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L’ultima fatica di Giovanni Di Lena, la raccolta poetica Il reale e il possibile, si aggiunge alle altre cinque che nell’arco di oltre venti anni il poeta pisticcese ha dato alle stampe.

Sempre coerente con se stesso, Giovanni Di Lena ci offre – in progress – ancora una visione del suo mondo.

Del mondo fuori di sé, in particolare la nostra terra, la Basilicata, che significa ineluttabilmente sottosviluppo, disoccupazione, attese, sfruttamento, disillusione, ennesima presa di coscienza di una difficile realtà sociale, di una speranza che non cresce, di un futuro che si nega; del mondo dentro di sé dove si sono sedimentati i ricordi di un’infanzia dolente, le pene irrisolte, le rinunce amare, i rimpianti, le domande mute, le sfide del tempo che ci consuma.

Il fuori e il dentro di sé, causa ed effetto con ruoli intercambiabili, sono le coordinate entro cui prende sostanza e vigore la voce del poeta.

Voce che, attraverso un linguaggio essenziale, scarnificato e perciò profondamente personale diventa sempre più nitida, amara e rappresentativa della immutabile condizione di disagio di uomini e donne di una terra vanamente bella e ricca dove il tempo scorre inutile e incapace, come per un inspiegabile sortilegio, di far giungere a conclusione qualsiasi tentativo di reale cambiamento.

Una voce, quella di Giovanni Di Lena, che da senso e spessore alla sua e alla nostra amara insoddisfazione.
Recensione
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