dal lat INTER-ESSE essere, cui InteressamŔnto, InteressÓnte, InteressatamŔnte, InteressÓto.

\ Emigrazione

In circa un secolo, dal 1876 al 1973, l’esodo emigratorio degli italiani aveva raggiunto un totale di 25.528.505 unitÓ, di cui 3.037.849 nel solo Veneto, seguiti dai 2.696.266 della Campania. L’ultimo trentennio dell’arco temporale qui esaminato, l’emigrazione era stata prevalentemente interna all’Europa, toccando Belgio, Francia, Germania e Svizzera; gli ultimi dieci anni, invece, avevano interessato il polo industriale nazionale, Genova, Milano e Torino.

Le rimesse degli emigrati, che avevano sensibilmente soccorso l’economia nazionale, e un loro decente benessere esistenziale raggiunto sono stati per˛ pagati con lo smembramento delle famiglie, l’abbandono dei figli e la proliferazione delle cosiddette Vedove bianche, spose rimaste in patria senza pi¨ notizie dell’uomo, vittime delle occasioni di sopravvivenza.

In un paese del sud, le vedove bianche votatesi alla prostituzione esercitavano il loro mestiere di sopravvivenza sotto la foto del loro matrimonio, in bella vista sul com˛.

\ Atteggiamenti

Alcuni accurati studi psicologici relativi al significato degli atteggiamenti assunti inconsciamente da un individuo, risulterebbe che le braccia incrociate indicano voler frapporre una barriera di superioritÓ con l’interlocutore, il pugno chiuso, magari percuotente un piano, sta per imprimere maggiore forza al proprio enunciato, il pollice e l’indice uniti a formare un cerchio o un ovale valgono la ricerca della precisione, il battere i piedi denota impazienza, reggere il capo tra le mani con i gomiti appoggiati implica uno stato d’isolamento, la mano sotto il mento, come volerlo reggere, Ŕ segno di esitazione, le mani giunte dimostrano sicurezza, piegare il capo di lato trasmette desiderio d’affetto, toccarsi il naso, infine, determina che l’individuo sta mentendo.

\ Cotto Crudo

Dal lat COQUERE da una serie onomatopeica C Q-C C, l’ital conta derivati e prefissati quali Cucýna, dal lat COQUINA svoltosi nel volg COCINA, cui CucinÓre, Cu˛cere con Cu˛cit˛re o Cocit˛re, Cuocit¨ra o Cocit¨ra, Cu˛co con gli obsoleti C˛co e Qu˛co, il Pp C˛tto con Cottýccio, C˛ttile e il fig fem C˛tta (evidente innamoramento, passione), eppoi Bisc˛tto (cotto due volte BIS) con BiscottÓre; sorta di biscotto, in volg siciliano, Ŕ ‘Nzuddi al plur da Vincenzuddu dim di Vincenzo, vrs riferito all’omn santo. Il percorso conta ancora Dec˛tto 1 e Decozi˛ne (cotto completamente, pref DE conclusivo e COQUERE) , Prec˛ce (cotto prima, pref PRAE) con PrecocitÓ, Ricu˛cere (pref RI iterativo) con Ric˛tto “cotto ancora” cui Ric˛tta e il composto mer Cacioric˛tta con la locuzione Ricotta forte (piccante), ScottÓre e il Pp Sc˛tto (con pref EX conclusivo) omn dell’etnico Scotto “scoto” e Scotto “tassa”, eppoi uno Scott˛ne in macelleria; infine CulinÓrio con CulinÓria attraverso il lat tardo CULINA cucina.

Oltre ad essere il fem fig di Cotto, C˛tta, termine alieno in questo percorso, ha l’omn nell’omologismo dal franc COTTE tunica, in uso tra i cavalieri medv, sopravvissuto in ambito liturgico, cui Cotýssa e CotissÓto. Ancora pseudoetim Ŕ C˛ttidi (famiglia di pesci) dal lat COTTIDAE giÓ gr KOTTOS corrispondente all’ital Scazz˛ne, termine fig moderno (1931), vrs ispirato al risvolto volg di Pene “cazzo”.

\ L’evoluzione dell’uomo Ŕ iniziata con le prime esperienze di cucina \

Contrario di Cotto Ŕ Cr¨do, questo dal lat CRUDUS in origine sanguinolento, poi non cotto, cui il prefissato Incrudýre con IncrudimŔnto, il composto Crudývoro; dall’astratto CRUDES di CRUDUS, il lat ha coniato CRUDELIS cui CrudŔle e CrudeltÓ, in analogia all’articolazione FIDUS fido-FIDES fede-FIDELIS fedele.

1 Diversamente dall’Infuso (immersione dell’erba in acqua giÓ bollente) il Decotto si ottiene portando all’ebollizione l’acqua e l’erba assieme.

\ Essere Avere

Duraturo Avaro

Essere-Ŕssere Ŕ dal lat volg ESSERE giÓ class ESSE da rad ES trovarsi connesso con la rad BHEWE crescere (Ved Futuro in Beneficiato…), cui Sýa da ESYE questo composto da ES e suff ottativo YE, cui ancora F¨i pi¨ esplicitamente legato alla rad BHEWE (da ricordare la pron f di bh). Dal gr ON ONTOS questo Ppres di EIMI io sono, l’ital utilizza il pref ONTO “ente-esistenza” cui Ontofanýa (su modello di Epifania), OntogŔnesi con OntogenŔtico, Ontologýa con Ontol˛gico, Ontologýsmo e Ontologýsta, Ontosofýa (dal gr SOPHIA scienza), Ontoteologýa.

\ Il verbo Essere Ŕ l’ausiliare di se stesso “Sono stato”, nelle forme passive, nei verbi impersonali “╚ piovuto” (usabile l’ausiliare Avre per indicare continuitÓ “Ha piovuto un intero giorno”), in tutte le forme riflessive (proprie, apparenti, reciproche, pronominali, col Si passivante e Si impersonale); il Si passivante Ŕ seguito dal verbo concordante col numero del soggetto “Si sentono voci, Vendesi appartamento”.Essere Ŕ ancora l’ausiliare dei verbi intransitivi di moto, stato, un fatto quali “Sono andato, Sono seduto, Sono invecchiato…”, di verbi d’azione fisica in relazione ad una meta “Sono corso in casa, ╚ volata sul tetto...”. \

Durat¨ro, vale “ci˛ che va a durare”, dal lat DURUS da rad DWA continuare a essere cui DurÓre con DurÓbile e DurabilitÓ, DurÓta, Duratývo, Durazi˛ne, DurŔvole con DurevolŔzza e DurevomŔnte, RaddurÓre (doppio pref RI AD) e PerdurÓre (pref PER rafforzativo), DurÓnte questo con l’ellittico DÓnte e Dante per l’onomastica e che vale “paziente”, DurŔvole (suff ital di aggettivo verbale attivo EVOLE), eppoi D¨ro da DURUM (coniato associando la durata alla soliditÓ) con DuramŔnte, i botanici Duracýno o Duracýne (per ciliege, pesche, uva) dal lat DURACINUS, DurÓme con Duramificazi˛ne, eppoi DurÓstro, DurŔzza, D¨rium “plastica sintetica” (marchio registrato, per in dischi musicali) termine in via di archiviazione, Dur˛na “sorta di pesca dura” indicata anche come Dur˛ne questo per˛ attestatosi in “callositÓ”, e i composti DurÓcine o DurÓcino (ACINUS), Dur˛metro, Durosc˛pio, l’anatomica locuzione Dura madre (dal XV sec) con il relativo ellittico DurÓle, cui il prefissato PeridurÓle (PERI intorno) attraverso l’ingl PERIDURAL, ma dalla locuzione lat medv DURA MATER CEREBRI dura madre del cervello su modello ar UMM AD-NIMAGH; interessante l’analisi etim del lemma DurlindÓna, la spada di Orlando, che vale d’OrlendÓna, inc con Dura “resistente”. Dal lat DURUS, lo sp conta ENDURAR resistere cui l’esot End¨ro con Endurýsta (nel motociclismo) e l’ingl conta ENDURANCE termine glb quale gara automobilistica di lunga durata.

Il termine gr ADROS vale duro-forte, vrs connesso con la rad DWA cui il lat DURUS, cui il botanico Adr˛ma (suff biologico OMA) snm di Xilema, e il termine fisico nucleare Adr˛ne su modello di Elettrone, cui la particella LHC acronimo di LARGE HADRON COLLIDER Grande Collisore di Adroni.

Durallumýnio, invece, Ŕ del tutto fuori percorso, poichÚ Ŕ composto di un pref che sta per DUREN, la cittÓ ted degli stabilimenti d’alluminio.

L’altro verbo ausiliare AvŔre Ŕ dal lat HABERE ma da rad osco-umbra GHABH entrare in possesso in connessione indoeur con la rad KAP prendere. Ai primi del Novecento, erano ancora corrette le forme io ˛ ed egli Ó per Io ho ( ant Io Óggio) ed Egli ha quali persone singolari del presente indicativo del verbo Avere. Da HABERE, aggettivando il verbo, sono derivati Avido-Óvido da AVIDUS cui AvidŔzza ed AviditÓ, ed AvÓro da AVARUS cui Avarýzia e la locuzione Crepi l’avarizia; da non equivocare con lo sdrucciolo Avaro-Óvaro realitivo ad una lingua caucasica.

\ Il verbo Avere Ŕ ausiliare di se stesso “Ho avuto”, di verbi transitivi o usati tali “Ho vissuto una vita”, di verbi intransitivi d’azione fisica o morale “Ho corso, Ho trepidato…”, di alcuni verbi intransitivi di modo “Ha bollito, Ha deviato…”.

E poi di verbi servili privi di infiniti serviti “Ho dovuto”; ove il verbo servito Ŕ posto all’infinito, invece, va posto l’ausiliare che s’accorda con questo “Sarei dovuto andare”.\

Da HABERE l’ital conta ancora i prefissati PrebŔnda in lat PRAEBENDA questo futuro passivo di PRAE HABERE offrire-somministrare (dove PRAE vale “prioritÓ”) con ProbendÓrio e ProbendÓto, eppoi il lenito ProvŔnda questo influito dal franc PROVENDE cui ProviÓnda inc con Vivanda eppoi ProfŔnda “razione (per accezione “di biada)” questo ancora sovrapposto a Profitto.

HABERE si Ŕ svolto in HIBERE trattenere donde il percorso prefissato di Adibýre da ADHIBERE (AD allativo), CoibŔnte (CUM associativo) dal Ppres COHIBENS con CoibŔntare, Coibentat˛re, Coibentazi˛ne e CoibŔnza, Esibýre da EXHIBERE mettere in mostra (EX fuori) con Esibit˛re, Esibizi˛ne, Esibizionýsmo attraverso il franc EXHIBITIONNISME con Esibizionýsta e Esibizionýstico giÓ in uso dal 1894 attestatosi in “perversione sessuale”, ma dal 1924 quale volontÓ esasperata di esibirsi alla ricerca di notorietÓ”; appare evidente che entrambi le manifestazioni ricadono nella patologia.

\ L’esibizionista Ŕ chi si esibisce in ogni campo, e insiste a farlo, senza riceverne apprezzamento, spesso incorrente nella giustizia…. Chi invece si esibisce in ogni campo, perlopi¨ artistico, ricevendone compiacimento, lo si potrebbe definire Esibit˛re (questo tradizionalmente Ŕ il latore di una lettera).\

Il percorso prosegue con Inibýre da INHIBERE (IN illativo) cui Inibýto, Inibit˛re, Inibit˛rio e Inibizi˛ne, l’opposto doppio prefissato Disinibýre (DIS) con Disinibýto, Disibinibit˛rio e Disinibizi˛ne, Proibýre da PROHIBERE avere fuori (PRO con valore di tenere lontano), snm di Vietare, cui Proibitývo, Proibýto, Proibit˛re, Proibit˛rio, Proibizi˛ne con Proibizionýsmo, Proibizionýsta e Proibizionýstico.

Il gr conta lo specifico EECHEIN avere cui il prefissato Sinechýa o SinŔchia (pref SYN insieme) che vale “continuitÓ” con Sinecýsmo “agglomerato-accentramento”1.

1 La moderna storiografia enuncia che Roma non fu fondata con tracciato volontario - da Romolo o chi per lui - ma da una graduale agglomerazione di trib¨ sparsi quali etruschi, latini e sabini e situati sui tradizionali sette colli. Un Sinecismo, questo, allegoricamente rappresentato nei miti sulla fondazione di Roma e negli avvenimenti dei sette re di Roma. La data del 753 aC, alla quale si farebbe risalire la fondazione, insomma alla metÓ dell'VIII secolo aC, avrebbe una conferma dall'abbandono in quest'epoca delle necropoli tribali e con l’inizio dell’utilizzo della necropoli dell’Esquilino.

\ Osci Celti

Osci-˛sci, un’ant popolazione stanziale della Campania, affine agli Opici e Aurunci o Ausonii (sovente assimilati), sopraffatta dai Sabelli (ramo osco centromeridionale, poi identificati con il gruppo dei Sanniti) dal V sec aC. La lingua appartiene al gruppo indoeur Osco-umbro, che include in un vasto raggio Apuli, Bruzi (Calabria), Equi, Frentani (Abruzzo), Mamertini, Marrucini (zona dell’ant Teate oggi Chieti, cui il demotico Teatýno), Lucani, il gruppo dei Peligni, Marrucini, Marsi e Sabini, (Umbria e Sannio), Sanniti, Sidicini (gruppo sannita), Umbri, Vestini (Abruzzo), con alfabeto derivato dall’etrusco. Gli Umbri ed i Sanniti, infatti, s’esprimevano con una lingua, pur diversa l’una dall’altra, discendente del Sabellico e ricorrendo alle lettere ispirate all’etrusco ed al gr-lat. Della lingua umbra rimangono le Tavole Iguvine datate non pi¨ di due secoli prima del 90 aC dove Iguvino Ŕ riferito a Gubbio, l’ant IGUVIUM umbro e Iguvýno o Eugubýno (forma medv dal precedente toponimo EUGUBIUM) Ŕ il suo abitantie.

Della cultura sannita, nella seconda metÓ del sec scorso, grazie all’intuito di Adriano La Regina (oggi soprintendente archeologico), Ŕ emerso miracolosamente un sito che sta a dimostrare come questo popolo fosse giÓ di cultura avanzata, con il loro teatro risalente al II sec aC, in cui si rappresentavano le Atellane, le farse. Dall’Osco-sannito Ŕ giunto il termine Erpice-Ŕrpice, dal lat HIRPICEM conneso a HIRPUS lupo, l’attrezzo agricolo che ha denti di ferro simili a quelli del lupo, cui ErpicÓre con ErpicamŔnto, Erpicat˛io, Erpicat˛re, Erpicat¨ra, InerpicÓre, Ispido-ýspido; nel percorso l’ital conta Arpa-Órpa “arma” dal lat HARPEM giÓ gr HARPE falce, Arpese-Órpese “uncino” inv dal veneziano attinto al gbz ARPAGOS, ArpicÓre, Arpi˛ne questo dal lat volg HARPIGO dal gr HARPAGE uncino con ArpionÓre, Arp˛ne attraverso il franc HARPON utensile da caccia, eppoi le mitologiche Arpýe 1.

In connessione fig l’omografo Arpa-Órpa, lo strumento musicale, dal lat ARPAM giÓ ger HARPA, adottato quale emblema irlandese. Col tema HIRPUS sarebbero connessi i vari Irto-ýrto, Irs¨to con Irsutýsmo, Irs¨zie da HIRSUTIA e, ma non Ŕ certo, IrudinŔi “Classe di Anellidi” da HIRUDO sanguisuga, cui Irudinicult¨ra “allevamento di sanguisughe”. Una certa correlazione dovrebbe anche esserci con Irco-ýrco “caprone” e IrcocŔrvo. Attraverso il franc PITON arpione, l’ital conta Pit˛ne (neologismo dal 1976) omn di Pitone serpente.

I Celti, con Celta questo sing mas e fem, chiamati CELTAE dai lat, KELTOI dai gr e Galati altrove (dai romani erano chiamati Galli), un popolo che appartiene alla protostoria e che nel I Millennio aC s’era insediato nell'Europa centrale e nelle isole Britanniche; l’ital conta nel percorso CŔltico, Celtýsmo e Celtýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere), eppoi CŔltio o CŔlzio (elemento chimico) analogo allo Zirconio e snm di Afnio (smbolo Hf) questo dal toponimo Hafnia l’antica Copenaghen.

Le trib¨ celtiche, dedite alla pastorizia e all’allevamento, erano fondamentalmente guerresche e basate sulle pratiche sacerdotali. All’inizio dell’attuale millennio, la loro lingua indoeur sopravvive nella Bretagna armoricana, nel Galles, parzialmente nella Scozia e nell’Irlanda, parlata da cira due milioni d’individui tra irlandesi, gallesi, scozzesi (il gaelico) e bretoni. La cultura celtica era salvaguardata dal Dr¨ida o Dr¨ido dal lat DRUIDAS, cui Druýdico e Druidýsmo, termine composto con WID conoscitore e DRU quercia che vale sacerdote il quale utilizzava per le pratiche religiose il vischio quercino; i Celti, infatti, nutrivano grande devozione per gli alberi.

1 Una versione considera le tre Arpie “le rapaci” o pi¨ in estensione “le rapitrici”, Aello (o Nicotoe) Ocipete e Celeno, figlie di Taumante e di Elettra; una seconda, figlie di Tifone (o Tifeo) e Echidna, questi ancora procreatori di mostri quali la Chimera e l’Idra di Lerna.

Da non equivocare etim questo Tifone di genesi gr col Tifone questo omologismo dal cinese; tuttavia, se riflettiamo sul fatto che il Tifone gr, essere mostruoso figlio minore di Gaia (Terra) che avrebbe generato col Tartaro (elemento primordiale del mondo con Caos, Eros e la stessa Gaia), giace nelle viscere dell’Etna, dove fu scagliato da Zeus, e continua a vomitare fiamme, provocare eruzioni, una certa remota connessione, se non una sovrapposizione pi¨ moderna, ci dovrebbe pur esserci stata col Tifone cinese “ciclone-uragano.

\ Amo Rampino Uncino Gancio

Amo-Ómo, col dim Amulo-Ómulo e il prefissato SlamÓre (pref S sottrattivo addattato eufonicamente, omn di Slamare da Lama) cui Slamat˛re, Ŕ dal lat HAMUS privo di connessioni; fuori percorso l’omologismo AmoŔrro o MoŔro, dall’ar MUHAIJAR stoffa, cui anche il franc MOIRE.

RÓmpino e Ramp˛ne sono esot dal franc HRAMPON contrarsi, giÓ gr RAMPHOS becco ricurvo, cui RanfÓstidi “Famiglia di uccelli tropicali”, RÓnfia snm di Granfia, RÓnfio snm di Graffio, Ranforýnco “rettile del Giurassico”, RanfotŔca “anatomico animale”, RÓmpa con un raro snm RampÓro, RampÓre con RampÓnte cui la locuzione iconografica Cavallino rampante, Rampantýsmo, RampÓta, il dim Rampýno con RampinÓre, RampinÓta e Rampinýsmo, Rampýsta, l’accr Ramp˛ne cui RamponÓre e RamponiŔre, l’iterativo RampicÓre con RampicÓnte, Rampicat˛re, Rampichýno, Rampic˛ne e il prefissato ArrampicÓre (AD allativo); termine alieno l’omologismo Ramp˛gna “rimprovero” dal franc RAMPOSNE da RAMPOSNER schernine cui RampognÓre. Attraverso l’ol KLAMP rampino, questo in connessione indoeur col franc HRAMPON, in area glb Ŕ adottato il termine Clamp “pinza chirurgica” cui l’omologismo ital ClampÓggio attrraverso il franc CLAMPAGE.

Uncýno o Oncýno Ŕ dal lat UNCINUS sostantivo di UNCUS arpione, cui gli obsoleti UncicchiÓto, UncinÓle eppoi UncinÓre,UncinÓto o OncinÓto o Uncin¨to e Oncin¨to, i dim UncinŔllo e UncinŔtto o OncinŔtto, e Ad¨nco (AD UNCUS). UNCUS Ŕ connesso fig col gr ONKOS che vale volume, massa, attestatosi in tumore, cui Onc˛si (suff med OSI) ed il pref ONCO in termini composti quali OncocerchiÓsi o Oncocerc˛si dal termine scientifico ONCHOCERCA “sorta di nematodi” col suff OSI, OncogŔne con OncogŔnesi, Onc˛geno, Oncologýa con Oncol˛gico e Onc˛logo, OncosfŔra, Oncoterapýa, Oncotomýa, Oncotr˛fico. L’Oncosoppress˛re, meglio gli Oncosoppress˛ri i quali indicano due geni che gestiscono l’invecchiamento dell’uomo; uno lo accelera e l’altro lo rallenta; la loro manipolazione potrebbe condurre l’umanitÓ ad una esistenza pi¨ serena in tarda etÓ.

GÓncio Ŕ l’omologismo dallo sp GANCHIO, cui i prefissati AggÓncio, con AgganciÓre e AgganciÓto, SganciÓre con Sgancio, SganciÓbile, SganciamŔnto, il composto Sganciab˛mbe, rintracciabile nell’ingl HOOK in terminologia pugilistica. Lo sp dovrebbe aver attinto al turco KANCA e questo al gr KAMPSOS ricurvo di rad KAM curvo. Una certa connessione, tuttavia, dovrebbe esserci col rad ANG-ANK punta di Angolo.

\ Lupo Volpe Golpe

Il lat conta il termine LUPUS, cui L¨po col fem L¨pa, i dim Lupacchi˛tto e LupŔtto, LupÓia “tana” con l’omn LupÓia o LupÓria,“sorta di erba che si credeva velenosa per i lupi”, LupanÓre con un desueto LupanÓrio, LupÓra (arma per cacciatori di lupi, tristemente nota), LupÓrdo, un LupÓro, LupŔsco con un desueto Lupicýno, LupicÓnte “snm di Astice” per la sua aggressivitÓ, dal lat volg LUCOPANTE giÓ gr LYKOPANTHER, eppoi Lupýno “erba (delle Papilionacee) preferita dai lupi” o perchÚ la pianta uccide con la propria ombra l’erba ad essa intorno, con LupinÓio e Lupin˛si, LupinŔlla o LupinŔllo o ancora in locuzione Erba lupina “sorta di erba” con LupinellÓio, eppoi Lupýno o Lupýgno quale fig aggettivo e avverbio, i toponimi d’attestazione locale Lovara, Lovera, i luoghi dove ant erano situate le fosse quali trappole per lupi. Ancora, la locuzione lat Lupus in fabula ancora ricorrente, Lupus “affezione dermatologica grave” cui Lup˛ma

La locuzione Lupo Mannaro Ŕ dal lat LUPUM HOMINARIUM questo con valore di sembianze d’uomo ossia MannÓro, aggettivo che pare derivato dal tema indoeur MAN uomo adottato in ingl e nel ted MANN.

L¨ppolo Ŕ un erba, con la quale si aromatizza la birra, il cui termine nasce dal dim LUPULUS di LUPUS, cosý come avrebbe fatto intendere Plinio 1, con una correlazione rimasta oscura, donde LuppolŔto, Luppolýna o Luppolýno, LuppolizzÓre (la birra) con Luppolizzazi˛ne.

LUPUS Ŕ giunto da una forma primitiva LUKWOS passata al gr LYKOS, questo sopravvissuto in ital quale pref, cui Licantropýa e LicÓntropo “lupo mannaro” (col gr ANTHROPOS uomo), Lica˛ne “canide” dal gr Lykaon (dal mome di un mitico re mutato in lupo da Zeus), Lýcidi “Famiglia di Coleotteri”, LicopŔne “carotenoide” ellittico dal lat LICOPERSICUM cui il snm LicopŔrsico (elemento colorante nel pomodoro, considerato preventivo dell’infarto), LicoperdÓcee (Famiglia di funghi, col gr PERDOMAI emetto peti), Licop˛dio (col gr POUS PODOS piede) cui LicopodiÓli “Ordine di Pteridofite, vegetale”, Lic˛pside (col gr OPSIS occhio nel senso di aspetto-visione), Licoressýa (col gr OREKSIS appetito), Lic˛sa “genere di ragno”, con Lic˛sidi la Famiglia della Tarantola, fig da LYKOS.

Lýcio Ŕ invece un termine alieno nel percorso, dal gr LYKIOS e dal lat LYCIUM Ŕ il relativo del coronimo Licia in Asia, cui Lýcio “Genere di Solnanacee”

I LupercÓli erano ant feste del febbraio romano in onore di Zeus Lykaios, svoltosi nell’epiteto di Lupercus, la cui ara sacrificale era all’interno di una grotta, dove si tramandava fossero stati allevati i gemelli Romolo e Remo dalla lupa; pertanto, LupercÓle Ŕ l’aggettivo che vale “sacro al dio latino Luperco” (in origine il lupo sacro al dio Marte).

Lupo, in sct era VRHA dalla rad WLKWOS, donde l’ingl WOLF e il ted WOLF, da questo l’onomastico esplicito Volfango da WOLFGANG cacciatore di lupi, eppoi Raoul o Raul “molto saggio” dove il suff WULF da WOLF Ŕ utilizzato fig come rafforzativo-intensivo, ed ancora Rodolfo “lupo glorioso” con HROD gloria, questo rintracciabile nell’onomastico Rodrigo “ricco di gloria” (con RIKS ricco), in Rosalinda da HRODLIND protezione gloriosa (con LIND scudo” fig “protezione”), in Ruggero “lancia gloriosa” (con GER lancia). Dal ted WOLF si conta WolfrÓmio o VolfrÓmio (dal XVIIII sec) attraverso il lat WOLFRAMIUM giÓ ted WOLFRAM (composto con RAM sporcizia), elemento chimico cui l’immediato snm TungstŔno (simbolo Tu) questo omologismo dallo svedese TUNGSTEN che sta letteralmente per TUNG pesante e SATEN pietra, con l’aggettivo T¨ngstico nella locuzione Acido tungstico; fuori percorso Tung¨so questo relativo al popolo dei Tungusi cui Lingua tungusa della famiglia altaica.

L’ar conta LUF lupa (da notare l’assonanza con l’indoeur WULF) cui l’omologismo lat LUFFA e l’tal L¨ffa “Genere di Cucurbitacee” e la locuzione botanica ital Spugna di Luffa.

Per i messapi, inoltre, il lupo era identificato con DAUNUS, cui la DÓunia, questa la regione che include il promontorio del Gargano, e il suo popolo i Dauni; ed ancora, in sannita HIRPUS valeva lupo, cui il popolo Hirpi e Irpinia con Irpini.

Per rispettare un binomio, citiamo il lemma V˛lpe, questo dal lat VULPES, cui VolpÓia, VolpÓre, il fig VolpeggiÓre, Volpýgno, il composto fig Volp˛ca (volpe-oca) “sorta di anatra dal becco rosso” altrimenti detta Tad˛rna questo omologismo dal franc TADORNE cui Tadorna ferruginea detta anche CasÓrca. VULPES discende dal gr ALOPEKS, donde Alopecýa, o AlopŔcia o Alopezýa, volpinitÓ, nel senso patologico della perdita di peli nell’uomo in riferimento fig alla muta dell’animale.

VolpÓra, snm di Argine, appare d’etimo ignoto, ma potrebbe essere fig inteso nel senso di “tappare le buche delle volpi” ovvero le falle, assimilando queste, appunto, al lavorio delle volpi.

Una curiosa variante di Volpe Ŕ il termine G˛lpe, con GolpeggiÓre e Golp˛ne, termine desueto che sopravvive fig in botanica G˛lpe “sorta di malattia spelacchiante da funghi” cui GolpÓto, ma che non ha nulla dell’esot sp Golpe, giÓ lat COLPUS colpo, ellittico della locuzione GOLPE DE ESTADO Colpo di Stato, cui Golpýsmo, Golpýsta e Golpýstico.

Il gr conta lo specifico BASSARA per Volpe, cui l’attributo BassÓride, l’aggettivo fig BassÓrico che vale Bacchico da Bacco, Bassarýsco “sorta di mammiferi”

Dallo sp ZORILLA l’ital conta l’omologismo Zorýlla “sorta di mammifero”, quale dim di ZORRA volpe cui vrs l’appellativo del leggendario Zorro (furbo e imprendibile come la volpe).

1 La cultura romana conta Caio Plinio Secondo il Vecchio (23\79) comandante della flotta di Miseno e scrittore, morto a Stabia durante l’eruzione del Vesuvio, che voleva studiare a distanza ravvicinata, e l’omonimo suo nipote e figlio adottivo il Giovane (61\113) avvocato e scrittore spentosi a Bitinia, cui l’aggettivo PliniÓno per entrambi; erano nati a Como.

\ Prefisso PROTO

Il pref PROTO, dal lat PROTIUM giÓ gr PROTOS, vale primo, cui derivati e composti Protanopýa (col suff OPIA), Proteýna con ProteÓsi snm di PeptidÓsi, ProtŔico o Proteýnico, Proteinemýa (suff EMIA sangue) e Proteinurýa (suff URIA urina), Protýde e Protýdico con valore di Proteina e Proteico cui ProtidogrÓmma, Pr˛tio o Pr˛zio “isotopo dell’idrogeno” dal lat PROTIUM (pron prozium), Protýsta, Protýsti (organismi unicellulari) con Protistologýa; eppoi ProtoÓntropo o ProtÓntriopo, Protoattýnio o Protattýnio (con Attýnio), ProtobrÓnchi (Ordine di Lamellibranchi primitivi), Protocan˛nico, ProtococcÓcee (Famiglia di alghe col suff dal gr KOKKOS granello), ProtocordÓti, Protofýllo (con il gr PHYLLON foglia), Protofýsico, ProtogermÓnico, Prot˛gino (col suff GENO), ProtoindoeuropŔo, Protolýngua, ProtomaŔstro o ProtomÓstro, ProtomÓrtire, ProtomatŔria, ProtomŔdico, Protom˛rfo, Prot˛ne (su calco di Elettrone) con Prot˛nico (questo omn di Protonico da Tonico di Tono), Prot˛nio e il prefissato Dipr˛tico, eppoi Protonefrýdio (PROTO con Nefridio), ProtonotÓio o ProtonotÓro con ProtonotariÓto, ProtooncogŔne, ProtoplÓsma con ProtoplasmÓtico, ProtoplÓsto (col gr PLASTOS formato), il curioso ProtoquÓmquam (col suff dal lat QUAMQUAM sebbene e sta ironicamente per “saccente”), ProtoromÓntico, ProtoromÓnzo (lingua in lat parlato che precede le lingue romanze), Protosemýtico (termine linguistico), Protosincrot˛ne, ProtoslÓvo, ProtospatÓrio o ProtospadÓrio (con il gr SPATHARIOS guardia del corpo da SPATHE spada), Prot˛ssido, ProtostŔlla (termine astrologico), Protost˛mi (Gruppo di metazoi, col gr STOMATOS bocca), Protost˛ria con Protost˛rico, Prototýpo (col gr TYPOS impronta), Prot˛ttero (suff TTERO ali), ProtovangŔlo, Protoz˛i (Sottoregno animale, suff dal gr ZOION animale) con ProtozoÓrio e Protoz˛ico.

I DecÓproti erano i dieci membri elettivi della magistratura romana, termine adottato dal I sec dC.

Fuori percorso ProteÓcee (Famiglia botanica), Proteif˛rme, Proteýsmo (dal XIX sec) tutti dal gr PROTEUS, ital Proteo, la divinitÓ che si dilettava ad assumere multiformi aspetti, ProtorÓce (termine zoologico) che Ŕ composto col pref PRO e Torace.

\ Tipo

Dal gr TYPOS impronta connesso con TYPE lettera (alfabetica), cui il lat TIPUS, l’ital conta Týpo “esemplare” fig “persona particolare” donde TipicitÓ, TipicizzÓre, Týpico, TipizzÓre, Tipizzazi˛ne; termine utilizzato dalla stampa cui le composizioni Tipocomposizi˛ne, Tipografýa con TipogrÓfico, Tip˛grafo e Tipolitografýa; eppoi Tipologýa, Tipometrýa e Tip˛metro, il prefissato Ectipografýa dal gr EKTIPOS (pref EK fuori) impronta in rilievo cui Ectýpo-Ŕctipo “punzone-sigillo” (col pref gr EK fuori), i suff TIPIA TIPO in Callotipýa con Callotýpo (col gr KALLOS bellezza), Cari˛tipo e Cariotýpico (col gr KARYON nucleo), Cianotipýa con Cian˛tipo (con il lat CYANUS azzurro), Controtýpo, Dagherrotipýa con Dagherr˛týpo (da nome dell’inventore L. J. MandŔ Daguerre 1789\1851), Ecotýpo (col gr OIKOS abitazione), Eidotýpo (col gr EIDOS aspetto), Fototýpo, Idealtýpo attraverso il ted IDEALTYPUS “termine scientifico”, Idi˛tipo (col gr IDIOS proprio-distinto-particolare), Isotipýa con Is˛tipo (col gr ISOS uguale), Logotýpo (dal gr LOGOS parola e TYPE lettera), Olotýpo (col gr HOLOS tutto intero), Optotýpo o Ottotýpo (col gr OPTIKOS ottico) Ootýpo (col gr OION uovo), Politýpo, snm di Logotipo, attraverso l’ingl POLITYPE (col gr POLYS molti), Sottotýpo, Stere˛tipo su modello franc STEREOTYPE cui Stereotipia (disturbo psisomatico) con StereotipÓto questo anche con valore di “convenzionale-immutabile dall’uso”, l’omn Stereotipýa (termine tipografico, col pref dal gr STEREOS fermo) cui StereotipÓre e ancora StereostipÓto “stampato con Stereotipia”, Stereotýpico e Stereotipýsta; eppoi Stenotipýa (ellissi di Stenografia e TIPIA).

In conclusione, Stereotipo vale nella stampa per Stereostipato cui la locuzione Edizione stereotipa, in psicologia sta per “concetto rigido” cui la locuzione Pensare per sterotipi, in linguistica vale “successione fissa e ripetuta di parole” insomma snm della locuzione Frase fatta o Luogo comune.

Il gr TYPE lettera si rintraccia dell’ingl TYPEWRITER macchina per scrivere 1.

1 La forma corretta italiana Ŕ in locuzione Macchina per cucire - Ago per cucire - Macchina per scrivere - Penna per scrivere e non “da cucire-da scrivere”; mentre la carta (una pagina) Ŕ correttamente “da scrivere” e la stoffa “da cucire”.

Pertanto, in questi esempi, la preposizione PER s’intende “il mezzo attraverso il quale” mentre DA determina la forma passivante, ovvero l’oggetto “scritto-cucito da…”

Nel caso moderno dei computer, la stampante e la tastiera sono strumenti per scrivere, mentre il monitor rappresenta la pagina Word o la pagina Web da scrivere.

CASCINA CASONE CASINO

CASCINA

Originariamente, Cascýna Ŕ “semplice casa a forma di cassa”, dove si trovano la stalla ed un artigianale caseificio famigliare, cui CascinÓio; semant, Ŕ la casa colonica, ovvero il Casolare. “Andare alle cascine” Ŕ ancora oggi un romantico itinerario per gli innamorati fiorentini. Altra attestazione Ŕ CascinÓle, questo per˛ traducibile nel collettivo di cascine. Termine alieno Ŕ Casciol˛ngo questo omologismo dal franc CACHOLONG “sorta di opale” d’origine mongola.

Il lemma Cascina Ŕ il dim dal lat volg CAPSIA, da CAPSA contenitore, cui CÓssa, il fig CÓsso “vuoto”, l’omn-snm CÓsso “cassa del carro” cui Cass˛ne e il fig “torace”, Cass˛la “sorta di pietanza lombarda” snm di Posciandra, fig da Casser˛la o ancora Casseru˛la attraverso il franc CASSEROLE giÓ prvz CASSA dal lat CATTIA tazza cui CÓzza in percorso con la variante Cazzer˛la o Cazzeru˛la e Cazzu˛la o Cazz˛la con CazzolÓta, eppoi i glb franc Chassis e Cassoulet questo giÓ prvz CASSOLO terrina. Derivato esplicito dal volg, l’ital conta CÓpsula con la variante CÓssula cui CÓpside con Caps˛mero (termini in virologia), CapsulÓre, Capsulatrýce, Capsulat¨ra, Capsulýsmo, i prefissati IncapsulÓre (IN illativo) con IncapsulamŔnto e Incapsulat˛re, e ScapsulÓre (S sottrattivo); eppoi, dal significato di CAPSA quale bacca l’ital conta CÓpsido (Genere botanico), Capsum (Genere chimico) cui la Classe dei Capsaicin˛idi affini alla Capsaicýna o Capseicýna, questi Metaboliti di cui Ŕ ricco il peperoncino piccante, utilizzata anche per la produzione dei Gas lacrimogeni, donde in composti Diidrocapsaicýna, Nordiidrocapsaicýna, Omocapsaicýna e Omodiidrocapsaicýna.

Il percorso continua con i vari CasŔlla (dim di cassa), CasellÓrio, CassÓio, CassŔtta (adottato dal XIV sec) cui fig gli ormai in via di archiviazione AudiocassŔtta, CinecassŔtta, FonocassŔtta, MicrocassŔtta, MusicassŔtta e VideocassŔtta dove Cassetta sta per “caricatore di nastro magnetico”, tutti pressochÚ adottati dagli anni Settanta, ormai rimpiazzati dai CD (dal 1983) e DVD (dal 1996) anche questi giÓ tecnologicamente passibili di sostituzione, eppoi CassŔtto snm di Tiretto, eppoi CassettÓta, CassettiŔra, Cassettýsta (“di sicurezza” o “compratore di titoli provvisori” col suff ISTA qui di collegamento ad un significato pi¨ vicino ad un mestiere), l’accr Cassett˛ne con la locuzione architettonica Soffitto a cassettone, Cassýno (cassa della carrozza, fig “cavitÓ della spiga dove si forma il granello) omn di Cassino “cancellino”, il fig Cassýdidi (Famiglia di molluschi) qui il termine assume il significato di “casco” dal lat CASSIS elmo, CassiŔre, l’aggettivo CÓsso dal lat CASSUS vuoto e fig inutile con il sostantivo anatomico CÓsso “cassa toracica”; il composto CassaintegrÓre con Cassintegrazi˛ne e CassintegrÓto il cui primo membro Cassa (istituzione di utilitÓ collettiva) Ŕ in locuzione storica Cassa Mutua e Cassa per il Mezzogiorno. Con il pref S estrattivo si ha ScassÓre “levare dalla cassa” (omn di Scassare “cancellare” e Scassare “crollare”) con ScÓssa e ScÓsso, ScassinÓre e Scassinat˛re, ScassettÓre. Altro derivato Ŕ il CassonŔtto, dim di Cassone, questo il mobile in voga nei secoli XIII^ e XIV^ per riporvi la biancheria, che la semant ha via via deprezzato in contenitore generico di merce, piccolo vano murale per contenervi il rullo degli avvolgibili, recipiente pubblico per la raccolta dei rifiuti. Cassiterýte (suff ITE per minberali) Ŕ dal gr KASSITEROS stagno vrs connesso con CAPSA contenitore. Il percorso composto prosegue con Cassaf˛rma questa una struttura provvisoria nell’edilizia, appunto a forma di cassa, per getti di cemento con un snm in Cassero, eppoi con Cassaf˛rte, CassamÓdia, CassapÓnca, Cassavu˛ta.

Fuori percorso CÓssio “assorbimento aureo” cui la locuzione Porpora di cassio in onore del chimico A. Cassius (XVII sec), il glb franc Cassis da CASSE cui la locuzione Sciroppo di Cassis, con l’ital CÓssia “ribes nero”,

Cascýno Ŕ lo strumento (stampo ligneo - “piccola cassa”) per fare il cacio; il lemma nasce dall’inc di Cassa con CÓscio “cacio”, questo dal lat volg class CASJUS giÓ class CASEUS con suff dim e in alcune contrade si pron ancora il volg Cascia per indicare la Cassa. CÓcio, infatti, deriva dall’ant CASCIO, attraverso il volg CASJUS cui, derivati e composti, CaciÓia o il volg Caciara (omn del volg Caciara “gazzarra”), CaciÓio, CaciatŔlla, CaciŔre, CacimpŔrio o CazzimpŔrio (composto col lat PIPER pepe) snm di Pinzimonio, Caciofi˛re, Caci˛tta, CaciottÓro in complanare con CasÓro, CasatŔllo o CasadŔllo, il volg napoletano Casatiello, CaseÓrio, Caseifýcio, Caseif˛rme e CassÓta (sovrapposto a Cassa) con CassatŔlla e la locuzione gastronomica Cassata siciliana (con ricotta), tutti fedeli al class CASEUS cui ancora un volg mer Caso e il glb ingl Cheese con il composto Cheeseburger questo composto con Hamburger. Il CaciocavÓllo Ŕ il tipico formaggio prodotto sul Gargano con latte di mucche (cosiddette podoliche) ovvero pascolate nel periodo “a cavallo” tra primavera ed estate. Vrs, la definizione viene fig dalla pratica di far stagionare le tondeggianti forme a due a due, legate con una fune e penzolanti a cavallo di una trave.

Termine alieno Cacýcco o Cacýco “capo indigeno”, omologismo attraverso lo sp CACIQUE ma da KACIK di genesi arawak.

L’ingl cnnta CASH che vale fig “contanti” (come del resto anche in ital) connesso in area indoeur col significato di Cassa cui la locuzione glb ingl Cash flow “flusso (differenza) di cassa” con l’ingl FLOW flusso.

I latini contrassero CAPSA in CASA, dal tema med KASA capanna, in connessione col gr OIKOS, giunto immutato in CÓsa cui i prefissati AccasÓre e RincasÓre, i suoi derivati espliciti quali CasÓta “stirpe” e CaserŔccio, eppoi Casalýna “tessuto in casa”, CasÓle questo con suff ALE vale “agglomeramento di case” o “casa isolata” in campagna con Casalýno, CasalŔse o CasalŔsco (dal toponimo Casale, questi tuttavia in riferimento etim a “agglomeramento”), CasamŔnto, CasolÓre, il toponimo campano Casoria, eppoi Casalýnga con Casalýngo (doppio suff, ALE di derivazione aggettivale e INGO) e, CasalingÓto e Casalinghit¨dine, che rispettivamente esprimono soggetto, lavoro e condizione; i composti Casa base questo termine sportivo nel gioco ingl BASEBALL, CasamÓtta (nel senso di casa finta), Casam˛bile snm di Roulotte. Il termine Casamýcciola vale “caos, disordine, tafferuglioi” attestatosi dopo il sisma che distrusse Casamicciola nel1883, toponimo nell’isola d’Ischia, vrs da un Casame (suff AME per collettivi e quindi “agglomerato”) con suffissi alterativi ICCIO e OLO. Casan˛va vale “avventuriero” attestatosi dalla cognomastica Casanova del celebre personaggio veneziano Giacomo Casanova (1725/1798); il termine Ŕ da considerare nel percorso poichÚ Casanova sta in veneziano per “casata di nuova nobiltÓ”. G. Casanova passato alla storia per le sue avvenure amorose, in realtÓ Ŕ stato un fine studioso; infatti Ŕ suo il trattato “Dimostrazione geometrica della duplicazione del cubo”.

Dalla locuzione ingl PUBLIC HOUSE casa pubblica dove HOUSE vale casa snm di HOME, Ŕ nato il noto ellittico Pub,

I greci, per˛, avevano KOAS pelle, donde, vrs, Ŕ partito il percorso lemmatico; la pelle d’animale, infatti, Ŕ stata una prima protezione dell’uomo, dopo aver scoperto che la propria non bastava pi¨… e poi c’erano le lumache e le tartarughe alle quali fare riferimento.

Altra forma lemmatica per Cassa Ŕ Cast˛ne “parte incavata” anche in anatomia, attraverso il franc KASTO - in ted KASTEN - dalla quale discendono IncastonÓre “inserire” con Incastonat˛re, Incastonat¨ra e ScÓtola questo il dim lat con metatesi da CAST a SCAT, cui ScatolÓio, ScatolÓme (suff AME per collettivi), ScatolÓre questo verbo e aggettivo, ScatolÓta e il Pp aggettivato ScatolÓto, il dim ScatolŔtta, il composto Scatolifýcio ed InscatolÓre con InscatolamŔnto, Inscatolat˛re e Inscatolatrýce. In connessione indoeur si ha l’ingl TO CAST scritturare-assegnare un personaggio, una parte fig “incastonare” cui i glb Cast “il complesso degli addetti” e Casting “distribuziuone delle parti”.

CÓsto, invece, “illibato-puro”, dal lat CASTUS, arriva dall'inc tra le due rad KAS istruire e KAS mancare cui Castim˛nia (suff MONIUM, Ved Lemmi e locuzioni maschilistici in Pena…) con CastimoniÓle, CastitÓ, il negativo IncŔsto “non casto”, anche CarŔnte con CarŔnza, CarenzÓto e CarenziÓle da CARERE mancare; eppoi Carestýa con Carest˛so attraverso il gr AKHARISTIA. Il termine, nel genere fem CÓsta, ricopiato dal ptg CASTA, sta per (etnia) pura-non mescolata, cui CastÓle; termine pseudoetim Ŕ CastÓlio o CastÓlide dal lat CASTALIUM relativo alla fonte Castalia, questa ad uso delle Muse e quindi il termine Ŕ esteso quale attinente alla poesia.

Connesso con CASTUS, il lat ha coniato CASTIGARE correggere (vedi Fatigare da FATIS), poi mutatosi semant in punire, cui CastigÓre con la variante volg Gastigare, CastigÓbile, CastigatŔzza, CastigÓto con CastigatamŔnte, Castigat˛re, Castigazi˛ne dal lat CASTIGATIO CASTIGATIONIS, Castýgo o il volg Gastigo e il composto CastigamÓtti, questo il fortunatamente desueto bastone dei manicomi per colpire i matti durante le crisi, oggi attestatosi in risvolto fig.

In connessione col rad KAS mancare esiste il termine lat CASSUS vuoto, cui CassÓre con CassamŔnto, Cassat¨ra, Cassazi˛ne “annullamento-revoca” per accezione il tribunale altrimenti detto Corte suprema cui Cassazionýsta, questi sovrapposti a CAEDERE tagliare e ScassÓre “cancellare-rendere vuoto” col pref S intensivo (snm di Scassare “crollare” e Scassare “levare dalla cassa”), il glb franc Casse “alterazione del vino” in senso di “rottura”, CÓsso “nullo” e Cassýno, questo il devb da Cassare, snm di Cancellino, ed omn del Cassino della carrozza.

Fuori percorso l’omn Cassazi˛ne, l’omologismo dal ted GASSEN gironzolare che vale “sorta di serenata”; il termine CassinŔse o CassinŔnse relativi al toiponimo Cassino.

Dalla rad gr KISTE, che vrs ha comune sorgente con KASTO, Ŕ pervenuto CŔsta attraverso il lat CISTA e al mas CŔsto con il denm Cestýre ed il prefissato Accestýre (AD allativo); in percorso CestÓio, CestŔlla, CestŔllo, Cesterýa, CestinÓio, CestinÓre, Cestinerýa, Cestýno, Cestýsmo con Cestýsta (in Pallacanestro), CŔstola, Cest˛ne e Cest˛so. Omn-snm di Cesto l’ital conta in connessione CŔsto o Cýsto dal lat CISTHUS giÓ gr KISTHOS “sorta di pianta a cespuglio”, CŔsto dal lat CAESTUS “guanto da combattimento”. L’ital conta ancora un Chýstera con valore di “cesta” di genesi basca ma attraverso lo sp CHISTERAS.

E chissÓ se non c’Ŕ stata una remotissima associazione tra il mancare di Casto e la cassa di Castone fig vuota.

Dal long ZAINJA cesto l’ital conta l’omologismo ZÓino con ZainŔtto; termine omn ZÓino, vrs in connessione fig, attraverso lo sp ZAINO “mantello di un unico colore per cavalli”

Dall’ar QUFFA cesta, l’ital ha adottato C˛ffa “piattaforma per vedette posta sull’albero della nave” rintracciabile nel volg mer quale “corbello” da cavapietre o muratore e fig “gobba”, vrs la voce ancora volg mer Scoffolato “rovinato al suolo”; tuttavia l’etim lo fa risalire al lat COPHINUS cesto giÓ gr KOPHINOS, donde C˛fano o il desueto C˛fino, C˛fana, CofanÓio, CofanŔtto e Cofanýsta.

Il lat volg conta CORBA cesto di vimini giÓ class CORBIS, cui C˛rba, l’esot dal franc Corbeille “cestino di fiori” giÓ dim lat CORBICULA, CorbellÓta “contenuto del corbello” e il dim CorbŔllo, utilizzato nel volg quale snm di Testicolo-Coglione, cui CorbellÓgine, CorbellÓta o Corbellerýa, Corbellat˛re, Corbell˛ne con CorbellonÓggine e il prefissato ScorbellÓto. Dal significato di “recipiente” vale “scafo”snm di Costa o Ossatura, ed una ant misura bolognese di capacitÓ (78,644 m3). In percorso ancora un Chi˛rba, attraverso il dim lat CORBULAM, attestatosi in Toscana con valore di “testa-capo”.

L’omn C˛rba (dal XIII sec) in termini di veterinaria Ŕ dal franc COURBE curva.

D’etimo ignoto, l’ital conta B¨rga “cesto di vimini”, in accezione per contenere pesce, ma che sta anche per gabbione colmo di materiale pietroso da sistemare a difesa dell’erosione fluviale; non Ŕ facile ammettervi una connessione fig da parte del termine volg romagnolo Sburgida che sta per “ragazza disinibita”.

