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Alessia

Il sasso nello stagno di Angela Greco
https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2015/05/02/alessia-di-raffaele-piazza-letto-da-angela-greco/

Alessia - raccolta poetica di Raffaele Piazza prodotta dall’Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano. “Alessia” è voce, richiamo, rimando, metafora, simbolo, strada nuova che percorre il lettore attraversando la sorpresa di ritrovarsi tra le righe non una sola persona chiusa nel nome che titola l’opera, ma un intero universo declinato in momenti che esulano dall’ordinario pur rientrando apparentemente in questo per date e tempi, che non vengono risparmiati.

Alessia è il mantra che incanta e trascina chi decide di condividere le sue pagine di vissuto in uno stato da sala di fumatori d’oppio: invocazione ripetuta fino allo stremo della ragione, che apre la percezione oltre il reale. Alessia appartiene al mondo per precisa scelta del poeta di collocarla in una consapevolezza nominale propria di persona, ma tutto il libro si snoda in un esterno, anche quando si tratta di sensazioni e stati d’animo, al quale si approda verso dopo verso a patto che ci si abbandoni e ci si lasci inglobare dalla particolare scrittura, che gioca con accorgimenti tecnici e spazia nella vasta arte oratoria dell’autore.

Il tempo, generosamente ricordato in ogni pagina, è un piano di calpestio sul quale innalzarsi in punta di piedi per vedere senza essere visti gli accadimenti di un attimo preciso, che è in realtà un intero anno o addirittura l’intero trentennio contenuto nel libro, dilatato per tutta la raccolta di attimi siglata in calce dalle cifre stesse. E l’arco temporale raccolto nelle pagine unitamente al continuo cambio di scena, ha precisa logica onirica, definitivo e positivo spiazzamento per chi legge questa scrittura colta, capace di arricchire e chiaramente pregna del mestiere di scrivere e di sapere cosa sia poesia.

Raffaele Piazza è poeta ben radicato nell’esperienza letteraria e sa bene oltrepassare tutto quello che ci si potrebbe aspettare dalla stessa poesia, collocandosi in questo tempo di storica noia per il tutto visto e tutto già sentito, in una posizione che privilegia lo stupore e che risulta decisamente piacevole. La lettura del libro implica una qualche nota di contrasto lettore-testo nelle prime pagine, poiché non si afferra subito il senso e il fine e, dunque, ci si può sentire quasi sciocchi nella mancata comprensione; ma è sensazione breve, poiché Alessia è capace di prendere per mano e passo a passo volare come colorato impollinatore nella sua danza di cielo e terra, creatrice in fine di raccolto, proprio come il poeta ci ricorda in più versi.

Alessia tra le cose di sempre

Edera, tra le pareti dell’anima,
risveglio di Alessia tra le cose
di sempre, caldo del corpo
tra le spire del piumone, in un sogno
bello da trascrivere nel diario,
residuo del sonno in quell’accorgersi
delle cose da fare, la lista
della spesa, i vestiti da scegliere
se è una festa per la vita
l’inalvearsi dei passi tra le strade
della campagna d’isola nel cogliere
un fiore d’erba per Giovanni
lontano anni luce nella sua iridescenza
di ragazzo, e resta e sta infinitamente
nella chiostra del giorno più
diafano il suo profilo di madonna
barocca, intravisto nello specchio
nel pettinarsi simile a un greto
segreto il suo splendore
di ragazza iridata nell’attesa
dello squillo del telefono.

È il 1984, regolano le vite
candele solari e ci sarà raccolto.

(pag. 68)

Alessia e febbraio 2014

Freddo bianco sulla pelle
e nelle fibre di ragazza
Alessia. Passa il mese del
nevaio a pervaderla
si candore nell’inalvearsi
il pensiero sul viale
della gioia, presentita
nello scrosciare della
pioggia al culmine
dell’amore con Giovanni.
Alberate di pini
Al Parco Virgiliano,
l’auto stretta dove farlo
per rigenerarsi
e l’Albergo degli angeli,
camera n.8 attende.

(pag. 105)

Recensione
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