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Prefazione a
Le ancora chiuse figlie marinaie

di Rossano Onano

saggistica
la Scheda del libro

Elio Grasso

Intorno alla fermezza gentile di una poesia

Il racconto che ci propone questo libro non alleggerisce quanto oggi pensiamo del mondo, delle idee che lo governano e della sua storia. Non credendo ad una specie sconosciuta di salvezza, ma continuando ad esigere molto dalle parole della poesia, raccogliamo quanto affiora dall'acqua di un fiume o di un mare, quanto si scrolla di dosso la sabbia di un deserto. Onde e dune non ci permettono facili infatuazioni, spesso mimetizzano (ed è una fortuna) incapacità congenite e labili forze poetiche.

L'inseguimento della speranza, il suo divergere dall'ansia, per Onano, si scioglie nel bianco lunare di una luna che nessun cittadino vede più, si disperde dopo aver percorso piste che conducono a ghiacciai scomparsi. I commiati hanno esili ma continui rapporti con la scrittura e con lo spazio risolutivo della promessa che essa ci porta. D'altronde si conoscono poche altre circostanze che permettono un'ulteriore possibilità di salvezza.

Il racconto sorge nei momenti di sosta , quando il fuoco è acceso e su di esso si scalda l'acqua per il tè. Diverse approssimazioni alla calma che soltanto così sopraggiunge, diverse pagine, spesso gradevolmente leggibili, disposte secondo la trama dell'accampamento. Le poesie di Le ancora chiuse figlie marinaie assecondano il pensiero che nasce dalla stanchezza, fino alla sua naturale conclusione: quando all'alba ci si risveglia e si ritrova tutto come prima, tutto avvolto da una luce che si ripete, che ci riconosce. L'uguale luce di un giorno differente. La fermezza gentile di una poesia che non teme il racconto, che depone le armi per andare a caccia.

Alcuni versi continuano l'azione l'azione sospesa, lasciata ai rituali notturni in favore della procreazione, altri riscoprono l'aria mossa dalla bocca e dal fiato, dai movimenti energici di un volto che racconta, accompagnato dai gesti delle mani. Dove c'è tensione e resa al sogno, capita di imbattersi in pagine euforiche, arricchite da voci dialoganti, da voci che si rincorrono per poi unirsi e procedere nel fuoco dei giorni controversi. In questi giorni ritroviamo territori che non possono morire come gli uomini che li hanno esplorati. Il riconoscimento della debolezza dopo la fecondazione, la voglia di viaggiare verso la periferia: perdersi non è un desiderio della poesia, ma l'aria agitata da questo libro impone un futuro di profondità soltanto sfiorate. Le femmine del marinaio forse otterranno libertà, amando invenzioni sul lato luminoso del mistero.

Materiale
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