RÓzza (omn di Razza, un pesce), curiosamente, Ŕ l’omologismo dal franc HARAZ e in origine stava ad indicare allevamento di cavalli, comunque dal lat RATIO cui Razzat˛re relativo all’animale scelto per la riproduzione della razza, successivamente svoltosi in Specie (umana), cui RazziÓle o RaziÓle attraverso il franc RACIAL, Razzýsmo, Razzýsta, Razzýstico, Razzizzazi˛ne, RazzumÓglia o RazzamÓglia (sovrapposto a Marmaglia); curiosa pure la sua attestazione lemmatica in ital, che da una forma mas L’arazz s’Ŕ svolta nel fem La Razza (umana) con aferesi della vocale iniziale A (che giÓ aveva perso l’h) e che va a comporre l’articolo fem logicamente non eliso. In percorso, il glb franc RacÚ (corretto RacÚ) da RACE razza e non non pu˛ essere solo una coincidenza l’omn con l’ingl RACE corsa da TO RACE correre, in origine riferito ai cavalli (allevati per la corsa), cui il glb Racer corridore e la locuzione glb Racing team “squadra da corsa”, oggi in accezione automobilistica.

Termine assonante con ArÓzzo, l’omologismo derivato invece dalla cittÓ franc di Arras.

Dal tema med KORBA cesto di vimini svoltosi nel lat CORBIS cui il volg CORBA, l’ital ha ricalcato C˛rba d’identica traduzione, donde il dim CorbŔllo questo fig “testicolo” e CorbŔzzo, dal lat volg CORBITJUS, col dim CorbŔzzolo questi inc col tema med ARBITUS “specie d’arbusto sempreverde”, infatti, il suo snm Ŕ Albatro-Ólbatro dal lat ARBUTUM col dim AlbatrŔllo; da non equivocare con l’omn Albatro-Ólbatro “sorta di uccello dei Diomedeidi” omologismo dall’ar AL QATTAS attraverso lo sp ALCATRAZ e il franc ALBATROS.

Il lat, ancora, aveva un proprio termine in FISCUS, che valeva Cesto-Canestro, cui gli italianissimi FiscŔlla, FiscÓle e Fýsco, questi ultimi due certamente per la tradizione di “dare quel che Ŕ di Cesare” levandola e porgendola dai cesti, cui la locuzione Leva fiscale. Il volg pugliese contiene un Fiskulo “piccolo cesto per le formette di ricotta”.

Il Fisco assieme all’Erario erano custoditi nel tempio di Saturno.

Termine alieno Ŕ Fýschio-FischiÓre con FischiŔtto, Fischi˛ne (“anatra selvatica” che emette un fischio, volando, snm di Capirosso, Chiurlo, Fratino e di Morigiana) ed il fig InfischiÓrsi, dal lat FISTULARE denm da FISTULA zampogna, cui Fýstola. CuriositÓ nella mappa indoeur Ŕ il termine ingl FISH pesce vrs dal passaggio di un PHISH (PH pron f), che inevitabilmente farebbe pensare ad una connessione etim tra il cesto FISCUS ed il suo tradizionale contenuto di FISH pesce. L’area indoeur ha portato nel ted il termine FISCH pesce e nell’ital PŔsce dal lat PISCEM, vrs dal passaggio di un PHISH (da ricordare che il gruppo PH vale f) eliminando la h e di conseguenza la pron f, adottando cosý la pron p, cui PescÓre ed il devb PŔsca (pÚsca) omn di Pesca (pŔsca) “frutto”, eppoi, incluso il segno zodiacale al plur Pesci, Pescagi˛ne, PescÓia “argine fluviale”, PescÓtico, Pescat˛re, Pescat˛rio, i dim PescŔtto, Pescýno (per accezione, piccola imbarcazione per palude), Pesciolýno e PescherŔccio, Pescherýa (suff sostantivante ERIA con valore di “vendita di (pesce)”), i composti Pescaturýsmo (dal XXI sec) questo in associazione con Ittiturismo, PescecÓne, Pesciai˛la o PesciŔra e Pesciai˛lo, Pescicolt¨ra, PescivŔndolo (suff VENDOLO), in complanare con il percorso pi¨ esplicito al lat, cui Pýsca “vaso per pesci” e i metaf PischŔlla, PischŔllo riferiti a ragazzo e ragazza, PiscÓtico e Piscat˛rio (varianti dei primi), Piscýna inv dal lat PISCINA, i composti Piscicolt¨ra (variante del primo), Piscýcolo, Piscicolt˛re, Piscif˛rme, Piscývoro. In percorso prefissato si conta l’iterativo RipescÓre con RipescÓggio fig “recupero” questo neologismo attraverso il franc REPECHAGE adottato dal 1978.

Un tipo di pesca Ŕ con la SciÓbica, sorta di rete a strascico che, in metonimia, dÓ il nome anche alla relativa imbarcazione, omologismo dall’ar SABAKA, cui SciabicÓre.

Caratteristica naturale del pesce Ŕ la SquÓma o SquÓmma, meglio al plur SquÓme, dal lat inv SQUAMA cui SquamÓre, SquamÓti (Ordine di Rettili Lepidosauri), SquamÓto, Squam˛so: e pare sia connesso alla rad di SquÓlo dal lat SQUALUS, cui SQUALERE varrebbe essere squamoso, da qui il chimico SqualŔne (idrocarburo contenuto nel fegato), SquÓlidi (Famiglia di Selaci), Squalif˛rmi (Ordine di Elasmobranchi), pertanto il percorso conta fig SquÓllido “squamoso” da SQUALIDUS di SQUALERE questo con valore fig di essere aspro, con SquallŔnte, SquallidŔzza e Squall˛re.

\ L’intensa edificazione turistica in coste tradizionalmente allo stato naturale e il conseguente incremento delle attivitÓ di pesca in loco hanno indotto gli squali alla ricerca disperata di cibo pur attaccando l’uomo come non avevano mai fatto; la colpa pertanto ricade sempre su quest’ultimo e in riferimento ancora alle costruzioni abitative sotto i crateri, lungo le golene dei fiumi, a valle di pareti sedi di frane o valanghe, in aree particolarmente telluriche prive di adeguate precauzioni.\

La piscina Ŕ il luogo ideale per il tuffo sia esso sportivo sia per diletto; T¨ffo Ŕ l’omologismo dal long TAUFFJAN immergere, d’origine onomatopeica, svoltosi nel ted TAUFEN battezzare, cui l’ital Tuff e T¨ffete, TuffamŔnto, TuffÓre e TuffÓrsi, TuffÓta, Tuffat˛re, Tuffat¨ra, T¨ffolo. Dall’inc di Tuffo col ted STAMPFE pestello, questo connesso col franc STAMPON pestare, l’ital ha composto l’omologismo Stant¨ffo.

Il gr conta KOLYMBOS tuffatore cui Colýmbo (Genere di uccelli) con Colimbif˛rmi (l’Ordine).

\ Razza umana

Il termine Razza, neologismo coniato nel XV sec Ŕ finito per scalzare Specie, questo adottato dal XII sec, in riferimento all’uomo, pertanto si ha la locuzione Razza umana sostitutiva di Specie umana; ma c’Ŕ dell’altro, Ŕ adottato in Gruppo razziale per selezionare gli uomini in base ai caratteri somatici, genetici ed ereditari, come il colore della pelle, sostituendosi all’appropriato Gruppo etnico, toccando l’assurditÓ della Razza pura. Il lemma, con i suoi derivati, peraltro nato in un contesto equino, avendo assunto un significato discriminatorio e persecutorio Ŕ dunque da cancellare dalla terminologia umana, viepi¨ in locuzione Conflitto razziale, Lotta razziale, Distinzione di razza

Alla pari di quelle voci create dall’arroganza maschilistica (Ved Pena...), occorre una rivisitazione correttiva o eliminatoria per queste legate al concetto di una razza dominante, padrona, come Schiavesco, Negriero, Aguzzino, Galera, Servo, di razza migliore o pura, come l’aggettivo Chiaro dipartitisi lungo un percorso semantico che lo avrebbe elevato al valore di “schietto, onesto, comprensibile, illustre”, in contrapposizione a Nero che, vieppi¨, vale peccatore in Anima nera e ladro in ManonŔra o Mano nera; in complanare con Bianco e Nero, le puntualizzazioni in locuzione Razza bianca e Razza nera, solo per distinguere la superioritÓ della prima rispetto all’altra, invece delle appropriate Etnia bianca ed Etnia nera.

\ Pisside Bussola Pece Catrame

Dal gr PYKSOS arbusto-legno di bosso dal tema med BUKSO-PUKSO pianta (del bosso?), cui PIKSIS scatola (di bosso?) per riporvi gioielli, e il lat PYXIS con BUXIS scatoletta di bosso, sono pervenuti i termini quali Pýsside, B˛sso dal lat BUXUS cui BossÓcee o BuxÓcee (Famiglia di piante), B˛ssola (snm di Brusca “spazzola” e misura di liquidi questo attestatosi in Veneto), il dim B˛ssolo, una variante B¨ssolo, con Bossol˛tto o, pi¨ ricorrente, Bussol˛tto, eppoi B˛ssolo (di un proiettile, nel senso di contenitore della carica) e B¨ssola nel senso di “scatoletta” la cui proprietÓ di orientamento Ŕ basata sul magnetismo terrestre; la Bussola era conosciuta dai navigatori cinesi e europei giÓ del XII sec. cui un doppio prefissato ScombussolÓre con ScombussolamŔnto, Scombussolýo e ScombussolÓto (S sottrattivo e CON associativo col valore fig “senza essere con la bussola”).

Il percorso prosegue con BussolÓnte “trasportatore della portantina (cassetta)”, B¨sta con BustarŔlla, il prefissato ImbustÓre e il composto AutobustÓnte, transitato dal franc ant BOISTE, pertanto del tutto estraneo all’etim di Busto. In vrs connessione il celt BOSTA cui l’ant franc BOISSIEL o BOISSEL svoltosi nel glb ingl BUSHEL “unitÓ (anglosassone) di misura per capacitÓ” corrispondente a 32/36 litri.

In ingl BOX Ŕ Scatola ed anche fig “spazio-vano-recinto” termine vrs connesso con la rad indoeur cui il lat BUXIS scatoletta di bosso di tema med, che composto con JUKE “sala da ballo”, anche questo connesso con il lat IOCUS scherzo, forma il glb Jukebox, ovvero “scatola (musicale) per sale da ballo”; il termine nel ignificato di “scatola” riappare glb dall’ingl in Boxer quale terminologia motoristica, relativo ai cilindri e nella locuzione Box office “ufficio cassa”. Il risvolto dell’ingl Box in “colpo” cui il glb Boxer “pugilato” nasce fig dal significato di “recinto” o “quadrato” ove si svolge un incontro di pugilato, indicato nel glb Ring “circolo”; da qui l’omologismo BoxÓre “tirare di boxe” cui Boxýstico, eppoi, ancora in ambito glb, il franc Boxeur “pugile”, il ted Boxer “lottatore” esteso ad una razza di cane simile al Bulldog, l’ingl Boxer “calzoncino” per associazione al tipico indumento del pugile.

Il passo fig da BOX all’ingl BOOK libro Ŕ breve considerando questo “una scatola, un contenitore di parole” , cui i glb Bookmaker “Allibratore”con MAKER artefice e Bookmark “segnalibro” con MARK segno.

Dal lat volg BUXIDA svoltosi da BUXIS, il franc conta BOITE (pron buat ) scatola e fig “piccolo locale notturno” cui l’esot BoÓtta o BuÓtta “scatola di latta” attestatosi in voce mer. Il franc conta ancora BOIS legno cui gli esot Boiserie “rivestimento in legno”, Oboe-˛boe, con Oboýsta (col suff ISTA di collegamento ad un mestiere in omn col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO), dal franc HAUTBOIS composto con HAUT alto e quindi “strumento di legno dal suono alto”; HAUT lo si ritrova fig nell’onomastico celt Mafalda da MAHAUT che sta per “forte in battaglia” in concorrenza col ger Matilde.

La rad indoeur PIK vale pece, cui il gr PITTA e donde, attraverso il lat PIX PICEM, l’ital conta PŔce con PecŔtta, Peci˛so, Pýceo, Petacci˛la dal gr PITTAKION (tavoletta) impeciata snm di Piantaggine, il prefissato ImpeciÓre con ImpeciamŔnto e Impeciat¨ra, il composto glb ted Pechblenda (con BLENDE blenda) snm di Uranite, e perchÚ non pensare ad una primitiva relazione con PYKSIS di Scatola, giusto questa sigillata ed isolata con la pece. Dall’aggettivo lat PICEUS di pece, sono stati coniati AppicciÓre (pref A allativo) dal volg ADPICJARE “attaccare (con la pece)” col devb Pýccia, AppiccicÓre con Appiccicatýccio, Appiccicat¨ra, Appiccoc˛so, Appiccic¨me (suff collettivo), Appiccic˛so eppoi l’intensivo SpiccicÓre con SpiccicÓto (pref S intensivo).

Nel volg mer Appicciare vale “accendere il fuoco” (con pece infiammata o con torcia di pece accesa), una sovrapposizione lemmatica che vale anche fig istigazione e provocazione. Dall’ar QATRAN pece liquida, l’ital conta CatrÓme cui CatramÓre, CatramÓto, Catramat˛re e Catamatrýce, Catramt¨ra, Catramazi˛ne, Catramýna (suff chimico INA), Catramýsta, Catram˛so, il prefissato IncatramÓre.

Il lat DISPEDICARE (pref DIS) slacciare da un PEDICA dal valore di laccio, il franc ant lo aveva svolto semant in DESPEECHIER sbarazzare, cui l’ital ImpedicÓre giÓ lat IMPEDICARE (pref IN) impedire-allacciare, SpicciÓre in percorso con CompicciÓre, questo, con cambio di pref, su calco di ImpicciÓre cui ImpicciÓto, Impýccio e Impicci˛ne, dal franc EMPEECHER, che si ritrova nel glb ingl Impeachment con valore esteso di “stato d’accusa”. I suddetti verbi lat prefissati sono diventati DESPACHAR e EMPACHAR nel prvz, donde il percorso italiano DispacciÓre da DESPACHAR, ImpacciÓre da EMPACHAR cui ImpÓccio e ImpacciÓto, eppoi SpacciÓre “smerciare” ancora dal prvz ESPACHAR cui SpÓccio, SpacciatamŔnte, SpacciÓto Spacciat˛re con AntispÓccio “operazione contro gli spacciatori”. Infine DispÓccio dallo sp DESPHAO missiva di disbrigo.

\ Ittico Acciuga Seppia

Il gr conta IKHTHYS per Pesce, cui l’aggettivo Ittico-ýttico, e il pref ITTIO in composti quali Itti˛fago, Ittiologýa, IttiosÓuro, il neologismo del XXI sec Ittiturýsmo (col pref adattato vale turismo tra i pescatori) in pratica snm di Pescaturismo.

Il mediterraneo conta un proprio tema APYU per pesce, cui il gr APHYE piccolo pesce svoltosi nel lat APIUVA e nell’ital Acci¨ga il cui snm Alýce Ŕ dal (genitivo) lat HALLEX ALLICIS e sta per salsa di acciuga (di pesce), termine connesso con il gr HALS sale (ma che appare talvolta in estensione fig nel senso di “mare”); Alice pertanto Ŕ il termine di ricetta attestatosi ad indicare l’Acciuga al di fuori dell’etimo naturale APYU, cosý come Fegato dalla ricetta FICATUM farcito di fichi, attestatosi ad indicare l’organo ghiandolare al di fuori dell’etimo IECUR. Il gr conta ENGRAULIS sorta d’acciuga cui Engfraulýdi (la Famiglia).

Coesiste ancora il tema RAIA pesce cui inv il lat RAIA e l’ital RÓia con la variante RÓzza attestatasi da fonetica sett e omn di Razza etnia) cui il fig peggiorativo RazzamÓglia o RazzumÓglia, i composti RÓidi (la Famýglia) con Raif˛rmi (l’Ordine) Pesci che per via di logica, data l’etim locale, gremivano il Mediterraneo; come la SŔppia giÓ SŔpia, cui SŔpidi “la Famiglia”, eppoi SeppiÓre, i fig SeppiÓto “colore” e Sepiolýte “sorta di minerale” questo snm di Schiuma o Spuma, dal gr SEPIA e dal lat volg SEPJA giÓ class SEPIAM, che pare abbia addirittura impresso nel toponimo all’antica SIPONTUM nell’attuale golfo di Manfredonia, ancora oggi cittadina (la nuova Siponto) rinomata, fra l’altro, per la bontÓ e la quantitÓ delle seppie e non solo; pare che qui, da sempre, si siano gustate le Triglie di scoglio. Trýglia, con Trýglidi (la famiglia), dal lat TRIGLA inv dal gr TRIGLA o TRIGLE.

Il gr conta TEUTHIS TEUTHIDOS sorta di seppia cui ArchitŔutidi (la Famiglia, pref ARCHI) altrimenti dette Piovre.

\ Accasciare

Diversa da Cascio Ŕ l’anamnesi per il lemma AccasciÓre, derivato dal lat volg AD-QUASSARE crollare, intensivo di QUATERE sbattere, cui SquassÓre col pref S durativo e SconquassÓre con SconquÓsso (doppio pref CUM). Eppoi, col pref EX intensivo EXCUTERE scuotere, Esc¨tere (XVIII sec) “interrogare un teste - porre un debitore sotto azione legale – citare”con Escussi˛ne (XVI sec) e il Pp Esc¨sso (XV sec), ancora Scu˛tere o Escu˛tere e Sc˛tere, con ScuotimŔnto o ScotimŔnto o ancora Scotýo, Scuotit˛io o Scotit˛io, Scuotit˛re o Scotit˛re, che giungono composti da EX conclusivo e da QUATERE, con il normale passaggio di ua in u in sillaba interna, quindi CUTERE, donde ancora il fig Disc¨tere con Discussi˛ne e Disc¨sso (DIS dispersivo), con successiva attestatzione della u in o; ScotolÓre, ancora, Ŕ da EXCUTOLARE iterativo di EXCUTERE cui il devb Sc˛tola e Scotolat¨ra. L’ital conta ancora il composto ScuotipÓglia. Il Pp di EXCUTERE Ŕ EXCUSSUS, cui Sc˛sso del XIV sec e Sc˛ssa con ScossÓre, Scoss˛ne; il genere al fem si spiega perchÚ il lemma Ŕ stato inc con Mossa. Sc˛sso Ŕ anche il cavallo del Palio di Siena che arriva senza fantino. Fuori percorso ScossÓle e Scossalýna “indumento femminile a grembiule” omologismo dal long SKAUZ grembo. Il gr conta lo specifico ENOSIS scossa cui EnosigŔo”scotitore della terra” epiteto di Nettuno. Ancora, l’indoeur conta SEIEIN scuotere cui il gr SEISTRON, il lat SISTRUM “strumento di culto egizio” e l’ital Sýstro.

Nel proseguire il percorso prefissato,con IN intensivo Ŕ nato Inc¨tere col Pp Inc¨sso;, col pref CUM i termini Concussi˛ne, Conc¨sso in percorso COM QUATERE-CONCUTERE, questo nome d’azione del primo. Col pref PER Percu˛tere o Perc˛tere con PercotimŔnto, Percuotit˛re o Percotit˛re, Perc˛ssa con Perc˛sse e Perc˛sso, Percussi˛ne o Percossi˛ne con Percussionýsta e il doppio prefissato Ripercussi˛ne, eppoi Percussývo e Percuss˛re. Col pref RI Risc˛ssa, Riscossi˛ne e Riscu˛tere. Snm di Percossa Ŕ S˛rba, con S˛rbola e l’esclamazione S˛rbole! fig dal S˛rbo dal lat SORBUM “albero delle Rosacee”, cui SorbÓre, S˛rbico (pref chimico ICO) cui Acido sorbico, Sorbýte, Sorbit˛lo. Dal lat RE CUTERE scuotere lo sp aveva tratto RECUDIR ricorrere svoltosi in ACUDIR assistere cui l’ital Accudýre.

\ Castro Castrare

Il lat conta cosý CASTRUM fortezza donde l’ital CÓstro con CastrŔnse, eppoi, un CÓstro che avrebbe identificato quel centro abitato di dignitÓ inferore a Civitas (Ved Dalla cittÓ ai Mendri in Trivio…); Castro sopravvive nella toponomastica locale quali Castro, Castro dei Volsci... in memoria d’antiche fortificazioni, accampamenti militari; nel medioevo.

Da CASTRUM fortezza il lat conta il dim CASTELLUM cui CastŔllo con il sostantivo e aggettivo CastellÓno, il sostantivo CastellÓre, il fig Castellat¨ra “rinforzo”, il dim CastellŔtto, CastelliŔre “abitato preistorico su alture”, Castellýna snm di Catasta, Castellologýa, il prefissato IncastellÓre con IncastellamŔnto e, in complanare con Castro, alcuni toponimi in cui appare Castello e i vari CastellÓnza, CastellanŔta, CastelmÓgno cui l’omn formaggio, CittÓ di Castello (etnonimo TifernÓte dal lat TIFERNUM, o CastellÓno), VillacastŔlli… dai quali ricorre il demotico CastellÓno; attraverso il coronimo sp Castiglia, conneso con CASTILLO castello, si ha l’omologismo relativo CastigliÓno, questo anche la lingua cui la locuzione Lingua castigliana.

Snm di Castello Ŕ ManiŔro o ManiŔre dal lat MANIER podere agricolo, o MANEO, svoltosi da MANERE dimorare-restare-sostare, omn di Maniero maneggevole.

Il termine CÓssero, giÓ in uso nel 1300 vale “struttura navale” cui CasserŔtto, “recinzione fluviale impermeabile”, “mura di cinta” ed discenderebbe dall’ar QASR, influenzato dal gbz KASTRON e dal lat CASTELLUM. Cassero Ŕ ancora snm di Cassaf˛rma

CastrÓre, infine, inv dal lat CASTRARE, arriverebbe dalla rad KES tagliare, che avrebbe prodotto un omn CASTRUM rintracciabile nel sct con CASTRAM strumento da taglio; nel percorso si contano derivati e composti quali CastracÓni, Castramentazi˛ne, CastrÓnte, Castrap˛rci, CastrÓto, Castrat˛io, Castrat˛re, Castrat˛rio, Castrat¨ra, Castrazi˛ne, Castrýno “l’addetto alla castrazione” e per estensione “l’apposito coltello”, Castr˛ne questo “agnello o puledro castrato” e fig “persona sciocca” cui CastronÓggine, CastronÓta e Castronerýa. IncastrÓre, allora, col pref IN illativo, indicherebbe letteralmente “inserire in un’intagliatura”, metaf “mettere alle strette”; anche per questo termine, Ŕ lecito supporre un’assimilazione con Castro di “cittadella-fortificazione”, che avrebbe reso il prefissato IncastrÓto (IN illativo) snm di Assediato; in persorso Incastratrýce, Incastrat¨ra, il devb IncÓstro. La rad KES di Castrare trova snm nella SEK di Secare-Segare (Ved Sasso…) e nel lat CAEDERE. In ogni caso, tutte dovrebbero essere partite da una rad comune, che si sarebbe mutata, scissa e diramata in SEK KES KE CAE CE.

\ Merlo

MŔrlo, elemento decorativo del castello ma con funzione di riparo, cui MerlÓre con MerlÓto, Merlat¨ra e Merl˛ne, in campo di ricamo tessile SmŔrlo con SmerlÓre, SmerlÓto e Smerlat¨ra, il dim MerlŔtto 1 cui SmerlettÓre.

Il termine, fig da MŔrlo (uccello dei Turdidi), Ŕ dal lat volg MERULUM giÓ MERULA, cui MŔrla (femmina del merlo), MerlÓngo o MerlÓno (fig pesce-merlo dei Gadidi, attraverso il franc MERLAN), Merl˛t (fig un vitigno delle Tre Venezie) e Merl˛tto attraverso il franc MERLE merlo, Merl¨zzo, snm di Nasello, dal prvz MERLUS giÓ lat MERLE col dim MERULA fig pesce merlo dei Gadidi, con MerluzzŔtto. La locuzione I giorni della merla indica nella tradizione popolare gli ultimi tre di gennaio, considerati i pi¨ freddi dell’anno.

Il termine GÓdidi (la Famiglia) Ŕ dal gr GADOS, questo specifico per Merluzzo, cui Gadif˛rmi; a tale Famiglia appartiene l’Ordine dei Tele˛stei cui la MŔnola dal lat MAENA, M˛lva omologismo dal bretone, la MotŔlla dal franc MOTELLE fig dal lat MUSTELA donnola, eppoi l’Ordine dei Zeif˛rmi questo col gr ZAIOS “sorta di figura” e FORMIS a forma di cui il Sampietro.

Ai Gadiformi appartiene ancora l’Eglefýno, sorta di pesce osseo, omologismo attraverso il franc AIGLEFIN da un precedente ESCLEVIS con sovrapposizione di AIGLE aquila, questo un termine che, in armonia al patrimonio indoeur, risuona nell’ingl EAGLE aquila; il termine ESCLEVIS Ŕ un omologismo franc dall’ol SCHELVISCH una composizione di VISCH pesce con SCHELLE scaglia.

Da notare ancora la risonanza indoeur con l’ital PESCE, l’ingl FISCH e l’ol VISCH.

Pseudoetim nel percorso GADOS, Gadolýnio (elemento chimico) con Gadolinýte relativo al chimico J. Gadolin (1760/1852).

Ancora, dal merlo del castello sono derivati fig MerlŔtto con MerlettÓia, MerlettÓre, Merlettat¨ra.

Il nome Merlino, del famoso mago medv, Ŕ azzeccato in un contesto di castelli e merlatture; in ogni caso, non dovrebbe essere estraneo all’ol MEERLING o MARLING da MARREN legare cui il franc MERLIN e l’ital Merlýno termine marinaresco per “sottile cavo di canapa”, in vrs connessione rad con le legature-ricami dei merli.

Esiste il termine glb franc Mirliton che indica una sorta di rozzo strumento musicale (adottato dal 1942) diffuso in Asia, Africa, e nel folclore sardo ed aragonese, il cui etim non Ŕ certo sia connesso col verso del Merlo.

1 Sorta di merletto tipico di Genova Ŕ il MacramŔ, omologismo dall’ar qui col significato di “fazzoletto”.

\ Radicale TEM

Suffisso IZZARE EGGIARE

Ancora, esiste nell’immenso contenitore indoeur la rad TEM tagliare cui il gr TEMNEIN tagliare, che, oltre al sostantivo metrico TmŔsi (scissione, ossia “taglio” di una parola in due parti tra un verso e l’altro) snm di DiÓcope; Tmesi Ŕ anche la divisione di una parola in due nparti separate da una seconda parola, quale InfolliÓcubo (Follia in Incubo), questo neologismo SA da “Quella notte fatta di sogni e di mistero” Edizioni Rebellato 1989.

Il rad avrebbe ispirato i vari TOMO e TOMIA che appaiono come pref e suff in composizioni quali Micr˛tomo, Tom˛grafo, Anatomýa cui AnatomicitÓ, Anat˛mico, Anatomýsta, AnatomizzÓre con i composti Anatomopatol˛gico e Anatomopat˛logo (pref ANA), in complanare con con Notomýa, NotomizzÓre, Notomýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere), Notomýstico e NotomizzÓre. Il percorso continua con T˛ndere, o l’obsoleto TondÓre (omn di Tondare di Tondo) dal lat inv TONDERE tosare, tagliare interamente, cui il Pp TONSUS che ha condotto a Tons¨ra e un Tonstrýna (barberia), TosÓre con T˛sa, TosÓto, questi svoltosi in veneto nel senso fig di Ragazzo e Ragazza (capelli rasati, come era nell’uso), e il prefissato Int˛nso (IN negativo) “non tosato” e fig “libro non letto” questo dal fatto che le pagine non avevano ancora le piegature tagliate.

L’ingl conta il verbo TO SHEAR tosare, cui in area glb il termine Shearling “giaccone di lana rovesciata”. L’ingl SHEAR vale ancora azione-spinta e non pu˛ essere solo un caso di parallelismo incidentale se con la rad TEM tagliare svoltasi in TONDERE tosare l’ital conta in connessione il termine TempellÓre “percuotere (spingere)” con TempellamŔnto, TempellÓta, TempŔllo, Tempell˛ne, in sovrapposizione alla base onomatopeica di TEMP battere, percuotere.

Nel percorso rad, l’ital conta TŔmpo dal lat TEMPUS (sia fisico che meteo, sintesi da “frazionamento del tempo”) cui l’accr TempÓccio e il dim Temp¨scolo, TempÓrio, il prefissato AttempÓto (pref AD allativo vale “fornito di tempo-anni”), TemprÓre o TemperÓre questo inv da TEMPERARE denm da TEMPUS (tagliare al fine di mescolare e armonizzare, moderare) con TemprÓto o TemperÓto, l’astratto TempŔrie e IntempŔrie (IN negativo), Temperýno col suff INO di strumento, i composti TemperalÓpis o Temperamatýte o ancora Temperamýne, il composto FrattŔmpo da utilizzare in locuzione avverbiali quale Nel frattempo; ancora, TemperÓnza o9 TemprÓnza da TEMPERANTIA con Temperat˛re e l’opposto IntemperÓnza e IntemperÓnte, eppoi Temperat¨ra, TempŔsta (astratto di TEMPUS con suff peggiorativo) cui il relativo Tempest˛so e Tempestývo, questo non ancora in senso peggiorativo, cui TempestivitÓ, eppoi Tempestýo, Tempýsmo e Tempýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere) cui Tempýstica e Termpýstico, Temp˛ne quali accr di Tempo nel senso fig di “Allegria” con la locuzione Far tempone, TŔmpora direttamente dal plur lat TEMPORA “tempi” in senso liturgico con un plur ital nella locuzione Pro tempore, TemporÓneo o TemporÓrio con TemporaneamŔnte, TemporaneitÓ, TemporeggiÓre con TemporeggiamŔnto, Temporeggiat˛re, TemporizzÓre con Temporizzat˛re, la locuzione dal lat Temporibus illus “quei tempi”, un TŔmpura “piatto tipico giapponese” dal lat TEMPORA attraverso il portoghese (piatto abituale dei missionari durante il periodo delle tempora), i prefissati EstemporÓneo con EstemporaneitÓ (col pref EX fuori); il prefissato ContemporÓneo, cui ContemporÓle, ContemporaneamŔnte, Contemporaneýsta, ContemporaneitÓ, ha il proprio snm in SimultÓneo dal lat SIMUL stesso tempo cui SimultanÓre, SimultaneamŔnte, Simultaneýsmo, Simultaneýsta e SimultaneitÓ.

L’aggettivo TemporÓle da TEMPUS (omn di Temporale da Tempie) con Temporalýsmo e TemporalitÓ, eppoi il suffissato AtemporÓle e AtemporalitÓ (pref A privativo), il dim Temp¨scolo, col snm-omn TemporÓle da TEMPORALIS “fenomeno atmosferico temporale” cui TemporalŔsco; dall’ingl TIME tempo, il glb Timing. Il TŔmpio, o TŔmplo, Ŕ la parte di spazio (terra-cielo) tagliato dal sacerdote-Óugure ed a lui riservato, cui TempiŔre o ancora TemplÓre e TemplÓrio, il dim TempiŔtto, TempificÓre, la locuzione Ordine dei templari e Cavalieri templari 1, il glb ingl Temple block “sorta di strumento musicale ligneo a percussione” fig dalla cupola del tempio. Il percorso prosegue con il composto ContemplÓre con Contemplazi˛ne. Pi¨ metaf, connessi alla rad omonima TEM spregiare, i vari ContumÓce, ContumŔlia, ContemnŔndo o, grazie alla mutazione del gruppo lat mn in nn, ContennŔndo dal gerundivo lat CONTEMNENDO da CONTEMNERE disprezzare, tutti con pref associativo COM. Nel percorso di Temperare, l’ital conta ancora TŔmpera, la variante TemprÓre con TŔmpra, TemperamŔnto con TemperamentÓle, e prefissati quali ContemperÓre o ContemprÓre con ContemperamŔnto ContemperÓnza (pref COM associativo), IntemperÓnte (IN negativo) “non moderato”, OttemperÓre o ObtemperÓre (OB al cospetto) “adeguarsi al cospetto delle istruzioni” cui OttemperÓte o ObtemperÓnte e OttemperÓnza, StemperÓre o StemprÓre (S intensivo) “pi¨ che tagliare, sciogliere” cui Stemperamento o Stemperat¨ra, StemperÓto... TemperÓre vale anche “fare la punta” con il suo contrario StemperÓre “togliere la punta, spuntare” con StemperÓto. TŔmpia (anatomia) da TEMPORA (plur) tempie, il suo aggettivo TemporÓle (omn di Temporale da Tempo) svoltosi in pref TEMPORO o TEMPOR nei composti quali TemporomandibolÓre e TempororbitÓrio, deriverebbero metaf dal lat TEMPLUM trave di sostegno, omn di TEMPLUM tempio, donde TempiÓle “relativo alla trave”. Dal lat ASYLUM, dal gr ASYLON tempio Ŕ perveuto Asýlo, termine composto dal pref A privativo e da SYLE che vale senza diritto di cattura, ovvero l’extraterritorilitÓ della casa degli dei, omologata nelle nostre chiese, santuari, monasteri, case protette per l’infanzia e nella qualifica di protezione per i rifugiati; l’opposto di Asilo Ŕ Esýlio conn le ant varianti in Esýglio, Essýglio o Essýlio, cui EsiliÓre e EsiliÓto, in complanare con Spatriare, dal prefissato lat EXSILIUM di EXSULE “fuori della proprio suolo” cui Esule-Ŕsule, EsulÓre questo anche fig. Il suff verbale IZZARE, omologato nel volg EGGIARE, in verbi denm o tratti da aggettivi, si ritrova in molteplici termini italiani e sta ad indicare “attuazione, trasformazione, riduzione”, dal gr IZEIN agire in un modo, cui Democratizzare (con aggettivo Democratico) dal gr DEMOKRATIZEIN, Organizzare dal sostantivo Organo; da qui poi si Ŕ passato alla forma sostantivata Democratizzazione e Organizzazione. Il suff volg conta termini quali Amoreggiare, Ondeggiare e le forme sostantivate Amoreggiamento e Ondeggiamento.

1 L’Ordine dei Cavalieri templari aveva un rigida etichetta; era proibito dalla regola abbigliarsi di collane, andare a letto scalzi, baciare una donna anche se madre o sorella, indossare tuniche colorate o disegnate, intraprendere viaggi da soli, mangiare abitualmente carne, parlare ad alta voce in refettorio, ridere in qualsiasi occasione\

\ Augurio Auspicio Sacerdote

* Nome di strumento

L’Augure-Óugure, dal lat AUGUR giÓ AUGUS promotore, annunciatore di buone nuove astratto del verbo AUGERE dalla rad AWEG prosperare, era il sacerdote nel tempio che prediceva il futuro, traendolo sia dal volo degli uccelli, dai sogni e da altro, sia dalle condizioni atmosferiche, ovvero dal Tempo e dal suo ruolo di preannunciatore delle buone cose, c’Ŕ pervenuto Aug¨rio con AugurÓle e Augur˛so, AugurÓre-InaugurÓre… in opposizione Sciag¨ra e SciagurÓto col pref EX sottrattivo, cui le varianti poetiche Scia¨ra e SciaurÓto. La rad di Augurio s’individua nel sct AJAS forza, cui i derivati Aug¨sto “consacrato” (agg. e nome proprio di persona), AugustÓle (sacerdote), AugustŔo (relativo all'imperatore Augusto o al suo tempo); l’onomastico Agostino da AUGUSTINUS valeva di Augusto. Da contare il toponimo insulare, oggi croato, LÓgosta attraverso il lat AUGUSTA INSULA giÓ gr LADESTANOS, svoltosi nell’illirico LADEST, nel croato LASTOVO.

Il lat conta lo specifico STRENUUS di buon augurio d’ant origine sabina, cui il sostantivo STRENA svoltosi nell’ital StrŔnna, col quale, vrs connesso STRENUUS coraggioso, donde StrŔnuo svoltosi nel snm di Tenace. Pi¨ tardi, il lat avrebbe coniato ENCAENIARE inaugurare dal gr ENKAINIA inaugurazione da KAINOS nuovo, cui IncignÓre e Incýgno questi dal poetico valore di INCIPIT, da non equivocare con Incignere questo una variante di Incingere.

Curioso il verbo toscano IncincignÓre, un inc tra Incignare e Cencio, che starebbe per “sgualcire, ridurre ad un cencio”, ma altra fonte lo vorrebbe “incignare un cencio” (un abito).

\ Proviamo a formulare tre testi augurali per una coppia di sposi: Gli auguri pi¨ splendidi non basterebbero ancora a colmare la felicitÓ che proviamo nel vedervi sposi e felici per la vita - L’amore vi tinga ogni cosa del colore pi¨ bello, quello tutto vostro e che vi apparterrÓ per sempre - Quando una coppia bella come voi si sposa, l’umanitÓ tutta si rinnova di un bocciolo; il vostro ha giÓ le corolle d’incanto.\

Dalle facoltÓ divinatorie, grazie alla lettura delle viscere Ŕ sorto il termine Estispýcio o Extispýcio dalla composizione EXTA visceri con la rad SPEK osservare; dal volo degli uccelli, Ŕ nato il termine Auspice-Óuspice da AUSPEX con il denm AuspicÓre con i vari AuspicÓbile e AuspicabilitÓ, AuspicÓle, Auspýcio o Auspýzio, dalla composizione lat di AVI uccello con la rad SPEK osservare; in associazione il termine Oscýni “Sottordine di Passeriformi” dal lat OSCEN OSCENIS dal cui canto si traevano gli auspici, donde il fig OSCITARE sbadigliare con l’ital Oscitazi˛ne “sbadiglio continuato” e il risvolto OscitÓnte cui OscitÓnza nel senso di “negligente e negligenza”; in opposizione al valore di auspicio il lat conta il prefissato OBSCENUS (OB contro) “di malaugurio” cui l’ital OscŔno con OscenitÓ.

La rad SPEK Ŕ l’abbrivo del percorso lat-ital SPECULUM cui SpŔcchio con SpŔcchia (manufatto preistorico), SpecchiÓio, Specchiat¨ra, SpecchiŔra, SpecchiŔtto, eppoi, dal dim SPECILLUM, Specýllo con SpecillÓre SpŔcimen inv da SPECIMEN saggio; del percorso di SPECULA osservatorio cui SpŔcola, SpeculÓre o SpecolÓre, l’inv SpŔculum, ancora SpeculÓre con Speculatýva, Speculatývo, Speculat˛rio e Speculazi˛ne in senso filosofico cui l’attestazione corrente. Da SPECIES di SPECERE guardare l’ital conta SpŔcie questo la categoria di individui capaci di accoppiarsi e fecondare, cui Specie umana; in caso di organismi asessuati identifica l’insieme morfologico. In chimica sta per l’insieme di proprietÓ distinte, filosoficamente indica quella forme intermediaria tra oggetti con i quali hanno rapporti di somiglianza umana cui Specie intellegibile. Eppoi, snm di Aspetto, QualitÓ, Sorta e nel senso d’apparenza nella locuzione Sotto specie di… Infine, indica una sorpresa biasimevole nella locuzione Fare specie.

Il percorso prosegue con il glb ingl Special, SpeciÓle con la variante SpeziÓle (omn di Speziale da Spezie) e l’avverbio SpecialmŔnte o l’ellittico SpŔcie, Specialýsta (col suff ISTA di collegamento ad un mestiere in omn col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO), Specialýstico, SpecialitÓ o la variante SpezialitÓ, SpecializzÓre attraverso il franc SPECIALISER con Specializzazi˛ne, Speciazi˛ne, SpecificÓre con Specýfica, Specificatývo, Specificazi˛ne, Specýfico cui il prefissato Aspecýfico (A privativo), il composto biologico Specie-specýfico, Speci˛so da SPECIOSUS cui SpeciositÓ e, con la lenizione, il solo plur SpŔzie (vale “specie”, un termine medv per mercanzie, droghe) con SpeziÓle (questo omn di Speziale variantre di Speciale), SpeziÓre e Spezierýa, SpeziÓto. Curioso il glb ingl Spam che Ŕ tratto dalla locuzione SPICED HAM carne speziata (di maiale) e che si Ŕ attestato in “invadente messaggio in Internet” cui Spammer e Spamming, vrs dalla massiccia pubblicitÓ per questo prodotto poco gradito dai consumatori..

Il ted SPECK non appartiene a questa rad, vale lardo svoltosi nel significato di “prosciutto affumicato”.

D’identica rad SPEK Ŕ invece il got SPEHA osservazione, cui SpiÓre con Spýa, SpiamŔnto, Spionýstico, l’accr Spi˛ne, i dim SpioncŔllo “sorta di uccello dei Motacillidi, simile all’allodola” e Spioncýno, Il verbo Ŕ il lat SPECTARE guardare, intensivo di SPECERE esaminare, cui i prefissati IntrospŔtto da INTROSPICERE guardare dentro con Introspettývo, Introspezi˛ne e Introispezionýsmo, ProspettÓre (PRO SPECTARE) con Prospettýva, ProspŔtto dal Pp PROSPECTUS, Prospett˛re, Prospezi˛ne attraverso l’ingl PROPSPECTOR da PRO SPICERE (con normale passaggio della e in i) con il Ppres PRO SPICIENS cui ProspiciŔnte.

Il percorso SPEK prosegue con SpettÓcolo dal dim lat SPECTACULUM con SpettacolÓre, cui SpettacolaritÓ, SpettacolarizzÓre o SpettacolizzÓre con Spettacolarizzazi˛ne e Spettacol˛so, SpettÓbile da SPECTABILIS ragguardevole, SpettÓre da SPECTARE guardare svoltosi “nelle competenze-essere dovuto” con SpettÓnza, Spettat˛re da SPECTATOR, il nome di strumento SpŔttro sia “fantasma” (adottato dal XVI sec) sia fig “fascio luminoso” cui SpettrÓle e una nutrita serie di composizioni quali Spettrobol˛metro (col gr BOLE raggio), Spettrochýmica con Spettrochýmico, Spettrocolorýmetro (con Colore e Metro “misurazione”), Spettrocomparat˛re, SpettroeliogrÓfico con Spettroeli˛grafo (col gr HELIOS sole) eppoi SpettroeliogrÓmma da SpettrogrÓmma, Spettroelisc˛pio con Spettroeliosc˛pico da Spettrosc˛pio con Spettrosc˛pico e Spettroscopýa, Spettrofotometrýa con SpettrofotomŔtrico e Spettrofot˛metro, Spettrografýa con SpettrogrÓfico e Spettr˛grafo, Spettrometrýa con spettromŔtrico e Spettr˛metro.

Il *Nome di strumento Ŕ un termine tratto dal verbo e rimodellato perchÚ indichi il conseguimento di uno scopo, la raffigurazione di un oggetto, di un’identitÓ, di un’astrazione... quali Rastrello dal verbo lat RADERE, Simulacro dal verb lar SIMULARE, Enigma dal verbo gr AINISSOMAI vedo oscuro.

Il percorso prefissato conta AspettÓre (AD SPECTARE) cui il devb AspŔtto “attesa” e AspŔtto “modo di presentarsi”, Aspettatýva, Aspettazi˛ne, AspettuÓle attraverso l’ingl ASPECTUAL, CospŔtto o ConspŔtto (CUM SPECTUS), Cospýcuo o Conspýcuo da CONSPICUUS e CospicuitÓ (CUM SPECERE), DispettÓre (DE SPECTARE) e DispŔtto o DespŔtto, Ispettývo (IN SPECERE) con Ispett˛re, IspezionÓre e Ispezi˛ne, PerspicÓce da PERSPICAX con PerspicÓcia, PerspicuitÓ e Perspýcuo (PER SPICERE), RispettÓre (RE SPECTARE) con RispŔtto o RespŔtto (RE SPECTUS) e ancota Rispýtto attraverso il franc ant RESPIT, Rispettývo e Corrispettývo con CorrispettivitÓ (doppio pref CUM), SospettÓre (SUB SPECTARE), SospŔtto questo sia Pp sia sostantivo, SospettÓbile e SospettÓto con gli opposti InsospettÓbile e InsospettÓto, Sospett˛so e SospettositÓ, eppoi Insospettýre (IN illativo) con Insospettýto, infine Suspici˛ne da SUSPICIO (da SUB SPECERE) con la variante Sospezi˛ne o Suspezi˛ne o Suspizi˛ne.

La locuzione Foglio di rispetto o Pagina di rispetto indica la pagina bianca posta tra il frontespizio e la copertina di un libro.

Dalle facoltÓ divinatorie, grazie alle interiora degli animali, Ŕ sorto il termine composto Estispýcio o Extispýcio con il lat EXTA visceri (il suff SPICIO Ŕ dal rad SPEK di SPECERE-SPICERE) snm di Ar¨spice cui AruspicÓle, AruspicÓre o AruspiciÓre, Aruspicýna “la tecnica” e Aruspýcio, componendo la rad SPEK col sct HIRA vena, con questo una vrs connessione del lat IRA, cui Ira, dal fatto che in una persona irata si gonfiano a vista alcune vene.

Il lemma ital VŔna Ŕ invece inv dal lat VENA privo di connessioni, vrs dal sct HIRA vena, che, oltre in anatomia, assume fig il significato botanico di “nervo” e geologico di “canale” o “filone di minerale” cui VenÓre, VenÓto, Venat¨ra; da non equivocare col termine volg Vena questo aferesi di AvŔna dal lat inv AVENA. Dal lat SAPHENA giÓ ar SAFIN, l’ital conta SafŔna (ciascuna delle due vene sottocutanee degli arti inferiori) con SafŔno (anche riferito al vicino nervo) e il composto Safenoctomýa.

Il termine Sacerd˛te Ŕ il derivato di una composizione lat SACER sacro e DOS, questo da rad DHE porre. Sacerdote, pertanto, pu˛ essere tradotto in Colui che ha in dote (Ŕ posta in lui) la sacralitÓ. Il convegno di Sacerdoti, Vescovi, Prelati Ŕ detto Sýnodo, dal gr SYN insieme e HODOS via-strada, cui SinodÓle e Sin˛dico. Da SACER, oltre a Sacerd˛te, sono derivati tutti quei termini, derivati e composti, in percorso con SÓcro, SacrÓle, SacralitÓ, SacralizzÓre con Sacralizzai˛ne, SacramŔnto da SACRAMENTUM con SacramentÓle, SacramentÓre, SacramentÓrio e SacramentÓto, SacrÓre, SacrÓrio, SacrÓto “sacro” e SacrÓto dalla locuzione Luogo sagrato, Sacrestýa o Sacristýa con SacrestÓno, SacrificÓre (SACER FACERE fare) con SacrificÓbile, Sacrifýcio o Sacrifýzio, SacrificÓle, SacrificÓto e Sacrificat˛re, Sacrýlego con SacrilŔgio (Ved Lega…), Sacrýsta “sacrestano” (col suff ISTA di collegamento ad un mestiere in omn col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO), il composto SacrosÓnto e, con i pref, ConsacrÓre o ConsegrÓre con ConsacrÓbile, ConsacramŔnto, ConsacrÓndo, Consacrat˛re, Consacrazi˛ne e SconsacrÓre con Sconsacrazi˛ne, DissacrÓre con DissacrÓnte, Dissacrat˛re, Dissacrat˛rio e Dissacrazi˛ne EsecrÓre con EsecrÓbile e EsecrabilitÓ, EsecrÓndo, EsecrÓto, Esecrat˛re, Esecrat˛rio, Esecrazi˛ne, OssecrÓre con Ossecrazi˛ne (pref OB verso, vale “pregare rivolto a (un dio, un santo…); termini alieni, l’omn SÓcro o SÓgro, una sorta di falco, omologismo dall’ar SAQR falcone, SacripÓnte “uomo grande e fiero” in riferimento al personaggio Sacripante delle opere “Orlando innamorato” e “Orlando furioso” rispettivamente di M. M. Boiardo e dell’Ariosto.

L’ital conta ancora SacrÓle con Sacralgýa (col gr ALGOS dolore) e Sacralizzazi˛ne, in riferimento all’osso sacro dalla locuzione lat OS SACRUM su calco dell’eufemismo gr HIERON OSTEON.

Dal dim lat di SACER Ŕ pervenuto SacŔllo piccola cappella. SACER Ŕ di rad SAK, la quale indica stare lontani da ci˛ che Ŕ considerato da venerare; una specie dell’OFF LIMITS ingl. Dalla rad sono pervenuti in percorso semantico Sancýre rendere intoccabile inv da SANCIRE, donde il nome d’azione Sanzi˛ne da SANCTIO attraverso il franc SANCTION col denm SanzionÓre cui SanzionÓbile, Sanzionat˛rio, Sanzionýsmo, Sanzionýsta e Sanzionýstico.

Con lenizione della c in g, l’ital conta ancora, in complanare, SÓgra “festa, celebrazione sacra”, SagramŔnto con SagramentÓle e SagramentÓre, SagrÓre, SagrÓto questo attestatosi quale blasfemo e SagrÓto snm di Sacrato “luogo sagrato”, Sagrestýa con SagrestÓno, SÓgro (Sacro con la lenizione). In coppia col sagrestano ci sarebbe la PerpŔtua, la donna addetta alla cucina e alla pulizia della casa del parroco, termine sorto dal nome del personaggio nei “I Promessi sposi” di A. Manzoni.

