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Common Ground
13. Biennale di Architettura 2012

La 13a Mostra Internazionale di Architettura, altrimenti conosciuta come la Biennale di Architettura, che rimarrà accessibile al pubblico fino al 25 novembre 2012. L'esposizione quest'anno porta il titolo “Common Ground” e svilupperà la tematica della condivisione di suolo, patria e stile tra gli artisti coinvolti. L'ingresso unico permette di accedere liberamente agli spazi adibiti ai Giardini e all'Arsenale di Venezia.

"Common Ground" è il titolo della rassegna che ha come direttore una celebrità nel campo architettonico: David Chipperfield, archistar inglese. La sede come al solito è ai Giardini di Castello e vede presenti 41 paesi, compresi Perù, Kosovo e Kuwait che partecipano per la prima volta alla rassegna, ad Alvaro Siza il Leone d'oro alla carriera.

Continuando una tendenza ormai consolidata, questa esposizione non tratta solo di progetti architettonici in senso stretto in quanto la interdisciplinarietà si ripropone anche in questa Biennale che ospita oltre ai lavori di architetti e artisti, filmati con apporti da parte di filmmakers scrittori, scienziati, allo scopo di offrire ai visitatori lo sguardo più completo e soddisfacente su tendenze, idee, fantasie, in una sinergia alla quale non è estranea la riflessione filosofica e l’analisi scientifica. Il significato del tema scelto è stato spiegato dal Presidente della Biennale Paolo Baratta. "Common Ground " è un termine intraducibile, un legame fra il territorio e il contesto dell’architetto che deve rappresentare in modo vistoso il committente e lasciare un segno di sé. La mostra sottolinea rapporti e relazioni che legano grandi architetti e giovani generazioni, luoghi e spazi degli edifici. "Common Ground" inteso come spazi della città, il contesto politico e sociale dell’architettura, cercando di porre un termine alla tendenza al monopolio dei architetti di fama mondiale e dei loro progetti, anche se slegati dal contesto urbanistico in cui debbono inserirsi, lasciando spazi e visibilità alle nuove generazioni di architetti.

Ma l'architettura è costruita dagli architetti e l'idea del common ground è proprio quella delle differenti posizioni, delle differenti anime che si uniscono. Al di là dei padiglioni dei singoli Stati, il nucleo della mostra sono dunque le corderie dell'Arsenale, dove Chipperfield ha raccolto, in un interessante percorso, una singolare raccolta di progetti cartacei, plastici, installazioni, spesso in apparente contrasto tra di loro, ma, nel loro complesso, ottimamente rappresentativi delle tante sfaccettature assunte dall'architettura. Il Padiglione Italia all’Arsenale, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la PaBAAC - Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee è curato da Luca Zevi. All’esterno l’Italia del Riciclo dell’artista Michelangelo Pistoletto.

Il grande architetto britannico Norman Foster dà il segno anche al percorso delle Corderie con Gateway”, l’installazione luminosa che avvolge i visitatori con i nomi degli individui che dall’antichità ai giorni nostri hanno influenzato le nostre concezioni architettoniche e urbanistiche, insieme alle immagini in movimento delle nostre realtà urbane.

Ai Giardini il padiglione del Giappone con il progetto di recupero di un’isola distrutta dal recente tsunami giapponese a cui lavora Kazuyo Sejima, che ha preceduto Chiiperfield alla guida della Biennale Architettura. Ma se la sua è stata una mostra elegantemente minimalista, quella di Chipperfield ci riporta nel pieno del dibattito su cos’è oggi l’architettura contemporanea, non solo una sommatoria di architetti.

Il risultato è una mostra appassionante, tesa, vibrante, mirabilmente impostata, nei 69 progetti selezionati, tra il Padiglione Centrale dei Giardini e l’Arsenale, dalle Corderie alle Artiglierie, molto interessante il padiglione della Russia che ha dimostrato la sua capacità di proporre soluzioni ad alto livello tecnologico e di eccellenza architettonica. Grande contributo alla menzione va sicuramente riconosciuto all’allestimento fatto di pannelli QR dell’artista Sergei Choban e curato da Kostantin Chernozatonsky.

La mostra è inframezzata dal contributo di artisti, come Olafur Eliasson – con le sue ultime installazioni sperimentali su tema della luce, Shifting Ground all'Arsenale. La China con l'artista Tao Na propone la sua città costruita con centinaia di magneti sovrapposti, quindi immagine modificabile. Diciotto sono le mostre collaterali presentate insieme all’esposizione principale. Come già avvenuto nelle ultime edizioni, anche quest’anno nonostante ai Giardini si siano aggiunti gli spazi dell’Arsenale, si è dovuto ricorrere come sedi ausiliarie ad alcuni Palazzi veneziani. L’architetto Ole Scheeren ha avuto l’originale idea di realizzare "Arcipelago Cinema" nella Darsena Grande all’Arsenale, cioè una zattera auditorium progettata per galleggiare sul mare, palcoscenico originale per la proiezione del film Against all rules del regista Horst Branderburg. Dal Veneto ai paesi arabi, dai "Finding Country" degli aborigeni australiani presi ad esempio di relazione fra abitanti e spazio, alla rievocazione storica proposte dal Fai al Negozio Olivetti in Piazza San Marco, o dal padiglione Mexico in Campo S. Lorenzo alle Neoavanguardie cinetiche, alla caotica e affascinante Hong Kong vista nel suo oscillare fra memoria e conservazione del passato e tensione e trasformazione verso il futuro, le proposte sono innumerevoli e capaci di soddisfare qualunque curiosità tecnica e estetica.

Come l'avvenimento ospitato alla Fondazione Giorgio Cini, "Carlo Scarpa. Venini 1932-1947", curata da Marino Barovier, che attraverso 300 opere ricorda il percorso creativo di Scarpa negli anni in cui il grande architetto e designer lavorò come direttore artistico della vetreria Venini. O quello della Vetreria 'Seguso' a Murano, che dal 27 agosto al 10 settembre aprirà al pubblico ogni notte le porte della propria fornace, alla scoperta dell'alchimia che trasforma la sabbia nel nobile materiale trasparente il maestro svedese del vetro d’arte Bertil Vallien, presenta oltre 60 delle sue opere presso gli spazi di Palazzo Cavalli Fianchetti sede dell’Istituto veneto delle scienze lettere e arti a Campo S. Stefano. Sempre in tema di architettura, richiamerà poi grande curiosità la mostra a Marghera dedicata al progetto della Torre Lumiere, il grattacielo di 250 metri d'altezza, tutto vetro e acciaio, che lo stilita Pierre Cardin vorrebbe 'regalare' alla città.

Agosto 2012
© foto Gruppo Sinestetico

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