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Ogni testo
risucchia come un vortice, che, sulle prime, sembra annebbiare la vista di chi
legge, per certi avvitamenti mentali, certe sofisticate tortuosità del discorso
in un avvertito gioco di opposizioni; ma, anche, ogni testo sgrana particolari
concreti, gesti minuti, percezioni sottili, che lo definiscono momento preciso
della fenomenologia dell’amore.
E l’impeto
della passione, e del linguaggio che la trasmette, declina in infinite
variazioni il tema centrale dell’essere dominati e mossi da pulsioni opposte e
concomitanti: a possedere ed essere posseduti, a divorare, quasi alla lettera,
ed essere divorati, a perdersi nell’altro e annullarsi, ritrovando se stessi.
L’ambivalenza, l’ambiguità del sentimento è resa ben avvertibile nella creazione
di numerosissime situazioni, che scoprono, ogni volta, nuovi aspetti
dell’ossessione amorosa su entrambi i versanti, il maschile e il femminile, in
una claustrofobica luce mentale, esclusiva del mondo esterno e puntata sulla
potente dialettica dei corpi e delle anime.
I versi,
brevi o brevissimi, cadenzati, coi participi passati che spesso li chiudono con
uno scatto da morsa meccanica, suggeriscono l’idea di una mente che
accanitamente frammenta e seziona, e rileva segmenti e articolazioni, slogature
e distorsioni di un’”anatomia” interiore complessa e febbrile, disponendoli con
precisa compiutezza sul tavolo della pagina.
L’ironia,
appunto, di uno sguardo chiarito e acutamente consapevole domina questi testi,
fino a frequenti clausole finali, dal tono beffardo, che siglano una resa
avvertita e disillusa all’inevitabile realtà dei fatti.
E, d’altra
parte, si potrebbe supporre anche, nella sonorità che percorre l’estensione dei
testi, per quella stessa ambivalenza che li caratterizza e sostanzia, il
risvolto di un’accentuazione dolorosa, dell’eco sonora di un indugio insistito,
quasi masochistico, in solchi e pieghe dell’anima.
Infine, non può
sfuggire all’attenzione il dato importante, pur nell’avvertenza
dell’impossibilità dell’unione assoluta, cui aspira l’amore, della soddisfazione
di essersi, comunque, esposto all’esperienza, perché, e questa è una rivelazione
bellissima e toccante, “L’innamorato | è coraggioso: | esce allo scoperto
| … | rinuncia
alle difese | … | Perché l’amore | è potente | … | riempie il vuoto
| che ci avvolge, | rompe
il muro | indifferente | e vince sempre | senza conquistare. | Scopre l’angelo
| mentre rinfoca | l’anima animale.”
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Recensione |
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Affari di cuore
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poesia
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| Autori |
| • | Paolo Ruffilli |
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Edizione:
Einaudi
Torino 2011 |
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| prezzo: € 12,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.10/2011
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