SegrŔto o SecrŔto e SegrŔta o SecrŔta, l’esot franc SecrÚtaire (pron secreter), SegretamŔnte, SegretÓre, SegretariÓle, SegretariŔsco, SegretÓrio e Segreterýa con SegretariÓto, Segretazi˛ne, SegretŔzza, Segret¨me, attestatosi con lenizione sett cr\gr, dal lat SECRETUS vale ci˛ che Ŕ sacro, ovvero da serbare con cura. Sarebbe pleonastico, quindi, dire un sacro segreto, conservare un segreto come una cosa sacra, segretare un reperto sacro… e cosý via. La locuzione Segreto di Pulcinella indica una confidenza diffusa a largo raggio ovvero di pubblica conoscenza.

La rad SAK propria d’aree italica, ittita e ger, corre in complanare alla rad TYEG sacrifico allontanante il male-sacro d’area gr e ind cui il gr SEBO io venero.

Da non equivocare con SecrŔto, questo Pp di Secernere, inv dal lat SECRETUS (omn del primo “ci˛ che Ŕ sacro”) di SECERNERE separare; in ogni caso, una snm tra i due secreti esisterebbe, nulla vieta infatti credere ad un unico significato di partenza, dal fatto che un segreto non Ŕ altro “ci˛ che si secerne (viene secreto) dalla cose divulgabili”.

\ Chi ha timore di confidare i propri segreti Ŕ colui che appena raccoglie un’altrui confidenza la diffonde immediatamente. SA\

Consacrare ha il suo snm nel lat VOTARE intensivo di VOVERE consacrare, da rad WEGWH, cui V˛to e VotÓre, con le varianti desuete di BotÓre e B˛to; con i pref, l’ital conta Dev˛to, Devozi˛ne con DevozuinÓle dal lat DE VOVERE, eppoi una locuzione inv dal lat Ex voto (pref estrattivo) che sta per “offerto (estratto) dalla devozione”. Il lemma Voto, quindi, Ŕ passato da una semant di devozione religiosa a quella per la politica.

Il sacerdote ind˛ssa la T¨nica, dal lat inv TUNICA, termine d’origine semitica adottato in area di tema med KHITON, cosý inv nel gr quale veste, in ital T˛naca con normale passaggio della della i in a, come Ŕ accaduto in Monica-Monaca, oppure volg Tonica e il dim TonicŔlla. Attraverso il lat, in via fig, l’ital conta TunicÓto, o meglio TunicÓti (sottotipo di cordati marini), il prefissato StonacÓrsi (S sottrattivo vale come “spretarsi”).

In senso fig si ha il pref Int˛naco (IN illativo) “rivestimento della parete” cui IntonacÓre o IntonicÓre (IN illativo) cui IntonacamŔnto, IntonacÓto, Intonacat˛re o Intonachýsta (col suff ISTA di collegamento ad un mestiere in omn col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO), Intonicatrýce, Intonacat¨ra eppoi RintonacÓre (doppio pref RI iterativo) con Rintonacat¨ra e StonacÓre (S sottrattivo) con StonacÓre; dal gr KHITON, l’ital conta Chitýna con Chitin˛so e ChitosÓno (doppio suff OSIO “carboidrato” e ANO “idrocarburo”) quali termini chimici, Chit˛ne “tunica”, Chit˛ne “sorta di molluschi”. Nel percorso, il gr CHEIRYDOTOS da CHEIRIS guanto-manica vale “fornito di maniche” cui Chirid˛ta e Chirin˛so.

\ L’etÓ della Prospettiva

I primi empirismi prospettici apparvero nelle tombe egizie in cui il senso della profonditÓ era impartito dall’ordine delle figure e poi in un trattato cinese intorno al IV sec aC, dove ci si affidava alla dimensione delle ombre.

Giotto (1267/1337), nel suo affresco di Assisi giÓ impresse il senso della profonditÓ prospettica, tale da poter esserne considerato il vero inventore; senza di lui, forse non avremmo avuto cosý presto un Brunelleschi e il leonardesco.

Fu Brunelleschi (1377/1446), infatti, a ideare decisamente la Prospettiva artificiale utilizzando macchine “calcolatrici” delle dimensioni, delle distanze e profonditÓ, che Leon Battista Alberti (1404/1472) marc˛ nel suo codice “De pictura”.

ll Rinascimento (1400/1500) fiss˛ una sorta di Prospettiva sociale raffigurando i personaggi con dimensioni via via maggiori in relazione alla loro importanza

Al richiamo di queste novitÓ, s’impegnarono i Fiamminghi (dal XV al XVI sec) decisi cosý a superare la loro tecnica di Prospettiva naturale (declinazioni di brillantezza e luciditÓ cromatiche) e l’uso di una particolare Scatola ottica, antesignana della Macchina fotografica.

Il tedesco Albrecht Durer (1471/1528), addirittura, corse in Italia per imparare e qui ebbe l’idea del suo Prospett˛grafo, col quale la profonditÓ Ŕ calcolata mediante una tensione dei fili.

Leonardo da Vinci (1452/1519) con la sua Prospettiva aerea e Galileo Galilei (1564/1642) con il cannocchiale, apportarono qualitÓ scientifiche alla prospettiva.

Il vedutista veneziano Canaletto (1697/1768) utilizz˛ a sua volta una sorta di Camera oscura la cui immagine esterna si proiettava su un vetro, che il pittore ritraeva realisticamente.

*ALFABETO

La vocale *A(a) Ŕ derivata dalla lettera gr ALFA giÓ fenicio (A)LP toro discendente dall’ALEF (ALEPH-ALEP) dell’alfabeto semitico che rappresentava la testa stilizzata di toro con le corna sporgenti, ossia con un trattino orizzontale fuoriuscente da ambo i lati e che taglia il segno a metÓ, poi in esso contenuto.

La consonante *B(b), esplosiva bilabiale sonora in opposizione alla sonora p, Ŕ derivata dalla lettera gr BETA giÓ segno schematico semitico BET casa, fenicio BETH, donde la rad per l’odierno lemma Baita.

Il Betacýsmo Ŕ quel processo fonetico per cui la lettera b si muta nella lettera v o viceversa, esempio Barba in Varva nel volg mer, nella cognomastica si ha Vasile invece di Basile.

Un personaggio sorto nel 1947 nei fumetti di Topolino Ŕ Eta Beta, un alieno proveniente dal centro della Terra, nome composto aggiungendovi la settima lettera dell’alfabeto gr ETA d’origine semitica.

La consonante *C(c), gutturale (con le vocali a o u e consonanti), palatale (con le vocali e i) e palatizzante (preceduta dalla s e con le vocali e i), Ŕ la semplificazione della lettera G, per modificarne il suono.

La consonante *D(d) Ŕ l’omologa della lettera gr DELTA giÓ fenicio DALET; dato il suo suono dentale sonoro, in opposizione al dentale sordo della t, Ŕ vrs la connessione col rad indoeur ED-D cui Dente.

La vocale *E(e) corrisponde alla gr EPSLON e in ambito semitico simboleggiava la staccionata, ovvero idealmente i pali con le assi orizzontali (tre). Nell’alfabeto fenicio valeva H. La differenza di questa vocale pronunciata aperta o chiusa, per cui in pratica Ŕ come se ce ne fossero due, Ŕ una ereditÓ lat destinata a ridursi sino ad estinguersi.

La consonante *F(f) Ŕ di suono labiodentale spirante sordo rispetto alla sonora v. Il suono della F corrisponde alla ventunesima lettera dell’alfabeto gr PHI, mantenuto in lat, questo per˛ in origine col suono p aspirato.

La consonante *G(g), di suono gutturale con le vocali a o u, e con le vocali e i interponendo la lettera h, di suono palatale con le vocali e i, va ancora ad indicare il suono palatale alle consonanti l n nei gruppi gl gn, Ŕ l’omologa della gr GAMMA giÓ semitico GHIMMEL di rad indoeur KAM curvo, successivamente passato a simbolo del cammello.

La lettera *H(h), da sola muta ma utile a indurire il suono della c e della g, deriva dalla gr KH di suono spirante palatino, discendente dal segno semitico HETH simbolo di edificazioni, muri e vrs di staccionate pi¨ semplici, ad una sola asse orizzontale rispetto al simbolo della E.

La consonante H in lat ant aveva un suono aspirato, che sopravvive nella lingua ingl; completamente scomparso in etÓ classica, da qui la locuzione Non si capisce un’acca nel senso che non si capisce nulla.

La vocale *I(i) deriva dalla gr IPSILON (Y), ma anche dalla gr IOTA (I) per la sua pron lunga, questa discendente del segno IOD fenicio ed ebraico, ossia semitico, che simboleggiava stilizzata la mano dell’uomo vista di profilo; infatti, questa lettera era l’incipit della parola Mano. La lingua indoeur ne conterrebbe un rad per l’ingl-ted HAND mano.

La lettera gr *I (i) “iota” Ŕ la nona lettera dell’alfabeto gr.

Lemma alieno Ŕ l’omn I˛ta dal lat medv IUTTA “bevanda al latte” attraverso il friulano Iote.

La lettera *J(j) Ŕ un omologismo dal franc e dall’ingl che l’ital aveva utilizzato in etÓ umanistica per il suono lungo della vocale i, oggi desueto, vedi l’avverbio Ieri giÓ Jeri, i toponimi Iesi giÓ Jesi e Iesolo giÓ Jesolo. Ad inizio parola, per il suo valore consonantico (semivocale) prevede gli articoli Lo e La ma privi d’elisione anche nella sostituzione con l’ital i, vedi La juta oggi La Iuta. A fine parola plur valeva doppia i, vedi il sostantivo Vassoj invece di Vassoii oggi Vassoi.

La consonante *L(l), laterale (perchÚ il fiato fuoriesce ai lati della lingua) sonora liquida, deriva dalla gr LAMBDA e pare rapprentasse una misurazione ottenuta tra pollice ed indice. Riapparirebbe nel rad indoeur, ad esempio, per il ger LANG lungo e per il lat LARGUS largo.

La consonante *M(m), di pron nasale bilabiale per discriminarla dalla n, Ŕ la diretta, ant discendente del segno semitico MEM che simboleggiava le onde marine, cui l’ar HAMMAN bagno, terme con il toponimo tunisino Hammamet; riapparirebbe nel rad indoeur per l’ital Mare, nel franc MER, nel ted MEER.

\ Il disturbo di linguaggio relativo alla consonante m questa in gr MY (sua reiterazione, elisione o sostituzione), Ŕ indicato con Mutacýsmo dal gr MYTAKISMOS su calco di Solecismo; da non equivocare con l’omn Mutacismo, questo relativo a Muto ed indica una patologia cui Mutacýsta.\

La consonante *N(n) indica il suono nasale dentale; vrs svoltosi nel rad indoeur NAS per l’ital Naso, il ted NASE, l’ingl NOSE, nel franc NEZ. Si muta nel suono m ove le consonanti che seguono siano le labiali p b, e pu˛ sostituire la m innanzi alle consonanti f v. Dalla pron enne di questa consonante, Ŕ nato il termine matematico EnnŔsimo svoltosi ad indicare l’ultimo di una serie, cui ancora Enn¨pla ed Enn¨plo su modello di Quadruplo.

La vocale *O(o) rappresenta il suono internedio tra la a e la u, erede, attraverso il gr ed il lat, di un suono semitico simile ad un soffio, non vocalico. L’ital ne ha praticamente due, come il caso della e, una pronunciata aperta e l’altra chiusa; la differenza, giÓ irrilevante nella rima, rischia d’estinguersi assieme a quella delle due e.

Il gr conta la vocale OMEGA-˛mega che vale O grande (gr MEGAS grande) ed Ŕ l’ultima lettera dell’alfabeto, cui la locuzione Dall’alfa all’omega che vale Dal principio alla fine.

La formula scientifica Omega-3 Ŕ adottata per identificare gli Acidi grassi, benefici per la salute.

La consonante *P(p) di suono esplosivo bilabiale sordo, in opposizione alla sonora b, deriva come suono e forma dal gr PI.

La consonante *Q(q) giÓ gr COPPA, ma questa subito disusata sopravvissuta nel valore numerale di 90, discende da un suono fenicio; il suo suono gutturale sordo prevede la vocale u Si comincia a chiederne l’utilitÓ dato l’identico suono con cu.

La consonante *R(r) di suono vibrante liquido, discende dal segno fenicio ROSH testa (in realtÓ, la lettera ricorda la figura stilizzata di un uomo con testa e gambe) omologata nel gr RHO.

La consonante *S(s), di suono sibilante sordo o sonoro, Ŕ l’erede del segno egizio che raffigurava un arco; in effetti, la saetta da questo scoccata sibila nell’aria. L’ebraico conta SCHIN-SCH per dente o fuoco, entrambi fig sibilanti. Chiamasi S impura quando essa Ŕ seguita da una consonante

La consonante *T(t) Ŕ di suono dentale sordo opposto al dentale sonoro della d, erede dal lat; il segno Ŕ tuttavia di genesi fenicia utilizzato sia dall’ebraico con TAU a rappresentare “croce-marchio”, sia dal gr ancora con TAU cui il nome della particella negativa Tau˛ne.

In catalano, il termine TAULA indica una struttura in pietra a forma di T scoperta a Minorca.

Il gruppo letterale TH corrispondeva all’ottava lettera dell’alfabero gr ThŔta o TŔta (dentale sorda seguita da aspirazione), in seguito assimilata alla T.

La vocale *U(u) chiusa velare Ŕ di suono sia vocalico (la u di Uno) sia privo di valore sillabico (la u di Quale), In ital la si distingue dalla v a differenza del lat che rappresentavano identico suono, la cui diversificazione era solo grafica, particolare sopravvissuto nelle ant iscrizioni ital che ostentavano la u per v o viceversa.

Le lettera non ital *W(w), giÓ UU, infatti, Ŕ nata per sopperire all’equivoco u-v e per indicare nell’ingl il suono u semiconsonantico, utilizzata dal ger a indicare il suono u consonantico. Nel ted e nelle parole straniere italinizzate vale la pron v (VATER per WATER). Per il suo valore consonantico (semivocale), i lemmi che iniziano con W occorre determinarli con l’articolo Lo.

La consonante *V(v) sino al 500 non era ben discriminata dalla u poichÚ era considerata un sorta di u consonante. Il suo suono Ŕ oggi labiodentale spirante sonoro opponendosi alla spirante sorda f.

La consonante *Z(z) ha una storia particolare. Erede della semitica ZAIN quale segno rappresentante il pene, era stata cancellata dall’alfabeto lat per essere poi reintrodotta alcuni anni prima dell’era cristiana, allo scopo di soddisfare il suono sibilante sonoro dei grecismi; motivo per cui occupa l’ultimo posto nell’alfabeto. Oggi, in ital, il suono si diversifica in sordo (z in Zio) e sonoro (z di Zero); una sua specificitÓ Ŕ che all’interno di una parola Ŕ sempre doppia, fatta eccezione davanti alla i con successiva altra vocale (Razione) e naturalmente escludendo grecismi e omologismi.

\ Lettere greco-latine

La lettera *X(x) “ics” discende dalla gutturale sorda aspirata gr KH svoltasi nella Magna Grecia in KS; Ŕ una lettera storica gr-lat non elencata nell’alfabeto ital, ma la si ritrova in forme esclusivamente regionali di cognomi (il genovese Bixio) e toponimi, per soddisfare la pron KS GS o la franc S palatale sonora; il termine Bauxýte, infatti, Ŕ in relazione alla cittÓ di Les Baux, in Provenza, italianizzato Baussýte (suff ITE per minerali).

Lemmi gr-lat che terminano con la KS-X, nella loro traslitterazione in lingua ital hanno assunto il gruppo letterale CE, quali il lat CALX in Calce, CRUX in Croce, PAX in Pace, PIX in Pece eppoi il gr BAMBAKS nel lat BAMBACEM cui la corruzione ital Bambagia, il gr LYNKS nel lat LYNX cui l’ital Lince e Linceo.

Cosý la *Y(y) “ipsilon” che rimane storicamente nell’alfabeto della lingua gr-lat. Il termine gr PSILON sta per semplice; in origine, la lettera gr Y era HY pronunciata Ř, poi si cominci˛ a pronunciarla i (Iota) assieme alla lettera ╦ (Eta) ed ai dittonghi OI, EI, UI. Per distinguerla, i bizantini la indicarono con HY PSILON i semplice donde Ipsilon-ýpsilon e un volg ital Ipsil˛nne.

L’ital conta il termine I˛ide cui IoidŔo nella locuzione medica Osso ioideo dal gr HYOEIDES OSTEON osso simile alla Y (suff gr OEIDES simile a), situato anatomicamente alla radice della lingua, con il composto GenioioidŔo nella locuzione Muscolo genoioideo questo col gr GENA guancia.

La lettera *K(k) “cappa” Ŕ la decima lettera degli alfabeti europei attinta al gr class attraverso il lat, cui CappÓtico “forma verbale greca con suff K”. Questa lettera non appartiene all’alfabeto ital, ma Ŕ utilizzata, facendoci ricordare d’essere gli eredi del gr-lat, per sanzionare la pron velare innanzi alle vocali E ed I. Talvolta sostituisce la consonante C per imprimere una contestazione, come Kultura, Amerikano; durante gli anni di piombo italiani, appariva sui muri la scritta Kossiga riferita al nome del politico Cossiga.

Occorre aggiungere a quanto elencato che le lingue indoeuropee hanno in comune una sorta di scheletro costituito dalle consonanti, dove l’aggiunta di vocali rende il tutto un perfetto corpo a se stante. Ad esempio, se utilizziamo lo scheletro B C, l’inserimento delle vocali andrebbe a plasmare le parole Bacio, Baco, Buca…

Non accade nelle lingue come l’arabo e l’ebraico, dove le consonanti sono corredate, sotto e sopra, di punti e linee che rappresentano le vocali.

I termini, naturalmente, subiscono variazioni, mutazioni o altro, a seconda del paese in cui sono pronunciate.

I gerogligici, nella fattispecie egiziana, possiedono invece la peculiaritÓ di cristallizzare la semantica dei termini, favorendone la corretta pron; la raffigurazione di un uccello rimane inalterabile nel tempo e saranno altre lingue a pronunciarlo diversamente, fermo restando l’immagine di lettura. Diversamente, ad esempio, dalla parola indoeuropea (italiano) Uccello che diventa BIRD in inglese, OISEAU in francese, PAJARO in spagnolo, VOGEL in tedesco, pur se l’immagine geroglifica ricorre nella mente di chi la pronuncia.

SEGNI ORTOGRAFICI

Le parole, i lemmi, che costituiscono una pur minima composizione logica, sono sempre accompagnati da segni ortografici convenzionali, questo lavoro non poteva chiudersi senza averla etim trattata.

ACCENTO

Il termine AccŔnto, con AccentÓre, Accentatývo, Accentat¨ra e Accentazi˛ne, Ŕ dal lat ACCENTUS composto col pref AD e CANTUS canto, sul modello gr PROSOIDIA ritmo poetico-accentazione, cui ancora AccentuÓle e AccentuÓre dal lat medv ACCENTUARE cui Accentuatývo, AccentuÓto e Accentuazi˛ne, eppoi il prefissato ContraccŔnto “accento secondario in una sola parola”, il composto SegnaccŔnto snm della locuzione Accento grafico.

L’Accento accentua il tono di una sillaba rispetto alle altre. L’accentazione detta tonica (primaria) o grafica, corrispondente al segno Grave, assume la definizione di Accento ortografico inteso che Ŕ imposto dalle regole; comporta la pron delle parole in forma Tronca quando cade sull’ultima (Tab¨, Cosý), in forma Piana sulla penultima sillaba (Am˛re, Anc˛ra), Sdrucciola sulla terzultima (Ancora-Óncora, Racc˛gline) con Bisdrucciola sulla quartultima (RimÓndamelo - PrecipitÓndovici) e Trisdrucciola sulla quintultima (FÓbbricamene, RŔcitamela) normalmente per tempi verbali enclitici. Insomma, quale segno ortografico, l’Accento invita ad aumentare l’intensitÓ della pron ed Ŕ la formula del ritmo poetico, definito appunto Accentuativo rispetto all’antico Quantitativo (lunghezza metrica).

L’ital conta ancora l’Accento Acuto per pron chiusa (Rˇsa “erosione” fem di Rˇso da Rodere), l’Accento Grave per pron aperta (R˛sa “fiore”), esclusivamente per le vocali e ed o; pertanto, le vocali si contano 7 relativi alla fonetica, ossia a Ú Ŕ i ˇ ˛ u.

Erede della locuzione gr PERISMOMENE PROSOIDIA accento tirato intorno, di geroglifica memoria, dove indica una contrazione di vocale e adottata dal franc dove indica la lunghezza di una vocale a seguito della caduta della successiva consonante s, esisterebbe nella lingua ital l’Accento Circonflesso (^) dalla locuzione lat CIRCUMFLEXUS ACCENTUS accento piegato intorno su modello della locuzione gr, il quale contrae in una le due i di un plurale dove previsto (singolare in io preceduto da una consonante non palatale) imprimendo la pron allungata ji, quale Proprţ per Proprii. Prendendo ad esempio Arbitrio con Arbitrii, Assassinio con Assassinii e Principio con Principii, si avrebbero cosý i plurali circonflessi Arbitrţ, Assassinţ e Principţ questi discriminati dai plurali comuni Arbitri di Arbitro, Assassýni di Assassino e Principi di Principe. Il Circonflesso, giÓ usato per contrazioni poetico-letterarie di altre vocali e per altre forme (Fűr per Furono e T˘rre da Togliere) Ŕ per˛ in via d’estinzione e si preferisce apporvi l’accento sulla sillaba tonica che rende cosý il lemma sdrucciolo o piano identificandone il valore, pertanto si avrebbero Arbitri-Órbitri e Arbýtri, Prýncipi e Princýpi; rimarrebbero i casi come in Assassinio e Assassino i quali al plurale permangono Assassýni, sia nell’uno sia nell’altro caso, ma il contesto del discorso, in aggiunta ad un intelligente logismo d’autore, Ŕ presumibile, possa risolvere la questione, cosý come si potrebbe risolvere quella in relazione ai punti interrogativi ed esclamativi, per contenerli drasticamente.

Nelle parole composte si contano l’accento primario e i secondari (contraccenti); prendendo quale esempio Contagiri, si ha l’accento secondario (contraccento) sulla prima sillaba C˛nta e quello primario sulla terza Contagýri; nella tripla composizione Salvatelecomando, poi, gli accenti della prima e della terza sillaba sono secondari (contraccenti) SÓlva-tŔle e quello della sesta SalvatelecomÓndo Ŕ il primario. L’accento primario corrisponde all’accento principe (Ictus) nel ritmo poetico.

SEGNI DIACRITICI

Da non includere tra gli Accenti i cosiddetti Segni diacrýtici corrispondenti alla sp Týlde (˝) termine questo derivato dal lat TITULUS e Cedýglia o Zedýglia (š)omologismo dallo sp ZEDILLA “piccola zeta” svoltosi in CEDILLA; eppoi all’ital DiŔresi (Ř) che indica l’autonomia metrica della vocale rispetto alle altre con le quali Ŕ associata: PaŘra vale Pa-u-ra (tre sillabe) e non Pau-ra. Diacrýtico Ŕ dal gr DIAKRITIKOS dal prefissato DIA KRINO io distinguo.

APOSTROFO

Dal tardo lat APOSTROPHUS, giÓ gr APOSTROPHOS, Ap˛strofo Ŕ composto dal pref APO “separazione, allontanamento” e da STROPHE voltata (riferibile in origine al coro) e il termine sta per “volto addietro”, dal gr STREPHEIN avvolgere cui Str˛fio “sorta di ant seggiseno” ma anche “benda o cinghia”; infatti, l’apostrofo Ŕ un segno grafico curvato e indirizzato verso l’inizio della scrittura e sta ad indicare il fenomeno dell’Elisi˛ne, che accade unicamente davanti a vocale, allo scopo di evitare lo Iato, dal lat ELISIO ELISIONIS da ELIDERE spingere fuori, cancellare, cui Elýdere giÓ Ellýdere.

Dal gr STROPHE l’ital conta Str˛fe e la variante Str˛fa “raggruppamento di versi”, cui Str˛fico con StroficamŔnte e i prefissati Astr˛fico (A privativo), Monostr˛fico eppoi, oltre ad Apostrofo, i prefissati AnÓstrofe (pref gr ANA su, sopra) che vale “inversione”, infatti esiste il snm retorico Inversione, eppoi Antýstrofa o Antýstrofe “controstrofa”, Epýstrofe (pref gr EPI sopra) “ripetizione della stessa parola al termine dei versi” (diversa da AnÓfora, che avviene all’inizio dei versi).

EpistrofŔo dal gr EPISTROPHEUS di STREPHO volgo vale “seconda vertebra cervicale”.

LINEETTA

La Lineetta Ŕ adottata per legare o accoppiare parole interessate in una composizione che si vorrebbe unico lemma; sovente Ŕ utilizzata prima e dopo un inciso, sostituendosi alle parentesi.

\ Linea Riga

Dall’aggettivo lat LINEUS filo si Ŕ coniato il sostantivato LINEA rimasto inv in Lýnea, il cui dim Ŕ appunto LineŔtta; derivati, LineamŔnto e Lineat¨ra, il verbo LineÓre cui i prefissati AllineÓre, AllineamŔnto, AllineÓto e Allineat˛re, DelineÓre con DelineamŔnto, Delineat˛re e Delineazi˛ne, SlineamŔnto (S sottrattivo), il sostantivo LineÓle, l’aggettivo LineÓre con LinearitÓ, LinearizzÓre con Linearizzazi˛ne e il prefissato UnilineÓre. Alýnea vale “alla linea successiva-a capo” attraverso il franc ALINEA.

Da un errore di trascrizione di un prefissato CollineÓre (CUM associativo e LINEA) giÓ nel sec XVII, cui il franc COLLIMATEUR, l’ital conta CollimÓre, con CollimÓnte, Collimat˛re e Collimazi˛ne.

In percorso, LignÓggio questo transitato dal franc LIGNAGE nel senso linea di discendenza, cui TralignÓre (col pref TRA) questo anche termine botanico, TralignamŔnto.

Nell’Arte, il Linearýsmo Ŕ la tendenza ad assegnare pi¨ valore alle linee che ai colori; una sorta d’antitesi dei Macchiaioli.

Dal long RIGA linea dritta, svoltosi nel ted REIHE, l’ital ha adottato inv l’omologismo Rýga, cui RigÓggio, RigÓme, RigÓre, RigÓta, Rigatýno, RigÓto, Rigat˛ne o meglio Rigat˛ni “sorta di pasta alimentare”, Rigat˛re, Rigatrýce, Rigat¨ra e dal lat fig RIGARE irrigare conta RigÓgno o RigÓgnolo, Rig˛so “irriguo”, con il prefissato IrrigÓre da IRRIGARE cui Irrigat˛re, Irrigazi˛ne e Irrýguo IRRIGUUS, in riferimento a piccoli canali d’acqua, la locuzione equina Riga da mulo. Il termine composto Falsarýga vale “ricalco di una riga originale” attestatosi fig nel significato corrente.

Pseudoetim, sovente fonte di equivoci, l’ital conta RigabŔllo (musicale), che pare connesso con l’aggettivo Regale piuttosto che con il rigo musicale; Rigatterýa e RigattiŔre, questi omologismi dal franc REGRATTIER grattare, fig per l’impegno di rovistare tra la roba vecchia.

PARENTESI

Le Parentesi racchiudono un inciso. Le Parentesi tonde appaiono in un discorso, le Parentesi quadre in edizioni critiche per parole considerate intercalate, le Parentesi uncinate racchiudono congetture integrate, le Parentesi graffe (Graffe Ŕ sostantivo plur) o Parentesi a graffa appaiono in matematica.

Il termine ParŔntesi, dal lat PARENTHESIS, inv dal gr, Ŕ la composizione dei pref PARA “accanto-presso” e EN in con TITHENAI porre; il risultato Ŕinterposizione”.

 

INTERPUNZIONE O PUNTEGGIATURA

PUNTO FERMO - DUE PUNTI – PUNTINI DI SOSPENSIONE

Il Punto fermo indica la fine di un periodo, i Due punti introducono una parte del periodo in diretta dipendenza, i Puntini di sospensione intendono un prosecuzione o alludono ad una reticenza.

\ Punto

Dal lat PUNCTUM forellino, P¨nto Ŕ il Pp di PUNGERE in ital P¨ngere con PungŔnte (Ved Pugna Guerra in Bello…), P¨ngolo o PungŔllo con PungolÓre, Pungýglio con Pungigli˛ne e Pungigli˛so, PungimŔnto, Pungit˛io, il composto Pungit˛po o Pugnit˛po (sorta d’erba pungente usata dai contadini per allontanare i topi), Pungit˛re, Pungit¨ra (adottato dal XIV sec, snm di Puntura). Dal Pp Punto i sostantivi P¨nto questo da Pungere nel senso di “cucire” cui il Sopp¨nto, il fig P¨nto “parte piccola”; in percorso si ha P¨nta da PUNCTA (anche nel senso di parte “terminale” o “avanzata”) con una variante P˛nta (simile alla mutazione di Unto in Onto), PuntÓglia “combattimento-contrasto” e PuntÓle questoc on un snm in G˛rbia o Sg˛rbia e Sc˛bbia, dal lat GULBIAM giÓ class GUBIAM d’origine celt, per accezione quella metallica di un bastone (o scalpello).

PuntamŔnto, il composto PuntapiŔdi, PuntÓre da Punta, PuntÓre da Punto, PuntÓre fig “segnare”, il volg PuntarŔlla (germoglio della cicoria catalogna), Puntaru˛lo o Punteru˛lo, i composti PuntasŔcca e Puntaspýlli, PuntÓta da Punto “forellino” e PuntÓta da Puntare, PuntÓto, Puntat˛re, Puntat¨ra, Puntazi˛ne, l’accr PuntÓzza, PunteggiÓre con PunteggiamŔnto, PunteggiÓto, Punteggiat˛re, Punteggiat¨ra (nella scrittura, snm di Interpunzione) e PuntŔggio, PuntellÓre con PuntellÓto, Puntellat¨ra e PuntŔllo, Punterýa, il composto Puntif˛rme, PuntigliÓre con Puntýglio, PuntigliositÓ e Puntigli˛so, Puntillýsmo attraverso il franc POINTILLISME (tecnica artistica, adottato nel XX sec) con Puntillýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere) e Puntillýstico, il dim Puntýna con Puntýno, PuntinÓto con Puntinat˛re, Puntinýsmo (adottato dal 1915, snm di Divisionismo (tecnica artistica), Puntizzat˛re, i composti Puntoc˛ma “punto e virgola” e PuntofrÓnco, Punt˛ne, Punt˛rio, PuntuÓle con PuntualitÓ, PuntualizzÓre con Puntualizzazi˛ne, Puntuazi˛ne, Punt¨ra (adottato dalla prima metÓ del XIII sec, snm di Pungitura) e la composizione Agopunt¨ra, Punt¨to, Punzi˛ne o Punz˛ne questo dal lat PUNCTIONEM cui PunzonÓre, Punzonat˛re, Punzonatrýce e Punzonat¨ra (questo in gergo sportivo-agonistico vale “assegnare i numeri ai concorrenti”), la variante PinzÓre questo dal lat volg PUNCTIARE sovrapposto a PICCARE cui PinzamŔnto, PinzÓta, Pinzatrýce, Pinzat¨ra, vrs PinzillÓcchera che vale “inezia-piccola parte”. Il percorso conta ancora PunzecchiÓre (suff attenuativo ICCHIARE, adottato nel XIV sec), il snm PunzellÓre da PunzŔllo (adottato dal 1313), il devb PunzŔcchio con PunzecchiamŔnto, e Punzecchiat¨ra, il prefissato SpunzecchiÓre (pref S intensivo). Attraverso il franc PINCER pinzare-stringere, l’ital conta Pýnza con PinzŔtta o meglio PinzŔtte transitato dal franc PINCETTES con PinzettÓre, i glb Pince”piega”e la locuzione Pince-nez “sorta di occhialini stringinaso” con NEZ naso

\ Il minuscolo segno grafico sulla vocale i, ovvero il puntino, non esisteva nel lat class; sarebbe stato introdotto nel Medioevo\

Con i pref, AppuntÓre denm da Punto e App¨nto (avverbio) dalla locuzione A punto, App¨nto devb da Appuntare con AppuntÓto. Ancora, Appuntýre e Appuntýto, Comp¨ngere e Comp¨nto, Compunzi˛ne, Disapp¨nto, Esp¨ngere (pref EX vale “cancellare con i punti”) con Espunzi˛ne, ImpuntÓre con ImpuntamŔnto e Impuntat¨ra, ImpuntigliÓrsi, Impuntýre con Impuntýto e Impuntit¨ra, Impuntuale (con IN negativo “non puntuale”), Impunt¨ra con ImpunturÓre e ImpunturÓto, Interp¨ngere con Interpuntývo e Interpunzi˛ne (snm di Punteggiatura) da INTERPUNCTIO INTERPUNCTIONIS (comprende Punto, Due punti, Punto e virgola, Virgola, Punto esclamativo, Punto interrogativo), Sp¨ntÓre calco di Appuntare con pref S e SpuntÓre denm da Punta col Pp SpuntÓto. Eppoi, Sp¨nto, Spunt˛ne, Strap¨nto, Strapuntýno ( questo in gergo marinaresco Ŕ il materasso della branda), Trap¨ngere, Trap¨nta, TrapuntÓre, Trap¨nto; dal giapponese l’ital ha adottato l’omologismo Fut˛n “grossa trapunta”. Dalla locuzione Nemmeno un punto che vale “nulla”, sta lievitando l’interesse semantico per l’ellittico Punto nel senso di “nessuno”. Quale segno ortografico Ŕ codificato in chiusura delle proposizioni.

Esiste un termine che vale Punta, attinto ad una serie onomatopeica P ZZ, cui, derivati e metaf, Pýzzo (adottato dal XIV sec) vrs attraverso il long SPIZZO cima-punta e il ted SPITZE, oggi snm di Tangente, con PizzacchŔrino o Pizzaccherýno (nel senso di becco) e PizzÓrda cui Pizzard˛ne (da un copricapo a feluca, il vigile urbano a Roma), PizzÓre e PizzicÓre, Pizzicherýa e PizzicÓgnolo (vendita di cose piccanti e chi le vende, con un suff di derivazione volg per nomi di strumento, ma che qui vale straordinariamente snm del suff VENDOLO) o Pizzicai˛lo con il volg Pizzicarolo, eppoi PizzicamŔnto, PizzicÓto, Pizzichýno, il salentino Pýzzica o Pizzica pizzica “frenetica danza contadina” snm di Taranta cui, in locuzione per indicarne i vari aspetti, Pizzica taranta, Pizzica de core (del cuore, ossia d’amore) e Danza delle spade (fig con fazzoletti rossi e gestualitÓ digitale). Le migliaia di presenti nella Notte della Taranta, organizzata a Melpignano (Le) nel 2008, comprova l’ancora viva suggestione per questa ant danza terapeutica, oggi del folclore salentino.

Il percorso conta ancora Pýzzico, Pizzic˛re, Pizzicorýno, PizzicottÓre con Pizzic˛tto, Pizz˛so, Pizz¨to con PizzutŔllo … il prefissato AppizzÓre “aguzzare” sovente variato fig in Appuzzare in voce volg.

Pýzza “focaccia”, con il veneto Pýnza, i derivati Pizzai˛lo, Pizzerýa, il dim PizzŔtta e PizzettÓro, dovrebbe trovarsi in questo percorso, in un criptato senso fig, ma non Ŕ accertato; non Ŕ tuttavia azzardato considerare il termine quale volg attestazione devb da “picchiare”, dal fatto che la pasta viene ben percossa dal pizzaiolo prima d’essere condita e infornata. Altra opinione etim potrebbe essere che il termine sia il devb del volg mer Appicciare o Picciare “accendere” (il fuoco), riconducibile ad Appiccare, dato che la pizza tradizionale si cuoce direttamente al fuoco. Infine, esiste la tesi che Pizza sia dal tema ar PITA focaccia cui l’omologismo Pýta; a ogni modo, Pizza Ŕ tra i vocaboli ital che hanno ottenuto la promozione quale termine glb.

Pseudoetim l’omologismo Pýta, snm di Agave, da voce sudamericana attraverso lo sp PITA. Pizza sta ancora fig per “noiositÓ- schiaffo-pellicola di film, sviluppata e arrotolata”.

Dal gr KENTRON aculeo-punta di compasso-centro-nucleo-sprone, il lat ha ricalcato il fig CENTRUM, cui CŔntro con CentrÓggio, CentrÓle, Centralýna e Centralýno con Centralinýsta, Centralýsmo, CentralitÓ, CentralizzÓre con CentralizzÓto e Centralizzazi˛ne, CentramŔnto CentrÓre con l’iterativo RicentrÓre, CentrÓto, Centrat˛re, Centrat¨ra, CŔntrico, Centrýno, il termine chimico Centri˛lo attraverso l’ingl CENTRIOLE, il politico Centrýsmo con Centrýsta, Centr˛ide, i prefissati AccentrÓre (AD allativo) con AccentramŔnto e Accentrat˛re, ConcentrÓre (CON associativo) cui ConcentrÓbile, ConcentramŔnto (donde i famigerati campi), ConcentrÓto, Concentrat˛re, Concentrazi˛ne, ConcentrazionÓrio, Concentrazionýsmo, ConcŔntrico e ConcentricitÓ con i doppi prefissati DeconcentrÓre (DE privativo) con DeconcentrÓto e Deconcentrazi˛ne, RiconcentrÓre (RI iterativo); eppoi DecentrÓre o DicentrÓre (DE di allontanamento) con DecentramŔnto o DicentramŔnto, DecentrÓto, DecentralizzÓre e Decentralizzazi˛ne, DiscentrÓre (DIS dispersivo) con DiscentramŔnto, IncentrÓre (IN illativo) col devb IncŔntro, ScentrÓre (S sottrattivo) con ScentrÓto e Scentrat¨ra. I termini EccentricitÓ ed EccŔntrico, con tutta la loro semant fig e letterale, derivano direttamente dal gr KENTRON col pref EK fuori e pertanto stanno per “fuoricentro”. Eppoi Centrol˛fo “sorta di pesce” (col gr LOPHOS cresta-ciuffo) in cui il pref Centro vale “aculeo”cosý come in Centrýna “sorta di squalo” dal gr KENTRINES, ed ancora CentrÓnto (col gr ANTHOS fiore) e CentracÓntidi (Famiglia di pesci, col gr AKANTA spina) dove Centro vale “sprone”.

Il percorso prosegue con CENTRO quale pref, adattato o meno, nelle composizioni CentrafricÓno o CentroafricÓno, CentramericÓno o CentroamericÓno, CentrasiÓtico o CentroasiÓtico, gli sportivi CentrattÓcco o CentroattÓcco e CentravÓnti o CentroavÓnti, CentrocÓmpo con Centrocampýsta, Centroclassýfica, CentrodŔstro, CentromediÓno, Centrosinýstro e Centroterzýno eppoi Centrýfuga con Centrýfugo cui CentrifugÓre, CentrifugÓto, Centrifugazi˛ne e la locuzione fisica e astronomica Forza centrifuga, eppoi CentritaliÓno, Centrob˛a, il politico CentrodŔstra, CentrodorsÓle, CentroeuropŔo, CentroitaliÓno o CentritaliÓno, Centrolecýtico, Centr˛mero (dal gr MEROS parte), CentropÓgina, CentrosfŔra, il politico Centrosinýstra, il biologo Centros˛ma, CentrosostŔgno, CentrospŔrme (dal gr SPERMA seme), CentrotÓvola, lo sportivo CentrovÓsca. Il percorso prosegue ancora con CENTRO e CENTRICO in suff per composizioni quali AerocŔntro, AutocŔntro, i termini geometrici CircocŔntro, ExcŔntro (con EX fuori) e IncŔntro (pref IN illattivo), MetacŔntro (termine navale, col gr META dopo, con) cui MetacŔntrico, il dantesco QuincŔntro “qui dentro” dalla locuzione Quinc’entro, RadiocŔntro, EgocŔntrico (al proprio Io (EGO in lat) ogni valore), EterocŔntrico (col gr HETEROS altro, vale “porre il prossimo al centro dei valori”), EtnocŔntrico con Entocentrýsmo ed Entocentrýsta (col gr ETHNOS popolo, vale “analizzare la storia attraverso l’etnia), EurocŔntrico, MonocŔntrico, MulticŔntrico, OmocŔntrico (dal gr HOMOS uguale), OrtocŔntrico (dal gr ORTHOS dritto-conforme), PaidocŔntrico (col gr PAIDOS fanciullo) e Paidocentrýsmo o PedocŔntrico con PedocentrŔýsmo, PolicŔntrico, TelocŔntrico (col gr TELOS fine).

Il termine Pungente avrebbe l’omologo etrusco TAPHANE, l’ispirazione per il lat agreste TAFANUS dal class TABANUS, cui l’ital TafanÓrio, TÓfano e, dal lat class, l’esplicito TabÓnidi (la famiglia).

Nel long ZINKHA vale Punta, cui l’omologismo Zinc˛ne che sta fig per “mozzicone”. Nessuna connessione con il minerale Zýnco (simbolo Zn), rintracciabile in alcuni alimenti quali latte, fegato e frutti di mare), un omologismo dal ted ZINK cui ZincÓggio, ZincÓre con ZincÓnte, ZincÓto, Zincat˛re, Zincat¨ra, Zincherýa, Zincýte (suff ITE per minerali), i composti Zincýfero, Zincografýa con ZincogrÓfico e Zinc˛grafo, Zincotipýa con Zincotipýsta. Il Solfuro di zinco Ŕ anche indicato con BlŔnda, omologismo attraverso il ted BLENDE dalla locuzione BLENDENDES ERZ minerale ingannevole poichÚ Ŕ confondibile con la Galena, vrs connesso in area indoeur con l’ingl TO BLEND mescolare cui il glb BLENDED “sorta di whisky con miscela di distillati”.

Ancora, attraverso il long ZIPPIL punta, l’ital conta l’omologismo Zýpolo con ZipolÓre e vrs il volg mer Zippo “astina-legnetto (a punta)”; si potrebbe credere che l’onomatopeico Zip “chiusura lampo”, di genesi ingl, cui l’omologismo ZippÓre, abbia una certa connessione riflettendo sul fatto che artigianalmente sopravvivono chiusure lampo realizzate mediante l’antica pratica degli alamari e olivette “zipoli” (giaccone montgomery).

(PUNTO) ESCLAMATIVO o INTERIEZIONE

Lo si utilizza al termine di una frase interrogativa per imprimere la corretta intonazione. Gli spagnoli, allo scopo di evitarne il ritardo percettivo da parte del lettore, lo anticipano all’inizio della frase in forma capovolta, fermo restando la posizione convenzionale al termine.

Al verbo lat CLAMARE chiamare, l’apposizione del pref EX intensivo semantizza Esclamatývo da EsclamÓre (adottato dal XIV sec) in “pi¨ che chiamare” cui l’aferetico SclamÓre o il desueto ScramÓre, in complanare con SchiamazzÓre e SchiamÓzzo questi col pref S durativo ed il suff peggiorativo AZZO cui il suff verbale AZZARE. In persorso, l’obsoleto EsclamamŔnto, EsclamativamŔnte, Esclamat˛re, Esclamazi˛ne o l’aferetico Sclamazi˛ne.

Il suo snm Interiezi˛ne (sorto in contemporanea al primo), cui Interiettývo con InteriettivamŔnte, viene dalla composizione lat INTER-IACERE frapporre.

Esempi di Interiezione sono Ah!, Ahi-Óhi!, AhimŔ! o AimŔ!, il volg romanesco Ah˛!, Ahm!, Bah, Beh!, Boh!, Toh!, Neh! e Urca-¨rca! questo quale ipocoristico volg di Porca miseria! che esprimono dispiacere-pentimento… la derivazione pu˛ essere di natura onomatopeica o dall’uso esclamativo di parole.

(PUNTO) INTERROGATIVO

Lo si utilizza al termine di una domanda per imprimere la corretta intonazione. Gli spagnoli, allo scopo di evitarne il ritardo percettivo da parte del lettore, lo anticipa all’inizio della frase in forma capovolta, fermo restando la posizione convenzionale al termine.

In greco anche moderno il Punto e virgola vale Interrogativo.

\ Rogare

Al verbo lat ROGARE chiedere, forma intensiva di REGERE, cui RogÓre pregare con RogatÓre, RogatÓrio, Rogat˛ria, Rogazi˛ne, Rogazionýsta (termine liturgia cattolica), il pref INTER assegnerebbe la sfumatura “chiedere tra i dubbi per sapere”, ovvero InterrogÓre con InterrogÓnte, InterrogativamŔnte, Interrogatývo, InterrogÓto, Interrogat˛re, Interrogat˛rio e Interrogazi˛ne.

La locuzione Interrogazione retorica esprime una proposizione che giÓ contiene la risposta desiderata, inducendo l’interlocutore ad accettarla, quale “La guerra non Ŕ sempre utile ai fabbricanti d’armi?” da non equivocare con l’ Interrogazione direttiva la quale esplica una disposizione, un ordine, come in “Mi passi il cacciavite?”. L’enunciazione “Vero o falso?” Ŕ un esempio di interrogativa-congiuntiva.

In area ger REGIN vale suggerimento, consiglio, connesso con RAGAN senno, cui l’onomastico Rinaldo composto con WALTAN comandare che vale “comanda con saggezza”.

R˛gito “presentazione di un disegno di legge, atto notarile” sorge dall’inc lat dei Pp ROGATUM chiesto e PLACITUM piaciuto, quindi sta per chiesto ci˛ che Ŕ piaciuto. Altri pref assegnano al verbo ROGARE diversi significati, quali (AB)AbrogÓre “ritirare-annullare” con AbrogÓbile, Abrogatývo, Abrogat˛rio, Abrogazi˛ne e Abrogazionýsta, (AD)ArrogÓre “chiedere per sÚ”, col Ppres ArrogÓnte e ArrogÓnza da ARROGANTIA, Arr˛gere e Arr˛to o Arru˛to dal lat ARROGERE aggiungere da ARROGARE con metaplasmo, eppoi (EX)ErogÓre “chiedere da…” ma la semant ne ha invertito il significato (enantiosemia) in “distribuire”, con ErogÓbile, ErogabilitÓ, Erogat˛re ed Erogazi˛ne, (IN)Irr˛gare “proporre al popolo (una legge)” con Irrogazi˛ne, (SUB)Surr˛gare “al posto di …” con SurrogÓbile, SurrogabilitÓ, SurrogamŔnto, SurrogÓto, Surrogat˛rio e Surrogazi˛ne. Da Arroganza, attraverso l’aferetico RogÓnza e il volg Ruganza si arriva al personaggio teatrale romanesco Rugantino.

Termine alieno nel percorso Ŕ R˛go “pira”, dal lat ROGUS discendente dal gr-siciliano RHOGOS covone; vrs semant in fuoco dall’immagine di un covone in fiamme, non certamente raro sotto quelle temperature estive.

VIRGOLA - PUNTO E VIRGOLA - VIRGOLETTE

La Virgola indica un breve pausa all’interno del periodo, il Punto e virgola una pausa pi¨ lunga ed Ŕ norma utilizzarla una sola volta nel periodo.

Le Virgolette, o Doppie virgole, infine, semplici o in coppia, sono adottate per porre in rilievo una parola, una locuzione, una frase; da usare con educazione intellettuale poichÚ alle volte possono implicare discrediti e offese fini a se stessi; talvolta assumono la forma di piccole parentesi uncinate.

\ Verga

Výrgola discende dal dim lat VIRGULA piccola verga di VIRGA verga, dal lat VERGERE, cui VŔrgere, VirgolÓre, Virgolat¨ra, VirgolŔtta, VirgolettÓre, VirgolettÓto, Virgolettat¨ra, e, con i pref, ConvŔrgere, DivŔrgere: il rad Ŕ WERG inclinarsi (Ved Manganello… in Bastonare…). La Virgola, infatti, Ŕ il segnetto grafico posto in obliquo.

Il lat medv aveva coniato VIRGELLA quale dim di VIRGULA, cui l’ital VergŔlla e, da una variante volg, VerzŔlla e VŔrza o SvŔrza “scheggia di legno” (omn di Verza “verdura) cui SverzÓre “rompere in sverze” o “otturare con sverze” e ilo dim Sverzýno, da non equivocare con VŔrza plur si VIRIDIS verde.

La rad WERG inclinarsi pare sia il risvolto di una precedente WREG premere (vrs l’immagine “premere per piegare”), passata poi a URG cui Urgere-¨rgere, UrgŔnte, UrgŔnza.

BASTONARE ABBACCHIARE AMMAZZARE

BASTONARE

BastonÓre viene dal lat volg BASTIUM basto, attinto al gr BASTAZO io trasporto. Il BÓsto Ŕ la sella che regge i carichi delle bestie da soma cui il BastÓio; metaforicamente Ŕ la “fatica dura” donde BastÓgio o BastÓso da BASTASIUS lenito nel medv VASTASIUS cui il mer Vastase (pugliese) con il pi¨ diffuso VastÓso (siciliano) “facchino”, cui VastasÓta, fig trasferitosi nel valore di “giullare-mimo” ma anche, partendo dal significato di “svuotare per opera dei facchini”, nel senso semant o fig di “devastatore” come pu˛ esserlo un bambino per gioco o un delinquente piccolo e grande.

L’accr Bast˛ne, dal lat BASTO di tema med BASTA sostegno per trasporto, contrariamente alla tradizione, Ŕ il Basto per accezione, ovvero il “sostegno” retto dalla mano, per portare il carico tenuto in equilibrio sulla spalla o, puntellato al suolo, per sorreggere il proprio corpo. Da qui, fig in gergo navale, BastiŔre “barra di legno” e il dim BastŔtto attestatosi in “regolo”. Nell’usare il verbo d’azione Bastonare, la semant ha privilegiato la pratica aggressiva “percuotere-colpire col bastone”, anche in senso fig, cui BastonÓbile, BastonÓta, BastonÓto, Bastonat˛re, Bastonat¨ra, i dim Bastoncýno e l’anatomico BastoncŔllo questo anche fig “sorta di cellula” con l‘aggettivo “chimico” BastoncellÓre.

