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Lilia Slomp Ferrari stregata dall’incanto del bosco

“L’ è na sera de mus’cio questa, | umida come i to làori. | No gh’è paze per le fade | inòzenti. Le strìe le gà òci de foch, | cavèi che fila ’n encantesim stròf.”

La prima strofa della poesia “Striarìa” e “Moment” spiegano il titolo dell’ultima silloge di Lilia Slomp Ferrari Striarìa, la poetessa di Trento che scrive in dialetto e in italiano e non solo poesie. Non si possono capire le magie se non si è stregati, né gli incantesimi se non si è incantati. E la poetessa trasmette al lettore le magie del bosco, luogo di elezione di questi versi, l’incantesimo della natura, gli scherzi fantasiosi del sole, il gioco di luci e di ombre ma non solo. Anche quello di ritrovare ai piedi del letto gli zoccoletti rossi e tornare bambina oppure con l’innamorato, perché la fantasia rende tutto possibile. Così con i suoi versi, le sue rime in purissimo dialetto trentino la poetessa si fa interprete delle metafore. Il bosco è fatato, il vento è evocatore di immagini che un tempo molto lontano e nostalgico rappresentava gnomi, fate, folletti.

Saranno esistiti veramente? Qualcuno ancora oggi sostiene di averne incontrati. Ma Lilia Slomp Ferrari ha il raro dono di tramettere magie evocatrici di sentimenti, di sogni, di incanti, di desideri con le parole che dipingono come pennelli. Il bosco, denso di muschio e di rugiada, il suono delle campane, i sentimenti quali la delusione, il dolore, l’amore e la gioia fanno echeggiare e vibrare le emozioni del lettore.

Il libro, cosa che non guasta, è molto curato, con un dizionarietto dialetto-italiano e con le bellissime illustrazioni di Anna Maria Rossi Zen, la pittrice che ancora oggi studia ma ha esposto alle collettive di Cannes, Bruxelles, Diegem, Machelen e altre città e persino in Cile, Brasile, Argentina, Messico, Paraguay. Illustrazioni che realizzano in maniera sincronica le pennellate in versi della poetesa.

Lilia Slomp Ferrari è vice presidente del Gruppo “Il Cenacolo dialettale” diretto da Elio Fox e ha conseguito sia in dialetto che in italiano importanti premi regionali, triveneti e nazionali. Molto apprezzata dalla critica ha scritto anche in prosa racconti pubblicati sia in dialetto che in italiano su alcune riviste. E pensa anche ai bambini con le sue favole. L’ultima parte di “Striarìa” comprende poesie dedicate ad amici poeti scomparsi quali Italo Varner, Marco Fontanari, Paolo Cereghini, Bruno Banal, Biagio Marin, Marco Pola, Sandro Zanotto.

Recensione
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