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Diletto

La poesia spesso assomiglia ad un canto di blues con le sue note alte e gravi, con i suoi chiaroscuri, una tastiera bianco-nera. I poeti attraversano e filtrano i vari spessori tra le tenebre e l’angoscia, tra la luce e la speranza nell’interrogativo dell’esistenza e nel fluire dei sentimenti.

Il poeta Mario Luzi dice: “La poesia Ŕ un modo d’illuminare anche una frazione appena, la grande zona d’ombra dell’uomo” Dal contrappunto di queste zone si originano immagini ed evocazioni. Anche dall’oscuritÓ nascono spazi e sogni, veli di forme appena accennate nelle incertezze del quotidiano e nebbie di dubbi pensosi. Il buio dell’inganno ha un tempo che cova mistero e violenza, mentre la luce preziosa ne lacera il tessuto e scopre bellezze e il desiderio della vita.

Poi c’Ŕ “il tempo della memoria”, una tastiera appunto su cui i ritmi dei ricordi ed i suoni delle realtÓ: luci e ombre.

Sento la necessitÓ di sottolineare tutto questo parlando dell’ultima raccolta del poeta fiorentino Walter Nesti, intitolata Diletto, nella sobria veste tipografica delle Edizioni Masso delle Fate di Signa e come quaderno della rivista “Pietraserena” diretta dallo stesso Nesti. In copertina un dipinto di Paolo Testi e all’interno la prefazione approfondita di Pietro Civitareale.

La silloge si snoda sui tempi diversificati del Tempo, su alcune cadenze che Nesti scopre nel fluire delle stagioni di cui egli Ŕ protagonista e testimone. Il tempo in altre parole Ŕ come la pelle tesa del tam-tam sul quale vibrano percezioni misteriose e partono messaggi oltre i confini. La necessitÓ di comunicare Ŕ la pi¨ sentita fra le esigenze dell’uomo. Nesti con la parola agile, forte, essenziale provoca l’evoluzione della comunicabilitÓ, e la sua parola cammina, si colora e cresce strada-leggendo.

Il diletto mio Ŕ la lettura di queste liriche di Walter Nesti che leopardianamente mi coinvolgono per i suoi versi immersi nella luce velata della memoria, per la sontuosa comunicabilitÓ, per una presenza magica che racchiudono e liberano cento emozioni, dentro e dal di dentro alla ricerca ed al recupero dell’umanizzazione dell’uomo.

Al di lÓ del vuoto delle delusioni, ecco quel “quid” meraviglioso della poesia di Walter Nesti che vuol divenire gesti e riscatto, messaggio e speranza, senza effusioni o compiacimenti, ma un modulato impegno di definizione della realtÓ. Poesia che a buon diritto Ŕ impegno per guadagnare un posto tutto suo nel complesso panorama letterario italiano contemporaneo.
Recensione
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