In connessione con BASTAZO o a questo assimilato, il gr conta PATASSO batto, ferisco cui BatassÓre “scuotere” con Patassýo frastuono.

Dal franc ant CRIQUET bastone, l’ital conta, attraverso l’ingl, il glb Cricket “sorta di gioco” cui ancora Wicket che ne Ŕ la porta, questo inv da WICKET cancelletto.

Ancora dall’ant nordico RARLIK da RAR bastone e LIK falda di vela, attraverso il franc RALINQUE, l’ital conta l’omologismo Ralýnga “sorta di cavo per vela” cui RalingÓre, snm di Gratile.

Da BASTO derivano il verbo denm BastÓre “corrispondere al carico sopportato dal basto” cui il sostantivo BastŔrna “lettiga”, eppoi l’interiezione BÓsta!, BastÓnte, BastantemŔnte, BastŔvole e l’avverbio con funzione aggettivale AbbastÓnza, questo da BastÓnza prefissato AD dell’astratto BASTANZA di BASTARE.

Bastazo, quale voce veneziana, vale “facchino”.

Tramite il passaggio dal long BASTJAN allacciare e dal franc BASTJAN intrecciare derivano i vari BÓsta “imbastitura” con Bastýa, Bastýre con i prefissati Imbastýre e Imbastit¨ra, BastimŔnto questo dal lat medv BASTIMENTUM costruzione; ancora, lo sdrucciolo BÓstia “fortificazione” attraverso il franc BASTIE con il suo accr Basti˛ne cui BastionÓre, BastionÓta, BastionÓto, Bastionat˛re, Bastionat¨ra e un Bastýta.

BastÓrdo (suff spregiativo ARDO) Ŕ il termine fig che sta per “nato da un intreccio tra principe e concubina” con BastardÓggine, il metaf BastardÓta “carognata”, Bastard¨me col suff UME collettivizzante ovvero un “insieme di bastardi”, i fig BastÓrda “sorta d’imbarcazione” e BastardŔlla “sorta di tegame o di arma da fuoco”, BastardŔllo “sorta di registro”, BastardiŔra “area di un vivaio” attraverso il franc BATARDIERE da BATARD bastardo.

Gran Bastardo Ŕ stato l’epiteto assegnato a Renato di Casa Savoia (1468/1525).

BatÓcchio (adottato nel XV sec), dal dim lat volg BATUACULUM, Ŕ il grosso bastone specifico per colpire cui BatacchiÓre, BatacchiÓta, un prefissato AbbatacchiÓre (A allativo) e dal suo utilizzo Ŕ nato fig il BatÓcchio delle campane (e dei portoni); la derivazione Ŕ dal class BATTUERE cui, con sincope delle u, si ha BÓttere con Battýgia o BÓttima Battitýccio, BÓttito, Battit˛ia, Battit˛io, Battit˛re e Battitrýce, Battit¨ra, il fig Batt˛na “che batte il marciapiede”, Batt¨ta eppoi il Ppres sostantivato BattŔnte (metÓ di una porta o finestra) con Battentat¨ra e Battentýno; il percorso prosegue con BattŔrio o BactŔrio (adottato dal 1888) dal gr BAKTERION bastoncino snm di Bacillo (adottato in contemporaneitÓ), meglio BattŔri, BattŔrico o BactŔrico, cui i composti Battericýda o Bactericýda, Batteriemýa (con EMIA “sangue”), Batteri˛fago o Bacteri˛fago il cui ipocoristico Ŕ Fago, Batteri˛fite (con FITO della botranica), Batteriolýsi con Batteriolisýna, Batteriolýtico, Batteriologýa o Bacteriologýa con Batteriol˛gico e Batteri˛logo o Bacteriol˛gico e Bacteri˛logo, Batterioscopýa, Batteri˛si (suff patologico OSI), Batteri˛stasi con BatteriostÓtico, BatterioterÓpico o BacteriotrerÓpico,

Il termine polisemico Batterýa Ŕ dal franc BATTERIE da BATTRE battere cui Batterýsta (musicale).

Il termine glb franc Boutade (pron butad) adottato nella scherma Ŕ dall’ital Botta e vale anche fig quale “battuta di spirito”.

\ Alcuni ricercatori israeliani sono riusciti a costruire una Batteria elettrica ricavando Zinco e Rame dalle patate.\

La rad Ŕ molto diffusa, pertanto si ha il glb ptg Batida “frullato-sbattuto”, quello franc Battage da BATTRE battere e BattŔria attraverso BATTRIE; l’ital conta ancora BÓtolo, Bat˛sta con BatostÓre vrs attraverso un percorso ptg-prvz con perdita della seconda t.

Termine alieno BatÓta (sorta di pianta delle Convolvulacee) omologismo di genesi Haiti attraverso lo sp BATATA.

Con i pref, il percorso di Battere conta AbbÓttere con Abbattýbile, il composto AbbattifiŔno, AbbattimŔnto, Abbattit˛re, Abbatt¨ta e Abbatt¨to. CombÓttere con CombattŔnte, Combattentýsmo, Combattentýstico CombattimŔnto, Combattit˛re, CombattivitÓ da Combattývo, Combatt¨to e la composizione glb ingl Combat vest (con VEST giubbotto “da combattimento”). ControbÓttere con Controbatterýa, Controbattit˛re e Controbatt¨ta. DibÓttere con DibattimentÓle, Dibattit˛re da DibÓttito, Dibatt¨to e DibattimŔnto, ImbÓttere meglio ImbattŔrsi con ImbattibiltÓ da Imbattýbile, il sostantivo ImbÓtto “l’imbattersi”e Imbatt¨to, RabÓttere “accostare (chiudere appena)” con un incerto RabÓzza o RabbÓzza (termine marinaresco), RibÓttere con RibattimÓnto, Ribattýno (snm di Ribadino), Ribattit˛re, Ribattit¨ra e Ribatt¨ta. SbÓttere con SbattimŔnto, SbÓttito, Sbattit˛ia, Sbattit˛io, Sbattit˛re, Sbattit¨ra, Sbatt¨ta e Sbatt¨to, i composti SbattighiÓccio, Sbattiu˛va. Battere, oltre ai derivati espliciti, ove contratto nel pref BATTI-BATTO, compone una lunga serie di vocaboli, da BattibalŔno a Battologýa, con Battol˛gico, termine questo che sta per abitudine di ripetersi continuamente in un medesimo discorso, passando da BattibeccÓre con BattibŔcco, Battic˛ffa, BattifiÓcca, Battif˛lle “bastita” (col suff da Follare), BattifrŔdo attraverso il franc BERFROI macchina d’assedio vrs sovrapposto a Battifolle, BattilÓna con BattilÓno “operaio addetto”, Battilocchio “tic delle palprebe”, Battil˛ro “artigiano dell’oro”.

BattÓglia da lat BATTALIA di BATTUERE cui BattagliÓre con Battagliat˛re, BattagliŔre, BattagliŔro con BattaglierŔsco, Battagli˛la o Battagliu˛la, Battagli˛ne, Battaýzza “sbattimento dell’acqua” attraverso il veneto. Il gr conta lo specifico ENYALIOS battagliero cui l’aggettivo EniÓlio epiteto di Ares il dio della guerra, omologato nel romano Marte.

Il lat BATUACULUM ha imposto al prvz il termine BATALH, il quale Ŕ ritornato in BattÓglio (giÓ in uso nel 1400), snm quindi di Batacchio o Battente (per bussare), cui SbattagliÓre.

BattŔllo, che appartiene alla famiglia latina di “battere”, ritorna in ital dopo l’attestazione prvz in BATEL (ingl BAT racchetta - BOAT battello), cui BattellÓnte o BattelliŔre; termine alieno BattelmÓtt “sorta di formaggio composto dall’oronimo Battel (Valle Anzasca) e dal franc MATTE “tipo di latticini”.

Padre del Battello a vapore Ŕ considerato Robert Fulton che il 17 agosto del 1807 ne inaugur˛ il primo viaggio lungo l’Hudson da New York ad Albany con un motore da 24 cavalli-vapore.

Dall’ingl BOAT si conta la locuzione glb Cat boat “battello gatto” fig una sorta di battello eppoi Boat people “profughi (gente)in barca” coniato dal 1979, al tempo dei fuggiaschi dal Vietnam, alla fine del conflitto con l’abbandono degli americani. Il glb ingl Ferryboat nave traghetto Ŕ composto con il verbo TO FERRY traghettare cui l’omologismo di suono siciliano Ferrib˛tto.

Il pref BATI, in composizioni quali Batibent˛nico (zoologia, con Bentonico), Batigrafýa con BatigrÓfico, BatinÓuta, Batimetrýa, BatipelÓgico, BatiplÓncton, BatiscÓfo, Batisc˛pio con Batisc˛pico, BatisfŔra, viene invece dal gr BATHYS di BENTHOS profonditÓ, cui BatiÓle, BŔntos o BŔnthos dal gr BENTHOS profonditÓ cui Bent˛nico; termini alieni nel percorso, Bentonýte (suff ITE per minerali) dal toponimo Fort Benton in Montana (USA) eppoi Batýc o Batýk “tecnica di colorazione” omologismo dal malese BATIQ). Ancora, il suff BATO in composizioni quale Is˛bato o Is˛bata (col gr ISOS uguale); nulla vieta di pensare ad una connessione rad associativa di BATTI “battere” con BATI “fondo” nel senso di battere il fondo.

BattezzÓre, con Battezzat˛io o Battezzat˛rio, BattezziŔre, eppoi Battýsta “il battezzatore” per accezione nell’onomastica da Giovanni Battista, col suff ISTA1 di collegamento ai sostantivi in ISMO, qui da un sottintesto “Battismo” non linguistico ma adottato in Anabattýsmo con Anabattýsta e Anabattýstico il cui pref ANA di nuovo indica i luterani, calvinisti e anglicani che sostengono laa necessitÓ di rinnovare il battesimo in etÓ adulta.

Il percorso prosegue con BattistŔro o BattistŔrio, o un desueto BattistŔo, dal tardo lat BAPTIZARE giÓ gr BAPTIZEIN immergere, che appare in connessione con BATHIS profonditÓ.

L’omn Battýsta o Batýsta, alieno in questo percorso, ovvero pseudoetim, Ŕ anche la tela di lino puro, che prende il nome dal suo fabbricante, Baptiste, vissuto a Cambrai nel XIII sec.

Il termine Balýlla, in auge nel ventennio fascista (adolescente paramilitare e tipo di auto FIAT) si rifÓ al vezzeggiativo Balilla del ragazzo Giovanni Battista Peraso che nel 1746 avvi˛ involontariamente l’insurrezione di Genova contro gli austriaci; il termine dovrebbe avere una connessione almeno fig con il percorso di Balia. La composizione Calciobalýlla dalla pi¨ corretta Calcio-Balilla, quindi, starebbe per “incontro serio di calcio in dimensione gioco da tavolo (per ragazzi)”, a ricordo della storica protesta esplosa a seguito di una ragazzata.

1 Per il suff ISTA connesso con il suff ISTICO, fonte di perplessitÓ poichÚ appaiono intercambiabili, si potrebbe adottare la norma per cui il primo sta ad indicare una veritÓ, leggi Falangista nel senso di appartenente alla Falange; il secondo, leggi Falangistico, assume il significato di “idealmente, potenzialmente un falangista- comportamento da falangista”.

Questo varrebbe, ancora per esempio, in Omologista e Omologistico, Realista e Realistico… e cosý via.

\ Soma Salma

S˛ma (adottato nel XIII sec), snm di Basto (questo in uso subito dopo, nella prima metÓ del XIV sec), derivato dal lat tardo SAUMA, dal gr SAGMA, cui SomÓro dal lat SAUMARIUS, il verbo iterativo SomeggiÓre, SomiŔro questo transitato dal franc SOMIER e SÓlma, termine quest’ultimo che in origine indicava “carico”, donde Salmerýa, poi, via via, “carico morto” e “cadavere”. Una voce d’incitamento per il somaro Ŕ Arri!, vrs d’origine onomatopeica che apparirebbe connessa con Arriba!, l’Evviva in sp. Il glb Sommelier, pur tratto dal franc, Ŕ il derivato dal lat SAGMARIUS conduttore di bestie da soma, svoltosi quale “incaricato dei viveri”, poi “addetto alla tavola” ed infine “esperto nella scelta dei vini” e della loro qualitÓ; negli assaggi per esaminarei vini, il sommelier adotta termini quali Corto, Decrepito, Grasso.

Il gr, viepi¨, conta SOMA quale corpo, cui il biologico S˛ma “insieme delle cellule”, SomÓtico, Somatologýa, il composto Dittios˛ma (organo cellulare, col gr DIKTYON rete) e il prefissato Pros˛ma (pref PRO); eppoi Bis˛ma (adottato in architettura “doppio corpo” cui la locuzione Arcosoli bisomi. Salm˛ne o l’ant Salam˛ne, con un volg Sermone, Ŕ dal lat SALMO, vrs in percorso con SALMA carico, peso, dalle dimensioni ben superiori alla media per un pesce che si trova nelle acque dolci; in realtÓ, il Salmone, della famiglia dei Salm˛nidi, abbandona l’Atlantico sett per risalire i fiumi solo per la riproduzione. Termine pseudoetim SomÓsco, meglio SomÓschi, questo ordine religioso fondato a Somasca (Bergamo) da S. Girolamo Emiliani nel 1528.

La mutazione lemmatica da SAGMA a SAUMA e Salma Ŕ analoga al passaggio dal gr SMARAGDOS al lat SMARAUDUS e all’ital SmerÓldo, cui Smeraldýno, dovuta ad un’attestazione sett; per il primo, del gruppo gma in uma eppoi lma per il secondo, di gdo in udo eppoi ldo; entrambi con sostituzione finale della u in l. Nel secondo, ancora, c’Ŕ stata l’apofonia della prima lettera a in e.

\ Nella Cristalloterapia, lo Smeraldo avrebbe la proprietÓ di proteggere dalle radiazioni \

Somaro in gr Ŕ KANTELIOS, da tema med KANTHA, tradotto in lat CANTHERIUM cavallo castrato, cui l’ital CantŔo, usato come sostegno, svoltosi via via in “cavalletto di sostegno” sino a semplice “sostegno”, cui il glb ingl Cantilever “mensola”, CantinŔlla “asta o fila di lampade” adottato in teatro (omn di Cantinella”recipiente”), Cantýno “corda del violino”, CantiŔre “grossa trave”, un termine questo ampliatosi in “pali che sostengono una tettoia” eppoi via via in loggia, struttura complessa, fabbrica, organigramma… cui Cantierýstica, Cantierýstico e CantierizzÓre; vrs connesso anche fig con il lat CANTHARUS coppa cui l’ital CÓntaro o CÓntero “recipiente”, CÓntera “cassetto” e CanterÓno “mobile per biancheria”.

Nel volg mer esiste la voce Cantro che indica il recipiente per i bisogni fisiologici, insomma la primordiale tazza del gabinetto.

L’omn CÓntaro “misura” Ŕ dall’ar QINTAR, dal gbz KENTENARION attinto al lat CENTENARIUS centinaio.

\ Ibrido

Ibrido-ýbrido (giÓ in uso nel 1498), snm di Bastardo (giÓ ricorrente nel 1306), Ŕ dal lat HYBRIDA, svoltosi nel franc HYBRIDATION cui l’ital Ibridazi˛ne, giÓ gr HYBRIS alterigia; in percorso, Ibridat˛re, Ibridazi˛ne, Ibridýsmo, Ibridizzazi˛ne, i composti Ibridologýa con Ibridol˛gico, Ibrid˛ma (suff biologico-medico OMA) e il prefissato biologico Diýbrido (DI di DIS due volte).

Il franc ant avea BORT per Bastardo, cui fig l’omologismo B˛rt (minerale) e vrs l’origine di Bortolotto, Bortoloso e simili nella cognomastica, ma c’Ŕ da aggiungere, difficile verificarne una connessione rad, l’omologismo Bortsch (pron borsc) dal russo BORSC acanto, sorta di minestrone acidulo con cavoli e barbabietole.

\ Affliggere

Il lat conta anche FLIGERE battere dalla serie onomatopeica BHL (o DHL) cui Afflýggere con Afflýtto, Afflizi˛ne, Conflýggere con Conflýtto, Inflýggere con Inflýtto; non Ŕ inverosimile una connessione rad con l’ar FITNA conflitto.

La serie onomatopeica con base B conta B B poltiglia cui B˛bba o B˛ba e Sb˛bba o Sb˛bbia con pref S intensivo, BU BA cui il lat BUTIO “sorta di uccello” donde Tarab¨so o Tarab¨gio con Tarabusýno (fig con il lat TAURUM toro) snm di GuÓcco questo ancora onomatopeico, della Famiglia degli Ardeidi: da non equivocare con GuÓco “sorta di pianta erbacea delle Composite” omologismo di genesi del Nicaragua.

\ Immergere Tingere

L’ital ImmŔrgere, con Immergýbile, Immersi˛ne e ImmŔrso, Ŕ dal lat MERGERE affondare cui il corretto ma desueto MŔrgere, poi attestatosi IMMERGERE (pref IN illativo); il percorso conta ancora EmŔrgere dal EMERGERE (pref EX) cui EmergŔnte, Emergentýsmo, EmergŔnza, EmergenziÓle con Emergenzialýsmo ed Emergenzialýsta, ed Emersi˛ne con EmŔrso, RiemŔrgere (RI reiterativo) con Riemersi˛ne, infine SommŔrgere da SUBMERGERE (pref SUB), cui Sommergýbile (dal XVIII sec), snm di Sottomarino (dal 1827), e Sommersi˛ne, con un ant snm DemŔrgere da DEMERGERE (DE conclusivo). Tutti termini ispirati a MERGUS, questo una specie d’uccello che s’immerge, in ital MŔrgo cui SmŔrgo e SmergolÓre; la rad Ŕ MEZG immergere.

\ Il numero unico per Chiamata d’emergenza, in area europea sarÓ il 112 che andrÓ a sostituire i vari 113,115 e 118 /

Il lat conta anche TINGERE immergere in un liquido (in connessione con il verbo TANGERE toccare-sfiorare con normale passaggio di a in i, quale forma intensiva), cui Týngere Týnto questo dal Pp TINCTUS col fem Týnta cui TintarŔlla con TinteggiÓre, Tinteggiat˛re e Tinteggiat¨ra, eppoi Tintorýa, TintoriÓle (termine in Istologia), Tint˛rio da TINCTORIUS, Tint¨ra da TINCTURA… il composto TintillÓno dalla locuzione Tinto in lana (prima della tessitura) e i prefissati Intýngere da INTINGERE (IN illativo) con la variante Intýgnere con Intýngolo e Intýnto, Ritýngere (RI reiterativo) con Ritýnto e Rotint¨ra, Stýngere o Stýgnere (S sottrattivo) con Stýnto; forse sovente sovrapposti con la rad di Týna dal lat TINA bottiglia, di Týno (snm di Botte) da TINUM con Tin˛zza e il dim TinŔllo.

CuriositÓ linguistica ci viene da BÓffo, dal gr BAPHE tintura, ovvero, fig “tintura al di sopra delle labbra”, cui SbaffÓre e SbÓffo; dal volg lombardo Barbiset “baffetto” Ŕ sorto BasŔtta (omn di Basetta dim di Base) con l’accr Basett˛ne e il dim Basettýno fig sorta di uccello di palude dei Timalidi, questo connesso con il percorso di Timo.

Snm di Intingere (adottato nel XIV sec), l’ital conta ZuppÓre (in uso dal 1879) con InzuppÓre dal got SUPPA ma giÓ lat SUPPAM in origine fetta di pane intinta, cui Z¨ppa, ZuppÓta, ZuppŔtta, ZuppiŔra e Z¨ppo questo ipocoristico di ZuppÓto cui InzuppÓto, la locuzione dolciaria Zuppa inglese alias Zuppa degli Este; una sorta di zuppa di verdura Ŕ detta Alla Julienne attraverso la locuzione franc POTAGE A LA JULIENNE in onore di un Julien o di una Julienne cui l’ital Giuliano o Giuliana. La zuppa composta di erbe tipiche locali Ŕ detta in genovese Prebuggi¨n perchÚ pare sia stata storicamente composta per la tavola di Goffredo di Buglione, pertanto sarebbe un corruzione di Pro Buglione.

\ Il piatto simbolo della cittÓ americana di S. Francisco Ŕ una zuppa di pesce detta Cioppýno, termine derivato dal ligure, poichÚ fu importata dai genovesi.\

Il gr conta lo specifico MYSTAKS MISTAKOS giÓ MUSTAKION labbro superiore-baffo cui MostÓccio (adottato dal XIV sec), MustÓcchio, e il composto MisticŔti (Sottordine di Cetacei) con KETOS cetaceo; da non equivocare con Mostacciolo da Mosto.

\ Manganello Gianna Verga Fuscello

Frusta Frustra

ManganŔllo “bastone corto di legno” (adottato dal XII sec), altro termine schiettamente aggressivo, Ŕ il dim di MÓngano, dal lat MANGANUM, dal gr MANGANON, e sta per arnese da combattimento, ovvero un’arma, attestatosi fig in “macchina utensile sia per tessitura sia per stiratura”. Lo strumento quale arma Ŕ in dotazione alle forze dell’ordine, i cui snm Randello (dal XIV sec) e Sfollagente adottato in era fascista.

\ Una straordinaria coincidenza ha voluto che il capo della polizia italiana (2008) abbia il cognome Manganelli. Coincidenza che riappare in Padre Cantalamessa, un ministro della Chiesa Cattolica. Si potrebbe definirla omologismo della cognomastica nel mestiere . I romani invece asserivano che IN NOMINE OMEN “Il destino Ŕ nel nome che si porta”.\

GiÓnna “bastone” Ŕ dallo sp JINETA, cui GiannŔtta “asta, lancia” in dotazione ai guerrieri berberi Zeneti. Esiste il termine Giannýzzero importato dal turco YENI-CERI giovane soldato, recluta, che induce a credere in una connessione con Giannetta “arma in asta” dallo sp JINETA. e con GiannŔtto dallo sp JINETTE cavallo di razza cui GinŔtto o GiannŔtto. Il Giannizzero indossava il DulimÓno, questo omologismo dal turco DOLAMAN. Termini omonimi, GiannŔtta “vento gelido di gennaio” il cui termine sembra stato ispirato ad una Gianna (forse perchÚ frigida?); GiannŔtta “filatoio” questo dall’ingl Jenny, nome della figlia di James Hargreaves l’ideatore (1770).

VŔrga Ŕ dal lat VIRGA ramo flessibile, di rad WERG, connessa alla rad VIR uomo, cui VergÓio “pastore”, ossia l’uomo che tiene la verga, VergÓre, VergÓto, Virg¨lto da VIRGULTUS coperto di ramoscelli dal dim VIRGULA di VIRGA ramoscello (Ved Virgola in Segni ortografici) connesso con Vergine, la locuzione Verga d’oro “sorta di pianta”. VŔrga Ŕ ancora fig l’organo sessuale maschile.

Il lat conta ancora il termine FUSTIS bastone o palo, cui il verbo FUSTARE bastonare; nel percorso troviamo anche Fr¨sta, FrustÓio, FrustÓre cui l’iterativo RifrustÓre con Rifr¨sto, Frustat˛re, il Pp aggettivato Fr¨sto e fig FrustrÓnte con FrustrÓre, FrustrÓto e Frustrazi˛ne poichÚ l’inserimento della lettera r Ŕ dovuto ad una sovrapposizione di Fusta con il lemma Briglia. FuscŔllo, con Fuscellýno, Ŕ dal lat volg FUSTICELLUS dim di FUSTIS, cui F¨sta, FustÓgno o FrustÓgno, FustÓia, FustigÓre, F¨sto. Un colpo di frusta, attraverso una serie onomatopeica, Ó detto ScilÓcca cui ScilinguÓgnolo “frenulo della lingua” con ScilinguÓre, ScilinguÓto e Scilinguat¨ra.

Esiste ancora l’omn Fr¨sto, ormai obsoleto, dal lat FRUSTUM pezzetto, tozzo, cui Fr¨stolo o Fr¨stulo dal dim FRUSTULUM e la variante Fr¨scolo “ramoscello” (sovrapposto a Bruscolo) da Fr¨sco questo per accezione “spiritello” o “piccolo animale” e talvolta unificati nella superstizione, fig rivolto ad un bambino, ricorrente al sud della Puglia, e in allocuzione con tono di commiserazione Povero fruscolo, eppoi FruscÓme (suff AME per collettivi “ramoscelli”). Il termine InfruscÓre Ŕ il denm da Frusco con IN illativo. Inoltre, fuori percorso, occorre sottolineare, a scanso d’equivoci etim, che il lat aveva l’avverbio FRUSTRA invano, pertanto, ci Ŕ pervenuto l’omn Fr¨stra stesso valore avverbiale con FrustrÓneo (giÓ ricorrente nel 1568), e un raro FrustraneitÓ, snm di Inutile (dal XIV sec) e InutilitÓ. L’avverbio FRUSTRA appare connesso con FRAUS FRAUDIS inganno, donde FrÓude (antecedente al XIII sec) con il denm FraudÓre, Fraudat˛re, Fraudat˛rio, FraudolŔnto o FraudolŔnte o Fraud˛so, FraudolŔnza o FraudolŔnzia, il prefissato DefraudÓre con Defraudat˛re e Defraudazi˛ne, eppoi Fr˛da, Fr˛do questo nelle locuzioni Cacciatore di frodo, Merce di frodo, Pescatore di frodo, o il pi¨ orecchiabile Fr˛de (dal XIII sec) dall’accusativo FRAUDEM con i complanari FrodÓre, FrodÓbile, Frodat˛re, il denm Fr˛do eppoi FrodolŔnto e FrodolŔnza.

Dal turco SAGRI pelle ruvida (della groppa d’animale) cui l’omologismo Sagrý con SagrinÓto, il veneziano conta il termine Zigrýno per “pelle ruvida”, lenito in Sagrino o Sigrýno, cui l’estensione semant generalizzata in ZigrinÓre, ZigrinÓto, Zigrinat¨ra; in una successiva attestazione fig, oggi archiviata, erano derivati Scigrýgna, questo il segno lasciato dalla frusta sulla pelle, e, pi¨ grave, ScigrignÓta o ScirignÓta quale ferita apportata da un colpo di frusta.

Snm di Frusta Ŕ SfŔrza, con le varianti FŔrsa e FŔrza, adottato anche fig nel senso di “critica-stroncatura”, d’etim non trovata cui SferzÓre, SferzÓta, Sferzat˛re, il fig Sferzýna “cavo”, Sferzýno o Sverzýno “lo spago della frusta”eppoi il marinaresco SfŔrzo.

\ Etimo Etile Etere Anestesia Narcotico

Etimo-Ŕtimo Ŕ dal lat ETYMON, dal gr ETHYMOS, questo un aggettivo che sta per reale, vero significato (di una parola), cui Etimologýa, Etimol˛gico, Etimologýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO, qui da un sottinteso Etimologismo non linguistico), EtimologizzÓre, Etim˛logo. La locuzione Figura etimologica appartiene alla retorica ed indica l’esprimere un concetto accomunando due parole d’identica etimologia, quale “ Il suo amore amante…”.

Pseudoetim il termine Etýle dal franc ETHYLE composto con il lat AETHER nel senso di gas ed il gr HYLE legno-materia, cui EtilŔne, EtilŔnico, Etýlico, Etilýsmo, Etilýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere), EtilizzÓto, la locuzione Alcol etilico (Alcol per accezione), il suff ETIL “etilene” per composizioni quali Etilendiammýna, occultato in Edrof˛nio (Etil-Idrossi-Ammonio), il suff ETILO “alcol etilico” per Etilometrýa con Etil˛metro, EtilotŔst, eppoi TerilŔne (Tereftalico e con Etilenico).

Etere-Ŕtere (dal XIV sec) con la variante poetica Etra-Ŕtra, Ŕ dal gr AITHRA da AITHER AITHEROS aria e riversatosi nel lat AETHRA con valore parte pi¨ alta e pura dello spazio, aria, spazio, cui EtŔreo o EtŔrio, EtŔrico, Eterizzazi˛ne. Etere-Ŕtere (dal XVIII sec) dal franc ETHER Ŕ per˛ fig il composito chimico utilizzato per l’anestesia, cui ancora EtŔrio eppoi EterificÓre con Eterificazi˛ne, Eterýsmo o Eteromanýa con Eter˛mane, “intossicazione di etere etilico”, EterizzÓre con ancora Eterizzazi˛ne; eppoi Estere-Ŕstere attraverso il ted ESTER ellittico della composizione ESSIGATHER etere acetico (col ted ESSIG dal lat ATECUM questo una metatesi di ACETUM aceto) cui EsterÓsi, EsterificÓre ed Estereficazi˛ne. In percorso EtÓno (Etere con suff chimico ANO) che sulla Terra Ŕ conosciuto allo stato gassoso ma che pare sia stato scopetto allo stato liquido su Titano, il satellite maggiore di Saturno, dalla sonda americano-europea Cassini a luglio del 2008, in un lago di idrocarburi. Eppoi Etossýlico (Etano-Ossidato con suff chimico ICO) con Etossilazi˛ne, UretÓno (Etere con pref chimico URO e suff chimico ANO) cui PoliuretÓno e PoliuretÓnico (pref POLI “molti”). Uretano ha il snm in CarbammÓto in percorso con CarbÓmmico e Carbammýde questo col snm Urea, composti con Carbone e Amido attraverso il franc CARBAMATE, CARBAMIQUE e CARBAMIDE..

In assonanza, il gr conta HETAIRIA compagna cui Etera-Ŕtera o EtŔria; nella Grecia antica, le Etere erano discriminate dalle donne sposate, queste addette alla casa ed ai figli.

\ Le Etere, anche se talvolta contraevano dei prestigiosi matrimoni, un po’ come le Geishe giapponesi, erano donne indipendenti ed autonome, ricche di cultura e d’arte, ideali compagne di circoli, giammai con l’onta della prostituzione, onorate anche dopo morte, vedi Frine e Belistica; dal passato di etera Ŕ stata la moglie di Pericle. Oggi, purtroppo, l’arroganza maschilistica ha condotto a considerare le Etere nel significato pi¨ infamante.

Geisha, termine glb dal giapponese, Ŕ traducibile in Danzatrice; da queste la locuzione Maniche alla geisha. Le Geishe (plur italianizzato, quindi un omologismo) hanno il loro albo professionale;.\

Anestesýa, con AnestŔtico, Ŕ dal gr AISTHESIS sensibilitÓ col pref AN senza, cui i composti Crioanestesýa (col gr KRYOS freddo), Preanestesýa e Rachinestesýa (col gr RHAKHYS colonna vertebrale e Termoanestesýa.

Sin dall’anticitÓ, mediante alcol, oppio e altre droghe, l’uomo si Ŕ incessantemente prodigato per calmare il dolore. La storia moderna dell’Anestesia parte dal 1776 quando J. Priesley isol˛ il gas Protossido d’azoto che H. Davy, denominandolo Gas esilarante, lo speriment˛ sui pazienti con successo; ma i Baroni della medicina di allora non vollero adottarlo, proseguendo nei loro tradizionali e dolorosi metodi. M. Farday, negli stessi anni, speriment˛ l’uso dell’Etere.

Oggi, fermo restando Il Protossido d’azoto in odontoiatria, l’Etere Ŕ sostituito da anestetici quali AlotÓno “idrocarburo idrogenato”con il Fluoro quale alogeno, CiclopropÓno (pref CICLO dal gr KYKLOS cerchio, nel senso di “anello d’atomi”) in aggiunta all’Agopuntura e all’Ipnosi.

SinestŔsi e Sinestesýa “percezione comune” Ŕ dal gr SYN insieme con AISTHESIS percezione, vale in psicologia quale percezione di uno stimolo accompagnata da immagini che appartengono a diverse sfere sensoriali; quale figura retorica vale l’associare ad una immagine dei termini relativi a diverse sensorialitÓ, adottata dai simbolisti e dagli ermetisti. L’ital conta il pref ESTESO per composizioni quali Estesiologýa, Estesiometrýa e il suff ESTESIA cui Barestesýa (col gr BAROS peso) con Barestesi˛metro, il filosofico Cenestesýa o CenestŔsi (col gr KOINOS comune qualecarica”) con CenestŔtico e i composti quali il patologico Cenestopatýa, l’ancora patologico Cinestesýa con CinestŔsico o CinestŔtico (con Cinesia), l’ancora extrasensoriale Radiestesýa o Radioestesýa (con il lat RADIUS raggio) con RadiestŔsico o RadioestŔsico e Radiestesýsta o Radioestesýsta, Termoestesýa “sensibilitÓ termica” cui Termoestesi˛metro,), eppoi i prefissati Disestesýa (gr DYS male), Emianestesýa (gr HEMI metÓ), Iperestesýa, Ipoestesýa, Telestesýa (gr TELE lontano) con TelestŔsico, Parestesýa (gr PARA accanto vale “alterazione della sensibilitÓ” come la Mirmecia), Poliestesýa, Pseudoestesýa.

Snm di Anestetico (adottato nel 1865) Ŕ Narc˛tico (giÓ dal XIV sec), questo in percorso con Narc˛si dal gr NARKOSIS azione dell’assopire da NARKE sopore, cui Narcotýna, NarcotizzÓnte e il pref NARCO per composizioni quali NarcoanÓlisi, Narcoipn˛si, Narcomanýa con Narc˛mane, NarcotrÓffico con NarcotrafficÓnte.

ABBACCHIARE

Da rad BAK bastone cui BÓcchio (omn di Bacchio “piede metrico”) e BÓculo da BACULUM, questo del valore di scettro, il termine AbbacchiÓre Ŕ dal lat volg ABBLACARE denm da AD BACULUM. Per Abbacchiare non s’intenda “esercitare idealmente il comando”, bensý “battere i rami per far cadere e raccogliere il frutto” (le olive), insomma BacchiÓre rafforzato col pref A; ed anche “vendere a poco prezzo” o “abbattere-avvilire”. Un motivo esisterebbe, con il segno del baculo-comando non Ŕ impensabile avvilire, abbattere, umiliare. Dal prvz JEQUIR costringere a confessare (tramite tortura) l’ital conta l’omologismo Gecchýre con valore di “abbattere-umiliare”, un termine che parrebbe connesso con il franc JAQUE maglia d’acciaio (per combattimento) in un ipotetico risvolto in “camicia di forza”.

Il baculo-comando che, in epoche pi¨ pompose, sarebbe divenuto lo scettro da accompagnare alla corona e al manto, quasi sempre si arricchiva di piume; tradizione, forse, di un dio-serpente piumato adorato in antichissime civiltÓ, insediatasi nell’inconscio, che rigurgita attraverso l’addobbo piumato dei carri (ieri) e delle auto (oggi) dei pellegrini in viaggio per i santuari. ScŔttro Ŕ dal lat SCEPTRUM, dal gr SKEPTRON bastone connesso fig con ScŔpsi o SchŔpsi da SKEPSIS osservazione critica (ma privo di una certezza) cui ScŔttico da SKEPTICOS con Scetticýsmo.

Il termine offensivo Imbecýlle, col pref IN privativo, Ŕ il derivato dal significato di “debole”, ovvero “privo di baculo-comando”. L’AbbÓcchio, il povero agnello da mensa pasquale, Ŕ prima avvilito, ossia legato ad un bastone (bacchio), poi macellato. Altri lemmi in percorso, dal dim BACILLUM bastoncino si ha BaccŔllo, Baccell˛ne e Baccellonerýa, fig BacchŔtta, BacchettÓre, Bacchett˛ne questo da “flagellante” s’Ŕ semant “bigotto”; eppoi Bacýllo questo attestatosi in microorganismo snm di Batterio dal gr BAKTERION bastoncino con l’aggettivo BacillÓre, Bacill˛si (suff patologico OSI), i composti Bacillariofýte (col gr PHYTON pianta), Bacillýfero (con il lat FER che porta), Bacillif˛rme.

Il lat conta lo specifico SILIQUA baccello cui Silýqua “sorta di frutto secco” e SiliquÓstro da SILIQUASTRUM (lat scientifico di Plinio) altrimenti indicato Albero di Giuda.

\ Bacchettoni sono stati i responsabili delle storiche trasmissioni televisive, condizionati dal bigottismo dilagante; non poteva essere pronunciata una locuzione del tipo Cazzotto in faccia, Uccello di bosco, Membro del governo, Amante della musica, Divorio all’italiana…\

Pseudoetim nel percorso lat BACILLUM di Baccello Ŕ BaccelliŔre, o BaccalÓre o BacalÓre, che invece sono omologismi dal franc BACHELIER giÓ prvz BACALAR giovane uomo svoltosi nel medv BACCALARIUS giovane cavaliere. Omn un BaccalÓre elemento strutturale delle vecchie galee o sostegno per mensole, d’etimo sconosciuto. Da non inserire nel percorso il termine ittico BaccalÓ.

\ Scaglia Caglio

Dal got SKALJA baccello l’ital conta ScÓglia con ScagliŔtta, Scagli˛la (snm di Canaria), Scagli˛ne e Scagli˛so, cui il denm ScagliÓre (nel senso di buttare addosso le scaglie quale atto offensivo, poi attestatosi nel significato corrente) con ScagliamŔnto e Scagliat˛re; in percorso ancora Scagli˛ne quale “dente canino dei cavalli”.

Eppoi Scagli˛ne questo attraverso il franc ECHELON scalino sovrapposto a Scaglia con ScaglionamŔnto e ScaglionÓre…

Nella tasonomia animale si conta l’Ordine dei Folid˛ti, mammiferi squamosi, lemma composto dal gr PHOLIS PHOLIDOS scaglia-squama, da OTOS orecchio.Termine alieno FolignÓte questo relativo al toponimo Foligno.

L’omn ScagliÓre vale DisincagliÓre opposto a IncagliÓre dal prefissato sp ENCALLAR incappare da CALLAR cui CagliÓre che sta fig per perdersi d’animo; il succitato Incagliare ha il suo omn in IncagliÓre che sta per AccagliÓre da CÓglio, questo dal lat COAGULUM latte coagulato (Ved Radicale AG in Obiettivo…), cui CagliÓre e le diverse attestazioni in QuÓglio, QuagliÓre col prefissato SquagliÓre (S sottrattivo, anche fig “allontanarsi di nascosto”) cui SquagliamŔnto e SquÓglio.

Il gr conta LEPIS LEPIDOS scaglia giÓ gr LEPION scaglietta, cui Lepýdio “genere di pianta”, Lepýsma “squama” e i composti LepidondendrÓcee (famiglia di alberi, col gr DENDRON albero), LepidosÓuri (Sottoclasse di rettili, col gr SAUROS lucertola), LepidosirŔna e LepidosirŔnidi (col gr SEIREN sirena), Lepi˛ta (sorta di fungo, con US OTOS orecchio), Lepid˛tteri questo un Ordine d’insetti (con PTERON ala) della Famiglia dei Pierýdi, termine questo ispirato al lat PIERIDAE giÓ gr PIERIDES che indentificava il patronimico di nove giovani (figlie di Piero) tramutate in gazze dalle Muse.

Da non contare in percorso i termini composti con il lat LEPOS LEPORIS che sta per grazia, cui LŔpido con l’opposto IllŔpido (IN negativo) e LepidŔzza, Lep˛re “piacevolezza arguta” questo omn dello sdrucciolo LŔpore lepre, vrs sovrapposti o connessi alla rad. LEPUS LEPORIS, infatti, (il cui genitivo Ŕ omn del genitivo di LEPOS grazia) Ŕ da tema med LEPRO, in ital LŔpre cui LŔpore (omn di Lepore “piacevolezza arguta”), Lep˛ridi, Leporýno, Leprýno, Lepr˛tto; il lat conta la locuzione CANIS LEPORARUS cane da lepre, cui LevriŔre o LevriŔro con mutazione della p in v , diventato un esot per il passaggio dal franc LEVRIER.

\ Canna Pistola Rivoltella

La bacchetta pu˛ essere di canna; CÓnna Ŕ inv dal lat CANNA, dal gr KANNA, d’ascendenza semita, cui CannÓcee (famiglia della canne), CannÓio, Cannai˛la, CannalÓdra (pertica, inc fig con Ladro), un CannamŔle (canna dolce, da zucchero), CannarŔcchia o CanarŔccia, Cannarecci˛ne o Cannarecci˛ne (sorta di uccello), i prefissati IncannÓre con IncannÓggio, IncannÓta, Incannat˛io, Incannat˛re e Incannat¨ra, la locuzione Canna al vento, CannÓta “colpo di canna” e il fig CannÓre con l’omn CannÓta “sbagliare ed errore”, CannatŔllo, il fig CanneggiÓre con Canneggiat˛re e CannŔggio (l’ant misurare con una canna standard), l’omn CannŔggio (tubo degli strumenti musicali). CannŔlla “piccolo tubo” con l’omn CannŔlla “corteccia aromatica” dal dim CANNULA con l’inv CÓnnula e CannellÓto, CannellŔtto, Cannellýna, Cannellino “sorta di fagioli” in omn con Cannellýno “sorta di vino”, CannŔllo cui il prefissato IncannellÓre, Cannell˛ne, CannŔto (suff ETO per collettivi) con CannettÓto o il glb franc CannetŔ, CannŔtta, CannicciÓia da Cannýccio dal lat CANNICIUS fatto di canna cui il prefissato IncannicciÓta e Incannicciat¨ra, Cannýsta “pescatore con canna” (col suff ISTA di collegamento ad un mestiere in omn col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO), Cann˛cchia o Can˛cchia (omn di Canocchia da Collo), Cann˛cchio o Can˛cchio, il dim Cann˛lo con Cannolýcchio (doppio dim) “sorta di mollusco” snm di Cappa lunga, Cann˛lo (per accezione, fig “sorta di pasticcino” altrimenti detto Lo scettro del re dal XVII sec), Cann˛so, Cann˛tto, Cann¨ccia col prefissato IncannucciÓre cui IncannucciÓta e Incannucciat¨ra, Cannutýglia o Canutýglia attraverso lo sp CANUTILLO da CANUTO cannello. Una pertica ornata di fiori e che porti sulla sommitÓ tre ceri posti a triangolo, quale strumento per accendere i lumi e il cero pasquale, Ŕ detto Ar¨ndine dal lat ARUNDINEM canna, di etim non accertata; per˛ si pu˛ pensare a una connessione fig in ambito indoeur con il franc ROND rotondo, poichŔ l’addetto alle accensioni si muove attorno ai candelabri.

Ancora, CanÓle, dal lat CANALEM, sostantivo tratto dall’aggettivo fig di Canna, cui CanÓla, i dim CanalŔtta, CanalŔtto e Canalýno, il toponimo veneziano Canareggio, Canalýcolo dal dim lat CANALICULUS cui CanalicolÓre e CanalicolÓto, CalalizzÓre e Canalizzazi˛ne, l’accr Canal˛ne, col denm ScanalÓre prefissato S intensivo cui ScanalÓto, Scanalatrýce e Scanalat¨ra, col denm IncanalÓre prefissato IN illativo cui IncanalamŔnto, IncanalÓto, Incanalat¨ra. Canale in Friuli vale, per estensione, “vallata”. A prova di una primitiva matrice linguistica, il persiano, nell’attuale Iran, conta QANAT con valore di canale-tunnel sotterraneo, con tracce nel ventre di Palermo costruiti dagli arabi.

Il percorso prosegue con CannocchiÓle questo sovrapposto a Occhiale (pertanto non derivato da Cannocchia), ed infine l’accr Cann˛ne con i derivati CannonÓta, Cannoncýno, CannoneggiamŔnto e CannoneggiÓre, CannoniŔra e CannoniŔre questo in campo sportivo snm di Marcatore e del glb Goleador. Con i pref, si ha ScannŔllo taglio di carne questo omografo di ScannŔllo cassetta, e ancora ScannÓre, ScannellÓre, TracannÓre.

Il Cannone ha una lunga storia che incomincia dalla Lancia da fuoco inventata in Cina nel 900 dC: successivi progressi si attingono ai documenti d’epoca dal 1338 relative alle armi descritte nelle battaglie.

Il termine CalmiŔre, che fa pensare ad una derivazione dal verbo Calmare, Ŕ invece l’ipocoristico dal gbz KALAMOMETREION che equivale ad una canna, questa utilizzata quale unitÓ di misura, passato dal veneziano Calmedro e dal lat medv CALAMELLUM quale dim di CALAMUS canna, cui ancora CelamŔlla con le diverse attestazioni in CeramŔlla, CiaramŔlla con CiaramellÓre, CiramŔlla, attraverso il franc CHALAMELL ed infine un CennamŔlla.

Infine, in connessione col percorso di Canna, l’ital conta CanŔstra e CanŔstro dal lat CANISTRUM giÓ gr KANASTRON, cui CanŔfora “la fanciulla che reca in capo un canestro (con oggetti di culto) dal lat CANEPHOROS giÓ gr KANEOPHOROS (col gr PHOROS io porto), CanestrÓio, CanestrÓta, CanestrÓto, CanestrŔllo, CanÓsta questo rientrato dallo sp CANASTA canestro, l’accr Canestr˛ne “sorta di mollusco”, il glb ingl Canister “tanica”. Il gr aveva sviluppato un KALATHOS paniere, cui il percorso con CalÓtide e CalÓto “sorta di paniere, fig di copricapo e di capitello”.

Particolare canna Ŕ il Bamb¨, questo omologismo glb dal franc BAMBOU attraverso il ptg BAMBU di genesi malese BAMBU, cui BambusÓia, BambusŔe o BambusoidŔe (col suff OIDE “simile” al plur vale Sottofamiglia di graminacee).

Pseudoetim nel percorso di Canna, Ŕ l’omologismo Cannýbale, questo dal caraibico CARIBE transitato dallo sp CANIBAL, cui CannibalŔsco, CannibÓlico, Cannibalýsmo.

\ Una delle icone pi¨ toccanti della passione cristiana Ŕ la figura di Ges¨, legato alla canna con una corona di spine intorno al capo ed un misero manto. \

Simile nell’aspetto e nel portamento della canna Ŕ lo ZŔnzero, con la variante GŔngiovo cui ZingiberÓcee (la Famiglia), dal lat-gr ZINGIBER d’origine ind, in ar ZANJABIL. La locuzione Zenzerino di Toscana, invece, indica una varietÓ di peperoncino.

In ceco Canna Ŕ PISTAL, cui il franc ed il ted PISTOLE, l’omologismo ital Pist˛la. Da altra ricerca, il termine deriverebbe dal toponimo Pistoia dove sarebbe stata inventata da un certo Camillo Vitelli. La Pistola fu creata tra l’altro perchÚ il cavaliere potesse nel contempo stringere le redini, impossibile con l’uso delo fucile; la nascita di quest’arma Ŕ praticamente contemporanea al moschetto (XV-XVIII sec), di cui adotta la tecnica. In percorso, PistolŔro, PistolettÓta, PistolŔtto, PistoliŔre, Pistolýno, Pistol˛ne con un Epistol˛ne e Pistol˛tto. Il fig Pist˛la “moneta” indicava lo scudo spagnolo di forma pi¨ piccola di quello francese poichÚ lo si paragonava idealmente all’arma della pistola pi¨ piccola dell’archibugio.

Revolver, con RevolverÓre, RevolverÓta e RivoltŔlla, Ŕ invece il calco dell’ingl TO REVOLVE girare, rimpatriati dal pref lat RE-VOLVERE cui un raro Revol¨to.

Queste armi vengono in genere portate rinfoderate, questo da F˛dero dal got FODR custodia della spada, cui F˛dera, InfoderÓre, RinfoderÓre. Oltre alla canna, queste armi contengono il dispositivo cosiddetto a GrillŔtto, questo vezzeggiativo tratto fig da Grillo “sorta d’insetto”; GrillŔtto Ŕ anche snm fig di “clitoride”.

Grýllo “sorta di insetto” Ŕ dal lat GRILLUM o GRYLLUM dalla serie onomatopeica GR GR - GR GL (per il suo verso), in percorso GrillÓia “terreno sterile, buono solo per i grilli”, GrillÓstro 1 “sorta di Ortottero” cui Grýllidi (la Famiglia), il composto GrillotÓlpa con GrillotÓlpidi (la Famiglia), i fig GrillÓio “sorta di falco” e Grill˛tti attraverso il franc ant GRILOT sonaglio.

Grýllo Ŕ anche la denominazione di un vitigno mer dal quale si ricava il MarsÓla, cui MarsalÓto, un vino dolce che prende il nome dal toponimo Marsala.

Il percorso prosegue ancora in senso fig con Grýglia, GrigliÓta e il prefissato Sgrigliat˛re (S sottrattivo), rispettando anche la serie onomatopeica, attraverso il franc GRILLE per il caratteristico friggio del cibo cotto ai ferri cui ancora GrillÓre con GrillettÓre e SgrillettÓre (S intensivo); il franc GRILLE riappare nell’ingl TO GRILL arrostire cui il glb Grill quale ellittico delle composizioni Autogrýll “composto con Autostrada e simile” e Grill-room “locale per grigliate”

La locuzione Grigliata di carne mista ha il suo snm nell’esot ChurrÓsco, inv dallo sp CHURRASCO d’origine onomatopeica e attestatosi in Brasile.

Griglia Ŕ tra quei lemmi da considerare in un certo qual modo polisemico, infatti pu˛ indicare ora un componente elettrico o meccanico, ora un utensile e addirittura usato in forma figurata.

