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Cristina Contilli, già autrice di libri ambientati nella stessa epoca, collabora per questo epistolario con Laura Gay, in un'opera che fa il paio con il libro "Dalla prigionia nello Spielberg al ritorno alla vita". Le lettere, basate su fatti storici e ricostruzioni accuratissime, sono probabilmente molto vicine a quelle realmente scambiate dai due protagonisti e ciò risulta evidente non solo dal linguaggio utilizzato (decisamente quello dell'epoca!) ma anche dall'aderenza ai precedenti libri ed altre fonti storiche che si integrano perfettamente con quanto descritto, riportando alla vita un sentimento mai sopito ed emozionando il lettore come solo una storia d'amore vera riesce a fare.

La cura usata dalle due autrici nella ricostruzione delle vicende è evidente anche dalle pagine introduttive che, oltre alle citazioni storiche, danno indicazioni su argomenti "di contorno" (il ritratto con arpa della protagonista, la posizione opposta di Giuseppe e Luigi Archinto in merito all'Austria e che li porterà alla rottura, ecc.) che confermano la probabile aderenza degli eventi narrati al vero svolgersi dei fatti.

Con questo epistolario, le voci dei due protagonisti giungono ai giorni nostri, regalando emozioni e trasmettendo la forza del loro amore, nonostante il tempo trascorso.

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