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Nina al femminile... è meglio

Buongiorno Gianni

Finalmente sono riuscita a mantenere la mia promessa …

Tra un impegno e l’altro, ho trovato il tempo di rileggere e commentare il tuo libro “Nina al femminile ….è meglio” .

Il libro, già dall’immagine di copertina, che raffigura il dipinto “La vanità umana” di Gianni Calamassi, si presenta come un interessante mix di emozioni che con le loro cromie defluiscono e confluiscono da e verso il nucleo centrale del testo che è quello della figura femminile sia essa donna, oppure animale o, ancora, un oggetto.

In ognuno dei racconti l’autore, con grande maestria, attraverso un linguaggio semplice, accurato e chiaro, trasporta il lettore verso una riflessione che permette di mettersi in gioco e analizzare, senza troppi preamboli, quella che è la figura femminile nel suo vivere quotidiano e, soprattutto, nelle relazioni con gli uomini.

Le descrizioni dettagliate, catapultano chi legge tra le pagine del libro fino a fargli vivere ogni sensazione sulla propria pelle.

Io personalmente, reduce da una storia che mi ha, indubbiamente ed inevitabilmente, lasciato un segno e che racconto nel libro “Ruvide carezze” scritto con Luca Santilli per aiutare chi vive certe situazioni, ho letto molte delle pagine del libro con i brividi, le lacrime agli occhi e con il cuore che batteva a mille.

Impossibile non fare paragoni o riflessioni.

Alcune parole sembravano scritte per me … Emerge nitidamente la poca sensibilità dell’uomo (non tutti fortunatamente) rispetto all’emisfero femminile … Un uomo, spesso alla ricerca dei punti deboli di una donna che ne diviene facile preda.

Ho dato una mia interpretazione ad ognuno dei racconti, spero che Gianni non me ne voglia … Un vortice di sensazioni ed emozioni fluiva dentro di me man mano che leggevo…

I fantasmi di Costanza, sono diventati i fantasmi di un passato non troppo remoto, quei fantasmi che, ancora, di notte mi tengono sveglia incatenata ad una storia che, come succede a Maria, mette i brividi … La diversità di Albina-Azzurrina mi ha reso molto triste. La gente è pronta ad additare chi, per un motivo o per l’altro, non è come gli altri, senza rendersi conto di quanto male possano fare …

Sono entrata subito in empatia con il delfino Alica, strappata ai suoi affetti dalla crudeltà dell’uomo.

Ho rivissuto il momento in cui la morte sembrava l’unica soluzione a tutto e quello in cui, un essere umano (la speranza) decide di aiutare un suo simile e lo accompagna verso l’alba di una nuova vita … Ho fatto il tifo per lei e Frank ma ho apprezzato la sua decisione di decidere per la propria vita che non precluderà in alcun modo il futuro di un figlio.

Nina M. Un amore impossibile mi ha fatto trattenere a lungo il fiato e mi ha letteralmente sconvolto … Marcello appare come un uomo strano sin dalle prime parole dell’autore … Innamorato di un’immagine affissa su un cartellone pubblicitario … Emerge palpabilmente la sua solitudine frutto di un passato difficile nella relazione con la madre che lo porta ad avere uno strano rapporto con le donne.

Incappa in Marcella, una donna fragile con la quale tenta un approccio che sfocia poi nell’uccisione di quest’ultima che lo voleva lasciare … Il racconto è di sorprendente attualità … Il finale è agghiacciante: lui sfugge al suono delle sirene … Rimane in chi legge il dubbio della sua cattura … logora il pensiero che tanti, come lui, possono rimanere liberi di continuare a fare del male.

Nei racconti legati alla Trilogia della pera, Amore sacro, Pienza e la Pera Kaiser, l’autore dà vita a degli oggetti, un coltello, del formaggio e delle pere … Con descrizioni dettagliate di ambienti ed emozioni, fa vivere al lettore le diverse idee e sensazioni di come un uomo possa porsi nei confronti di una donna … rispetto, piacere, difesa … uso …

Io che da sempre lotto contro la violenza sulle donne, ho trovato il libro di Gianni estremamente interessante. Ne consiglio la lettura a tutti. Il linguaggio semplice e chiaro lo rendono fruibile ad un’ampia fascia di pubblico.

Grazie Gianni per avermi donato questo tuo scritto.

Con affetto
Michela

Recensione
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