1 Il suff *ASTRO, al fem ASTRA, dal lat ASTER, imprime al lemma un senso intensamente peggiorativo, assimilabile al suff ACCIO-AZZO.

\ Roggia

Dal tema med ARRUGIA canale-cunicolo, l’ital ha coniato R˛ggia canale artificiale da non equivocare quale fem di Roggio nel percorso di Rosso; mentre dal tema sempre med AVINCO canale di scolo Ŕ pervenuto Ving˛ne.

\ Vagina Guaina

Per il lat, VAGINA sta per fodero, vrs connessione rad con VagŔllo (Ved Vaso…), svoltosi in ital nel significato corrente, cui l’anatomico Vagýna, VaginÓle, Vaginalýte, Vaginýsmo, Vaginýte (straordinaria l’assonanza con il gr GYNE donna) snm di Colpite, i composti InvaginÓre (mettere nel fodero”cui , InvaginamŔnto e l’anatomico InvaginÓbile con Invaginazi˛ne, EvaginÓre “trarre dall fodera”adottato in biologia cui Evazinazi˛ne. Il napoletano, poi, ha tradotto il lat INVAGINARE mettere nel fodero in AmmainÓre o l’aferetico MainÓre, termine semant in ital nel significato corrente. Dal lat VAGINA, a seguito del passaggio long del gruppo VA in GUA e lenizione totale della consonante intervocalica g, Ŕ sorta la voce ital GuÓina o Guaýna, donde GuainÓnte, InguainÓre con InguainÓto, SguainÓre con SguainÓto. Dalla forma di guaina del frutto, Ŕ stato coniato fig il lemma Vanýglia o Vainýglia dallo sp VAINILLA quale dim di VAINA vagina, cui VanigliÓto, Vanillýna o Vainiglýna o ancora Vaniglýna

\ Nell’aromaterapia, il profumo della Vaniglia Ŕ indicato per attenuare la sensazione di fame. \

Il velo che sigilla la vagina della donna vergine Ŕ detta ImŔne, dal gr HYMEN membrana cui ImenoplÓstica; lemma attestatosi anche nel snm di Nozze, cui ImenÓico, ImenŔo. Dal suo significato originale di membrana, l’ital conta ImŔnio e ImenomicŔti “sorta di funghi” questo composto col gr MYKETOS fungo, Imen˛tteri “ordine d’insetti” (col gr PTERON ala a membrana).

AMMAZZARE

AmmazzÓre ci viene, infine, dal lat MATEA, cui il dim class MATEOLA bastone. Il lemma ha condotto al lat MACTARE sacrificare svoltosi nell’ital MattÓre uccidere, nello sp MATANZA con MATADOR, da MATAR uccidere, cui l’adattamento ital Mattanza. Ammazzare, quindi, verbo fornito di pref allativo AD, Ŕ “usare il bastone”, la MÓzza, svoltosi nella semant di letale. MazzÓre ed il suo rafforzativo Ammazzare si sarebbero dunque attestati nello specifico di uccidere, complice una certa pratica ereditata dai greci; Pericle, infatti, quando nel 439 sed˛ la rivolta di Samo, fece legare i prigionieri nell’agorÓ di Mileto, per finirli a colpi di mazza. Col pref S durativo, si ottiene SmazzÓre che varrebbe “colpire con la mazza”. Una delle pi¨ offensive armi medv era, infatti, la MAZZA, un bastone corredato di micidiali appendici appuntite che non lasciava speranze di sopravvivenza al disgraziato colpito.Vrs, per la loro antichissima affinitÓ, Mazza Ŕ il termine sdoppiatosi dal percorso di Masso, Massa, Ammassare, Massacro... (Ved Massa...). Attraverso il labirinto dei percorsi semantici, sta tentando, infatti, di guadagnarsi vitalitÓ il termine Ammazzerýa, che ricalcando il franc TUERIE, in snm con “strage, massacro, eccidio...” aspirerebbe al posto per un’ulteriore, distintiva sfumatura. MazzolÓre (adottato dal XVIII sec) da Mazzola con MazzolÓta sono i corrispondenti (snm) di Bastonare (dal XVI sec) con Bastonata e Abbacchiare (giÓ dal 1327) con Abbacchiata (talvolta nel senso terminale di Ammazzare), ma ha assunto volg - anche con la contrazione MÓzzo - sfumature metaforiche quali “rimprovero umiliante, sconfitta al gioco delle carte, fallimento” Nella forma mas, MÓzzo, MazzŔtto sta per “insieme di pi¨ cose legate”, specialmente come riferimento a fiori, erbaggi, carte da gioco... Relativo al gioco delle carte, SmazzÓre, con pref S estrattivo, sta per “dare le carte togliendole dal mazzo”, pi¨ comune dell’omn SmazzÓre “colpire con la mazza” con pref S intensivo. MazzŔtta Ŕ anche l’insieme lecito o illecito di banconote, semant “tangente”. Rispetto a Basto e Baculo, dai termini Mazza e Mazzo c’Ŕ stata dunque una straordinaria prolificazione: MazzacavÓllo, MazzÓta (fig danno repentino), Mazzafr¨sto, Mazzapýcca, MazzerÓnga, MazzettiŔre, MazziŔre, Mazz˛cchio un ant copricapo maschile egermoglio di (mazzetto di) cicoria”, gli arnesi Mazz˛la (Mazzu˛la), Mazz˛lo (Mazzu˛lo)... Con il pref STRA, che continua il lat EXTRA, si compone il termine StramazzÓre, letteralmente “abbattere con un colpo di mazza”, con i derivati espliciti StramazzÓta, StramÓzzo, Stramazz˛ne... Sovente pu˛ ritrovarsi in locuzione Stramazzare con una bastonata; come nel caso di “tarpare le ali” (Ved Tarpea...), potrebbe risentire di pleonasmo, ma il termine si Ŕ oramai semant svolto in “cadere pesantemente a terra” a seguito di un malore, una caduta, un pugno, un colpo contundente... StramÓzzo “il cadere pesantemente a terra” conta altri due omonimi quali StramÓzzo “apertura” di sicurezza operata (a colpi di mazza) agli argini fluviali, etim puro, e StramÓzzo “elementare giaciglio” creato con un sacco, pseudoetim perchÚ derivato da StrÓme “stoppia” dal lat STRAMEN di STERNERE distendere, cui il prefissato StrameggiÓre “mangiare strame” (pref intensivo STRA) e ancora, in connessione o sovrapposizione, Stram˛nio “sorta di pianta delle Solanacee” giÓ lat medv STRAMONIUM dal class STRUMUS al quale Ŕ stato aggiunto il suff MONIO ci˛ che compete.

Il lat MATEA cui MATEOLA bastone oltre al gr MAKHE battaglia, allo sp MATAR e all’ital Mattanza, nell’area comune indoer Ŕ in connessione col ger MAHT forza cui l’onomastico Matilde (composto con HILD battaglia) che vale “coraggiosa in battaglia” in concorrenza col celt Mafalda.

\ Clava Randello

ClÓva, inv dal lat CLAVA, Ŕ nel percorso semantico della rad indoeur KELA-K(E)LA battere, cui il lat CELLERE battere; in percorso rad, un GiÓva quale corruzione sett cui Giav˛ne snm di Panicastrella, ChiÓve dal lat CLAVIS giÓ gr KLEIS KLEIDOS, cui ChiavistŔllo con InchiavistellÓre (nel chiudere, battono) questo sovrapposto a CLAUSTELLUM dim di CLAUSTRUM serratura cui Chi˛stro o ClÓustro con Chi˛stra dal plur CLAUSTRA, ChiostriŔre, e Chiostrýna sorta di “pozzo di luce nei caseggiati”, il prefissato EsclaustrÓto con Esclaustrazi˛ne (dal lat eccl EX CLAUSTRATIO fuori della comunitÓ ma legato all’osservazione delle regole) eppoi ClÓde dal lat CLADES abbattimento, strage, Cleidomanzýa con CleidomÓnte e CleidomÓntico (divinazione attraverso le chiavi). Inc˛lume con pref IN privativo da IN COLUMIS vale “esente dal danno”, quindi il ragionamento scorrerebbe in C˛lume “colpo-di-clava” e Inc˛lume “non-colpo-di-clava” (non l’ha ricevuto). ProcŔlla, con Procell˛so, col pref PRO a favore, vale “che favorisce, provoca abbattimenti, danni” cui ProcellÓria (adottato nel 1804) snm di Gabbiano (XVII sec) e Diomedea (giÓ adottato nel 1797), che svolazza in terraferma lontano dalla tempesta in mare, cui Procellarif˛rmi (l’Ordine). Nel volg mer esiste il termine Chianca dal lat CLANCA, con Chiancone e Chiancarella, che stanno rispettivamente per “masso, grosso masso, piccolo masso”, vrs in connessione col turco KANCA questo con valore di ricurvo. La rad KELA avrebbe condotto all’ital ChŔla “unghia biforcuta e battente”, meglio ChŔle, dal lat CHELAE giÓ gr CHELE cui ChelÓnte e ChelÓto, ChelicerÓti (Sottotipo di Artropodi, con KERAS corno), Chelýcero, Chelýfero, il patologico Chel˛ide (suff OIDE “simile”), il gr CHELYS testuggine cui ChŔli (la Lira suonata da Mercurio, fatta col guscio di testuggine), ChŔlide “testuggine”, ChŔlidi (la Famiglia), Chelýdra “testuggine d’acqua” con Chelýdro “serpente d’acqua” (col gr HIDOR acqua), Chel˛ni (Ordine di rettili) snm di Testudinati, ed ancora al gr HELOS chiodo donde il composto fig ElodŔrma (sorta di lucertolone dai numerosi tubercoli). Il termine Clava sarebbe legato a Chi˛do, questo dal lat CLAVUS per l’azione del “percuotere”, cui ChiodÓia, ChiodÓme e Chiodat¨ra; l’uso del Chiodo Ŕ documentato sin dal 3000 aC.

In percorso, il prefissato InchiodÓre cn InchiodamŔnto, InchiodÓto, Inchiodat˛re, Inchiodat¨ra e il composto Inchiodacrýsti snm di Agutoli, un arbusto dai rami spinosi, con i quali pare sia stata fatta la corona di spine per il Cristo; il gr conta GOMPHOS chiodo cui Gonf˛si (termine d’anatomia, suff medico OSI) e GonfrŔna (termine della botanica, col gr PHREN PHRENOS membrana). Dal termine lat CLAVIS chiave derivano ClavicŔmbalo (cembalo a chiavi), Clavýcola (dim lat e sta per piccola chiave) e, nel senso di chiudere attraverso il gr KLEISTOS chiuso, i composti Cleistogamýa e Cleist˛gamo, ConclÓve “chiuso a chiave” questo quale istituzione della Chiesa cattolica per eleggere il papa e che dal XV sec si svolge nella Cappella Sistina, EnclÓve, questo rimpatriato dal franc ENCLAVER, che s’Ŕ semant “piccola porzione di Stato chiusa in altro Stato” (Campione d’Italia in Svizzera) snm di ExclÓve con sostituzione del pref , e SucclÓvio, questo sta per “muscolo sotto la (chiuso dalla) clavicola”. Dal dim lat class CLAVICULA di CLAVIS, il lat tardo avrebbe avuto CABICOLA, cui Cavýcchia e Cavýcchio, questo anche “chiave per gli srumenti a corde” col snm Cavýglia (omn di Caviglia del piede) cui CavigliŔra, CavigliŔre (anche parte della chitarra snm di Paletta, dove hanno sede le chiavette), Cavigliat˛io, i prefissati AccavigliÓre cui Accavigliat˛re e Accavigliat¨ra, IncavicchiÓre con Incavicchiat¨ra, IncavigliÓre con Incavigliat¨ra e ScavigliÓre; eppoi Cavýglia (del piede) questo transitato dal prvz CAVILLA con ancora CavigliŔra. Il mas Chiavýcchio, con ChiavicchiŔra e le diverse attestazioni in Cavicci˛lo, Cavicci¨le, Cavicci¨lo e Cavicciu˛lo, sarebbe un parasnm, poichÚ pare derivato dal dim di CAPUT testa, quindi sta per “piccolo capo”. In ordine al lemma corrente Chiave, si conta ChiavÓrda (col suff ARDO aumentativo) con ChiavardÓre e InchiavardÓre. Il verbo d’azione SchiavacciÓre da ChiavÓccio, col pref S intensivo-durativo, sta per “chiudere col catenaccio”, mentre SchiavardÓre Ŕ composto col pref S privativo e sta per “privare dalla Chiavarda (grosso perno)”. Il termine Chiave Ŕ prolificato ancora in ChiavÓio, ChiavÓre con InchiavÓre, Chiavat¨ra, ChiavŔllo, Chiaverýna, ChiavŔtta con InchiavettÓre, ChiÓvo (snm di chiodo), il composto Chiavacu˛ri snm di Rubacuori. ChiavistŔllo, infine, nasce dall’inc del lat CLAUSTELLUM (dim di CLAUSTRUM serratura) con CLAVIS. In connessione il glb franc Clou “chiave” attestatosi in “apice, culmine di un evento”. Il volg fig Chiavare, oltre all’ancora fig Scopare, ha il suo snm in F˛ttere fig dal valore di ingannare e da questo il superlativo StrafottŔnte, dal lat medv FUTTERE giÓ class FUTUERE sovrapposto a Battere, cui F˛tta, Fottýo e Fott¨to. I percorso prefissato S intensivo conta Sf˛ttere, SfotticchiÓre, SfottimŔnto, Sfottit˛re, Sfottit¨ra, e un popooloare Sf˛tt˛.

Il got conta RANDA bordo esterno dello scudo o pi¨ in generale di una cosa tondeggiante, connesso con il franc RONDE di Rondare dal lat RETUNDUS. Da RANDA pare sia derivato l’ant utensile da falegname RÓnda (specie di compasso, dunque tondeggiante) cui fig il dim RandŔllo passato semant a “bastone” (in realtÓ, un compasso chiuso di legno pu˛ avere le funzioni di bastone) donde i snm Manganello e Sfollagente, con RandellÓre, RandellÓta e il prefissato ArrandellÓre (pref AD); il termine s’Ŕ poi attestato nel significato marinaresco di “vela di taglio” cui RandeggiÓre che vale “bordeggiare” e Randýsta (col suff ISTA di collegamento ad un mestiere in omn col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO), con le locuzioni Randa aurica e Randa svedese. L’ital conta un glb franc RandonnÚe “corsa furiosa” di genesi ger, vrs connesso alla rad, attraverso varie attestazioni fig, col got RANDA; cosý potrebbe essere stato per il glb ingl Random nel senso di “casuale”, utilizzato nel linguaggio informatico, cui l’omologismo RandomizzÓre con Randomizzazi˛ne. Il got RANDA Ŕ vrs conneso in area rad indoeur col RHAKOS randello cui l’ital Rac˛foro “sorta di Anfibio” col suff di tema gr PHERO io porto.

GrimaldŔllo, infine, la chiave dei ladri, Ŕ il termine di uno strumento da forzatura ispirato a un Grimaldo, vrs noto scassinatore.

\ Chiudere Bloccare

Chi¨dere Ŕ dal lat tardo CLUDERE dal class CLAUDERE con rad KLEUD, cui il gr KLEISTOS chiuso, il percorso ital ChiudŔnda, Chi¨sa, Chiusýno, Chi¨so, Chius¨ra, i prefissati Acchi¨dere (snm di Accludere), Conchi¨dere (snm di Concludere), Dischi¨dere con Dischi¨so, Inchi¨dere snm di Includere, Schi¨dere con SchiudimŔnto, Schi¨sa e Schi¨so; il gr conta KHAINO schiudo cui AchŔnio (botanica “frutto secco”, pref A privativo). Frutti cosiddetti ad achenio appartengono ad una pianta erbacea chiamata Inula-ýnula inv dal lat INULAM di genesi sconosciuta cui i termini chimici InulÓsi e Inulýna. In linea esplicita dal lat, l’ital conta ClÓusola dim dal lat CLAUSA parentesi con Claus¨ra. Chi˛sa “bisogno di spiegazione” (in origine con valore di Idiotismo) Ŕ l’inc tra Glossa e CLAUSA, cui ChiosÓre e Chiosat˛re; Chiosa ha il suo omn in Chi˛sa che vale “macchia, chiazza e monetina falsa da gioco”. Chi˛sco Ŕ invece l’omologismo dal turco KOSK villetta o simile, cui ChioscÓro, tra l’altro omologato nell’ingl KIOSK; dall’ingl TO GAZE guardare, l’ital conta ancora Gazebo “chiosco da giardino o simile” omologato inv dall’ingl GAZEBO.

Infine, con i pref, Accl¨dere (snm di Acchiudere) con Accl¨so, Concl¨dere (snm di Conchi¨dere) con ConcludŔnte, ConcludŔnza, Conclusi˛ne, ConclusionÓle e Concl¨so, Escl¨dere con Esclusi˛ne, Esclusýva, EsclusivamŔnte, Esclisivýsmo, Esclusivýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO, in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere), Esclusivýstico, EsclusivitÓ, Esclusývo, Escl¨so ed Esclus˛rio, Incl¨dere (snm di Inchiudere) con Inclusi˛ne, InclusivamŔnte, la locuzione glb ingl Inclusive tour “viaggio turistico tutto compreso”, ed Incl¨so, Occl¨dere con Occlusi˛ne, Occlusývo, Occl¨so e Occlus˛re, Precl¨dere con Preclusi˛ne, Preclusývo e Precl¨so (pref lat PRAE “prima”), Socchi¨dere con Socchi¨so (pref lat SUB). Attraverso il franc FORCLUSION, l’ital conta l’omologismo Forclusi˛ne quale termine della psicologia, giÓ ted VERWERFUNG rifiuto.

L’ingl, in ambito comune delle rad indoeur, conta TO CLOSE chiudere cin CLOSED chiuso cui la locuzione glb Close up “primo piano” in terminologia foto-cinematografica con UP sopra.

Dall’ol BLOKHUIS posto di sorveglianza (casa fortificata), attraverso il franc BLOCUS, l’ital conta l’omologismo Bl˛cco “chiusura” snm di Lotto, cui BloccÓbile, BloccÓggio, BloccamŔnto, BloccÓre, BloccÓta, BloccÓto, Bloccat¨ra e le composizioni BlocconavŔtte, Bloccaru˛ta, BloccastŔrzo; attraverso il franc BLOC, comunque sempre dall’ol BLOK tronco squadrato, l’ital conta ancora fig Bl˛cco “massa compatta” cui BlocchŔtto con i glb Block-notes o Bloc notes, BlocchiŔra, Blocchýsta. Il franc conta comumque un proprio ant LOC chiusura, svoltosi in LOQUET, donde l’omologismo LucchŔtto.

\ Gabbiano

GabbiÓno Ŕ dal lat volg GAVJA giÓ class GAVIA, sorto da una voce d’espressione soggettiva cui Gabbiano reale, Gabbiano russo, Gabbiano zafferano. DiomedŔa, invece, Ŕ cosý chiamato il grosso gabbiano delle isole Tremiti, del Gargano e della sua costa, dove secondo il mito fu sepolto Diomede, cui DiomedŔidi, snm di Albatri, la Famiglia dei Procellariformi. Il lat scientifico conta LARUS gabbiano cui LÓridi, Famiglian di uccelli dell’Ordine de Caradriformi.

Sorta di gabbiano, ovvero Genere di uccello marino dei Procellariformi, Ŕ detto Puffýno, omologismo dall’ingl PUFFIN, al quale G. Pascoli dedica una poesia nella silloge Mirycae del 1891.Il termine, adottato dal 1804, ha il snm in BŔrta.

\ Paronomasia Paronimia

Paronomasýa, termine composto con il gr ONOMASIA denominazione da ONOMAZEIN chiamare per nome, e il pref PARA vicino, racchiude retoricamente l’avvicinare nella stessa frase due o pi¨ parole assonanti ma di significato completamente differente; per esempio, Accolita dal rad di Accogliere e Accolito dal gr AKOLYTHOS compagno di strada; /…/ ch'i' fui per ritornar pi¨ volte v˛lto /…/ Dante.

L’uso improprio provoca risultati di bisticci e, alla meglio, pu˛ essere equivocata con l’Allitterazione; la Paronomasia, infatti, comunemente indicata con “bisticcio” o “annominazione”, Ŕ una semplice questione di sonoritÓ morfologica, mentre l’Allitterazione si riflette sugli intenti metaforici o semantici che l’autore vuole imprimere.

Nella poesia, la Paronomasia configura il far cominciare la strofa con l’ultima parola della strofa precedente, o con una parola contenuta nell’ultimo verso della strofa precedente.

La Paronimýa, con Paronýmico, termine composto col gr ONYMA nome, definisce due o pi¨ parole di diversa estrazione etim (lemmi alieni o pseudoetim), ma somiglianti nella forma; il Par˛nimo, viepi¨, indica un termine che contiene una lieve modificazione in relazione alla sua storia etimologica, quale il lat DOCTOR dottore da DOCERE insegnare; in sintesi, Ŕ parola simile ad un’altra ma diversa nella forma.

La differenza sostanziale con Paranomasia Ŕ che la Paronomia non Ŕ ricercata ai fini di una retorica, ma coincidentale nel testo quando non d’uso obbligato; i luoghi comuni in locuzione quali Chi dice donna dice danno, Il traduttore Ŕ sempre un traditore, Onore ed oneri ne sono un esempio.

\ Prefisso *META

META, con i suoi adattamenti, Ŕ il pref derivante dal gr META, con valore di con-fra-dopo, nel senso di mutamento, trasposizione, partecipazione, successione, posteritÓ, donde una nutrita serie di prefissati quali MetÓbasi dal gr MATABASIS “da un discorso all’altro”, Metabiol˛gia, Metabi˛si (col gr BIOSIS metodo di vita), MetÓbole dal gr inv METABOLE trasferimento, mutazione (dal gr BOLOS di BALLO io metto) con Metab˛lico, Metabolýsmo, Metab˛lita o Metab˛lito, MetabolizzÓre con MetabolizzÓnte, cui AmetÓbolo (col pref A privativo vale “che non muta”), EmimetÓbolo (col pref EMI metÓ vale “mezza mutazione”) OlometÓbolo (col pref OLO dal gr HOLOS intero vale “mutazione completa”), PaurometÓbolo (col pref dal gr PAUROS poco vale “mutazione parziale”); eppoi MetacinematogrÓfico, Metacognitývo con Metacognizi˛ne, MetacrilÓto (vale acido metacrilico da Acrilico 1) e Metacrýlico, Metacrýtica, Metacromasýa con MetacromÓtico e Metacromatýsmo, Metacronýsmo, Metadýnamo, Metaemoglobýna o Metemoglobýna,, MetaŔtica, Metafilosofýa con Metafilos˛fico, MetafÓse (in Citologia), MetÓfisi (anatomia, vale tessuto tra DiÓfisi dal gr DYAPHYSIS crescenza ed Epýfisi dal gr EPIPHYSIS sovra crescenza, questo in relazione con Ip˛fisi), Metafýsica (oltre la fisica) con MetafisicÓre e Metafisicherýa, MetafonŔsi con MetafonŔtico, i parapsicologici Metafonýa e Metaf˛nico, MetafrÓste (traduttore, col gr PHRAZO parlo), MetagalÓssia con MetagalÓttico, MetagŔnesi con MetagenŔtico, Metageometrýa, Metagiurýdico, MetagrÓmma, MetaldŔide, il termine retorico MetalŔpsi o MetalŔssi “sorta di metonimia” 2 dal prefissato gr METALEPSIS trasposiziome, Metalessicografýa, MetaletterÓrio con Metaletterat¨ra “oltre il tradizionale” da appiare a MetalinguÓggio con Metalinguýstica e Metalinguýstico “oltre il linguaggio concreto”, eppoi Metalýmnio “strato intermedio di un lago” cool gr LIMNE lago, Metal˛gica con Metal˛gico, MetamatemÓtica, il biologico Metamerýa (dal gr MEROS parte) con MetamŔrico, Metamerýsmo, Metamerizzazi˛ne e MetÓmero, Metamioglobýna, Metamýttico col gr MIKTOS mescolato, MetamorÓle, Metam˛rfosi “trasformazione” (col gr MORPHE forma) con MetamorfosÓre e MetamorfosÓto, Metamorfýsmo ed Esometamorfýsmo (doppio pref dal gr EKSO fuori) e ancora Metam˛rfico e MetamorfizzÓre, Metamot˛re, Metanarraývo e Metanarrazi˛ne, MetanÓuplio da NÓuplio “stato larvale iniziale” dal gr Nauplios il nome del figlio di Poseidone, il dio del mare, e quindi connesso con il gr NAU, riconducibile al gr NAUTES navigante, Metan˛ia, Metan˛rma, Metaplasýa “mutazione cellulare verso il tumore” (suff PLASIA) cui MetaplÓstico, il biologico MetaplÓsma, il linguistico MetaplÓsmo “modellato diversamente” dal gr METAPLASMOS, Metapsýchica, Metapsýchico e Metapsichýsta, MetaromÓnzo e MetaromanziŔre, MetasciŔnza, il linguistico Metasemýa (col gr SEMA segno) “cambiamento di significato”, il mineral˛gico Metasomatýsmo o Metasomat˛si (col gr SOMA corpo che qui vale massa rocciosa), il fisico MetastÓbile, MetÓstasi (spostamento della stabilitÓ, la riproduzione di un processo tumorale, col gr STATIS stabilitÓ) con MetastÓtico, MetastatizzÓnte e MetastatizzÓre, Metast˛ria con MetastoricitÓ e Metast˛rico, Metat˛rico, MetatŔsto con MetatestuÓle, MetatorÓce, Metaz˛i (Sottoregno animale col gr ZOION animale), Metempýrico, Metempsic˛si (proprietÓ che avrebbe l’anima, gr PSYKHE, di passare da un corpo all’altro), infine Met˛do e Met˛dico (fra la strada, la strada che si percorre, in senso fig, col gr HODOS strada). Il MetŔco (plur metŔci per il Garzanti e metŔchi per Marcel Brion) dal gr METOIKOS, dalla composizione META-OIKOS (casa), era nella Grecia Antica il forestiero che, pur stanziatosi nel comprensorio di una cittÓ, non fruiva di tutti i diritti e doveri spettanti ai cittadini veri e propri, ovvero l’omologo extracomunitario d’oggi, l’immigrato.

1 Dal franc ACRYLE radicale monovalente, l’ital conta AcrilÓto, Acrýlico con i composti Acrilammýde, Acrilonitrýle; sorta di tessuto acrilico Ŕ il DrÓlon marchio registrato in concorenza con Leacrýl altro marchio registrato entrambi dal 1961.

2 Il fenomeno retorico della MetalŔssi accade quando il termine viene traslato non in un suo immediato ma attraverso una o pi¨ metafore; per esempio, l’oronimo Monte Canino arriva attraversando Vetta-Punta-Dente - Dente canino, oppure in una locuzione quale Siamo ancora ai lamenti in riferimento ad una persona cara scomparsa.

\ Metafora Allegoria

MetÓfora, dal gr-lat META-PHORA mutamento-trasferimento-portare oltre da METAPHERO trasferisco (suff gr PHERO io porto), definisce una figura retorica in cui il significato esplicito del primo termine Ŕ traslato, ovvero semant diverso, in un termine intermedio che accomuna proprietÓ con un terzo. Insomma, quale esempio, dal primo termine Cima arriviamo al terzo termine Dente, transitando dal termine intermedio che li accomuna “aguzzo”; quindi , il “dente della montagna” Ŕ la metaf di Cima grazie al termine “aguzzo”.

Un’egregia metaf deve sapere d’originalitÓ, che non ricalchi quelle tradizionali, oramai discreditate in luoghi comuni (simbolismi, similitudini), nella banlitÓ come Agnello per Innocenza, Fuoco per Passione, Tramonto per Vecchiaia, Viale per Esistenza o Vita; “Viale del Tramonto” Ŕ un film di successo del 1950, diretto da Billy Wilder, con Gloria Swanson e William Holden, che percorre gli ultimi fotogrammi di vita di un’anziana diva del muto. In percorso con Metafora, si contano MetaforeggiÓre, MetaforicamŔnte, Metaf˛rico, Metaforýsmo e MetaforizzÓre.

Da non equivocare con la Similitudine, una figura retorica che vuole un paragone mediante avverbi o locuzioni, quale “Quel lottatore Ŕ imponente come una montagna”, una frase che si muta in metafora affermando invece “Quel lottatore Ŕ una montagna”.

Qualora si faccia ricorso a pi¨ metafore in seno ad un unico testo, questo diviene allegorico. Allegorýa, dal gr ALLEGORIA (ALLOS-AGOREUEIN) parlare diversamente (pref ALLOS altro) connesso col gr AGON che in questo caso assume fig il senso verbale, vale infatti una metafora continuata. La Divina Commedia 1 Ŕ un’opera allegorica. In percorso, Alleg˛rico, Allegorýsmo (adottato dal 1920) con Allegorýsta, AllegorizzÓre, la locuzione carnevalesca Carro allegorico.

1 In un tentativo di creare una contrapposizione soggettiva alla Divina Commedia, Francesco de Santis, battezz˛ il Decamerone di Boccaccio “Terrestre Commedia”.

\ Deverbale e denominale - Intensivo

Per sostantivo deverbale s’intenda il termine ricavato da un verbo, cui Chiacchiera da Chiacchierare e V˛glia, questo un sostantivo devb estratto dalla prima persona sing di Volere, dal lat volg VOLJO da VOLEO similmente a Doglia dal lat volg DOLIA da DOLEO. ChiacchierÓre, cui ChiÓcchiera e ChiacchierÓta, ChiacchierÓto, Chiacchierýccio, Chiacchierýno, Chiacchierýo e Chiacchier˛ne, Ŕ il termine derivato da Chierere per Chiedere, dal lat QUAERERE cercare, ricostruito da una forma onomatopeica CL CR (Ved Censura in Mago…); snm di Chiacchierata Ŕ SciarÓda, con Sciaradýsta, attraverso il prvz CHARRADO chiacchierata.

L˛do, dal lat LAUDUM, Ŕ termine giuridico apparso per la prima volta in un documento ad Orvieto nel 1353 e tornato d’attualitÓ nel 2000 grazie ad un evento giudiziario di richiamo nazionale, che sta per “decisione arbitrale” e per estensione “transazione- compromesso” ed Ŕ il sostantivo devb del verbo LAUDARE. L˛de, ancora connesso con LAUDARE, Ŕ dal lat LAUS con genitivo LAUDIS, cui il percorso fedele al lat quali LÓuda “componimento poetico”, LaudÓbile, Laudatývo, Laudat˛re, Laudat˛rio e LÓude; il percorso corrente quali LodÓbile, LodabilitÓ, LodÓre, Lodatývo, Lodat˛re, LodŔvole questo con suff ital di aggettivo verbale attivo EVOLE. AdulÓre pare connesso con LAUDARE, anche quale snm, ma in realtÓ deriva dal lat ADULARI d’etimo non accertato, cui AdulÓbile, Adulat˛re, Adulat˛rio, Adulazi˛ne. Fuori percorso AdulÓria (minerale) relativo ad Adula l’antico oronimo delle Alpi Lepontine cui AdularescŔnza questo modellato come Florescenza; tuttavia si potrebbe pensare ad una forma intensiva, in connessione o in sovrapposizione, per esempio, con il verbo URULARE, questo intensivo di ORARE parlare. Il lemma All˛dola o L˛dola cui LodolÓio “sorta di falco” o ancora il poetico AlÓuda inv dal lat ALAUDA cui AlÓudidi (la Famiglia), che pare abbia delle connessioni fig con LAUDARE, merita una maggiore attenzione: dal lat ALAUDULA, dim di ALAUDA d’origine celt, la A iniziale era stata considerata come pref AD; c’Ŕ di pi¨, con l’aferesi dello pseudoprefisso A, il termine si muta in LAUDULA e qualcuno poi, nel volg, lo ha trascritto in L’ALODOLA e qualcun altro in LA LODOLA, da questo, infine, l’attestazione di L˛dola complanare ad Allodola. Agli aludidi appartiene la Tottavýlla “sorta d’allodola”, termine considerato d’origine onomatopeica, ma si potrebbe pensare ad una composizione volg da “in tutta la villa” ovvero “uccello diffuso in tutta la campagna”.

Per verbo denominale, viceversa, lo s’intenda costruito da un nome, cui IngabbiÓre da GÓbbia questo dal lat volg CAVJA giÓ CAVEA cui la variante GÓggia dal genovese Gagia, omn di Gaggýa dal gr AKAKIA cui l’ital AcÓcia snm di Mimosa o Robýnia questo dedicato al botanico Robina da Linneo, altrove citato con J. Robin, che ne introdusse i semi in Europa (1601); tra le Acacee si conta il Catec¨, con l’adattato Catec˛lo, omologismo dal malese CACHOU attraverso il franc CATECHU, cui Catechýna (suff chimico INA), il composto Catecolammýna o Catecolamýna. Nel percorso di Gabbia l’ital conta GabbiÓio, GabbiÓta (l’insieme di uccelli in gabbia), il termine marinarŔsco GabbiŔre dalla locuzione Vele di gabbia, i dim GabbiŔtta, Gabbi˛la e Gabbi˛tto, l’accr Gabbi˛ne con GabbionÓta (opera idraulica); variante di Gabbia Ŕ un ant CÓiba o GÓiba (XIII sec).

GÓbbia, oltre al significato corrente, assume svariate attestazioni fig o semant quali “vela quadra” nella nautica snm di Terzarolo, strumento di tortura, recinto da lancio in atletica, ostacolo nelle gare d’ippica, intelaiatura, museruola, armatura in edilizia, la locuzione fisica Gabbia di Faraday snm di Schermo elettrostatico a difesa dei fulmini, il foglio in editoria dove Ŕ compreso (ingabbiato) il contenuto di una pagina, infine la locuzione anatomica Gabbia toracica.

Il lemma GabbŔo, nella terminologia delle saline, d’etimo non accertato, Ŕ vrs connesso con Gabbia da CAVEA.

Cosý per GhŔbbio “gozzo dell’uccello” quale devb dal toscano GhebbiÓre e InghebbiÓre, cui il veneto Ghebo “piccolo canale naturale”, vrs connesso con il lat CAVEA cavitÓ.

ViÓggio Ŕ il sostantivo diretto discendente dal lat VIATICUM transitato dal prvz VIATGE, cui il verbo denm ViaggiÓre.

Una diversitÓ, invece, va assegnata a termini quali PrŔsa (anche in terminologia elettrica, associato a Spina), Ppres sostantivato e volto al fem da PrŔndere, PrŔso-PrŔsa, PresÓme (dal Pp Preso come Rottame da Rotto, col suff AME per collettivi); Prendere Ŕ inv dal lat tardo PRENDERE, dal class prefissato PRAE HENDERE, cui Prendýbile, Prendit˛re, i composti Prendin˛ta, Prendis˛le; il lessema Ŕ da rad GHED afferrare cui Edera-Ŕdera da HEDERA con EderÓceo, EderŔlla, Ederýfero e Eder˛so; il gr conta lo specifico KISSOS edera cui Ciss˛ide col suff OIDE “simile”adottato in geometria. Straordinaria una vrs connessione con l’ingl KISS bacio, riflettendo sulla proprietÓ dell’edera di baciare le pareti o le sedi dove si arrampica.

\ Un proverbio marchigiano recita che “Prendere e mai dare non pu˛ durare per la vita”. \

Ancora col pref PRAE davanti, PrŔda, PredÓre, Predat˛re, Pred˛ne, PrŔnsile questo dal Pp PRENSUS dal class PRAE HENSUS (svoltosi nel tipo ital come in Fissile e Pensile) con PrensiliÓ, Prensi˛ne dal tardo PRENSIO PRENSIONIS, Prigi˛ne o Pregi˛ne attraverso il franc PRISON con PrensilitÓ giÓ lat PREHENSIONEM con Prigionia, PrigioniŔro o PrigioniŔre e, con i pref ApprŔndere da ADPREHENDERE con Apprendýbile, ApprendimŔnto, Apprendýsta con ApprendistÓto, il Pp ApprŔso, eppoi Apprensýbile da ADPREHENSIBILIS con Apprensýva, Apprensi˛ne e Apprensývo, ComprŔndere con Comprensi˛ne, Comprensývo, ComprŔso e Comprens˛rio, Comprend˛nio questo inc lemmatico di Comprendere con Testimonio dall’immagine di chi fa comprendere i fatti accaduti tramite la deposizione; DepredÓre con Depredat˛re e Depredazi˛ne, DisapprŔndere, ImprŔndere con Imprendit˛re, Imprendit˛rýa e ImprŔsa (pref IN illativo) cui ImpresÓrio, IntraprŔndere, IntraprendŔnte e IntraprŔso, RapprŔndere e RapprŔso col pref RA-D, ReprŔndere con Reprensi˛ne, Reprensýbile e Irreprensýbile (doppio pref IN negativo), RiprŔndere, giÓ Reprendere, con RiprendimŔnto, Riprendit˛re, RiprŔnsýbile, Riprensi˛ne e Riprens˛re tutti col pref RI iterativo, SoprapprŔndere con SoprapprendimŔnto, SorprendŔnte con SorprŔndere e SorprŔsa col pref SOR vale “prendere da di sopra”. Termine particolare nel percorso di Prendere Ŕ il prefissato RappresÓglia (pref RA-D) dal medv RAPRESALIA dal prefissato REPRESA presa in cambio. Il gr conta LAMBANO io prendo donde LEMMA LEMMATOS riflesso nel lat LEMMA premessa-assunto cui LŔmma (adottato dal XVI sec) con valore di “proposizione, titolo o sommario, voce e locuzione elencati in dizionario, snm di Articolo” con LemmÓrio, LemmÓtico, LemmatizzÓre, Lemmatizzazi˛ne; il termine Lemma Ŕ preferito nella terminologia dell’Omologismo.

In alcune composizioni LEMMA vale fig involucro-scorza quale “premessa del contenuto interno”.

Per verbo intensivo, invece, ereditato dal lat, s’intenda la mutazione dalla voce normale di un verbo allo scopo di porre in forte rilievo il significato, cui QUASSARE crollare da QUATERE scuotere svoltosi nell’ital ScassÓre con EX estrattivo (omn di Scassare “cancellare” e Scassare “levare dalla cassa”), ma anche SquassÓre con SquÓsso e Squatar˛la (snm di Pivieressa); il percorso conta ancora il volg composto ScassacÓzzi e Scassaquýndici (gioco della morra).

In ital, allora, l’effetto intensivo Ŕ dato dai pref, come Incutere dal lat CUTERE, Stemperare da Temperare, Stracarico da Carico.

\ Ciarlare Ciaccolare Cianciare Cianfrusaglia

Snm di Chiacchierare (adottato nel XVI sec) Ŕ CiarlÓre (giÓ dal XIV sec) cui CiÓrla, CiarlatÓno questo inc di Ciarlare con un CerretÓno (da Cerreto di Spoleto noto nel medioevo per la provenienza dei primi ambulanti), CiarliŔro, Ciarl˛ne, Cialtr˛ne questo inc di Ciarl˛ne con Poltrone. Il borgo storico di San Severo, nel foggiano, Ŕ chiamato volg Ciarriere, il quartiere popolare dove pi¨ si ciarla. Altri snm, CiaccolÓre (XVI sec) da CiÓccola con Ciaccol˛so e il volg veneto Ciacolare con CiÓcola, di genesi onomatopeica vrs dal tema di CIA C schiocco; CianciÓre (XIV sec) da CiÓncia con CianciamŔnto, Cianciat˛re, Cianci˛so, la variante CiancicÓre con Ciancic˛ne, una seconda variante CianciugliÓre con Cianciugli˛ne, il composto Cianciafr¨scola e Cianciafr¨scolo cui la variante CianfruscÓglia o il corrente CianfrusÓglia meglio CianfrusÓglie, con ancora CianfrugliÓre o CiafrugliÓre col devb Cianfr¨glio o Ciafr¨glio e Cianfrugli˛ne o Ciafrugli˛ne, eppoi Il tutto dovrebbe essere connesso ai temi dalla serie onomatopeica CIA R e C NC rumore sordo ripetuto.

\ Rapina

Dal rad REP prendere con aviditÓ, il lat aveva coniato RAPERE strappare, cui RapÓce da RAPAX, RapidŔzza con RapiditÓ e RÓpido da RAPIDUS cui RAPDUS e l’aggettivo e avverbio RÓtto “veloce” con sincope della i e assimilazione del gruppo td in tt, come Netto da NITIDUS e NITDUS; in connessaione fig l’ital conta gli omn-snm sovrapposti al significato di Veloce cui i sostantivi RÓtto “rapimento” e RÓtto “grosso topo” eppoi l’aggettivo RÓtto “rapito”.

Dall’aggettivo Ratto “veloce” s’Ŕ attestato dal XVI sec il fem RÓtta quale elemento architettonico relativo alle colonne.

Dal Pp RAPTUS l’tal conta l’unv RÓptus con valore di “impulso irresistibile” adottato in psichquuueeesto con un letterario Ratt˛re, eppoi il sostantivo Rapýna cui RapinÓre, Rapinat˛re, Rapin˛so.

Attraverso il franc SNEL rapido l’ital conta l’omologismo SnŔllo cui SnellŔzza, Snellýre con SnellŔnte e SnellimŔnto, attestatosi nel senso di “sottile-slanciato-elegante-grazia-leggerezza…”.

\ Longobardi Franchi

I Longobardi, dal ger LANGBART composto con LANG lungo e BART barba e vale “dalla lunga barba”, indicano la popolazione germanica che nel 559 dC cal˛ nel Friuli, dilagando nella Pianura Padana sino a Milano. La Longobardia, oggi ricordata con il coronimo della regione Lombardia 1, ebbe per capitale Pavia. Successivamente s’impossessarono di territori al centro - Ducato di Spoleto - e al sud della penisola - Ducato di Benevento - quest’ultimo l’embrione del futuro Regno delle Due Sicilie. Si convertirono al cristianesimo merito della regina Teodolinda, promotrice dell’editto di Rotari. A Monte S. Angelo, sul Gargano, dove ancora resiste una chiesetta longobarda, dedicata a S. Salvatore, si credeva fosse stato sepolto Rotari nel quartiere medv Junno, ma risult˛ un errore; comunque, per quest’antico monumento non s’Ŕ ancora cancellata del tutto l’antica identificazione quale Tomba di Rotari. La dinastia ebbe termine all’avvento dei Franco-normanni al Sud della penisola, questi successivamente svevizzati da Federico II. Lo storico ricercatore Paolo Diacono (VIII sec dC) ha contribuito con le sue opere, la pi¨ nota HISTORIA LANGOBARDORUM, alla conoscenza delle vicende longobarde dal tempo della loro emigrazione dalle terre scandinave all’invasione in Italia.

Altrove ed in Europa, i Franchi puri furono guidati da Pipino il Breve e da suo figlio il futuro Carlomagno. Fondatore della monarchia dei Franchi era stato Clodoveo (466-511), che conquist˛ la Gallia del Nord con la guerra contro gli Alemanni. Durante La battaglia decisiva di Tolbiaco, nel 496, fece voto di convertirsi alla religione cattolica giÓ professata dalla moglie Clotilde. Coerente, condusse i Franchi al Cattolicesimo. Dal castello di WIBELING in Franconia, attribuito agli Svevi, Ŕ stato coniato il termine Ghibellýno lo storico avversario del GuŔlfo questo dal ted WELF il capostipite dei duchi di Baviera.

Dal significato franc di FRANK uomo libero, cui il lat FRANCUM, Franchi quale poopolo, s’Ŕ avviato quel percorso semant ital sorto da un’ant metaf di libertÓ, cui FrÓnco e i derivati FrancÓre con AffrancÓre, FrancamŔnto e AffrancamŔnto, Francat¨ra con Affrancat¨ra, un FrancheggiÓre (rendere libera la servit¨), FranchŔzza, Franchýa (marinaresco), Franchýgia, l’esot Franchising con Franchisee e Franchisor, ancora il prefissato Infranchýrsi (IN illativo) o RinfrancÓrsi (doppio prefisso RI iterativo con IN illativo) questo in percorso con RinfrancÓre, RinfrancÓro e RinfrÓnco, il composto Francob˛llo con FrancobollÓre nel senso di “bollo che dÓ il via libera alla spedizione”.

Molte cittÓ conservano il toponimo storico di Villafranca o Francavilla nel senso di “paradiso fiscale”, insomma dove, per diverse ragioni, le tasse o erano ridotte o addirittura i cittadini ne erano esenti.

Nell’onomastica si contano Francesco e Francesca con gli ipocoristici Cecco e Cecca; in voce volg, CŔcca vale “donna chiacchierona – gazza” e nella locuzione Far cecca sta per “fare cilecca”. Il composto Ceccof¨ria, poi, Ŕ assegnato a chi pretende o mostra troppa fretta nelle cose, in complanare con Ceccos¨da ma questo in odore di inconcludenza. Fuori da questo percorso Cecc˛na o Ciacc˛na, questo dallo sp CHACONA “sorta di danza”.

Nel significato etnico di Francesi, attraverso il franc ant FRANCEIS da FRANCE cui Francia, anche in riferimento agli ant Franchi, da FRANC, questo sempre del valore di uomo libero, l’ital conta FrÓnco con FrancŔsco e Francesc˛ne da FRANCISCUM dei Franchi, FrancŔsca “la scure (dei Franchi)”, FrancŔse con FranceseggiÓre, l’obsoleto FranzŔse con FranzeseggiÓre, Franceserýa, Francesýna, Francesýsmo con Francesýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere) e Francesýstica, FrancesizzÓre con Francesizzazi˛ne, lo spregiativo Frances¨me, FrancheggiÓre, FranciÓno (un dialetto), FrÓncico attraverso l’ant franc FRANCIQUE, Francýgeno con Francýgena o FrancŔsca (ant strada medv europea, dal nord dell’Europa sino alle Puglie), FrÓncio (elemento chimico, simbolo Fr, scoperto da una francese nel 1952), un Franci˛so con il prefissato InfranciosÓre o InfrancesÓre; quale pref FRANCO appare in composizioni quali Francofilýa e Franc˛filo, Francofobýa e Franc˛fobo, Franc˛fono, FranconormÓnno, FrancoprovenzÓle, FrancovŔneto. L’onomastica prevede un Franco attraverso il ger FRANCH “libero” cui Lanfranco “il liberatore della patria (con LAND territorio-paese esteso in patria) ed un Franco ipocoristico di Francesco “proveniente dalla Francia” cui i derivati FrancescanŔsimo, FranescÓno attraverso San Francesco.

Il francofono della Luisiana (USA) Ŕ indicato con Cajun, corruzione del franc ACADIAN cui AcadiÓno questo relativo al geologico coronimo canadese Acadia

L’uccello Francolýno Ŕ considerato d’etimo non accertato, comunque, essendo un galliforme, dovrebbe pur esserci una connessione fig con l’equivalenza celti-galli-franchi; il suo snm Ŕ RoncÓso, anche questo d’etim non accertata.

1 In percorso da Lombardia, il glb attraverso l’ingl Lombard “tasso d’interesse”, LombÓrda (danza e vento piemontese da nord), LombardÓta “sistema di “passa-mattoni” dal medv LombÓrdo “muratore” appunto perchÚ venivano assunti emigrati dalla Lombardia, LombardŔsimo o Lombardýsmo, LombÓrdo con LombarditÓ, un Lombardi nella cognomastica.

Nel toponomastica esiste un Castello di Lombardia in Sicilia (Enna) a ricordo di una guarnigione appunto lombarda, e ancora un Guardia Lombardi in Campania (Av) a ricordo pi¨ antico dei longobardi.

\ Mattanza Tonno Suffisso ANZA

MattÓnza, come gÓ analizzato, termine adattato dallo sp MATANZA, Ŕ riferito allo specifico della pesca dei tonni; lo stesso, il termine Ŕ usato in disgraziate espressioni, sovente in relazione alle stragi criminali da resa dei conti. Il lemma T˛nno, con TonnÓra, Tonnar˛tto e TonnÓto con ul glb franc TonnŔ (forma corretta tonnÚ), Ŕ dal volg lat TUNNUS giÓ THUNNUS e class THYNNUS dal gr THYNNOS, di estrazione precedente a questa cultura cui ancora T¨nnidi (la Famiglia).

Pseudoetim TonnarŔllo, meglio TonnarŔlli, “sorta di spaghetti” quale corruzione volg di Tondarello, TonneggiÓre con TonnŔggio da TONOS tensione e valgono “spostare un’imbarcazione tirando i cavi d’ormeggio”.

L’ital contiene il proprio suff ANZA dal lat ANTIA, per i sostantivi astratti ad indicare un modo d’essere, quali Adunanza, Temperanza… in alcuni termini rientrati attraverso il franc, il suff ANZA Ŕ omologato da ANCE, vedi Alleanza da ALLIANCE.

\ Gioco delle carte

Giochi comuni delle carte sono Canasta, Domino, Ramino e Scopa.

CanÓsta, con un Canast˛ne, Ŕ l’esot inv dallo sp CANASTA e vale “canestro” cosý Ramýno che dovrebbe essere correlato fig all’omn Ramino che sta per “recipiente” di rame. D˛mino Ŕ ispirato fig al Domino ”cappa con cappuccio” dai colori appunto bianco e nero. Sc˛pa, infine, Ŕ il fig di Scopa, l’attrezzo per ramazzare, e sta per “pulizia delle carte dal tavolo”cui Scop˛ne.

Ciascuna specie delle carte Ŕ fig indicata con Seme, quali Bastoni, Coppe, Denari e Spade o Cuori, Fiori, Picche e Quadri.

