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Premessa dell’autrice a
Anamòrfosi
raccolta poetica del 2017

la Scheda del libro

Angela Greco

Anamòrfoi, alla greca, e un sostantivo femminile, dal greco, appunto, ἀναμόρϕωσις «riformazione», derivato di ἀναμορϕόω «formare di nuovo». Tra le differenti accezioni del termine, secondo il dizionario, e cosi chiamato anche un tipo di rappresentazione pittorica realizzata secondo una deformazione prospettica, che ne consente la giusta visione da un unico punto di vista, risultando invece deformata e incomprensibile se osservata da altre posizioni. Da qui, il titolo che indica una nuova scrittura poetica (rispetto a quella utilizzata in precedenza) comprensibile da una particolare angolazione\ prospettiva, dove la “visione” si rende manifesta spostando il punto di vista, piegandosi e mutando la propria posizione rispetto alla poesia a cui siamo abituati.

In pratica, mutuando una definizione ancora dal dizionario, Anamòrfosi “e il racconto di una azione che dev’essere interpretata diversamente dal suo significato apparente”.

L’azione o, meglio, le azioni da leggere nei versi, oltrepassando il significato apparente, appunto, sono i passaggi che conducono alla liberazione necessaria all’atto della creazione poetica, abbandonando, strada facendo, quanto scritto fino a quel momento, per compiere il cambiamento di cui nel titolo. La narrazione, tra dubbi ed interrogativi, esprime l’allontanamento da tutto un consolidato mondo chiuso nella propria tradizione poetica, usurato, feroce e sempre pronto a stroncare ogni nuova voce.

Nelle varie sezioni si susseguono cambi di scena e dialoghi tra: una figura maschile - il maestro, che incarna colui che conosce la materia poetica e la sua situazione fino a quel momento, la razionalità e la concretezza, chiusa nella stanchezza e nella sfiducia -, una figura femminile - che rappresenta il discepolo, l’istinto e la creazione, che si identificherà alla fine col poeta - ed una voce, la poesia.

Anamòrfosi ha iniziato a delinearsi nell’inverno del 2015; e praticamente nato dallo scambio di opinioni e di e-mail con un amico - Giorgio Linguaglossa, che ringrazio - dopo aver letto anche la sua ultima fatica poetica, grazie alla quale sono venuta in contatto con una nuova forma-poesia. ogni giorno di questa piacevole e proficua frequentazione mi ha regalato un importante confronto, del quale ho scelto di condividere pubblicamente il risultato con questo libro. Libro, che non avrebbe visto la luce senza il supporto di mio marito e di mia figlia e delle persone che mi amano indipendentemente da tutto e dalla poesia.

A questi ultimi e alla fiducia della Casa Editrice va il mio affettuoso grazie.

“Ho sempre aspirato a una forma più capace,
che non fosse né troppo poesia né troppo prosa
e permettesse di comprendersi senza esporre nessuno,
né l’autore né il lettore, a sofferenze insigni.”

da Ars poetica? di Czesław Miłosz,
trad. di Pietro Marchesani

§

“…in altro modo servirò il re di Danimarca,

con altra scienza, io e lo specchio e la stella notturna.”

da Atirev (l’anagramma della verità) di Giorgio Linguaglossa

§

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