Il lemma BagÓtto sta per “carta da gioco di minor valore” cui BagatŔlla o BagattŔlla con BagatellÓre o BagattellÓre, attraverso il ted BAGATELL, e il volg veneto Bagattino “monetina di poco conto” coniata tra il 1200 e il 1300, che qualche etimologista vorrebbe derivati da BAGATTO l’ant nome di Baghdad, cui presumibilmente Bagascia.

Nel 1750, il sacerdote napoletano Marcello Chitarrella ide˛ il cosiddetto Codice Chitarrella che sancisce le regole per alcuni giochi delle carte quale lo Scopone.

Nel gioco delle carte ricorrono i termini Sparpagliare e Mischiare.

Il primo, SparpagliÓre, Ŕ il prodotto lemmatico dell’inc di Spargere con Spagliare, quest’ultimo nel significato del tema med “traboccare”. SpÓrgere, con SpargimŔnto, SpÓrgolo SpÓrso o SpÓrto (omn del botanico Sparto) e il prefissato CospÓrgere con CospÓrso, dal lat immutato SPARGERE, dal gr SPEIRO semino, discendente dalla rad SPHER seminare, cui anche SprecÓre (adotato dal 1300) con SprecamŔnto, SprecÓto, SprŔco e Sprec˛ne dal volg DISPERGICARE attraverso il passaggio DISPARGERE-DISPERGERE (pref DIS intensivo) con normale passaggio della a in e, cui DispŔrgere e Dispersi˛ne questo assimilato al significato di Disperdere dal lat DISPERDERE. \ In Italia, Ŕ previsto nel 2008 uno spreco alimentare di circa 584 € per cittadino.\Il percorso continua con SpŔrma inv dal gr-lat SPERMA seme, cui SpermÓtico, con una serie di composti quali SpermacŔti “semi di cetaceo”, SpermatŔca, SpermatŔisfora (col gr EISPHORA contribuzione), il biologico Spermatýdio (col suff per diminutivi IDIO dal gr IDION), Spermat˛fýte (col gr PHYTON pianta) snm di Fanerogame, e col pref SPERMATO in composizioni quali Spermatocýto (col gr KYTOS cavitÓ con valore di Cellula), Spermat˛fite (col gr PHYTON pianta) snm di Faner˛game, SpermatogŔnesi, Spermatog˛nio (col gr GONOS generazione), SpermatorrŔa (col suff gr RROIA da RHEO io scorro), Spermatoz˛o snm di ZoospŔrmio col gr ZOION animale, cui Spermatoz˛ide, snm di Nemasperma, Spermicýda, il prefissato Aspermýa (A privativo); Ŕ vrs una connessione di SPHER con una rad pi¨ ant di SPEUD sputare nel senso di spargere (sputo). SpagliÓre, col pref S sottrattivo “togliere la paglia”, Ŕ dal lat PALEA - in volg PALJA - presumibilmente dalla rad madre di una numerosa discendenza, quali PÓglia “ci˛ che resta dalla raccolta di cereali” con PagliÓccio questo letteralmente “che indossa una veste fatta di tela da pagliericcio” “snm di Pezzente, cui PagliaccŔsco, il dim PagliaccŔtto (abito per clown e bambini) e PagliacciÓta, PagliÓio o PagliÓro, Pagliai˛lo, PagliÓra, l’esot PagliÓrdo dal franc PAILLARD pezzente che dorme sulla paglia, PagliarŔccia snm di Zigolo muciatto, PagliarŔsco, Pagliar˛lo (sorta di uccello) e Pagliar˛la “pecora nutrita con paglia di grano”, PagliÓta, i fig PagliÓto e Paglierýno “tonalitÓ di giallo”, Paglýccio, Paglierýccio questo col doppio suff ARIO collettivo e ICEO di materia, PagliŔto, PagliŔtta con PagliettÓto, PagliŔtto “stuoia”, Pagliett˛ne snm di Loglierella, Paglýno, PagliolÓia (composto con Paglia e Bargiglio), Pagli˛lo “sorta di pavimento per imbarcazioni” con PagliolÓto, eppoi Pagli¨ca, Pagli¨zza.

Esiste l’omn SpagliÓre “traboccare” da tema mediterraneo PALIA vrs connesso con Palta.

Il detto toscano Avere la moglie nella paglia sta a significare moglie incinta, ereditato dai tempi quando le condizioni economiche imponevano alle partorienti si sgravarsi al caldo delle stalle, su giacigli di sola paglia.

Il gr cont KARPHE paglia cui la locuzione fig mer Pecora carfagna ovvero di lana ruvida (come paglia).

Il percorso prosegue in PŔlle con PellÓgra (dalla locuzione Pelle agra), PellÓio o PellÓro (con suff di mestiere AIO con la variante mer ARO), PellŔtica, Pelletterýa, Pellýccia con ImpellicciÓre, ImpellicciÓto e Impellicciat¨ra passati quali snm di Impiallacciare, Impiallacciato e Impiallacciatura, PellicŔllo, Pellýcola dal dim lat PELLICULA cui PellicolÓre e le locuzioni Pellicola fotografica, Pellicola cinematografica e Pellicola piana; infine PŔlvi da PELVIS catino poi fig bacino anatomico cui PŔlvico e i composti Pelvimetrýa, Pelviperitonýte, connesso ad un pi¨ ant PELEVIS rivestimento; il rad comune Ŕ PEL, un rad che ha assunto diverse attestazioni semantiche, quali PEL (buccia) di Paglia e Pelle, PEL (grigio) di Pallido, PEL di Pulire. La voce Pelliccia ha uno specifico tema med paleosardo MASTRUCA pelliccia, vrs connesso col tema med MAK MAKKA pestare, schiacciare (la lavorazione della pelle), cui rimane inv Mastr¨ca o Mastr¨cca giÓ lat MASTRUCAM attestatosi in giaccone di pelle. Il termine SkÓi (marchio nregistrato) indica “pelle sintetica” adottata per i sedili delle auto, valigeria, divani e poltrone. Dal tardo lal GUNNA pelle l’ital ha coniato G˛nna col dim GonnŔlla; una sorta di gonnella indossata da ambo i sessi nel medv era chiamata Ci˛ppa, omologismo dal tred SCHOPE. Il percorso conta vrs GunnŔllo che in senso fig Ŕ una sorta di pesce che puÓ sopravvivere a secco (pelle disidratata) attendendo il ritorno delle acque. Snm di Pelle (adottato dal XII sec) Ŕ C¨te (dal XIV sec) dal lat CUTIS, cui CotŔnna da CUTINA (attestazione romagnola-emiliana), C˛tica da CUTICA (attestazione sett) col dim Cotechýno o Coteghýno, CuterŔbridi (famiglia d’insetti, con il lat TEREBRA succhiello), CuticÓgna (inc Cotica-Cute con suff aggettivante AGNO), CutÓneo con i prefissati EpicutÓneo, IntercutÓneo, PercutÓneo, TrascutÓneo o TranscutÓneo e SottocutÓneo, il composto MuscolocutÓneo, eppoi Cutýcola dal dim CUTICULA con CuticolÓre, Cutýna (suff chimico INA), i composti CutireattivitÓ, Cutireazi˛ne; la duplicatura naturale della cute in alcuni mammiferi volatori (pipistrelli) o arboricoli, o nel protorace delle farfalle Ŕ definita PatÓgio fig dal lat PATAGIUM orlatura. Il grasso sottocutaneo, invece, Ŕ indicato con LÓrdo, dal lat LARIDUM poi LARDUM con sincope della i, privo di connessioni indoeur, cui LardÓceo, Lardaiu˛lo, LardÓre, Lardat˛io, Lardat¨ra, il dim LardŔllo (piccola quantitÓ) con LardellÓre, Lard˛so, il composto PappalÓrdo divenuto snm di “sciocco-goffo-ipocrita” ma anche “bigotto” ricalcando il franc PAPELARD quale metaf che indica il fedele che di nascosto mangia lardo nei giorni proibiti (venerdý, Venerdý Santo, Quaresima…).

MischiÓre, col prefissato FrammischiÓre o InframmischiÓre, con un desueto MeschiÓre, infine, con Mýschia o MŔschia, MischiamŔnto, MischiÓta, un Pp Mýschio, Misc¨glio e il volg Mescuglio (suff collettivo, dal lat ALIA- ALIAE traducibile in diversi, tanti), perviene dal lat MISCULARE iterativo di MISCERE cui MescolÓre con i prefissati FrammescolÓre, RimescolÓre con RimescolamŔnto, RimescolÓnza, RimescolÓta con RimescolÓto, Rimescolýo e RimŔscolo, eppoi MŔscola questo snm sia di Mescolanza sia di Mestola, MescolÓbile, MescolamŔnto, MescolÓnza questo snm di Mescola e Mestola, MescolÓta, Mescolat˛re con Mescolatrýce, Mescolat¨ra, Mescolazi˛ne e Mescolýo; attraverso il franc RATATOUILLER mescolare si conta il glb gastronomico Ratatouille “mescolanza di pezzetti di verdura mista cotti in salsa di pomodoro.

Direttamente da MISCERE si ha MŔscere (metaplasmo) con Miscýbile, MiscibilitÓ e MŔscita questo in sostituzione di Bar durante il fascismo quando furono inibiti gli esotismi, l’iterativo RimŔscere, il Pp MIXTUS questo in ital Mýsto, di rad MEIK-MEIG, col prefissato Frammýsto, eppoi Misti˛ne da MIXTIO MIXTIONIS, Mist¨ra o Mest¨ra, Metýccio dal lat MIXTICUS transitato dallo sp MESTIZO, ancora MiscŔla, MiscelamŔnto, MiscelÓre, Miscelat˛re, Miscelat¨ra, Miscelazi˛ne, Miscýbile con MiscibilitÓ cui il prefissato Immiscýbile con ImmiscibilitÓ (IN negativo), il glb ingl Mustang dallo sp MESTENGO sangue misto. Attraverso l’ingl MIXER mescolatore l’ital conta l’omologismo MixÓre o MissÓre con MissÓbile, MixerÓggio o MissÓggio con Missat˛re ma anche i glb Mix, Mixing e Mixage questo riflesso dal franc; da non equivocare con i composti cui il pref MIXO dal gr MYKSA muco, in connessione rad. Dal lat tardo MISCELLUS misto di MISCERE, il lat conta il derivato MISCELLANEUS cui MiscellÓneo con MiscellÓnea. Infine, i prefissati Commýscere con Commisti˛ne, Commýsto e Commist¨ra, Promýscuo da un tardo PROMISCUUS con PromýscuitÓ, SmistÓre con SmistamŔnto (pref S sottrattivo) e i composti Mistilýngue, Mistilýneo... Il franc conta MELER mescolare cui l’esot Melange con l’omologismo MelangiÓto. Fuori percorso Mist˛foro dal gr MISTHOPHOROS composto con MISTHOS salario e PHOROS che porta, Mistagogýa, MistagŔgico e Mistag˛go composti col gr MYSTES iniziato e il suff tratto da AGO conduco. Verbo intensivo volg di MISCERE Ŕ MISCITARE, cui MestÓre con un obsoleto MestiÓre, MestamŔnto, Mestat˛io, Mestat˛re, MŔstola, questo snm di Mescolanza e di Mescola, con MestolÓccia, MestolÓta, MŔstolo, l’accr Mestol˛ne questo anche fig “anatra selvatica” e un MestolÓre eppoi TramestÓre e Tramestýo.

\ Il Mestolo di legno Ŕ una ant unitÓ di misura, che appare nel racconto arabo “Ali Baba e i quaranta ladroni”, con il quale contavano le monete d’oro del bottino.

Attraverso l’ingl SCOOP (pron scup) mestolata l’ital conta fig il glb giornslistico Scoop con un semiomologismo Scoopýsmo. MesticÓre da MIXTICARE questo un secondo intensivo volg di MISCERE cui MŔstica con Mesticherýa (esercizio commerciale ai primi del ‘900), MesticÓnza o MisticÓnza, Mesticat˛re, Mestichýno. Il rad Ŕ MEIK-MEIG, cui il lat MICA briciola, donde anche i termini omm Mýca “particella silicata”, cui MicÓceo, Micanýte (suff ITE per minerali), Micascýsto col gr SKHISTOS roccia metamorfica, il dim MicŔlla con MicellÓre, da non equivocare in percorso Micelio con Micelico dal gr MYKES fungo, eppoi Mýca - ant Mýga – semant fedele briciola, quest’ultimo anche avverbio Mýca, sovente male usato, e un dim volg Michetta “sorta di pane”. Il prvz conta BROLHAR mescolare, cui l’omologismo BrogliÓre con BrogliÓccio o BrogliÓzzo e Br˛glio, incluso i prefissati SbrogliÓre con Sbr˛glio (S sottrattivo) e ImbrogliÓre (IN illativo) con ImbrogliÓta, ImbrogliÓto, Imbrogliat¨ra, Imbr˛glio e Imbrogli˛ne questi nel senso di “frodare-mescolare le cose”.

L’omonima rad MEIG sta per battere gli occhi, cui il raro NittitÓnte o NictitÓnte “membrana oculare”, con Nittitazi˛ne o Nictitazi˛ne, dal lat NICTITANS dal verbo NICTARE battere le palpebre, in vrs connessione figurata con NŔttare, dal lat NECTAR, questo un prodotto botanico succhiato dalle api che battono le ali, cui NettÓrio. Inoltre, occorre ricordare che il Nettare Ŕ un liquido secreto e potrebbe avere la connessione con il rad MEIK-MEIG di Mescere.

Nel gioco delle carte si contano ancora il glb ingl Poker, d’etim non rintracciato, cui i semiomologismi Pokerýno e Pokerýsta con i pieni P˛cher, Pocherýno e Pocherýsta, la variante ital Teresýna o Telesýna snm di Poker americano; eppoi l’ingl Whist, un gioco assai complicato, d’etim vrs onomatopeico della serie SSS ST dal profondo silenzio che lo accompagna.

\ Goti Gallia Iberia

Goti erano i popoli germanici di provenienza scandinava, che dopo aver invaso i territori sino al Mar Nero, e le province romane della Tracia (attuali Turchia, Grecia e Bulgaria) cui Trace o Tracio, meglio Traci, o il non comune Tracico con Tracici, Mesia (Basso Danubio), Grecia e Asia Minore (238 dC), penetrarono nella penisola italica, nella Gallia e nella Spagna, diramandosi in Visig˛ti (occidentali) ed Ostrog˛ti (orientali). Derivati, G˛to e G˛tico con l’onomastico Gustavo italianizzato dallo svedese GOTSTAFR partigiano dei goti (STAFR sostegno) o, il pi¨ nazionalista “condottiero dei goti”.

La Gallia, dal nome dei Galli che l’avevano invasa, cosý chiamti i Celti dai romani, comprendeva la Gallia Cisalpina (Italia sett ad esclusione della Liguria e parte del Veneto) e la Gallia Transalpina (ovvero l’Oltralpe, attuali Svizzera, Belgio, Francia e parte della Germania). La regione italica, abitata fin dalla presistoria, fu nel IV aC occupata dai Celti, i quali si piegarono agli influssi liguri, etruschi e veneti. I Romani spartirono la Gallia Cisalpina in Cispadana e Transpadana. Dai Galli, al sing GÓllo, il percorso conta GaŔlico e GallŔco (lingue) o ancora GoidŔlico relativo ad un gruppo linguistico diffusosi in Islanda, in Scozia e nell’isola di Man, eppoi GÓllego attraverso il coronimo iberico Galizia, GallŔse attraverso il coronimo Galles, GallicÓno con GallicanŔsimo (della Gallia, per accezione relativo alla Chiesa di Francia), Gallicýsmo (snm di Francesýsmo) con GallicizzÓre con GallicizzÓnte, GÓllico (omn di Gallico da Galla), i vari composti Gallammýna “ammina gallica” dalla locuzione Acido gallico, Gallofilýa con Gall˛filo, Gallofobýa con Gall˛fobo riferiti ai francesi, GalloitÓlico snm di CeltÓlico (coniato da SA per un intervento stampa del 2005, ma riveduto e corretto da un precedente d’anni prima), Gallomanýa con GallŔmane intendendo oggi la Francia (snm quindi di Francofilia e di seguito), GalloromÓnzo “latino parlato in Gallia”. Da includere PortoghŔse dal coronimo Portogallo.

Molti termini celto-gallici si sono riversati nell’ital radicandosi talmente da risultare complicato riprenderne le origini etim; ad esempio, il lemma Gýgaro, Gýcaro o Gýchero “pianta erbacea velenosa” ci viene dal lat GIGARUM di presunta provenienza gallica, ma in complanare al tema med GIGARO pianta; snm di Gigaro Ŕ Aro-Óro dal gr ARON col quale dovrebbe essere connesso o, questo, il suo ipocoristico. Nel qual caso Aro, svoltosi nel lat ARUM, fosse per davvero l’ipocoristico di GIGARO pianta, perchÚ non credere in una correlazione col gr-lat AROMA cui il lat AROMATITES (relativo alle spezie) e l’inv ital Ar˛ma, questo con AromatÓrio, AromÓtico con AromaticitÓ, AromatizzÓre con AromatizzÓtre, AromatizzÓto e Aromatizzazi˛ne, ed il composto Aromaterapýa con AromaterapŔuta. Termine alieno Arom¨no questo relativo ad un dialetto romeno diffuso in Macedonia e nell’Epiro.

L’Iberia Ŕ l’antica regione degli Iberi, che oggi comprende la Spagna e il Portogallo, cui IbŔrico dal lat HIBERICUM giÓ gr IBERIKOS, con Iberýsmo (esotismo linguistico) e Iberýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere). I Celti stanziatisi in questa regione erano indicati CeltibŔri cui CeltibŔrico.

In percorso da Spagna, oltre al relativo Spagn˛lo o Spagniu˛lo o Spagn¨lo anche in cognomastica, con Spagnolýsmo, l’ital conta il botanico SpagnÓio dalla locuzione Erba spagna snm di Erba medica, il termine erotico Spagn˛la, SpagnoleggiÓre, il fig SpagnolŔsco, SpagnolŔtta questo anche Nocciolina americana, il glb ingl SpaniŔl “spagnolino”attraverso il franc ant ESPAGNOL e che indica una razza di cani. Il volg mer conta Spagnare nel senso di “spaventarsi”.

\ Romanico Gotico Barocco

RomÓnico, per accezione lo stile europeo occidentale giÓ dal sec X con estensione al XII, Ŕ dal lat medv ROMANICUS da ROMANUS relativo a Roma. La cittÓ attraversata dal RUMON, connesso con RHEO scorrere, fluire, l’arcaico nome del fiume Tevere, il cui idronimo offuscherebbe l’eponimo Romolo. Il fiume avrebbe poi assunto l’idronimo di TIBERIS cui Tiberýno e l’onomastico Tiberio da TIBERIUS abitante lungo il Tevere; da aggiungere il toponimo Tivoli attraverso il preromano TRIBUX, in connessione o sovrapposto a TIBERIS, che, da una metaf, s’Ŕ globalizzato nell’intendere “parco divertimenti” o “teatro, bar, ristorante, cinema...”

In percorso, RomÓncio e RomÓndo rispettivamente lingua ladina e franc-prvz in Svizzera, RomÓico o RomŔico dal gbz RHOMAIKOS relativo all’Impero Romano d’Oriente cui l’attuale Romagna dal gbz ROMANIA la regione del Nord Italia rimasta ai bizantini, eppoi RomanamŔnte, RomanŔsca e RomanŔsco, Romanýsmo, Romanýsta, Romanýstica e Romanýstico, RomanitÓ, RomanizzÓre con Romanizzazi˛ne, RomÓno da ROMANUS, questo sia nella cognomastica sia nell’onomastica con Romano “cittadino di Roma”, di fascista memoria, con Romina questo non politicizzato, e Romeo da RomŔo dal lat ROMEUS “diretto a Roma” questo in riferimento ai pellegrini che percorrevano la transeuropea Francýgena altrimenti detta RomŔa. RomÓntico, con RomanticheggiÓre, Romanticherýa, Romanticýsmo, RomantizzÓre e Romantic¨me, transitato dall’ingl ROMANTIC ma gia franc ROMANTIQUE, Ŕ relativo a RomÓnzo questo sostantivo e aggettivo sempre tramite il franc ROMANZ cui RomanzamŔnto, RomanzÓre, Romanzat˛re, RomanzeggiÓre, RomanzŔsco, RomanzŔtto, RomanziŔre, Romanzýna o Ramanzýna (lunga come un romanzo); RomÓnza con RomanzŔro, invece, Ŕ tramite lo sp ROMANCE che resta glb Romance, cui Romancero, Romanceiro. In percorso i composti Romano-barbarico, Romano-germanico. In percorso la regione Romagna cui Romagn˛lo e RomanŔlla “componimento poetico romagnolo”.

G˛tico Ŕ lo stile europeo fiorito nell’arte durante il Rinascimento, dal lat GHOTICUS in senso dispregiativo, considerato barbarico, cui Gotic¨me, in contrapposizione a Romanico; eppure il Gotico, questo stile di ricchezza espressionistica, avrebbe avuto molto fortuna.

\ L’ultima grande costruzione italiana in stile got (neogotico) Ŕ il tempio monumentale dell’Addolorata a Castelpetroso, Isernia, iniziata il 28 settembre del 1890 e completata nel 1975, quando furono ultimati la facciata, i due campanili, i portali e le porte di bronzo. Il tempio appare improvvisamente dalla strada, eretto solitario sulle colline, ed infonde una stupefacente suggestione. Ancora allo stato progettuale, fu premiato a Torino (1900) e a Liegi (1910). La comunitÓ locale lo volle edificare sul luogo dell’apparizione taumaturgica dell’Addolorata. Promotore dei lavori fu il bolognese Carlo Aquaderni, il cui figlio era stato miracolato da una gravissima malattia. Primo architetto, Francesco Gualandi di Bologna. Dopo le interruzioni imposte dalle due grandi guerre, e dalle vicissitudini intermedie, il progetto fu ripreso grazie al giovane architetto Gualandi figlio.\

Il termine Bar˛cco nascerebbe dal ptg BARROCCO “perla grezza” cui BaroccheggiÓnte, BarocchŔtto “tardo barocco” e Barocchýsmo.

Lo stile del Barocco, snm di Secentýsmo, si svilupp˛ nel 600 a seguito della Controriforma nei paesi cattolici, la cui peculiaritÓ Ŕ un’intenso decorativismo, tendente ad emozionare con forme ardite e virtuosistiche; si espanse dall’arcchitettura alla pittura, scultura, poesia, musica. In Italia si pu˛ ammirare il Barocco leccese a Lecce, o meglio Barocco pugliese questo patrimonio di tante cittadine e di masserie specialmente salentine.

\ Prefissi STRA CIS TRANS TRAS *TRA PRETER

Suffisso ESI MENTO

Prefissi INTRA INTRO INFRA INTER

STRA

IL pref STRA continua la tradizione del lat EXTRA e vale fuori estendendosi, in similitudine con Arci, quale eccesso o superlativo. In passate forme volg va ad indicare oltre. StraordinÓrio “fuori dell'ordinario, non comune”. Strac˛tto (tipica pietanza) “cotto in eccesso”, fig “assai innamorato”. StrapotŔnte vale il superlativo “potentissimo”. StrapiantÓre (S intensivo) volg per TrapiantÓre “piantare oltre” cui TrapiantamŔnto, TrapiantÓto, Trapiantat˛io, Trapiantatrýce, Trapiantazi˛ne, Trapiantýna, Trapiantýsta. Oggi, Trapiantare con Trapiantato, Trapiantista e TrapiÓnto, il doppio prefissato PolitrapiantÓre con PolitrapiantÓto (di pi¨ organi) e il composto Trapiantologýa, merito della chirurgia, Ŕ sovente associato a EspiantÓre (dal lat EXPLANTARE) con Espiantazi˛ne (attraverso l’ingl EXPLANTATION) o Esplantazi˛ne (fedele al lat) e EspiÓnto, questo ha giÓ conquistato una deviazione semant tutta sua, nobilitandosi nell’asportazione d’organi ed arti umani (animali) per utilitÓ chirurgiche, prendendo le distanze dal snm SpiantÓre (pref EX sottrattivo) “svellere, sradicare” fig “mandare in rovina” cui SpiantÓto “giÓ in rovina” e SpiÓnto “crollo economico” eppoi SpiantamŔnto, Spiantat˛re.

CIS

Continua immutata la tradizione latina, sia semant che grafica, del CIS di qua da... cui CITER che Ŕ al di qua donde CITERIOREM e l’ital Citeri˛re, da rad KI, comunemente utilizzato in composizioni geografiche: CispadÓno (di qua dal Po), Cismarýno (…dal mare). Fuori percorso CitŔllo dal lat CITELLUM “sorta di mammifero” d’etim ignoto, CiterŔa “epiteto di Afrodite” e CiterŔo “il culto” dall’isola gr di Citera, dal gr KITHEREIA, lat CYTHEREA.

\ Racconti cisfantastici, SA Personaledit 1998, narrano di fatti al di qua della fantasia, ma al di lÓ della realtÓ.\

TRANS ESI MENTO TRAS TRA PRETER

Anche il pref TRANS mantiene fede alla tradizione latina TRANS al di lÓ, oltre, in configurazione geograficamente dirimpettaia al Cis: TranspadÓno eppoi TransahariÓno “che attraversa il deserto del Sahara”, TransatlÓntico questo anche metaf il corridoio di palazzo Montecitorio, e TransocŔano; Ŕ ancora nella memoria collettiva il transatlantico italiano Rex, varato il 1934, orgoglio del regime fascista, e affondato dagli inglesi nel ’44.

TregŔnda dal volg TRANSIENDA passaggio Ŕ il gerundivo lat sostantivato di TRANS IRE andare attraverso-passare e sta per “convegno notturno di demoni, streghe.per compiere malefici”; il termine s’Ŕ ulteriormente semant in Caos, Confusione. L’introvabile TregŔsi, che sta per “riduzione provocata della popolazione, procurata con armi occulte”, sembrerebbe connesso a Tregenda; Ŕ invece l’esasperazione linguistica del lemma TrŔgua “sospensione temporanea”, dal franc TREWVA patto-trattato, che ritroviamo nel ted TREUE fedeltÓ, col suff gr ESI che vale mandare-azione, vedi Anamnesi (che manda a ricordare)... pressochÚ corrispondente all’ital MENTO, che va a trasformare un verbo in un sostantivo devb, quali Svolgimento (l’azione dello svolgere), Movimento (l’azione del muovere).

Col pref TRANS sono sorti molteplici lemmi cui TransÓre con TransÓto, Transattývo e Transazi˛ne dal lat TRANS-ACTIO da TRANS-ACTUS Pp di TRANSIGERE cui Transýgere da AGERE guidare-spingere con apofonia della a in i con TransigŔnza e l’opposto IntransigŔnza da IntransigŔnte; da ACTUS si ha Atto-Ótto (omn di Atto “adatto) donde il denm iterativo AtteggiÓre con AtteggiamŔnto e Attit¨dine “atteggiamento” questo omn di Attitudine “inclinazione”, Attývo dal lat ACTIVUS cui AttivÓre, Attivazi˛ne, Attivýsmo e Attivýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere), AttivitÓ ed AttivizzÓre, eppoi AttuÓle dal lat ACTUALIS cui AttualitÓ, Attualýsmo e Attualizzazi˛ne, AttuÓre dal lat medv ACTUARE cui AttuÓbile, AttuabilitÓ, AttuamŔnto, Attuatývo, Attuat˛re e Attuazi˛ne, l’esot AttuariÓle questo attraverso l’ingl ACTURIAL nel senso particolare di scritturale cui AttuÓrio da ACTUARY, Attu˛so, Azi˛ne dal lat ACTIO ACTIONIS cui AzionÓle con AzionalitÓ e la locuzione Verbi azionali, Azionýsmo con Azionýsta e gli omonimi esot Azi˛ne e Azionýsta attraverso il franc ACTION e ancora gli esot franc AttÓnte da ACTANT e AttanziÓle da ACTANCIE e Entracte ”entro un atto e l’altro”.

TransŔnna, questo dovrebbe essere alieno nel persorso TRANS poichÚ Ŕ dall’etrusco-lat TRASENNA rete per uccelli ma Ŕ sovrapposto al lat TRANS ITUS transito. TrÓnsfuga dal lat FUGERE da rad BHEUG. TransiŔnte Ŕ con il Ppres del lat IRE andare.

TransumÓre, adottato dal 1909, sta per “attraverso la terra (HUMUS)” su modello sp TRASHUMER, cui il Ppres TransumÓnte e da questo TransumÓnza ed Ŕ relativo alla migrazione stagionale di bestiame, greggi, dalle pianure ai monti e viceversa; Transumanza Ŕ un neologismo rispetto al precedente snm Mena dal lat MINARE spingere giÓ in uso nel XIII secolo. L’assonante TrasumanÓre o TransumanÓre sta per “oltre la natura umana” (col suff Umano) cui Transumanazi˛ne.

TRANS spazia anche in termini indicanti passaggio, attraversamento, cambio di condizione... contraendosi in TRAS cui TrasbordÓre questo transitato dal franc TRANSBORDER, con il devb Trasb˛rdo. TrasmigrÓre dal lat inv MIGRARE da rad MEIGW, cui EmigrÓre con Emigrazi˛ne, ImmigrÓre con Immigrazi˛ne, MigrÓre con Migrat˛re, Migrat˛rio e Migrazi˛ne. Trasmutazi˛ne, TrasmŔttere... e addirittura con valore negativo come in TRA di Tradýre, o un desueto TradŔre, dal lat TRANS DARE dare al di lÓ, ovvero consegnare, giusto come Giuda consegn˛ Cristo ai romani e da questo ha avuto origine il significato “negativo” di TradimŔnto, Tradit˛re rispetto a quello “positivo” di Tradizi˛ne “ci˛ che Ŕ consegnato verbalmente ai posteri” con TradizionÓle, Tradizionalýsmo, Tradizionalýsta, Tradizionalýstico, TradizionalmŔnte.

Il Pp TRADITUS pertanto Ŕ traducibile “negativamente” nel piano Tradýto e nello sdrucciolo TrÓdito “tramandato”.

Il termine Dizi˛ne in (Tra)dizione, infatti, Ŕ dal lat DICERE, cui il nostro Dire, per cui lo ritroviamo lungo il percorso di Condizi˛ne dal pref CONDITIO CONDITIONIS (CUM associativo) di CONDICERE dire insieme, convenire, accordarsi cui CondizionÓle, CondizionÓre con CondizionamŔnto, Condizionat˛re cui Condizionatore d’aria, il cui prototipo era giÓ installato nel 1851 brevettato da J. Gorrie; poi ci fu W. Carrier che lo perfezion˛ in maniera definitiva.

Condizionatrýce e Condizionat¨ra, CondizionÓto con CondizionatamŔnte, DizionÓrio con Dizionarýsta e Dizionarýstica; il lemma Addizione Ŕ pseudoetim, poichÚ Ŕ dal lat ADDERE aggiungere (vedi Edile…).

Termine alieno nel percorso Ŕ Trast¨llo cui il denm TrastullÓre e i vari Trast¨lla questo solo al fem e solo fig nella locuzione Erba trastulla “fandonie”, TrastullamŔnto, Trastullat˛re, TrastullŔvole e Trastull˛ne, d’etimo incerto ma derivante dal lat TRANSTRUM cui TrÓsto, la struttura che sosteneva il banco dei rematori; la semant lo ha reso snm di “dilettarsi”, a seguito di una consolidata metaf. Il pref TRA che sta per “al di lÓ” pu˛ concorrere ad imprimere al vocabolo il senso della “non normalitÓ”, quale Traballare da Ballare.

Dal lat PRAETER, composto di PRAE ampliato di comparativo TER, il suff PRETER sta per “al di lÓ, oltre”, ma con una sfumatura rispetto al snm TRANS il quale andrebbe ad indicare una posizione geografica, mentre PRAETER Ŕ di pensiero, d’azione, d’incarico, cui PreterintenzionÓle con PreterintenzionalitÓ, PretermŔttere col Pp PretermŔsso e Pretermissi˛ne, PreternaturÓle, eppoi Preterýre col Pp Preterýto dal lat PRAETER IRE chi va avanti cui Preterizi˛ne da PRAETERITIO PRAETERITIONIS, questo adottato tra le figure retoriche per definire ci˛ che si dichiara di voler tacere ma che in realtÓ si afferma nello stesso momento “Non dico che sia ubriaco ma in queste condizioni gli fanno il palloncino alcolometrico”.

INTRA INTRO INFRA INTER

Il pref INTRA rimane inv dalla preposizione lat INTRA dentro-tra derivato da IN introduzione, cui Intrad˛sso (superficie concava), IntrattenŔre, IntravedŔre o IntravvedŔre... da non equivocare nei termini quali Intramontabile, Intraducibile... contenenti il pref IN negativo e quindi stanno per Non-tramontÓbile e Non-traducýbile. TramontÓre Ŕ il denm da Tram˛nto, questo in composizione con Monte e vale “oltre i monti”.

INTRO invece Ŕ inv dall'avveribio lat INTRO dentro complanare di INTUS cui Intestýno questo sia aggettivo da INTESTINUS sia sostantivo da INTESTINUM “tubo anatomico” con IntestinÓle; L’indiammazione all’intestino cieco Ŕ indicata con Tiflýte, dal gr TYPHLOS cieco.

INTUS sintetizzato dall'aggettivo INT(E)RUS sta anche ad indicare il moto verso l’interno, cui Introd¨rre e Introduzi˛ne (da DUCERE) con l’iterativo Rintrod¨rre, IntroflŔsso, Intr˛ito questo dal lat INTROIRE entrare cui Introiezi˛ne e IntroitÓre. Da non equivocare in termini quale IntrovÓbile, con IN negativo “non trovabile”, dal lat TROPARE cui TrovÓre con Trovat˛re, il prefissato Ritr˛vo, con lenizione p in v.

Snm di Ritrovo (notturno) adottato dal XVII sec, Ŕ l’omologismo franc Tabarin (in uso dal 1933), che sottintende “Ballo di Tabarin” questo il nome di una maschera buffa, attestatosi in “locale da ballo”; termine ormai obsoleto a favore dell’ingl Night Club.

Nel percorso di Intestýno, l’ital conta IntestinÓle

INFRA, infine, giunge inv dal lat INFRA sotto, spesso usato per motivi eufonici in sostituzione di INTRA-INTRO e quindi diventa “fra-all’interno di”. Termini etim corretti quali Infrar˛sso (al di sotto dello spettro luminoso), Infrasu˛ni (sotto l’udibilitÓ). Termini con sostituzione quali InframmŔttere e InfrasettimanÓle, da non equivocare con i prefissati come Infracidare, Infrangere e Infrascare tutti con IN illativo che accompagnano i lemmi Fracido, Frangere, Frasca.

Il pref lat INTER tra, dalla forma primitiva indoiran ENTER, questa sopravvissuta nell’ingl cui il glb Enter nella terminologia dei computer, e da quella d’area ger e osco-umbra NTR, ritrovabili entrambi nel celtico e nel lat, Ŕ il legamento dell’illativo IN col suff comparativo TER, con significato spaziale o temporale, ma anche di privazione e di distruzione. Lo ritroviamo infatti in Interazi˛ne con InterazionÓle e Interazionýsmo attraverso il franc INTERACTION, Interdýre con Interditt˛rio, Interdizi˛ne e InterdŔtto “proibito” (Pp del lat DICERE) con valore di “bloccato” attraverso il franc INTERDIT, nello sdrucciolo IntŔrito “morte”... e in Interýto “irrigidito” (dal lat INTERIRE da una serie onomatopeica T R, cui IntirizzimŔnto, Intirizzýre e Intirizzýto, con Stirizzýre (cambio di pref), InterazziÓle (da un ant franc HARAZ allevamento di cavalli, poi semant, previo passaggio fig, in di uomini), InterinÓle “provvisorio” (dal lat INTERIM frattanto) con InterinalmŔnte, InterinÓre attraverso il franc ENTERINER, InterinÓto e Interýno questo inv dallo sp INTERINO, eppoi Interim-ýnterim che vale “frattanto-provvisorio” a sua volta composto da INTER e IM questo un suff che vale “al singolare” con Interimýstico; a tutto questo occorre associare MŔntre dal lat DUM INTERIM dal quale deriva ancora DomŔntre, un fossile lemmatico il cui pref DUM sta per una forma irrigidita della rad DWA di Durare; da ricordare che Mentre quale congiunzione avversativa Ŕ snm di Invece, pertanto non vanno appaiate cosý come Ma e Per˛.

Il percorso continua con InterafricÓno, Interagýre con InteragŔnte, InterallacciÓre, InteralleÓto, InteramericÓno, InterÓrabo, InterÓrmi, InterarticolÓre, InterasiÓtico, InterÓssÓssi, InterastrÓle, Interat˛mico, InteratriÓle (riferito a “atrii cardiaci”), InterattivitÓ con Interattývo, InteraziendÓle, InterbancÓrio, InterbÓse, InterbŔllico, InterbinÓrio, Interbl˛cco, IntercÓmbio con IntercambiÓbile e IntercambiabilitÓ con ancora InterscÓmbio con InterscambiÓbile e InterscambiabilitÓ, IntercapillÓre, IntercardinÓle, IntercategoriÓle, IntercervicÓle, Intercýdere (con il lat CAEDERE tagliare) con Intercýso, il glb ferroviario Intercity (con CITY cittÓ), InterclÓsse con Interclassýsmo, Interclassýsta e Interclassýstico, Intercl¨dere con Interclusi˛ne e Intercl¨so (con il lat CLUDERE chiudere), Intercol˛nnio o Intercol˛mnio o ancora Intercol¨nnio (con il lat COLUMNA colonna), IntercompartimentÓle, IntercomunÓle, IntercomunicÓnte, InterconfederÓle, Interconfessi˛ne con InterconfessionÓle, Interconfessionalýsmo e InterconfessionalitÓ, InterconnŔtter con Interconnessi˛ne, IntercontinentÓle, il glb ingl Intercooler (con COOLER raffreddatore), Interc˛rrere e IntercorrŔnte, IntercostÓle, IntercotidÓle, Intercromos˛mico, IntercultuÓle con Interculturalýsmo, Interdefinýbile, InterdialettÓle, InterdicŔndo, InterdigitÓle, InterdipendŔnte con InterdipendŔnza, InterdisciplinÓre e IndiscipolinaritÓ, InterdistrettuÓle, InteressŔnza, Interetnico, IntereuroŔo, InterfÓccia o la variante InterfÓcie con InterfacciÓre, InterfacciÓbile, InterfacciÓle e InterfacciamŔnto, Interfac˛ltÓ, InterfÓlda, InterfamiliÓre, Interfec˛ndo con InterfeconditÓ, InterfederÓle, InterfŔrro, InterfŔrtile con InterfertilitÓ, InterfilÓre, iol verbo InterfogliÓre o InterfoliÓre cui Interfogliat¨ra, Interf˛glio o Interf˛lio con l’aggettivo InterfogliÓre, Interf˛no con Interf˛nico, Interf˛rze, IntergalÓttico, IntergenerazionÓle, InterglaciÓle, Intergovernatývo, InterlacciÓre con InterlacciamŔnto, Interleuchýna da Leucocýto in versione ingl LEUKOCYTE, Interlýnea con IntelineÓre questo aggettivo e verbo, Interlineat¨ra e Interlineazi˛ne con ancora SterlineÓre e Sterlineat¨ra (con cambio di pref in S sottrattivo da IN illativo, vale “eliminazione delle interlinee”), Interlýngua con Interlinguýstica e Interlinguýstico con il snm Interlýngua tratto dalla locuzione Lingua internazionale, InterlocÓle, Interl¨dio da Preludio con cambio di pref, InterlunÓre con Interl¨nio (suff tratto da Luna), IntermammillÓre, IntermascellÓre, IntermŔttere con IntermŔsso e Intermissi˛ne eppoi IntermittŔnte con IntermittŔnza, IntermŔstruo con IntermestruÓle, IntermetÓllico, InterminÓbile con InterminÓto, InterministeriÓle, IntermodÓle, IntermolecolÓre, IntermontÓno, InternÓuta, InternazionÓle (dal lat NATIO nazione) con Internaionalýsmo, Internaizionalýsta, Internaionalýstico, InternazionaliÓ, InternazionalizzÓre, Internazionalizzazi˛ne e lo sportivo Interýsta ellittico della locuzione Internazionale football club, InternebulÓre, Internegatývo, il glb Internet dalla locuzione INTERNATIONAL NETWORK rete telematica internazionale dove NET rete e WORK lavoro, cui l’omologismo sostantivo ed aggettivo InternettiÓno che si ritrova nella locuzione Galateo Internettiano e in quelle glb Internet cafÚ, Internet point, Internet provider. Il percorso prefissato continua con Intern˛dio (col suff tratto dal lat NODUS nodo), Intern¨nzio con Internunziat¨ra, InteroceÓnico, Inter˛sseo, InterparŔte, InterparietÓle, InterparlamentÓre, Interpartýtico, InterpersonÓle, InterpiÓno, InterplanetÓrio, Interp˛nte, Interp˛rto con InterportuÓle, InterprovinciÓle, Interpsicologýa, InterradiÓle, la composizione glb ingl Inter-rail “carta ferroviaria” con RAIL rotaia nel senso di ferrovia fig dal sgnificato originale di barra, InterrazziÓle o un InterraziÓle attraverso il franc RACIAL, InterregionÓle, InterscapolÓre, Interscu˛la con InterscolÓstico, IntersessuÓle con IntersessualitÓ, IntersindacÓle, IntersoggettivitÓ con Intersoggettývo, InterspaziÓle, Interspecýfico, InterspinÓle, InterstazionÓle, InterstellÓre, IntertÓppa, IntertŔmpo, IntertŔsto con IntertestuÓle con IntertestualitÓ, Intertrýgine (con il lat INTERTRIGO da TERERE sfregare), IntertropicÓle, InterurbÓno, IntervÓllo (dal lat VALLUS palo e VALLUM palizzata, cui Vallo) con IntervallÓre, InterventricolÓre, Interversi˛ne, IntervertebrÓle, Intervýa, IntervocÓlico, Interz˛ne con InterzonÓle.

Il percorso conta Interi˛re dal superlativo INTERIOR del lat INTERUS interno cui InterioritÓ, InteriorizzÓre e Interiorizzazi˛ne, Interi˛ra dal plur lat INTERIORA di INTERIOR, eppoi la locuzione glb ingl Interior design “progetto (grafico-disegno) per interno”.

Infine, IntŔrno da INTERNUS (dal XIV sec) con il filosofico Internalýsmo su calco ingl INTERNALISM, InternÓre, InternamŔnte, InternamŔnto, InternÓto aggettivo e sostantivo dal Pp di Internare e il sostantivo InternÓto attraverso il franc INTERNAT, Internýsta, Internalýsmo dall’ingl INTERNAL, il composto InternografÓre con InternografÓto, in locuzione glb ingl Internal auditing e Internal auditor “Revisione contabile interna” e “Revisore contabile interno”; eppoi EntrÓgna o EntrÓgno (contrario di Estraneo), in opposto al percorso del lat EX fuori di… cui EstŔrno da EXTERNUS di EXTER o EXTERUS che sta fuori cui il denm EsternÓre con Esternalýsmo, EsternalitÓ, EsternalizzÓre, Esternalizzazi˛ne, EsternamŔnte, il Pp EsternÓto con il sostantivo EsternÓto attraverso il franc EXTERNAT, Esternat˛re ed Esternazi˛ne; eppoi Esteri˛re da EXTERIOR che sta fuori praticamente snm di Estero-Ŕstero cui i composti Esterocettývo ed Esterocett˛re attraverso l’ingl EXTEROCEPTOR con RECEPTOR che riceve giÓ lat RECEPTOR, Esterofilýa, Esterofobýa, EstrÓneo dal lat EXTRANEUS, LŔstra “l’esterno della casa” semant in “rifugio cespuglioso del cinghiale fuori tana”. Da una presumibile forma umbra STRAINO, in ital si Ŕ attestato StrÓno cui il percorso StranŔzza, StraniamŔnto, StraniÓre, StraniÓto, StraniŔro o un ant StraniŔre, Stranierýsmo, Stranýre con Stranýto, il glb ingl Strange (termine fisico), in complanare a Estraneazi˛ne o Estraniazi˛ne, EstraneitÓ, EstrÓneo o EstrÓnio o ancora EstrÓno (omn di Estrano “idrocarburo”) con l’aferetico StrÓnio, EstraniamŔnto, EstraniÓre ed EstraniÓto tutti questi col pref EXTRA italianizzato ESTRA, cui una serie composta da EstracontrattuÓle a EstravagÓnte

INTER lo ritroviamo anche nel verbo InteressÓre, denm dal sostantivo InterŔsse “stare in mezzo-essere importante” composto dal lat INTER-ESSE essere, cui InteressamŔnto, InteressÓnte, InteressatamŔnte, InteressÓto.

\ Emigrazione

In circa un secolo, dal 1876 al 1973, l’esodo emigratorio degli italiani aveva raggiunto un totale di 25.528.505 unitÓ, di cui 3.037.849 nel solo Veneto, seguiti dai 2.696.266 della Campania. L’ultimo trentennio dell’arco temporale qui esaminato, l’emigrazione era stata prevalentemente interna all’Europa, toccando Belgio, Francia, Germania e Svizzera; gli ultimi dieci anni, invece, avevano interessato il polo industriale nazionale, Genova, Milano e Torino.

Le rimesse degli emigrati, che avevano sensibilmente soccorso l’economia nazionale, e un loro decente benessere esistenziale raggiunto sono stati per˛ pagati con lo smembramento delle famiglie, l’abbandono dei figli e la proliferazione delle cosiddette Vedove bianche, spose rimaste in patria senza pi¨ notizie dell’uomo, vittime delle occasioni di sopravvivenza.

In un paese del sud, le vedove bianche votatesi alla prostituzione esercitavano il loro mestiere di sopravvivenza sotto la foto del loro matrimonio, in bella vista sul com˛.

\ Atteggiamenti

Alcuni accurati studi psicologici relativi al significato degli atteggiamenti assunti inconsciamente da un individuo, risulterebbe che le braccia incrociate indicano voler frapporre una barriera di superioritÓ con l’interlocutore, il pugno chiuso, magari percuotente un piano, sta per imprimere maggiore forza al proprio enunciato, il pollice e l’indice uniti a formare un cerchio o un ovale valgono la ricerca della precisione, il battere i piedi denota impazienza, reggere il capo tra le mani con i gomiti appoggiati implica uno stato d’isolamento, la mano sotto il mento, come volerlo reggere, Ŕ segno di esitazione, le mani giunte dimostrano sicurezza, piegare il capo di lato trasmette desiderio d’affetto, toccarsi il naso, infine, determina che l’individuo sta mentendo.

\ Cotto Crudo

Dal lat COQUERE da una serie onomatopeica C Q-C C, l’ital conta derivati e prefissati quali Cucýna, dal lat COQUINA svoltosi nel volg COCINA, cui CucinÓre, Cu˛cere con Cu˛cit˛re o Cocit˛re, Cuocit¨ra o Cocit¨ra, Cu˛co con gli obsoleti C˛co e Qu˛co, il Pp C˛tto con Cottýccio, C˛ttile e il fig fem C˛tta (evidente innamoramento, passione), eppoi Bisc˛tto (cotto due volte BIS) con BiscottÓre; sorta di biscotto, in volg siciliano, Ŕ ‘Nzuddi al plur da Vincenzuddu dim di Vincenzo, vrs riferito all’omn santo. Il percorso conta ancora Dec˛tto 1 e Decozi˛ne (cotto completamente, pref DE conclusivo e COQUERE) , Prec˛ce (cotto prima, pref PRAE) con PrecocitÓ, Ricu˛cere (pref RI iterativo) con Ric˛tto “cotto ancora” cui Ric˛tta e il composto mer Cacioric˛tta con la locuzione Ricotta forte (piccante), ScottÓre e il Pp Sc˛tto (con pref EX conclusivo) omn dell’etnico Scotto “scoto” e Scotto “tassa”, eppoi uno Scott˛ne in macelleria; infine CulinÓrio con CulinÓria attraverso il lat tardo CULINA cucina.

Oltre ad essere il fem fig di Cotto, C˛tta, termine alieno in questo percorso, ha l’omn nell’omologismo dal franc COTTE tunica, in uso tra i cavalieri medv, sopravvissuto in ambito liturgico, cui Cotýssa e CotissÓto. Ancora pseudoetim Ŕ C˛ttidi (famiglia di pesci) dal lat COTTIDAE giÓ gr KOTTOS corrispondente all’ital Scazz˛ne, termine fig moderno (1931), vrs ispirato al risvolto volg di Pene “cazzo”.

\ L’evoluzione dell’uomo Ŕ iniziata con le prime esperienze di cucina \

Contrario di Cotto Ŕ Cr¨do, questo dal lat CRUDUS in origine sanguinolento, poi non cotto, cui il prefissato Incrudýre con IncrudimŔnto, il composto Crudývoro; dall’astratto CRUDES di CRUDUS, il lat ha coniato CRUDELIS cui CrudŔle e CrudeltÓ, in analogia all’articolazione FIDUS fido-FIDES fede-FIDELIS fedele.

1 Diversamente dall’Infuso (immersione dell’erba in acqua giÓ bollente) il Decotto si ottiene portando all’ebollizione l’acqua e l’erba assieme.

\ Essere Avere

Duraturo Avaro

Essere-Ŕssere Ŕ dal lat volg ESSERE giÓ class ESSE da rad ES trovarsi connesso con la rad BHEWE crescere (Ved Futuro in Beneficiato…), cui Sýa da ESYE questo composto da ES e suff ottativo YE, cui ancora F¨i pi¨ esplicitamente legato alla rad BHEWE (da ricordare la pron f di bh). Dal gr ON ONTOS questo Ppres di EIMI io sono, l’ital utilizza il pref ONTO “ente-esistenza” cui Ontofanýa (su modello di Epifania), OntogŔnesi con OntogenŔtico, Ontologýa con Ontol˛gico, Ontologýsmo e Ontologýsta, Ontosofýa (dal gr SOPHIA scienza), Ontoteologýa.

\ Il verbo Essere Ŕ l’ausiliare di se stesso “Sono stato”, nelle forme passive, nei verbi impersonali “╚ piovuto” (usabile l’ausiliare Avre per indicare continuitÓ “Ha piovuto un intero giorno”), in tutte le forme riflessive (proprie, apparenti, reciproche, pronominali, col Si passivante e Si impersonale); il Si passivante Ŕ seguito dal verbo concordante col numero del soggetto “Si sentono voci, Vendesi appartamento”.Essere Ŕ ancora l’ausiliare dei verbi intransitivi di moto, stato, un fatto quali “Sono andato, Sono seduto, Sono invecchiato…”, di verbi d’azione fisica in relazione ad una meta “Sono corso in casa, ╚ volata sul tetto...”. \

Durat¨ro, vale “ci˛ che va a durare”, dal lat DURUS da rad DWA continuare a essere cui DurÓre con DurÓbile e DurabilitÓ, DurÓta, Duratývo, Durazi˛ne, DurŔvole con DurevolŔzza e DurevomŔnte, RaddurÓre (doppio pref RI AD) e PerdurÓre (pref PER rafforzativo), DurÓnte questo con l’ellittico DÓnte e Dante per l’onomastica e che vale “paziente”, DurŔvole (suff ital di aggettivo verbale attivo EVOLE), eppoi D¨ro da DURUM (coniato associando la durata alla soliditÓ) con DuramŔnte, i botanici Duracýno o Duracýne (per ciliege, pesche, uva) dal lat DURACINUS, DurÓme con Duramificazi˛ne, eppoi DurÓstro, DurŔzza, D¨rium “plastica sintetica” (marchio registrato, per in dischi musicali) termine in via di archiviazione, Dur˛na “sorta di pesca dura” indicata anche come Dur˛ne questo per˛ attestatosi in “callositÓ”, e i composti DurÓcine o DurÓcino (ACINUS), Dur˛metro, Durosc˛pio, l’anatomica locuzione Dura madre (dal XV sec) con il relativo ellittico DurÓle, cui il prefissato PeridurÓle (PERI intorno) attraverso l’ingl PERIDURAL, ma dalla locuzione lat medv DURA MATER CEREBRI dura madre del cervello su modello ar UMM AD-NIMAGH; interessante l’analisi etim del lemma DurlindÓna, la spada di Orlando, che vale d’OrlendÓna, inc con Dura “resistente”. Dal lat DURUS, lo sp conta ENDURAR resistere cui l’esot End¨ro con Endurýsta (nel motociclismo) e l’ingl conta ENDURANCE termine glb quale gara automobilistica di lunga durata.

Il termine gr ADROS vale duro-forte, vrs connesso con la rad DWA cui il lat DURUS, cui il botanico Adr˛ma (suff biologico OMA) snm di Xilema, e il termine fisico nucleare Adr˛ne su modello di Elettrone, cui la particella LHC acronimo di LARGE HADRON COLLIDER Grande Collisore di Adroni.

Durallumýnio, invece, Ŕ del tutto fuori percorso, poichÚ Ŕ composto di un pref che sta per DUREN, la cittÓ ted degli stabilimenti d’alluminio.

L’altro verbo ausiliare AvŔre Ŕ dal lat HABERE ma da rad osco-umbra GHABH entrare in possesso in connessione indoeur con la rad KAP prendere. Ai primi del Novecento, erano ancora corrette le forme io ˛ ed egli Ó per Io ho ( ant Io Óggio) ed Egli ha quali persone singolari del presente indicativo del verbo Avere. Da HABERE, aggettivando il verbo, sono derivati Avido-Óvido da AVIDUS cui AvidŔzza ed AviditÓ, ed AvÓro da AVARUS cui Avarýzia e la locuzione Crepi l’avarizia; da non equivocare con lo sdrucciolo Avaro-Óvaro realitivo ad una lingua caucasica.

\ Il verbo Avere Ŕ ausiliare di se stesso “Ho avuto”, di verbi transitivi o usati tali “Ho vissuto una vita”, di verbi intransitivi d’azione fisica o morale “Ho corso, Ho trepidato…”, di alcuni verbi intransitivi di modo “Ha bollito, Ha deviato…”.

E poi di verbi servili privi di infiniti serviti “Ho dovuto”; ove il verbo servito Ŕ posto all’infinito, invece, va posto l’ausiliare che s’accorda con questo “Sarei dovuto andare”.\

Da HABERE l’ital conta ancora i prefissati PrebŔnda in lat PRAEBENDA questo futuro passivo di PRAE HABERE offrire-somministrare (dove PRAE vale “prioritÓ”) con ProbendÓrio e ProbendÓto, eppoi il lenito ProvŔnda questo influito dal franc PROVENDE cui ProviÓnda inc con Vivanda eppoi ProfŔnda “razione (per accezione “di biada)” questo ancora sovrapposto a Profitto.

HABERE si Ŕ svolto in HIBERE trattenere donde il percorso prefissato di Adibýre da ADHIBERE (AD allativo), CoibŔnte (CUM associativo) dal Ppres COHIBENS con CoibŔntare, Coibentat˛re, Coibentazi˛ne e CoibŔnza, Esibýre da EXHIBERE mettere in mostra (EX fuori) con Esibit˛re, Esibizi˛ne, Esibizionýsmo attraverso il franc EXHIBITIONNISME con Esibizionýsta e Esibizionýstico giÓ in uso dal 1894 attestatosi in “perversione sessuale”, ma dal 1924 quale volontÓ esasperata di esibirsi alla ricerca di notorietÓ”; appare evidente che entrambi le manifestazioni ricadono nella patologia.

\ L’esibizionista Ŕ chi si esibisce in ogni campo, e insiste a farlo, senza riceverne apprezzamento, spesso incorrente nella giustizia…. Chi invece si esibisce in ogni campo, perlopi¨ artistico, ricevendone compiacimento, lo si potrebbe definire Esibit˛re (questo tradizionalmente Ŕ il latore di una lettera).\

Il percorso prosegue con Inibýre da INHIBERE (IN illativo) cui Inibýto, Inibit˛re, Inibit˛rio e Inibizi˛ne, l’opposto doppio prefissato Disinibýre (DIS) con Disinibýto, Disibinibit˛rio e Disinibizi˛ne, Proibýre da PROHIBERE avere fuori (PRO con valore di tenere lontano), snm di Vietare, cui Proibitývo, Proibýto, Proibit˛re, Proibit˛rio, Proibizi˛ne con Proibizionýsmo, Proibizionýsta e Proibizionýstico.

Il gr conta lo specifico EECHEIN avere cui il prefissato Sinechýa o SinŔchia (pref SYN insieme) che vale “continuitÓ” con Sinecýsmo “agglomerato-accentramento”1.

1 La moderna storiografia enuncia che Roma non fu fondata con tracciato volontario - da Romolo o chi per lui - ma da una graduale agglomerazione di trib¨ sparsi quali etruschi, latini e sabini e situati sui tradizionali sette colli. Un Sinecismo, questo, allegoricamente rappresentato nei miti sulla fondazione di Roma e negli avvenimenti dei sette re di Roma. La data del 753 aC, alla quale si farebbe risalire la fondazione, insomma alla metÓ dell'VIII secolo aC, avrebbe una conferma dall'abbandono in quest'epoca delle necropoli tribali e con l’inizio dell’utilizzo della necropoli dell’Esquilino.

\ Osci Celti

Osci-˛sci, un’ant popolazione stanziale della Campania, affine agli Opici e Aurunci o Ausonii (sovente assimilati), sopraffatta dai Sabelli (ramo osco centromeridionale, poi identificati con il gruppo dei Sanniti) dal V sec aC. La lingua appartiene al gruppo indoeur Osco-umbro, che include in un vasto raggio Apuli, Bruzi (Calabria), Equi, Frentani (Abruzzo), Mamertini, Marrucini (zona dell’ant Teate oggi Chieti, cui il demotico Teatýno), Lucani, il gruppo dei Peligni, Marrucini, Marsi e Sabini, (Umbria e Sannio), Sanniti, Sidicini (gruppo sannita), Umbri, Vestini (Abruzzo), con alfabeto derivato dall’etrusco. Gli Umbri ed i Sanniti, infatti, s’esprimevano con una lingua, pur diversa l’una dall’altra, discendente del Sabellico e ricorrendo alle lettere ispirate all’etrusco ed al gr-lat. Della lingua umbra rimangono le Tavole Iguvine datate non pi¨ di due secoli prima del 90 aC dove Iguvino Ŕ riferito a Gubbio, l’ant IGUVIUM umbro e Iguvýno o Eugubýno (forma medv dal precedente toponimo EUGUBIUM) Ŕ il suo abitantie.

Della cultura sannita, nella seconda metÓ del sec scorso, grazie all’intuito di Adriano La Regina (oggi soprintendente archeologico), Ŕ emerso miracolosamente un sito che sta a dimostrare come questo popolo fosse giÓ di cultura avanzata, con il loro teatro risalente al II sec aC, in cui si rappresentavano le Atellane, le farse. Dall’Osco-sannito Ŕ giunto il termine Erpice-Ŕrpice, dal lat HIRPICEM conneso a HIRPUS lupo, l’attrezzo agricolo che ha denti di ferro simili a quelli del lupo, cui ErpicÓre con ErpicamŔnto, Erpicat˛io, Erpicat˛re, Erpicat¨ra, InerpicÓre, Ispido-ýspido; nel percorso l’ital conta Arpa-Órpa “arma” dal lat HARPEM giÓ gr HARPE falce, Arpese-Órpese “uncino” inv dal veneziano attinto al gbz ARPAGOS, ArpicÓre, Arpi˛ne questo dal lat volg HARPIGO dal gr HARPAGE uncino con ArpionÓre, Arp˛ne attraverso il franc HARPON utensile da caccia, eppoi le mitologiche Arpýe 1.

In connessione fig l’omografo Arpa-Órpa, lo strumento musicale, dal lat ARPAM giÓ ger HARPA, adottato quale emblema irlandese. Col tema HIRPUS sarebbero connessi i vari Irto-ýrto, Irs¨to con Irsutýsmo, Irs¨zie da HIRSUTIA e, ma non Ŕ certo, IrudinŔi “Classe di Anellidi” da HIRUDO sanguisuga, cui Irudinicult¨ra “allevamento di sanguisughe”. Una certa correlazione dovrebbe anche esserci con Irco-ýrco “caprone” e IrcocŔrvo. Attraverso il franc PITON arpione, l’ital conta Pit˛ne (neologismo dal 1976) omn di Pitone serpente.

I Celti, con Celta questo sing mas e fem, chiamati CELTAE dai lat, KELTOI dai gr e Galati altrove (dai romani erano chiamati Galli), un popolo che appartiene alla protostoria e che nel I Millennio aC s’era insediato nell'Europa centrale e nelle isole Britanniche; l’ital conta nel percorso CŔltico, Celtýsmo e Celtýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere), eppoi CŔltio o CŔlzio (elemento chimico) analogo allo Zirconio e snm di Afnio (smbolo Hf) questo dal toponimo Hafnia l’antica Copenaghen.

Le trib¨ celtiche, dedite alla pastorizia e all’allevamento, erano fondamentalmente guerresche e basate sulle pratiche sacerdotali. All’inizio dell’attuale millennio, la loro lingua indoeur sopravvive nella Bretagna armoricana, nel Galles, parzialmente nella Scozia e nell’Irlanda, parlata da cira due milioni d’individui tra irlandesi, gallesi, scozzesi (il gaelico) e bretoni. La cultura celtica era salvaguardata dal Dr¨ida o Dr¨ido dal lat DRUIDAS, cui Druýdico e Druidýsmo, termine composto con WID conoscitore e DRU quercia che vale sacerdote il quale utilizzava per le pratiche religiose il vischio quercino; i Celti, infatti, nutrivano grande devozione per gli alberi.

1 Una versione considera le tre Arpie “le rapaci” o pi¨ in estensione “le rapitrici”, Aello (o Nicotoe) Ocipete e Celeno, figlie di Taumante e di Elettra; una seconda, figlie di Tifone (o Tifeo) e Echidna, questi ancora procreatori di mostri quali la Chimera e l’Idra di Lerna.

Da non equivocare etim questo Tifone di genesi gr col Tifone questo omologismo dal cinese; tuttavia, se riflettiamo sul fatto che il Tifone gr, essere mostruoso figlio minore di Gaia (Terra) che avrebbe generato col Tartaro (elemento primordiale del mondo con Caos, Eros e la stessa Gaia), giace nelle viscere dell’Etna, dove fu scagliato da Zeus, e continua a vomitare fiamme, provocare eruzioni, una certa remota connessione, se non una sovrapposizione pi¨ moderna, ci dovrebbe pur esserci stata col Tifone cinese “ciclone-uragano.

\ Amo Rampino Uncino Gancio

Amo-Ómo, col dim Amulo-Ómulo e il prefissato SlamÓre (pref S sottrattivo addattato eufonicamente, omn di Slamare da Lama) cui Slamat˛re, Ŕ dal lat HAMUS privo di connessioni; fuori percorso l’omologismo AmoŔrro o MoŔro, dall’ar MUHAIJAR stoffa, cui anche il franc MOIRE.

RÓmpino e Ramp˛ne sono esot dal franc HRAMPON contrarsi, giÓ gr RAMPHOS becco ricurvo, cui RanfÓstidi “Famiglia di uccelli tropicali”, RÓnfia snm di Granfia, RÓnfio snm di Graffio, Ranforýnco “rettile del Giurassico”, RanfotŔca “anatomico animale”, RÓmpa con un raro snm RampÓro, RampÓre con RampÓnte cui la locuzione iconografica Cavallino rampante, Rampantýsmo, RampÓta, il dim Rampýno con RampinÓre, RampinÓta e Rampinýsmo, Rampýsta, l’accr Ramp˛ne cui RamponÓre e RamponiŔre, l’iterativo RampicÓre con RampicÓnte, Rampicat˛re, Rampichýno, Rampic˛ne e il prefissato ArrampicÓre (AD allativo); termine alieno l’omologismo Ramp˛gna “rimprovero” dal franc RAMPOSNE da RAMPOSNER schernine cui RampognÓre. Attraverso l’ol KLAMP rampino, questo in connessione indoeur col franc HRAMPON, in area glb Ŕ adottato il termine Clamp “pinza chirurgica” cui l’omologismo ital ClampÓggio attrraverso il franc CLAMPAGE.

Uncýno o Oncýno Ŕ dal lat UNCINUS sostantivo di UNCUS arpione, cui gli obsoleti UncicchiÓto, UncinÓle eppoi UncinÓre,UncinÓto o OncinÓto o Uncin¨to e Oncin¨to, i dim UncinŔllo e UncinŔtto o OncinŔtto, e Ad¨nco (AD UNCUS). UNCUS Ŕ connesso fig col gr ONKOS che vale volume, massa, attestatosi in tumore, cui Onc˛si (suff med OSI) ed il pref ONCO in termini composti quali OncocerchiÓsi o Oncocerc˛si dal termine scientifico ONCHOCERCA “sorta di nematodi” col suff OSI, OncogŔne con OncogŔnesi, Onc˛geno, Oncologýa con Oncol˛gico e Onc˛logo, OncosfŔra, Oncoterapýa, Oncotomýa, Oncotr˛fico. L’Oncosoppress˛re, meglio gli Oncosoppress˛ri i quali indicano due geni che gestiscono l’invecchiamento dell’uomo; uno lo accelera e l’altro lo rallenta; la loro manipolazione potrebbe condurre l’umanitÓ ad una esistenza pi¨ serena in tarda etÓ.

GÓncio Ŕ l’omologismo dallo sp GANCHIO, cui i prefissati AggÓncio, con AgganciÓre e AgganciÓto, SganciÓre con Sgancio, SganciÓbile, SganciamŔnto, il composto Sganciab˛mbe, rintracciabile nell’ingl HOOK in terminologia pugilistica. Lo sp dovrebbe aver attinto al turco KANCA e questo al gr KAMPSOS ricurvo di rad KAM curvo. Una certa connessione, tuttavia, dovrebbe esserci col rad ANG-ANK punta di Angolo.

\ Lupo Volpe Golpe

Il lat conta il termine LUPUS, cui L¨po col fem L¨pa, i dim Lupacchi˛tto e LupŔtto, LupÓia “tana” con l’omn LupÓia o LupÓria,“sorta di erba che si credeva velenosa per i lupi”, LupanÓre con un desueto LupanÓrio, LupÓra (arma per cacciatori di lupi, tristemente nota), LupÓrdo, un LupÓro, LupŔsco con un desueto Lupicýno, LupicÓnte “snm di Astice” per la sua aggressivitÓ, dal lat volg LUCOPANTE giÓ gr LYKOPANTHER, eppoi Lupýno “erba (delle Papilionacee) preferita dai lupi” o perchÚ la pianta uccide con la propria ombra l’erba ad essa intorno, con LupinÓio e Lupin˛si, LupinŔlla o LupinŔllo o ancora in locuzione Erba lupina “sorta di erba” con LupinellÓio, eppoi Lupýno o Lupýgno quale fig aggettivo e avverbio, i toponimi d’attestazione locale Lovara, Lovera, i luoghi dove ant erano situate le fosse quali trappole per lupi. Ancora, la locuzione lat Lupus in fabula ancora ricorrente, Lupus “affezione dermatologica grave” cui Lup˛ma

La locuzione Lupo Mannaro Ŕ dal lat LUPUM HOMINARIUM questo con valore di sembianze d’uomo ossia MannÓro, aggettivo che pare derivato dal tema indoeur MAN uomo adottato in ingl e nel ted MANN.

L¨ppolo Ŕ un erba, con la quale si aromatizza la birra, il cui termine nasce dal dim LUPULUS di LUPUS, cosý come avrebbe fatto intendere Plinio 1, con una correlazione rimasta oscura, donde LuppolŔto, Luppolýna o Luppolýno, LuppolizzÓre (la birra) con Luppolizzazi˛ne.

LUPUS Ŕ giunto da una forma primitiva LUKWOS passata al gr LYKOS, questo sopravvissuto in ital quale pref, cui Licantropýa e LicÓntropo “lupo mannaro” (col gr ANTHROPOS uomo), Lica˛ne “canide” dal gr Lykaon (dal mome di un mitico re mutato in lupo da Zeus), Lýcidi “Famiglia di Coleotteri”, LicopŔne “carotenoide” ellittico dal lat LICOPERSICUM cui il snm LicopŔrsico (elemento colorante nel pomodoro, considerato preventivo dell’infarto), LicoperdÓcee (Famiglia di funghi, col gr PERDOMAI emetto peti), Licop˛dio (col gr POUS PODOS piede) cui LicopodiÓli “Ordine di Pteridofite, vegetale”, Lic˛pside (col gr OPSIS occhio nel senso di aspetto-visione), Licoressýa (col gr OREKSIS appetito), Lic˛sa “genere di ragno”, con Lic˛sidi la Famiglia della Tarantola, fig da LYKOS.

Lýcio Ŕ invece un termine alieno nel percorso, dal gr LYKIOS e dal lat LYCIUM Ŕ il relativo del coronimo Licia in Asia, cui Lýcio “Genere di Solnanacee”

I LupercÓli erano ant feste del febbraio romano in onore di Zeus Lykaios, svoltosi nell’epiteto di Lupercus, la cui ara sacrificale era all’interno di una grotta, dove si tramandava fossero stati allevati i gemelli Romolo e Remo dalla lupa; pertanto, LupercÓle Ŕ l’aggettivo che vale “sacro al dio latino Luperco” (in origine il lupo sacro al dio Marte).

Lupo, in sct era VRHA dalla rad WLKWOS, donde l’ingl WOLF e il ted WOLF, da questo l’onomastico esplicito Volfango da WOLFGANG cacciatore di lupi, eppoi Raoul o Raul “molto saggio” dove il suff WULF da WOLF Ŕ utilizzato fig come rafforzativo-intensivo, ed ancora Rodolfo “lupo glorioso” con HROD gloria, questo rintracciabile nell’onomastico Rodrigo “ricco di gloria” (con RIKS ricco), in Rosalinda da HRODLIND protezione gloriosa (con LIND scudo” fig “protezione”), in Ruggero “lancia gloriosa” (con GER lancia). Dal ted WOLF si conta WolfrÓmio o VolfrÓmio (dal XVIIII sec) attraverso il lat WOLFRAMIUM giÓ ted WOLFRAM (composto con RAM sporcizia), elemento chimico cui l’immediato snm TungstŔno (simbolo Tu) questo omologismo dallo svedese TUNGSTEN che sta letteralmente per TUNG pesante e SATEN pietra, con l’aggettivo T¨ngstico nella locuzione Acido tungstico; fuori percorso Tung¨so questo relativo al popolo dei Tungusi cui Lingua tungusa della famiglia altaica.

L’ar conta LUF lupa (da notare l’assonanza con l’indoeur WULF) cui l’omologismo lat LUFFA e l’tal L¨ffa “Genere di Cucurbitacee” e la locuzione botanica ital Spugna di Luffa.

Per i messapi, inoltre, il lupo era identificato con DAUNUS, cui la DÓunia, questa la regione che include il promontorio del Gargano, e il suo popolo i Dauni; ed ancora, in sannita HIRPUS valeva lupo, cui il popolo Hirpi e Irpinia con Irpini.

Per rispettare un binomio, citiamo il lemma V˛lpe, questo dal lat VULPES, cui VolpÓia, VolpÓre, il fig VolpeggiÓre, Volpýgno, il composto fig Volp˛ca (volpe-oca) “sorta di anatra dal becco rosso” altrimenti detta Tad˛rna questo omologismo dal franc TADORNE cui Tadorna ferruginea detta anche CasÓrca. VULPES discende dal gr ALOPEKS, donde Alopecýa, o AlopŔcia o Alopezýa, volpinitÓ, nel senso patologico della perdita di peli nell’uomo in riferimento fig alla muta dell’animale.

VolpÓra, snm di Argine, appare d’etimo ignoto, ma potrebbe essere fig inteso nel senso di “tappare le buche delle volpi” ovvero le falle, assimilando queste, appunto, al lavorio delle volpi.

Una curiosa variante di Volpe Ŕ il termine G˛lpe, con GolpeggiÓre e Golp˛ne, termine desueto che sopravvive fig in botanica G˛lpe “sorta di malattia spelacchiante da funghi” cui GolpÓto, ma che non ha nulla dell’esot sp Golpe, giÓ lat COLPUS colpo, ellittico della locuzione GOLPE DE ESTADO Colpo di Stato, cui Golpýsmo, Golpýsta e Golpýstico.

Il gr conta lo specifico BASSARA per Volpe, cui l’attributo BassÓride, l’aggettivo fig BassÓrico che vale Bacchico da Bacco, Bassarýsco “sorta di mammiferi”

Dallo sp ZORILLA l’ital conta l’omologismo Zorýlla “sorta di mammifero”, quale dim di ZORRA volpe cui vrs l’appellativo del leggendario Zorro (furbo e imprendibile come la volpe).

1 La cultura romana conta Caio Plinio Secondo il Vecchio (23\79) comandante della flotta di Miseno e scrittore, morto a Stabia durante l’eruzione del Vesuvio, che voleva studiare a distanza ravvicinata, e l’omonimo suo nipote e figlio adottivo il Giovane (61\113) avvocato e scrittore spentosi a Bitinia, cui l’aggettivo PliniÓno per entrambi; erano nati a Como.

\ Prefisso PROTO

Il pref PROTO, dal lat PROTIUM giÓ gr PROTOS, vale primo, cui derivati e composti Protanopýa (col suff OPIA), Proteýna con ProteÓsi snm di PeptidÓsi, ProtŔico o Proteýnico, Proteinemýa (suff EMIA sangue) e Proteinurýa (suff URIA urina), Protýde e Protýdico con valore di Proteina e Proteico cui ProtidogrÓmma, Pr˛tio o Pr˛zio “isotopo dell’idrogeno” dal lat PROTIUM (pron prozium), Protýsta, Protýsti (organismi unicellulari) con Protistologýa; eppoi ProtoÓntropo o ProtÓntriopo, Protoattýnio o Protattýnio (con Attýnio), ProtobrÓnchi (Ordine di Lamellibranchi primitivi), Protocan˛nico, ProtococcÓcee (Famiglia di alghe col suff dal gr KOKKOS granello), ProtocordÓti, Protofýllo (con il gr PHYLLON foglia), Protofýsico, ProtogermÓnico, Prot˛gino (col suff GENO), ProtoindoeuropŔo, Protolýngua, ProtomaŔstro o ProtomÓstro, ProtomÓrtire, ProtomatŔria, ProtomŔdico, Protom˛rfo, Prot˛ne (su calco di Elettrone) con Prot˛nico (questo omn di Protonico da Tonico di Tono), Prot˛nio e il prefissato Dipr˛tico, eppoi Protonefrýdio (PROTO con Nefridio), ProtonotÓio o ProtonotÓro con ProtonotariÓto, ProtooncogŔne, ProtoplÓsma con ProtoplasmÓtico, ProtoplÓsto (col gr PLASTOS formato), il curioso ProtoquÓmquam (col suff dal lat QUAMQUAM sebbene e sta ironicamente per “saccente”), ProtoromÓntico, ProtoromÓnzo (lingua in lat parlato che precede le lingue romanze), Protosemýtico (termine linguistico), Protosincrot˛ne, ProtoslÓvo, ProtospatÓrio o ProtospadÓrio (con il gr SPATHARIOS guardia del corpo da SPATHE spada), Prot˛ssido, ProtostŔlla (termine astrologico), Protost˛mi (Gruppo di metazoi, col gr STOMATOS bocca), Protost˛ria con Protost˛rico, Prototýpo (col gr TYPOS impronta), Prot˛ttero (suff TTERO ali), ProtovangŔlo, Protoz˛i (Sottoregno animale, suff dal gr ZOION animale) con ProtozoÓrio e Protoz˛ico.

I DecÓproti erano i dieci membri elettivi della magistratura romana, termine adottato dal I sec dC.

Fuori percorso ProteÓcee (Famiglia botanica), Proteif˛rme, Proteýsmo (dal XIX sec) tutti dal gr PROTEUS, ital Proteo, la divinitÓ che si dilettava ad assumere multiformi aspetti, ProtorÓce (termine zoologico) che Ŕ composto col pref PRO e Torace.

\ Tipo

Dal gr TYPOS impronta connesso con TYPE lettera (alfabetica), cui il lat TIPUS, l’ital conta Týpo “esemplare” fig “persona particolare” donde TipicitÓ, TipicizzÓre, Týpico, TipizzÓre, Tipizzazi˛ne; termine utilizzato dalla stampa cui le composizioni Tipocomposizi˛ne, Tipografýa con TipogrÓfico, Tip˛grafo e Tipolitografýa; eppoi Tipologýa, Tipometrýa e Tip˛metro, il prefissato Ectipografýa dal gr EKTIPOS (pref EK fuori) impronta in rilievo cui Ectýpo-Ŕctipo “punzone-sigillo” (col pref gr EK fuori), i suff TIPIA TIPO in Callotipýa con Callotýpo (col gr KALLOS bellezza), Cari˛tipo e Cariotýpico (col gr KARYON nucleo), Cianotipýa con Cian˛tipo (con il lat CYANUS azzurro), Controtýpo, Dagherrotipýa con Dagherr˛týpo (da nome dell’inventore L. J. MandŔ Daguerre 1789\1851), Ecotýpo (col gr OIKOS abitazione), Eidotýpo (col gr EIDOS aspetto), Fototýpo, Idealtýpo attraverso il ted IDEALTYPUS “termine scientifico”, Idi˛tipo (col gr IDIOS proprio-distinto-particolare), Isotipýa con Is˛tipo (col gr ISOS uguale), Logotýpo (dal gr LOGOS parola e TYPE lettera), Olotýpo (col gr HOLOS tutto intero), Optotýpo o Ottotýpo (col gr OPTIKOS ottico) Ootýpo (col gr OION uovo), Politýpo, snm di Logotipo, attraverso l’ingl POLITYPE (col gr POLYS molti), Sottotýpo, Stere˛tipo su modello franc STEREOTYPE cui Stereotipia (disturbo psisomatico) con StereotipÓto questo anche con valore di “convenzionale-immutabile dall’uso”, l’omn Stereotipýa (termine tipografico, col pref dal gr STEREOS fermo) cui StereotipÓre e ancora StereostipÓto “stampato con Stereotipia”, Stereotýpico e Stereotipýsta; eppoi Stenotipýa (ellissi di Stenografia e TIPIA).

In conclusione, Stereotipo vale nella stampa per Stereostipato cui la locuzione Edizione stereotipa, in psicologia sta per “concetto rigido” cui la locuzione Pensare per sterotipi, in linguistica vale “successione fissa e ripetuta di parole” insomma snm della locuzione Frase fatta o Luogo comune.

Il gr TYPE lettera si rintraccia dell’ingl TYPEWRITER macchina per scrivere 1.

1 La forma corretta italiana Ŕ in locuzione Macchina per cucire - Ago per cucire - Macchina per scrivere - Penna per scrivere e non “da cucire-da scrivere”; mentre la carta (una pagina) Ŕ correttamente “da scrivere” e la stoffa “da cucire”.

Pertanto, in questi esempi, la preposizione PER s’intende “il mezzo attraverso il quale” mentre DA determina la forma passivante, ovvero l’oggetto “scritto-cucito da…”

Nel caso moderno dei computer, la stampante e la tastiera sono strumenti per scrivere, mentre il monitor rappresenta la pagina Word o la pagina Web da scrivere.

CASCINA CASONE CASINO

CASCINA

Originariamente, Cascýna Ŕ “semplice casa a forma di cassa”, dove si trovano la stalla ed un artigianale caseificio famigliare, cui CascinÓio; semant, Ŕ la casa colonica, ovvero il Casolare. “Andare alle cascine” Ŕ ancora oggi un romantico itinerario per gli innamorati fiorentini. Altra attestazione Ŕ CascinÓle, questo per˛ traducibile nel collettivo di cascine. Termine alieno Ŕ Casciol˛ngo questo omologismo dal franc CACHOLONG “sorta di opale” d’origine mongola.

Il lemma Cascina Ŕ il dim dal lat volg CAPSIA, da CAPSA contenitore, cui CÓssa, il fig CÓsso “vuoto”, l’omn-snm CÓsso “cassa del carro” cui Cass˛ne e il fig “torace”, Cass˛la “sorta di pietanza lombarda” snm di Posciandra, fig da Casser˛la o ancora Casseru˛la attraverso il franc CASSEROLE giÓ prvz CASSA dal lat CATTIA tazza cui CÓzza in percorso con la variante Cazzer˛la o Cazzeru˛la e Cazzu˛la o Cazz˛la con CazzolÓta, eppoi i glb franc Chassis e Cassoulet questo giÓ prvz CASSOLO terrina. Derivato esplicito dal volg, l’ital conta CÓpsula con la variante CÓssula cui CÓpside con Caps˛mero (termini in virologia), CapsulÓre, Capsulatrýce, Capsulat¨ra, Capsulýsmo, i prefissati IncapsulÓre (IN illativo) con IncapsulamŔnto e Incapsulat˛re, e ScapsulÓre (S sottrattivo); eppoi, dal significato di CAPSA quale bacca l’ital conta CÓpsido (Genere botanico), Capsum (Genere chimico) cui la Classe dei Capsaicin˛idi affini alla Capsaicýna o Capseicýna, questi Metaboliti di cui Ŕ ricco il peperoncino piccante, utilizzata anche per la produzione dei Gas lacrimogeni, donde in composti Diidrocapsaicýna, Nordiidrocapsaicýna, Omocapsaicýna e Omodiidrocapsaicýna.

Il percorso continua con i vari CasŔlla (dim di cassa), CasellÓrio, CassÓio, CassŔtta (adottato dal XIV sec) cui fig gli ormai in via di archiviazione AudiocassŔtta, CinecassŔtta, FonocassŔtta, MicrocassŔtta, MusicassŔtta e VideocassŔtta dove Cassetta sta per “caricatore di nastro magnetico”, tutti pressochÚ adottati dagli anni Settanta, ormai rimpiazzati dai CD (dal 1983) e DVD (dal 1996) anche questi giÓ tecnologicamente passibili di sostituzione, eppoi CassŔtto snm di Tiretto, eppoi CassettÓta, CassettiŔra, Cassettýsta (“di sicurezza” o “compratore di titoli provvisori” col suff ISTA qui di collegamento ad un significato pi¨ vicino ad un mestiere), l’accr Cassett˛ne con la locuzione architettonica Soffitto a cassettone, Cassýno (cassa della carrozza, fig “cavitÓ della spiga dove si forma il granello) omn di Cassino “cancellino”, il fig Cassýdidi (Famiglia di molluschi) qui il termine assume il significato di “casco” dal lat CASSIS elmo, CassiŔre, l’aggettivo CÓsso dal lat CASSUS vuoto e fig inutile con il sostantivo anatomico CÓsso “cassa toracica”; il composto CassaintegrÓre con Cassintegrazi˛ne e CassintegrÓto il cui primo membro Cassa (istituzione di utilitÓ collettiva) Ŕ in locuzione storica Cassa Mutua e Cassa per il Mezzogiorno. Con il pref S estrattivo si ha ScassÓre “levare dalla cassa” (omn di Scassare “cancellare” e Scassare “crollare”) con ScÓssa e ScÓsso, ScassinÓre e Scassinat˛re, ScassettÓre. Altro derivato Ŕ il CassonŔtto, dim di Cassone, questo il mobile in voga nei secoli XIII^ e XIV^ per riporvi la biancheria, che la semant ha via via deprezzato in contenitore generico di merce, piccolo vano murale per contenervi il rullo degli avvolgibili, recipiente pubblico per la raccolta dei rifiuti. Cassiterýte (suff ITE per minberali) Ŕ dal gr KASSITEROS stagno vrs connesso con CAPSA contenitore. Il percorso composto prosegue con Cassaf˛rma questa una struttura provvisoria nell’edilizia, appunto a forma di cassa, per getti di cemento con un snm in Cassero, eppoi con Cassaf˛rte, CassamÓdia, CassapÓnca, Cassavu˛ta.

Fuori percorso CÓssio “assorbimento aureo” cui la locuzione Porpora di cassio in onore del chimico A. Cassius (XVII sec), il glb franc Cassis da CASSE cui la locuzione Sciroppo di Cassis, con l’ital CÓssia “ribes nero”,

Cascýno Ŕ lo strumento (stampo ligneo - “piccola cassa”) per fare il cacio; il lemma nasce dall’inc di Cassa con CÓscio “cacio”, questo dal lat volg class CASJUS giÓ class CASEUS con suff dim e in alcune contrade si pron ancora il volg Cascia per indicare la Cassa. CÓcio, infatti, deriva dall’ant CASCIO, attraverso il volg CASJUS cui, derivati e composti, CaciÓia o il volg Caciara (omn del volg Caciara “gazzarra”), CaciÓio, CaciatŔlla, CaciŔre, CacimpŔrio o CazzimpŔrio (composto col lat PIPER pepe) snm di Pinzimonio, Caciofi˛re, Caci˛tta, CaciottÓro in complanare con CasÓro, CasatŔllo o CasadŔllo, il volg napoletano Casatiello, CaseÓrio, Caseifýcio, Caseif˛rme e CassÓta (sovrapposto a Cassa) con CassatŔlla e la locuzione gastronomica Cassata siciliana (con ricotta), tutti fedeli al class CASEUS cui ancora un volg mer Caso e il glb ingl Cheese con il composto Cheeseburger questo composto con Hamburger. Il CaciocavÓllo Ŕ il tipico formaggio prodotto sul Gargano con latte di mucche (cosiddette podoliche) ovvero pascolate nel periodo “a cavallo” tra primavera ed estate. Vrs, la definizione viene fig dalla pratica di far stagionare le tondeggianti forme a due a due, legate con una fune e penzolanti a cavallo di una trave.

Termine alieno Cacýcco o Cacýco “capo indigeno”, omologismo attraverso lo sp CACIQUE ma da KACIK di genesi arawak.

L’ingl cnnta CASH che vale fig “contanti” (come del resto anche in ital) connesso in area indoeur col significato di Cassa cui la locuzione glb ingl Cash flow “flusso (differenza) di cassa” con l’ingl FLOW flusso.

I latini contrassero CAPSA in CASA, dal tema med KASA capanna, in connessione col gr OIKOS, giunto immutato in CÓsa cui i prefissati AccasÓre e RincasÓre, i suoi derivati espliciti quali CasÓta “stirpe” e CaserŔccio, eppoi Casalýna “tessuto in casa”, CasÓle questo con suff ALE vale “agglomeramento di case” o “casa isolata” in campagna con Casalýno, CasalŔse o CasalŔsco (dal toponimo Casale, questi tuttavia in riferimento etim a “agglomeramento”), CasamŔnto, CasolÓre, il toponimo campano Casoria, eppoi Casalýnga con Casalýngo (doppio suff, ALE di derivazione aggettivale e INGO) e, CasalingÓto e Casalinghit¨dine, che rispettivamente esprimono soggetto, lavoro e condizione; i composti Casa base questo termine sportivo nel gioco ingl BASEBALL, CasamÓtta (nel senso di casa finta), Casam˛bile snm di Roulotte. Il termine Casamýcciola vale “caos, disordine, tafferuglioi” attestatosi dopo il sisma che distrusse Casamicciola nel1883, toponimo nell’isola d’Ischia, vrs da un Casame (suff AME per collettivi e quindi “agglomerato”) con suffissi alterativi ICCIO e OLO. Casan˛va vale “avventuriero” attestatosi dalla cognomastica Casanova del celebre personaggio veneziano Giacomo Casanova (1725/1798); il termine Ŕ da considerare nel percorso poichÚ Casanova sta in veneziano per “casata di nuova nobiltÓ”. G. Casanova passato alla storia per le sue avvenure amorose, in realtÓ Ŕ stato un fine studioso; infatti Ŕ suo il trattato “Dimostrazione geometrica della duplicazione del cubo”.

Dalla locuzione ingl PUBLIC HOUSE casa pubblica dove HOUSE vale casa snm di HOME, Ŕ nato il noto ellittico Pub,

I greci, per˛, avevano KOAS pelle, donde, vrs, Ŕ partito il percorso lemmatico; la pelle d’animale, infatti, Ŕ stata una prima protezione dell’uomo, dopo aver scoperto che la propria non bastava pi¨… e poi c’erano le lumache e le tartarughe alle quali fare riferimento.

Altra forma lemmatica per Cassa Ŕ Cast˛ne “parte incavata” anche in anatomia, attraverso il franc KASTO - in ted KASTEN - dalla quale discendono IncastonÓre “inserire” con Incastonat˛re, Incastonat¨ra e ScÓtola questo il dim lat con metatesi da CAST a SCAT, cui ScatolÓio, ScatolÓme (suff AME per collettivi), ScatolÓre questo verbo e aggettivo, ScatolÓta e il Pp aggettivato ScatolÓto, il dim ScatolŔtta, il composto Scatolifýcio ed InscatolÓre con InscatolamŔnto, Inscatolat˛re e Inscatolatrýce. In connessione indoeur si ha l’ingl TO CAST scritturare-assegnare un personaggio, una parte fig “incastonare” cui i glb Cast “il complesso degli addetti” e Casting “distribuziuone delle parti”.

CÓsto, invece, “illibato-puro”, dal lat CASTUS, arriva dall'inc tra le due rad KAS istruire e KAS mancare cui Castim˛nia (suff MONIUM, Ved Lemmi e locuzioni maschilistici in Pena…) con CastimoniÓle, CastitÓ, il negativo IncŔsto “non casto”, anche CarŔnte con CarŔnza, CarenzÓto e CarenziÓle da CARERE mancare; eppoi Carestýa con Carest˛so attraverso il gr AKHARISTIA. Il termine, nel genere fem CÓsta, ricopiato dal ptg CASTA, sta per (etnia) pura-non mescolata, cui CastÓle; termine pseudoetim Ŕ CastÓlio o CastÓlide dal lat CASTALIUM relativo alla fonte Castalia, questa ad uso delle Muse e quindi il termine Ŕ esteso quale attinente alla poesia.

Connesso con CASTUS, il lat ha coniato CASTIGARE correggere (vedi Fatigare da FATIS), poi mutatosi semant in punire, cui CastigÓre con la variante volg Gastigare, CastigÓbile, CastigatŔzza, CastigÓto con CastigatamŔnte, Castigat˛re, Castigazi˛ne dal lat CASTIGATIO CASTIGATIONIS, Castýgo o il volg Gastigo e il composto CastigamÓtti, questo il fortunatamente desueto bastone dei manicomi per colpire i matti durante le crisi, oggi attestatosi in risvolto fig.

In connessione col rad KAS mancare esiste il termine lat CASSUS vuoto, cui CassÓre con CassamŔnto, Cassat¨ra, Cassazi˛ne “annullamento-revoca” per accezione il tribunale altrimenti detto Corte suprema cui Cassazionýsta, questi sovrapposti a CAEDERE tagliare e ScassÓre “cancellare-rendere vuoto” col pref S intensivo (snm di Scassare “crollare” e Scassare “levare dalla cassa”), il glb franc Casse “alterazione del vino” in senso di “rottura”, CÓsso “nullo” e Cassýno, questo il devb da Cassare, snm di Cancellino, ed omn del Cassino della carrozza.

Fuori percorso l’omn Cassazi˛ne, l’omologismo dal ted GASSEN gironzolare che vale “sorta di serenata”; il termine CassinŔse o CassinŔnse relativi al toiponimo Cassino.

Dalla rad gr KISTE, che vrs ha comune sorgente con KASTO, Ŕ pervenuto CŔsta attraverso il lat CISTA e al mas CŔsto con il denm Cestýre ed il prefissato Accestýre (AD allativo); in percorso CestÓio, CestŔlla, CestŔllo, Cesterýa, CestinÓio, CestinÓre, Cestinerýa, Cestýno, Cestýsmo con Cestýsta (in Pallacanestro), CŔstola, Cest˛ne e Cest˛so. Omn-snm di Cesto l’ital conta in connessione CŔsto o Cýsto dal lat CISTHUS giÓ gr KISTHOS “sorta di pianta a cespuglio”, CŔsto dal lat CAESTUS “guanto da combattimento”. L’ital conta ancora un Chýstera con valore di “cesta” di genesi basca ma attraverso lo sp CHISTERAS.

E chissÓ se non c’Ŕ stata una remotissima associazione tra il mancare di Casto e la cassa di Castone fig vuota.

Dal long ZAINJA cesto l’ital conta l’omologismo ZÓino con ZainŔtto; termine omn ZÓino, vrs in connessione fig, attraverso lo sp ZAINO “mantello di un unico colore per cavalli”

Dall’ar QUFFA cesta, l’ital ha adottato C˛ffa “piattaforma per vedette posta sull’albero della nave” rintracciabile nel volg mer quale “corbello” da cavapietre o muratore e fig “gobba”, vrs la voce ancora volg mer Scoffolato “rovinato al suolo”; tuttavia l’etim lo fa risalire al lat COPHINUS cesto giÓ gr KOPHINOS, donde C˛fano o il desueto C˛fino, C˛fana, CofanÓio, CofanŔtto e Cofanýsta.

Il lat volg conta CORBA cesto di vimini giÓ class CORBIS, cui C˛rba, l’esot dal franc Corbeille “cestino di fiori” giÓ dim lat CORBICULA, CorbellÓta “contenuto del corbello” e il dim CorbŔllo, utilizzato nel volg quale snm di Testicolo-Coglione, cui CorbellÓgine, CorbellÓta o Corbellerýa, Corbellat˛re, Corbell˛ne con CorbellonÓggine e il prefissato ScorbellÓto. Dal significato di “recipiente” vale “scafo”snm di Costa o Ossatura, ed una ant misura bolognese di capacitÓ (78,644 m3). In percorso ancora un Chi˛rba, attraverso il dim lat CORBULAM, attestatosi in Toscana con valore di “testa-capo”.

L’omn C˛rba (dal XIII sec) in termini di veterinaria Ŕ dal franc COURBE curva.

D’etimo ignoto, l’ital conta B¨rga “cesto di vimini”, in accezione per contenere pesce, ma che sta anche per gabbione colmo di materiale pietroso da sistemare a difesa dell’erosione fluviale; non Ŕ facile ammettervi una connessione fig da parte del termine volg romagnolo Sburgida che sta per “ragazza disinibita”.

RÓzza (omn di Razza, un pesce), curiosamente, Ŕ l’omologismo dal franc HARAZ e in origine stava ad indicare allevamento di cavalli, comunque dal lat RATIO cui Razzat˛re relativo all’animale scelto per la riproduzione della razza, successivamente svoltosi in Specie (umana), cui RazziÓle o RaziÓle attraverso il franc RACIAL, Razzýsmo, Razzýsta, Razzýstico, Razzizzazi˛ne, RazzumÓglia o RazzamÓglia (sovrapposto a Marmaglia); curiosa pure la sua attestazione lemmatica in ital, che da una forma mas L’arazz s’Ŕ svolta nel fem La Razza (umana) con aferesi della vocale iniziale A (che giÓ aveva perso l’h) e che va a comporre l’articolo fem logicamente non eliso. In percorso, il glb franc RacÚ (corretto RacÚ) da RACE razza e non non pu˛ essere solo una coincidenza l’omn con l’ingl RACE corsa da TO RACE correre, in origine riferito ai cavalli (allevati per la corsa), cui il glb Racer corridore e la locuzione glb Racing team “squadra da corsa”, oggi in accezione automobilistica.

Termine assonante con ArÓzzo, l’omologismo derivato invece dalla cittÓ franc di Arras.

Dal tema med KORBA cesto di vimini svoltosi nel lat CORBIS cui il volg CORBA, l’ital ha ricalcato C˛rba d’identica traduzione, donde il dim CorbŔllo questo fig “testicolo” e CorbŔzzo, dal lat volg CORBITJUS, col dim CorbŔzzolo questi inc col tema med ARBITUS “specie d’arbusto sempreverde”, infatti, il suo snm Ŕ Albatro-Ólbatro dal lat ARBUTUM col dim AlbatrŔllo; da non equivocare con l’omn Albatro-Ólbatro “sorta di uccello dei Diomedeidi” omologismo dall’ar AL QATTAS attraverso lo sp ALCATRAZ e il franc ALBATROS.

Il lat, ancora, aveva un proprio termine in FISCUS, che valeva Cesto-Canestro, cui gli italianissimi FiscŔlla, FiscÓle e Fýsco, questi ultimi due certamente per la tradizione di “dare quel che Ŕ di Cesare” levandola e porgendola dai cesti, cui la locuzione Leva fiscale. Il volg pugliese contiene un Fiskulo “piccolo cesto per le formette di ricotta”.

Il Fisco assieme all’Erario erano custoditi nel tempio di Saturno.

Termine alieno Ŕ Fýschio-FischiÓre con FischiŔtto, Fischi˛ne (“anatra selvatica” che emette un fischio, volando, snm di Capirosso, Chiurlo, Fratino e di Morigiana) ed il fig InfischiÓrsi, dal lat FISTULARE denm da FISTULA zampogna, cui Fýstola. CuriositÓ nella mappa indoeur Ŕ il termine ingl FISH pesce vrs dal passaggio di un PHISH (PH pron f), che inevitabilmente farebbe pensare ad una connessione etim tra il cesto FISCUS ed il suo tradizionale contenuto di FISH pesce. L’area indoeur ha portato nel ted il termine FISCH pesce e nell’ital PŔsce dal lat PISCEM, vrs dal passaggio di un PHISH (da ricordare che il gruppo PH vale f) eliminando la h e di conseguenza la pron f, adottando cosý la pron p, cui PescÓre ed il devb PŔsca (pÚsca) omn di Pesca (pŔsca) “frutto”, eppoi, incluso il segno zodiacale al plur Pesci, Pescagi˛ne, PescÓia “argine fluviale”, PescÓtico, Pescat˛re, Pescat˛rio, i dim PescŔtto, Pescýno (per accezione, piccola imbarcazione per palude), Pesciolýno e PescherŔccio, Pescherýa (suff sostantivante ERIA con valore di “vendita di (pesce)”), i composti Pescaturýsmo (dal XXI sec) questo in associazione con Ittiturismo, PescecÓne, Pesciai˛la o PesciŔra e Pesciai˛lo, Pescicolt¨ra, PescivŔndolo (suff VENDOLO), in complanare con il percorso pi¨ esplicito al lat, cui Pýsca “vaso per pesci” e i metaf PischŔlla, PischŔllo riferiti a ragazzo e ragazza, PiscÓtico e Piscat˛rio (varianti dei primi), Piscýna inv dal lat PISCINA, i composti Piscicolt¨ra (variante del primo), Piscýcolo, Piscicolt˛re, Piscif˛rme, Piscývoro. In percorso prefissato si conta l’iterativo RipescÓre con RipescÓggio fig “recupero” questo neologismo attraverso il franc REPECHAGE adottato dal 1978.

Un tipo di pesca Ŕ con la SciÓbica, sorta di rete a strascico che, in metonimia, dÓ il nome anche alla relativa imbarcazione, omologismo dall’ar SABAKA, cui SciabicÓre.

Caratteristica naturale del pesce Ŕ la SquÓma o SquÓmma, meglio al plur SquÓme, dal lat inv SQUAMA cui SquamÓre, SquamÓti (Ordine di Rettili Lepidosauri), SquamÓto, Squam˛so: e pare sia connesso alla rad di SquÓlo dal lat SQUALUS, cui SQUALERE varrebbe essere squamoso, da qui il chimico SqualŔne (idrocarburo contenuto nel fegato), SquÓlidi (Famiglia di Selaci), Squalif˛rmi (Ordine di Elasmobranchi), pertanto il percorso conta fig SquÓllido “squamoso” da SQUALIDUS di SQUALERE questo con valore fig di essere aspro, con SquallŔnte, SquallidŔzza e Squall˛re.

\ L’intensa edificazione turistica in coste tradizionalmente allo stato naturale e il conseguente incremento delle attivitÓ di pesca in loco hanno indotto gli squali alla ricerca disperata di cibo pur attaccando l’uomo come non avevano mai fatto; la colpa pertanto ricade sempre su quest’ultimo e in riferimento ancora alle costruzioni abitative sotto i crateri, lungo le golene dei fiumi, a valle di pareti sedi di frane o valanghe, in aree particolarmente telluriche prive di adeguate precauzioni.\

La piscina Ŕ il luogo ideale per il tuffo sia esso sportivo sia per diletto; T¨ffo Ŕ l’omologismo dal long TAUFFJAN immergere, d’origine onomatopeica, svoltosi nel ted TAUFEN battezzare, cui l’ital Tuff e T¨ffete, TuffamŔnto, TuffÓre e TuffÓrsi, TuffÓta, Tuffat˛re, Tuffat¨ra, T¨ffolo. Dall’inc di Tuffo col ted STAMPFE pestello, questo connesso col franc STAMPON pestare, l’ital ha composto l’omologismo Stant¨ffo.

Il gr conta KOLYMBOS tuffatore cui Colýmbo (Genere di uccelli) con Colimbif˛rmi (l’Ordine).

\ Razza umana

Il termine Razza, neologismo coniato nel XV sec Ŕ finito per scalzare Specie, questo adottato dal XII sec, in riferimento all’uomo, pertanto si ha la locuzione Razza umana sostitutiva di Specie umana; ma c’Ŕ dell’altro, Ŕ adottato in Gruppo razziale per selezionare gli uomini in base ai caratteri somatici, genetici ed ereditari, come il colore della pelle, sostituendosi all’appropriato Gruppo etnico, toccando l’assurditÓ della Razza pura. Il lemma, con i suoi derivati, peraltro nato in un contesto equino, avendo assunto un significato discriminatorio e persecutorio Ŕ dunque da cancellare dalla terminologia umana, viepi¨ in locuzione Conflitto razziale, Lotta razziale, Distinzione di razza

Alla pari di quelle voci create dall’arroganza maschilistica (Ved Pena...), occorre una rivisitazione correttiva o eliminatoria per queste legate al concetto di una razza dominante, padrona, come Schiavesco, Negriero, Aguzzino, Galera, Servo, di razza migliore o pura, come l’aggettivo Chiaro dipartitisi lungo un percorso semantico che lo avrebbe elevato al valore di “schietto, onesto, comprensibile, illustre”, in contrapposizione a Nero che, vieppi¨, vale peccatore in Anima nera e ladro in ManonŔra o Mano nera; in complanare con Bianco e Nero, le puntualizzazioni in locuzione Razza bianca e Razza nera, solo per distinguere la superioritÓ della prima rispetto all’altra, invece delle appropriate Etnia bianca ed Etnia nera.

\ Pisside Bussola Pece Catrame

Dal gr PYKSOS arbusto-legno di bosso dal tema med BUKSO-PUKSO pianta (del bosso?), cui PIKSIS scatola (di bosso?) per riporvi gioielli, e il lat PYXIS con BUXIS scatoletta di bosso, sono pervenuti i termini quali Pýsside, B˛sso dal lat BUXUS cui BossÓcee o BuxÓcee (Famiglia di piante), B˛ssola (snm di Brusca “spazzola” e misura di liquidi questo attestatosi in Veneto), il dim B˛ssolo, una variante B¨ssolo, con Bossol˛tto o, pi¨ ricorrente, Bussol˛tto, eppoi B˛ssolo (di un proiettile, nel senso di contenitore della carica) e B¨ssola nel senso di “scatoletta” la cui proprietÓ di orientamento Ŕ basata sul magnetismo terrestre; la Bussola era conosciuta dai navigatori cinesi e europei giÓ del XII sec. cui un doppio prefissato ScombussolÓre con ScombussolamŔnto, Scombussolýo e ScombussolÓto (S sottrattivo e CON associativo col valore fig “senza essere con la bussola”).

Il percorso prosegue con BussolÓnte “trasportatore della portantina (cassetta)”, B¨sta con BustarŔlla, il prefissato ImbustÓre e il composto AutobustÓnte, transitato dal franc ant BOISTE, pertanto del tutto estraneo all’etim di Busto. In vrs connessione il celt BOSTA cui l’ant franc BOISSIEL o BOISSEL svoltosi nel glb ingl BUSHEL “unitÓ (anglosassone) di misura per capacitÓ” corrispondente a 32/36 litri.

In ingl BOX Ŕ Scatola ed anche fig “spazio-vano-recinto” termine vrs connesso con la rad indoeur cui il lat BUXIS scatoletta di bosso di tema med, che composto con JUKE “sala da ballo”, anche questo connesso con il lat IOCUS scherzo, forma il glb Jukebox, ovvero “scatola (musicale) per sale da ballo”; il termine nel ignificato di “scatola” riappare glb dall’ingl in Boxer quale terminologia motoristica, relativo ai cilindri e nella locuzione Box office “ufficio cassa”. Il risvolto dell’ingl Box in “colpo” cui il glb Boxer “pugilato” nasce fig dal significato di “recinto” o “quadrato” ove si svolge un incontro di pugilato, indicato nel glb Ring “circolo”; da qui l’omologismo BoxÓre “tirare di boxe” cui Boxýstico, eppoi, ancora in ambito glb, il franc Boxeur “pugile”, il ted Boxer “lottatore” esteso ad una razza di cane simile al Bulldog, l’ingl Boxer “calzoncino” per associazione al tipico indumento del pugile.

Il passo fig da BOX all’ingl BOOK libro Ŕ breve considerando questo “una scatola, un contenitore di parole” , cui i glb Bookmaker “Allibratore”con MAKER artefice e Bookmark “segnalibro” con MARK segno.

Dal lat volg BUXIDA svoltosi da BUXIS, il franc conta BOITE (pron buat ) scatola e fig “piccolo locale notturno” cui l’esot BoÓtta o BuÓtta “scatola di latta” attestatosi in voce mer. Il franc conta ancora BOIS legno cui gli esot Boiserie “rivestimento in legno”, Oboe-˛boe, con Oboýsta (col suff ISTA di collegamento ad un mestiere in omn col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO), dal franc HAUTBOIS composto con HAUT alto e quindi “strumento di legno dal suono alto”; HAUT lo si ritrova fig nell’onomastico celt Mafalda da MAHAUT che sta per “forte in battaglia” in concorrenza col ger Matilde.

La rad indoeur PIK vale pece, cui il gr PITTA e donde, attraverso il lat PIX PICEM, l’ital conta PŔce con PecŔtta, Peci˛so, Pýceo, Petacci˛la dal gr PITTAKION (tavoletta) impeciata snm di Piantaggine, il prefissato ImpeciÓre con ImpeciamŔnto e Impeciat¨ra, il composto glb ted Pechblenda (con BLENDE blenda) snm di Uranite, e perchÚ non pensare ad una primitiva relazione con PYKSIS di Scatola, giusto questa sigillata ed isolata con la pece. Dall’aggettivo lat PICEUS di pece, sono stati coniati AppicciÓre (pref A allativo) dal volg ADPICJARE “attaccare (con la pece)” col devb Pýccia, AppiccicÓre con Appiccicatýccio, Appiccicat¨ra, Appiccoc˛so, Appiccic¨me (suff collettivo), Appiccic˛so eppoi l’intensivo SpiccicÓre con SpiccicÓto (pref S intensivo).

Nel volg mer Appicciare vale “accendere il fuoco” (con pece infiammata o con torcia di pece accesa), una sovrapposizione lemmatica che vale anche fig istigazione e provocazione. Dall’ar QATRAN pece liquida, l’ital conta CatrÓme cui CatramÓre, CatramÓto, Catramat˛re e Catamatrýce, Catramt¨ra, Catramazi˛ne, Catramýna (suff chimico INA), Catramýsta, Catram˛so, il prefissato IncatramÓre.

Il lat DISPEDICARE (pref DIS) slacciare da un PEDICA dal valore di laccio, il franc ant lo aveva svolto semant in DESPEECHIER sbarazzare, cui l’ital ImpedicÓre giÓ lat IMPEDICARE (pref IN) impedire-allacciare, SpicciÓre in percorso con CompicciÓre, questo, con cambio di pref, su calco di ImpicciÓre cui ImpicciÓto, Impýccio e Impicci˛ne, dal franc EMPEECHER, che si ritrova nel glb ingl Impeachment con valore esteso di “stato d’accusa”. I suddetti verbi lat prefissati sono diventati DESPACHAR e EMPACHAR nel prvz, donde il percorso italiano DispacciÓre da DESPACHAR, ImpacciÓre da EMPACHAR cui ImpÓccio e ImpacciÓto, eppoi SpacciÓre “smerciare” ancora dal prvz ESPACHAR cui SpÓccio, SpacciatamŔnte, SpacciÓto Spacciat˛re con AntispÓccio “operazione contro gli spacciatori”. Infine DispÓccio dallo sp DESPHAO missiva di disbrigo.

\ Ittico Acciuga Seppia

Il gr conta IKHTHYS per Pesce, cui l’aggettivo Ittico-ýttico, e il pref ITTIO in composti quali Itti˛fago, Ittiologýa, IttiosÓuro, il neologismo del XXI sec Ittiturýsmo (col pref adattato vale turismo tra i pescatori) in pratica snm di Pescaturismo.

Il mediterraneo conta un proprio tema APYU per pesce, cui il gr APHYE piccolo pesce svoltosi nel lat APIUVA e nell’ital Acci¨ga il cui snm Alýce Ŕ dal (genitivo) lat HALLEX ALLICIS e sta per salsa di acciuga (di pesce), termine connesso con il gr HALS sale (ma che appare talvolta in estensione fig nel senso di “mare”); Alice pertanto Ŕ il termine di ricetta attestatosi ad indicare l’Acciuga al di fuori dell’etimo naturale APYU, cosý come Fegato dalla ricetta FICATUM farcito di fichi, attestatosi ad indicare l’organo ghiandolare al di fuori dell’etimo IECUR. Il gr conta ENGRAULIS sorta d’acciuga cui Engfraulýdi (la Famiglia).

Coesiste ancora il tema RAIA pesce cui inv il lat RAIA e l’ital RÓia con la variante RÓzza attestatasi da fonetica sett e omn di Razza etnia) cui il fig peggiorativo RazzamÓglia o RazzumÓglia, i composti RÓidi (la Famýglia) con Raif˛rmi (l’Ordine) Pesci che per via di logica, data l’etim locale, gremivano il Mediterraneo; come la SŔppia giÓ SŔpia, cui SŔpidi “la Famiglia”, eppoi SeppiÓre, i fig SeppiÓto “colore” e Sepiolýte “sorta di minerale” questo snm di Schiuma o Spuma, dal gr SEPIA e dal lat volg SEPJA giÓ class SEPIAM, che pare abbia addirittura impresso nel toponimo all’antica SIPONTUM nell’attuale golfo di Manfredonia, ancora oggi cittadina (la nuova Siponto) rinomata, fra l’altro, per la bontÓ e la quantitÓ delle seppie e non solo; pare che qui, da sempre, si siano gustate le Triglie di scoglio. Trýglia, con Trýglidi (la famiglia), dal lat TRIGLA inv dal gr TRIGLA o TRIGLE.

Il gr conta TEUTHIS TEUTHIDOS sorta di seppia cui ArchitŔutidi (la Famiglia, pref ARCHI) altrimenti dette Piovre.

\ Accasciare

Diversa da Cascio Ŕ l’anamnesi per il lemma AccasciÓre, derivato dal lat volg AD-QUASSARE crollare, intensivo di QUATERE sbattere, cui SquassÓre col pref S durativo e SconquassÓre con SconquÓsso (doppio pref CUM). Eppoi, col pref EX intensivo EXCUTERE scuotere, Esc¨tere (XVIII sec) “interrogare un teste - porre un debitore sotto azione legale – citare”con Escussi˛ne (XVI sec) e il Pp Esc¨sso (XV sec), ancora Scu˛tere o Escu˛tere e Sc˛tere, con ScuotimŔnto o ScotimŔnto o ancora Scotýo, Scuotit˛io o Scotit˛io, Scuotit˛re o Scotit˛re, che giungono composti da EX conclusivo e da QUATERE, con il normale passaggio di ua in u in sillaba interna, quindi CUTERE, donde ancora il fig Disc¨tere con Discussi˛ne e Disc¨sso (DIS dispersivo), con successiva attestatzione della u in o; ScotolÓre, ancora, Ŕ da EXCUTOLARE iterativo di EXCUTERE cui il devb Sc˛tola e Scotolat¨ra. L’ital conta ancora il composto ScuotipÓglia. Il Pp di EXCUTERE Ŕ EXCUSSUS, cui Sc˛sso del XIV sec e Sc˛ssa con ScossÓre, Scoss˛ne; il genere al fem si spiega perchÚ il lemma Ŕ stato inc con Mossa. Sc˛sso Ŕ anche il cavallo del Palio di Siena che arriva senza fantino. Fuori percorso ScossÓle e Scossalýna “indumento femminile a grembiule” omologismo dal long SKAUZ grembo. Il gr conta lo specifico ENOSIS scossa cui EnosigŔo”scotitore della terra” epiteto di Nettuno. Ancora, l’indoeur conta SEIEIN scuotere cui il gr SEISTRON, il lat SISTRUM “strumento di culto egizio” e l’ital Sýstro.

Nel proseguire il percorso prefissato,con IN intensivo Ŕ nato Inc¨tere col Pp Inc¨sso;, col pref CUM i termini Concussi˛ne, Conc¨sso in percorso COM QUATERE-CONCUTERE, questo nome d’azione del primo. Col pref PER Percu˛tere o Perc˛tere con PercotimŔnto, Percuotit˛re o Percotit˛re, Perc˛ssa con Perc˛sse e Perc˛sso, Percussi˛ne o Percossi˛ne con Percussionýsta e il doppio prefissato Ripercussi˛ne, eppoi Percussývo e Percuss˛re. Col pref RI Risc˛ssa, Riscossi˛ne e Riscu˛tere. Snm di Percossa Ŕ S˛rba, con S˛rbola e l’esclamazione S˛rbole! fig dal S˛rbo dal lat SORBUM “albero delle Rosacee”, cui SorbÓre, S˛rbico (pref chimico ICO) cui Acido sorbico, Sorbýte, Sorbit˛lo. Dal lat RE CUTERE scuotere lo sp aveva tratto RECUDIR ricorrere svoltosi in ACUDIR assistere cui l’ital Accudýre.

\ Castro Castrare

Il lat conta cosý CASTRUM fortezza donde l’ital CÓstro con CastrŔnse, eppoi, un CÓstro che avrebbe identificato quel centro abitato di dignitÓ inferore a Civitas (Ved Dalla cittÓ ai Mendri in Trivio…); Castro sopravvive nella toponomastica locale quali Castro, Castro dei Volsci... in memoria d’antiche fortificazioni, accampamenti militari; nel medioevo.

Da CASTRUM fortezza il lat conta il dim CASTELLUM cui CastŔllo con il sostantivo e aggettivo CastellÓno, il sostantivo CastellÓre, il fig Castellat¨ra “rinforzo”, il dim CastellŔtto, CastelliŔre “abitato preistorico su alture”, Castellýna snm di Catasta, Castellologýa, il prefissato IncastellÓre con IncastellamŔnto e, in complanare con Castro, alcuni toponimi in cui appare Castello e i vari CastellÓnza, CastellanŔta, CastelmÓgno cui l’omn formaggio, CittÓ di Castello (etnonimo TifernÓte dal lat TIFERNUM, o CastellÓno), VillacastŔlli… dai quali ricorre il demotico CastellÓno; attraverso il coronimo sp Castiglia, conneso con CASTILLO castello, si ha l’omologismo relativo CastigliÓno, questo anche la lingua cui la locuzione Lingua castigliana.

Snm di Castello Ŕ ManiŔro o ManiŔre dal lat MANIER podere agricolo, o MANEO, svoltosi da MANERE dimorare-restare-sostare, omn di Maniero maneggevole.

Il termine CÓssero, giÓ in uso nel 1300 vale “struttura navale” cui CasserŔtto, “recinzione fluviale impermeabile”, “mura di cinta” ed discenderebbe dall’ar QASR, influenzato dal gbz KASTRON e dal lat CASTELLUM. Cassero Ŕ ancora snm di Cassaf˛rma

CastrÓre, infine, inv dal lat CASTRARE, arriverebbe dalla rad KES tagliare, che avrebbe prodotto un omn CASTRUM rintracciabile nel sct con CASTRAM strumento da taglio; nel percorso si contano derivati e composti quali CastracÓni, Castramentazi˛ne, CastrÓnte, Castrap˛rci, CastrÓto, Castrat˛io, Castrat˛re, Castrat˛rio, Castrat¨ra, Castrazi˛ne, Castrýno “l’addetto alla castrazione” e per estensione “l’apposito coltello”, Castr˛ne questo “agnello o puledro castrato” e fig “persona sciocca” cui CastronÓggine, CastronÓta e Castronerýa. IncastrÓre, allora, col pref IN illativo, indicherebbe letteralmente “inserire in un’intagliatura”, metaf “mettere alle strette”; anche per questo termine, Ŕ lecito supporre un’assimilazione con Castro di “cittadella-fortificazione”, che avrebbe reso il prefissato IncastrÓto (IN illativo) snm di Assediato; in persorso Incastratrýce, Incastrat¨ra, il devb IncÓstro. La rad KES di Castrare trova snm nella SEK di Secare-Segare (Ved Sasso…) e nel lat CAEDERE. In ogni caso, tutte dovrebbero essere partite da una rad comune, che si sarebbe mutata, scissa e diramata in SEK KES KE CAE CE.

\ Merlo

MŔrlo, elemento decorativo del castello ma con funzione di riparo, cui MerlÓre con MerlÓto, Merlat¨ra e Merl˛ne, in campo di ricamo tessile SmŔrlo con SmerlÓre, SmerlÓto e Smerlat¨ra, il dim MerlŔtto 1 cui SmerlettÓre.

Il termine, fig da MŔrlo (uccello dei Turdidi), Ŕ dal lat volg MERULUM giÓ MERULA, cui MŔrla (femmina del merlo), MerlÓngo o MerlÓno (fig pesce-merlo dei Gadidi, attraverso il franc MERLAN), Merl˛t (fig un vitigno delle Tre Venezie) e Merl˛tto attraverso il franc MERLE merlo, Merl¨zzo, snm di Nasello, dal prvz MERLUS giÓ lat MERLE col dim MERULA fig pesce merlo dei Gadidi, con MerluzzŔtto. La locuzione I giorni della merla indica nella tradizione popolare gli ultimi tre di gennaio, considerati i pi¨ freddi dell’anno.

Il termine GÓdidi (la Famiglia) Ŕ dal gr GADOS, questo specifico per Merluzzo, cui Gadif˛rmi; a tale Famiglia appartiene l’Ordine dei Tele˛stei cui la MŔnola dal lat MAENA, M˛lva omologismo dal bretone, la MotŔlla dal franc MOTELLE fig dal lat MUSTELA donnola, eppoi l’Ordine dei Zeif˛rmi questo col gr ZAIOS “sorta di figura” e FORMIS a forma di cui il Sampietro.

Ai Gadiformi appartiene ancora l’Eglefýno, sorta di pesce osseo, omologismo attraverso il franc AIGLEFIN da un precedente ESCLEVIS con sovrapposizione di AIGLE aquila, questo un termine che, in armonia al patrimonio indoeur, risuona nell’ingl EAGLE aquila; il termine ESCLEVIS Ŕ un omologismo franc dall’ol SCHELVISCH una composizione di VISCH pesce con SCHELLE scaglia.

Da notare ancora la risonanza indoeur con l’ital PESCE, l’ingl FISCH e l’ol VISCH.

Pseudoetim nel percorso GADOS, Gadolýnio (elemento chimico) con Gadolinýte relativo al chimico J. Gadolin (1760/1852).

Ancora, dal merlo del castello sono derivati fig MerlŔtto con MerlettÓia, MerlettÓre, Merlettat¨ra.

Il nome Merlino, del famoso mago medv, Ŕ azzeccato in un contesto di castelli e merlatture; in ogni caso, non dovrebbe essere estraneo all’ol MEERLING o MARLING da MARREN legare cui il franc MERLIN e l’ital Merlýno termine marinaresco per “sottile cavo di canapa”, in vrs connessione rad con le legature-ricami dei merli.

Esiste il termine glb franc Mirliton che indica una sorta di rozzo strumento musicale (adottato dal 1942) diffuso in Asia, Africa, e nel folclore sardo ed aragonese, il cui etim non Ŕ certo sia connesso col verso del Merlo.

1 Sorta di merletto tipico di Genova Ŕ il MacramŔ, omologismo dall’ar qui col significato di “fazzoletto”.

\ Radicale TEM

Suffisso IZZARE EGGIARE

Ancora, esiste nell’immenso contenitore indoeur la rad TEM tagliare cui il gr TEMNEIN tagliare, che, oltre al sostantivo metrico TmŔsi (scissione, ossia “taglio” di una parola in due parti tra un verso e l’altro) snm di DiÓcope; Tmesi Ŕ anche la divisione di una parola in due nparti separate da una seconda parola, quale InfolliÓcubo (Follia in Incubo), questo neologismo SA da “Quella notte fatta di sogni e di mistero” Edizioni Rebellato 1989.

Il rad avrebbe ispirato i vari TOMO e TOMIA che appaiono come pref e suff in composizioni quali Micr˛tomo, Tom˛grafo, Anatomýa cui AnatomicitÓ, Anat˛mico, Anatomýsta, AnatomizzÓre con i composti Anatomopatol˛gico e Anatomopat˛logo (pref ANA), in complanare con con Notomýa, NotomizzÓre, Notomýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere), Notomýstico e NotomizzÓre. Il percorso continua con T˛ndere, o l’obsoleto TondÓre (omn di Tondare di Tondo) dal lat inv TONDERE tosare, tagliare interamente, cui il Pp TONSUS che ha condotto a Tons¨ra e un Tonstrýna (barberia), TosÓre con T˛sa, TosÓto, questi svoltosi in veneto nel senso fig di Ragazzo e Ragazza (capelli rasati, come era nell’uso), e il prefissato Int˛nso (IN negativo) “non tosato” e fig “libro non letto” questo dal fatto che le pagine non avevano ancora le piegature tagliate.

L’ingl conta il verbo TO SHEAR tosare, cui in area glb il termine Shearling “giaccone di lana rovesciata”. L’ingl SHEAR vale ancora azione-spinta e non pu˛ essere solo un caso di parallelismo incidentale se con la rad TEM tagliare svoltasi in TONDERE tosare l’ital conta in connessione il termine TempellÓre “percuotere (spingere)” con TempellamŔnto, TempellÓta, TempŔllo, Tempell˛ne, in sovrapposizione alla base onomatopeica di TEMP battere, percuotere.

Nel percorso rad, l’ital conta TŔmpo dal lat TEMPUS (sia fisico che meteo, sintesi da “frazionamento del tempo”) cui l’accr TempÓccio e il dim Temp¨scolo, TempÓrio, il prefissato AttempÓto (pref AD allativo vale “fornito di tempo-anni”), TemprÓre o TemperÓre questo inv da TEMPERARE denm da TEMPUS (tagliare al fine di mescolare e armonizzare, moderare) con TemprÓto o TemperÓto, l’astratto TempŔrie e IntempŔrie (IN negativo), Temperýno col suff INO di strumento, i composti TemperalÓpis o Temperamatýte o ancora Temperamýne, il composto FrattŔmpo da utilizzare in locuzione avverbiali quale Nel frattempo; ancora, TemperÓnza o9 TemprÓnza da TEMPERANTIA con Temperat˛re e l’opposto IntemperÓnza e IntemperÓnte, eppoi Temperat¨ra, TempŔsta (astratto di TEMPUS con suff peggiorativo) cui il relativo Tempest˛so e Tempestývo, questo non ancora in senso peggiorativo, cui TempestivitÓ, eppoi Tempestýo, Tempýsmo e Tempýsta (col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO in omn col suff ISTA di collegamento ad un mestiere) cui Tempýstica e Termpýstico, Temp˛ne quali accr di Tempo nel senso fig di “Allegria” con la locuzione Far tempone, TŔmpora direttamente dal plur lat TEMPORA “tempi” in senso liturgico con un plur ital nella locuzione Pro tempore, TemporÓneo o TemporÓrio con TemporaneamŔnte, TemporaneitÓ, TemporeggiÓre con TemporeggiamŔnto, Temporeggiat˛re, TemporizzÓre con Temporizzat˛re, la locuzione dal lat Temporibus illus “quei tempi”, un TŔmpura “piatto tipico giapponese” dal lat TEMPORA attraverso il portoghese (piatto abituale dei missionari durante il periodo delle tempora), i prefissati EstemporÓneo con EstemporaneitÓ (col pref EX fuori); il prefissato ContemporÓneo, cui ContemporÓle, ContemporaneamŔnte, Contemporaneýsta, ContemporaneitÓ, ha il proprio snm in SimultÓneo dal lat SIMUL stesso tempo cui SimultanÓre, SimultaneamŔnte, Simultaneýsmo, Simultaneýsta e SimultaneitÓ.

L’aggettivo TemporÓle da TEMPUS (omn di Temporale da Tempie) con Temporalýsmo e TemporalitÓ, eppoi il suffissato AtemporÓle e AtemporalitÓ (pref A privativo), il dim Temp¨scolo, col snm-omn TemporÓle da TEMPORALIS “fenomeno atmosferico temporale” cui TemporalŔsco; dall’ingl TIME tempo, il glb Timing. Il TŔmpio, o TŔmplo, Ŕ la parte di spazio (terra-cielo) tagliato dal sacerdote-Óugure ed a lui riservato, cui TempiŔre o ancora TemplÓre e TemplÓrio, il dim TempiŔtto, TempificÓre, la locuzione Ordine dei templari e Cavalieri templari 1, il glb ingl Temple block “sorta di strumento musicale ligneo a percussione” fig dalla cupola del tempio. Il percorso prosegue con il composto ContemplÓre con Contemplazi˛ne. Pi¨ metaf, connessi alla rad omonima TEM spregiare, i vari ContumÓce, ContumŔlia, ContemnŔndo o, grazie alla mutazione del gruppo lat mn in nn, ContennŔndo dal gerundivo lat CONTEMNENDO da CONTEMNERE disprezzare, tutti con pref associativo COM. Nel percorso di Temperare, l’ital conta ancora TŔmpera, la variante TemprÓre con TŔmpra, TemperamŔnto con TemperamentÓle, e prefissati quali ContemperÓre o ContemprÓre con ContemperamŔnto ContemperÓnza (pref COM associativo), IntemperÓnte (IN negativo) “non moderato”, OttemperÓre o ObtemperÓre (OB al cospetto) “adeguarsi al cospetto delle istruzioni” cui OttemperÓte o ObtemperÓnte e OttemperÓnza, StemperÓre o StemprÓre (S intensivo) “pi¨ che tagliare, sciogliere” cui Stemperamento o Stemperat¨ra, StemperÓto... TemperÓre vale anche “fare la punta” con il suo contrario StemperÓre “togliere la punta, spuntare” con StemperÓto. TŔmpia (anatomia) da TEMPORA (plur) tempie, il suo aggettivo TemporÓle (omn di Temporale da Tempo) svoltosi in pref TEMPORO o TEMPOR nei composti quali TemporomandibolÓre e TempororbitÓrio, deriverebbero metaf dal lat TEMPLUM trave di sostegno, omn di TEMPLUM tempio, donde TempiÓle “relativo alla trave”. Dal lat ASYLUM, dal gr ASYLON tempio Ŕ perveuto Asýlo, termine composto dal pref A privativo e da SYLE che vale senza diritto di cattura, ovvero l’extraterritorilitÓ della casa degli dei, omologata nelle nostre chiese, santuari, monasteri, case protette per l’infanzia e nella qualifica di protezione per i rifugiati; l’opposto di Asilo Ŕ Esýlio conn le ant varianti in Esýglio, Essýglio o Essýlio, cui EsiliÓre e EsiliÓto, in complanare con Spatriare, dal prefissato lat EXSILIUM di EXSULE “fuori della proprio suolo” cui Esule-Ŕsule, EsulÓre questo anche fig. Il suff verbale IZZARE, omologato nel volg EGGIARE, in verbi denm o tratti da aggettivi, si ritrova in molteplici termini italiani e sta ad indicare “attuazione, trasformazione, riduzione”, dal gr IZEIN agire in un modo, cui Democratizzare (con aggettivo Democratico) dal gr DEMOKRATIZEIN, Organizzare dal sostantivo Organo; da qui poi si Ŕ passato alla forma sostantivata Democratizzazione e Organizzazione. Il suff volg conta termini quali Amoreggiare, Ondeggiare e le forme sostantivate Amoreggiamento e Ondeggiamento.

1 L’Ordine dei Cavalieri templari aveva un rigida etichetta; era proibito dalla regola abbigliarsi di collane, andare a letto scalzi, baciare una donna anche se madre o sorella, indossare tuniche colorate o disegnate, intraprendere viaggi da soli, mangiare abitualmente carne, parlare ad alta voce in refettorio, ridere in qualsiasi occasione\

\ Augurio Auspicio Sacerdote

* Nome di strumento

L’Augure-Óugure, dal lat AUGUR giÓ AUGUS promotore, annunciatore di buone nuove astratto del verbo AUGERE dalla rad AWEG prosperare, era il sacerdote nel tempio che prediceva il futuro, traendolo sia dal volo degli uccelli, dai sogni e da altro, sia dalle condizioni atmosferiche, ovvero dal Tempo e dal suo ruolo di preannunciatore delle buone cose, c’Ŕ pervenuto Aug¨rio con AugurÓle e Augur˛so, AugurÓre-InaugurÓre… in opposizione Sciag¨ra e SciagurÓto col pref EX sottrattivo, cui le varianti poetiche Scia¨ra e SciaurÓto. La rad di Augurio s’individua nel sct AJAS forza, cui i derivati Aug¨sto “consacrato” (agg. e nome proprio di persona), AugustÓle (sacerdote), AugustŔo (relativo all'imperatore Augusto o al suo tempo); l’onomastico Agostino da AUGUSTINUS valeva di Augusto. Da contare il toponimo insulare, oggi croato, LÓgosta attraverso il lat AUGUSTA INSULA giÓ gr LADESTANOS, svoltosi nell’illirico LADEST, nel croato LASTOVO.

Il lat conta lo specifico STRENUUS di buon augurio d’ant origine sabina, cui il sostantivo STRENA svoltosi nell’ital StrŔnna, col quale, vrs connesso STRENUUS coraggioso, donde StrŔnuo svoltosi nel snm di Tenace. Pi¨ tardi, il lat avrebbe coniato ENCAENIARE inaugurare dal gr ENKAINIA inaugurazione da KAINOS nuovo, cui IncignÓre e Incýgno questi dal poetico valore di INCIPIT, da non equivocare con Incignere questo una variante di Incingere.

Curioso il verbo toscano IncincignÓre, un inc tra Incignare e Cencio, che starebbe per “sgualcire, ridurre ad un cencio”, ma altra fonte lo vorrebbe “incignare un cencio” (un abito).

\ Proviamo a formulare tre testi augurali per una coppia di sposi: Gli auguri pi¨ splendidi non basterebbero ancora a colmare la felicitÓ che proviamo nel vedervi sposi e felici per la vita - L’amore vi tinga ogni cosa del colore pi¨ bello, quello tutto vostro e che vi apparterrÓ per sempre - Quando una coppia bella come voi si sposa, l’umanitÓ tutta si rinnova di un bocciolo; il vostro ha giÓ le corolle d’incanto.\

Dalle facoltÓ divinatorie, grazie alla lettura delle viscere Ŕ sorto il termine Estispýcio o Extispýcio dalla composizione EXTA visceri con la rad SPEK osservare; dal volo degli uccelli, Ŕ nato il termine Auspice-Óuspice da AUSPEX con il denm AuspicÓre con i vari AuspicÓbile e AuspicabilitÓ, AuspicÓle, Auspýcio o Auspýzio, dalla composizione lat di AVI uccello con la rad SPEK osservare; in associazione il termine Oscýni “Sottordine di Passeriformi” dal lat OSCEN OSCENIS dal cui canto si traevano gli auspici, donde il fig OSCITARE sbadigliare con l’ital Oscitazi˛ne “sbadiglio continuato” e il risvolto OscitÓnte cui OscitÓnza nel senso di “negligente e negligenza”; in opposizione al valore di auspicio il lat conta il prefissato OBSCENUS (OB contro) “di malaugurio” cui l’ital OscŔno con OscenitÓ.

La rad SPEK Ŕ l’abbrivo del percorso lat-ital SPECULUM cui SpŔcchio con SpŔcchia (manufatto preistorico), SpecchiÓio, Specchiat¨ra, SpecchiŔra, SpecchiŔtto, eppoi, dal dim SPECILLUM, Specýllo con SpecillÓre SpŔcimen inv da SPECIMEN saggio; del percorso di SPECULA osservatorio cui SpŔcola, SpeculÓre o SpecolÓre, l’inv SpŔculum, ancora SpeculÓre con Speculatýva, Speculatývo, Speculat˛rio e Speculazi˛ne in senso filosofico cui l’attestazione corrente. Da SPECIES di SPECERE guardare l’ital conta SpŔcie questo la categoria di individui capaci di accoppiarsi e fecondare, cui Specie umana; in caso di organismi asessuati identifica l’insieme morfologico. In chimica sta per l’insieme di proprietÓ distinte, filosoficamente indica quella forme intermediaria tra oggetti con i quali hanno rapporti di somiglianza umana cui Specie intellegibile. Eppoi, snm di Aspetto, QualitÓ, Sorta e nel senso d’apparenza nella locuzione Sotto specie di… Infine, indica una sorpresa biasimevole nella locuzione Fare specie.

Il percorso prosegue con il glb ingl Special, SpeciÓle con la variante SpeziÓle (omn di Speziale da Spezie) e l’avverbio SpecialmŔnte o l’ellittico SpŔcie, Specialýsta (col suff ISTA di collegamento ad un mestiere in omn col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO), Specialýstico, SpecialitÓ o la variante SpezialitÓ, SpecializzÓre attraverso il franc SPECIALISER con Specializzazi˛ne, Speciazi˛ne, SpecificÓre con Specýfica, Specificatývo, Specificazi˛ne, Specýfico cui il prefissato Aspecýfico (A privativo), il composto biologico Specie-specýfico, Speci˛so da SPECIOSUS cui SpeciositÓ e, con la lenizione, il solo plur SpŔzie (vale “specie”, un termine medv per mercanzie, droghe) con SpeziÓle (questo omn di Speziale variantre di Speciale), SpeziÓre e Spezierýa, SpeziÓto. Curioso il glb ingl Spam che Ŕ tratto dalla locuzione SPICED HAM carne speziata (di maiale) e che si Ŕ attestato in “invadente messaggio in Internet” cui Spammer e Spamming, vrs dalla massiccia pubblicitÓ per questo prodotto poco gradito dai consumatori..

Il ted SPECK non appartiene a questa rad, vale lardo svoltosi nel significato di “prosciutto affumicato”.

D’identica rad SPEK Ŕ invece il got SPEHA osservazione, cui SpiÓre con Spýa, SpiamŔnto, Spionýstico, l’accr Spi˛ne, i dim SpioncŔllo “sorta di uccello dei Motacillidi, simile all’allodola” e Spioncýno, Il verbo Ŕ il lat SPECTARE guardare, intensivo di SPECERE esaminare, cui i prefissati IntrospŔtto da INTROSPICERE guardare dentro con Introspettývo, Introspezi˛ne e Introispezionýsmo, ProspettÓre (PRO SPECTARE) con Prospettýva, ProspŔtto dal Pp PROSPECTUS, Prospett˛re, Prospezi˛ne attraverso l’ingl PROPSPECTOR da PRO SPICERE (con normale passaggio della e in i) con il Ppres PRO SPICIENS cui ProspiciŔnte.

Il percorso SPEK prosegue con SpettÓcolo dal dim lat SPECTACULUM con SpettacolÓre, cui SpettacolaritÓ, SpettacolarizzÓre o SpettacolizzÓre con Spettacolarizzazi˛ne e Spettacol˛so, SpettÓbile da SPECTABILIS ragguardevole, SpettÓre da SPECTARE guardare svoltosi “nelle competenze-essere dovuto” con SpettÓnza, Spettat˛re da SPECTATOR, il nome di strumento SpŔttro sia “fantasma” (adottato dal XVI sec) sia fig “fascio luminoso” cui SpettrÓle e una nutrita serie di composizioni quali Spettrobol˛metro (col gr BOLE raggio), Spettrochýmica con Spettrochýmico, Spettrocolorýmetro (con Colore e Metro “misurazione”), Spettrocomparat˛re, SpettroeliogrÓfico con Spettroeli˛grafo (col gr HELIOS sole) eppoi SpettroeliogrÓmma da SpettrogrÓmma, Spettroelisc˛pio con Spettroeliosc˛pico da Spettrosc˛pio con Spettrosc˛pico e Spettroscopýa, Spettrofotometrýa con SpettrofotomŔtrico e Spettrofot˛metro, Spettrografýa con SpettrogrÓfico e Spettr˛grafo, Spettrometrýa con spettromŔtrico e Spettr˛metro.

Il *Nome di strumento Ŕ un termine tratto dal verbo e rimodellato perchÚ indichi il conseguimento di uno scopo, la raffigurazione di un oggetto, di un’identitÓ, di un’astrazione... quali Rastrello dal verbo lat RADERE, Simulacro dal verb lar SIMULARE, Enigma dal verbo gr AINISSOMAI vedo oscuro.

Il percorso prefissato conta AspettÓre (AD SPECTARE) cui il devb AspŔtto “attesa” e AspŔtto “modo di presentarsi”, Aspettatýva, Aspettazi˛ne, AspettuÓle attraverso l’ingl ASPECTUAL, CospŔtto o ConspŔtto (CUM SPECTUS), Cospýcuo o Conspýcuo da CONSPICUUS e CospicuitÓ (CUM SPECERE), DispettÓre (DE SPECTARE) e DispŔtto o DespŔtto, Ispettývo (IN SPECERE) con Ispett˛re, IspezionÓre e Ispezi˛ne, PerspicÓce da PERSPICAX con PerspicÓcia, PerspicuitÓ e Perspýcuo (PER SPICERE), RispettÓre (RE SPECTARE) con RispŔtto o RespŔtto (RE SPECTUS) e ancota Rispýtto attraverso il franc ant RESPIT, Rispettývo e Corrispettývo con CorrispettivitÓ (doppio pref CUM), SospettÓre (SUB SPECTARE), SospŔtto questo sia Pp sia sostantivo, SospettÓbile e SospettÓto con gli opposti InsospettÓbile e InsospettÓto, Sospett˛so e SospettositÓ, eppoi Insospettýre (IN illativo) con Insospettýto, infine Suspici˛ne da SUSPICIO (da SUB SPECERE) con la variante Sospezi˛ne o Suspezi˛ne o Suspizi˛ne.

La locuzione Foglio di rispetto o Pagina di rispetto indica la pagina bianca posta tra il frontespizio e la copertina di un libro.

Dalle facoltÓ divinatorie, grazie alle interiora degli animali, Ŕ sorto il termine composto Estispýcio o Extispýcio con il lat EXTA visceri (il suff SPICIO Ŕ dal rad SPEK di SPECERE-SPICERE) snm di Ar¨spice cui AruspicÓle, AruspicÓre o AruspiciÓre, Aruspicýna “la tecnica” e Aruspýcio, componendo la rad SPEK col sct HIRA vena, con questo una vrs connessione del lat IRA, cui Ira, dal fatto che in una persona irata si gonfiano a vista alcune vene.

Il lemma ital VŔna Ŕ invece inv dal lat VENA privo di connessioni, vrs dal sct HIRA vena, che, oltre in anatomia, assume fig il significato botanico di “nervo” e geologico di “canale” o “filone di minerale” cui VenÓre, VenÓto, Venat¨ra; da non equivocare col termine volg Vena questo aferesi di AvŔna dal lat inv AVENA. Dal lat SAPHENA giÓ ar SAFIN, l’ital conta SafŔna (ciascuna delle due vene sottocutanee degli arti inferiori) con SafŔno (anche riferito al vicino nervo) e il composto Safenoctomýa.

Il termine Sacerd˛te Ŕ il derivato di una composizione lat SACER sacro e DOS, questo da rad DHE porre. Sacerdote, pertanto, pu˛ essere tradotto in Colui che ha in dote (Ŕ posta in lui) la sacralitÓ. Il convegno di Sacerdoti, Vescovi, Prelati Ŕ detto Sýnodo, dal gr SYN insieme e HODOS via-strada, cui SinodÓle e Sin˛dico. Da SACER, oltre a Sacerd˛te, sono derivati tutti quei termini, derivati e composti, in percorso con SÓcro, SacrÓle, SacralitÓ, SacralizzÓre con Sacralizzai˛ne, SacramŔnto da SACRAMENTUM con SacramentÓle, SacramentÓre, SacramentÓrio e SacramentÓto, SacrÓre, SacrÓrio, SacrÓto “sacro” e SacrÓto dalla locuzione Luogo sagrato, Sacrestýa o Sacristýa con SacrestÓno, SacrificÓre (SACER FACERE fare) con SacrificÓbile, Sacrifýcio o Sacrifýzio, SacrificÓle, SacrificÓto e Sacrificat˛re, Sacrýlego con SacrilŔgio (Ved Lega…), Sacrýsta “sacrestano” (col suff ISTA di collegamento ad un mestiere in omn col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO), il composto SacrosÓnto e, con i pref, ConsacrÓre o ConsegrÓre con ConsacrÓbile, ConsacramŔnto, ConsacrÓndo, Consacrat˛re, Consacrazi˛ne e SconsacrÓre con Sconsacrazi˛ne, DissacrÓre con DissacrÓnte, Dissacrat˛re, Dissacrat˛rio e Dissacrazi˛ne EsecrÓre con EsecrÓbile e EsecrabilitÓ, EsecrÓndo, EsecrÓto, Esecrat˛re, Esecrat˛rio, Esecrazi˛ne, OssecrÓre con Ossecrazi˛ne (pref OB verso, vale “pregare rivolto a (un dio, un santo…); termini alieni, l’omn SÓcro o SÓgro, una sorta di falco, omologismo dall’ar SAQR falcone, SacripÓnte “uomo grande e fiero” in riferimento al personaggio Sacripante delle opere “Orlando innamorato” e “Orlando furioso” rispettivamente di M. M. Boiardo e dell’Ariosto.

L’ital conta ancora SacrÓle con Sacralgýa (col gr ALGOS dolore) e Sacralizzazi˛ne, in riferimento all’osso sacro dalla locuzione lat OS SACRUM su calco dell’eufemismo gr HIERON OSTEON.

Dal dim lat di SACER Ŕ pervenuto SacŔllo piccola cappella. SACER Ŕ di rad SAK, la quale indica stare lontani da ci˛ che Ŕ considerato da venerare; una specie dell’OFF LIMITS ingl. Dalla rad sono pervenuti in percorso semantico Sancýre rendere intoccabile inv da SANCIRE, donde il nome d’azione Sanzi˛ne da SANCTIO attraverso il franc SANCTION col denm SanzionÓre cui SanzionÓbile, Sanzionat˛rio, Sanzionýsmo, Sanzionýsta e Sanzionýstico.

Con lenizione della c in g, l’ital conta ancora, in complanare, SÓgra “festa, celebrazione sacra”, SagramŔnto con SagramentÓle e SagramentÓre, SagrÓre, SagrÓto questo attestatosi quale blasfemo e SagrÓto snm di Sacrato “luogo sagrato”, Sagrestýa con SagrestÓno, SÓgro (Sacro con la lenizione). In coppia col sagrestano ci sarebbe la PerpŔtua, la donna addetta alla cucina e alla pulizia della casa del parroco, termine sorto dal nome del personaggio nei “I Promessi sposi” di A. Manzoni.

SegrŔto o SecrŔto e SegrŔta o SecrŔta, l’esot franc SecrÚtaire (pron secreter), SegretamŔnte, SegretÓre, SegretariÓle, SegretariŔsco, SegretÓrio e Segreterýa con SegretariÓto, Segretazi˛ne, SegretŔzza, Segret¨me, attestatosi con lenizione sett cr\gr, dal lat SECRETUS vale ci˛ che Ŕ sacro, ovvero da serbare con cura. Sarebbe pleonastico, quindi, dire un sacro segreto, conservare un segreto come una cosa sacra, segretare un reperto sacro… e cosý via. La locuzione Segreto di Pulcinella indica una confidenza diffusa a largo raggio ovvero di pubblica conoscenza.

La rad SAK propria d’aree italica, ittita e ger, corre in complanare alla rad TYEG sacrifico allontanante il male-sacro d’area gr e ind cui il gr SEBO io venero.

Da non equivocare con SecrŔto, questo Pp di Secernere, inv dal lat SECRETUS (omn del primo “ci˛ che Ŕ sacro”) di SECERNERE separare; in ogni caso, una snm tra i due secreti esisterebbe, nulla vieta infatti credere ad un unico significato di partenza, dal fatto che un segreto non Ŕ altro “ci˛ che si secerne (viene secreto) dalla cose divulgabili”.

\ Chi ha timore di confidare i propri segreti Ŕ colui che appena raccoglie un’altrui confidenza la diffonde immediatamente. SA\

Consacrare ha il suo snm nel lat VOTARE intensivo di VOVERE consacrare, da rad WEGWH, cui V˛to e VotÓre, con le varianti desuete di BotÓre e B˛to; con i pref, l’ital conta Dev˛to, Devozi˛ne con DevozuinÓle dal lat DE VOVERE, eppoi una locuzione inv dal lat Ex voto (pref estrattivo) che sta per “offerto (estratto) dalla devozione”. Il lemma Voto, quindi, Ŕ passato da una semant di devozione religiosa a quella per la politica.

Il sacerdote ind˛ssa la T¨nica, dal lat inv TUNICA, termine d’origine semitica adottato in area di tema med KHITON, cosý inv nel gr quale veste, in ital T˛naca con normale passaggio della della i in a, come Ŕ accaduto in Monica-Monaca, oppure volg Tonica e il dim TonicŔlla. Attraverso il lat, in via fig, l’ital conta TunicÓto, o meglio TunicÓti (sottotipo di cordati marini), il prefissato StonacÓrsi (S sottrattivo vale come “spretarsi”).

In senso fig si ha il pref Int˛naco (IN illativo) “rivestimento della parete” cui IntonacÓre o IntonicÓre (IN illativo) cui IntonacamŔnto, IntonacÓto, Intonacat˛re o Intonachýsta (col suff ISTA di collegamento ad un mestiere in omn col suff ISTA di collegamento ai sostantivi in ISMO), Intonicatrýce, Intonacat¨ra eppoi RintonacÓre (doppio pref RI iterativo) con Rintonacat¨ra e StonacÓre (S sottrattivo) con StonacÓre; dal gr KHITON, l’ital conta Chitýna con Chitin˛so e ChitosÓno (doppio suff OSIO “carboidrato” e ANO “idrocarburo”) quali termini chimici, Chit˛ne “tunica”, Chit˛ne “sorta di molluschi”. Nel percorso, il gr CHEIRYDOTOS da CHEIRIS guanto-manica vale “fornito di maniche” cui Chirid˛ta e Chirin˛so.

\ L’etÓ della Prospettiva

I primi empirismi prospettici apparvero nelle tombe egizie in cui il senso della profonditÓ era impartito dall’ordine delle figure e poi in un trattato cinese intorno al IV sec aC, dove ci si affidava alla dimensione delle ombre.

Giotto (1267/1337), nel suo affresco di Assisi giÓ impresse il senso della profonditÓ prospettica, tale da poter esserne considerato il vero inventore; senza di lui, forse non avremmo avuto cosý presto un Brunelleschi e il leonardesco.

Fu Brunelleschi (1377/1446), infatti, a ideare decisamente la Prospettiva artificiale utilizzando macchine “calcolatrici” delle dimensioni, delle distanze e profonditÓ, che Leon Battista Alberti (1404/1472) marc˛ nel suo codice “De pictura”.

ll Rinascimento (1400/1500) fiss˛ una sorta di Prospettiva sociale raffigurando i personaggi con dimensioni via via maggiori in relazione alla loro importanza

Al richiamo di queste novitÓ, s’impegnarono i Fiamminghi (dal XV al XVI sec) decisi cosý a superare la loro tecnica di Prospettiva naturale (declinazioni di brillantezza e luciditÓ cromatiche) e l’uso di una particolare Scatola ottica, antesignana della Macchina fotografica.

Il tedesco Albrecht Durer (1471/1528), addirittura, corse in Italia per imparare e qui ebbe l’idea del suo Prospett˛grafo, col quale la profonditÓ Ŕ calcolata mediante una tensione dei fili.

Leonardo da Vinci (1452/1519) con la sua Prospettiva aerea e Galileo Galilei (1564/1642) con il cannocchiale, apportarono qualitÓ scientifiche alla prospettiva.

Il vedutista veneziano Canaletto (1697/1768) utilizz˛ a sua volta una sorta di Camera oscura la cui immagine esterna si proiettava su un vetro, che il pittore ritraeva realisticamente.

 

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