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Alleluia in sala d'armi-parata e risposta

“Verae amicitiae sempiternae sunt” scrive Cicerone nel suo “De Amicitia”. Sono perfettamente d'accordo con lui ma, mi chiedo, quali sono le “amicizie vere”?, come si fa a identificarle? Non è facile. Solo se ci riguardano perfettamente riusciamo a comprenderlo, “sentiamo” se esse si possono denominare tali. C'è qualcosa in noi, un sesto senso, che ce la fa individuare, riconoscere come autentiche, trasparenti, sincere, provenienti dal “noùs”, dalla mente, oltre che dal cuore.

Tutto quanto per affermare che tra Rossano Onano e Domenico Defelice c'è “vera amicizia”. E' il loro scontrarsi, il loro “duellare”, il loro esprimersi con schiettezza, sincerità, disinvoltura, il loro “aggredirsi” con sarcasmo o ironia, senza offendersi, il loro giungere ad uno stesso ideale morale che li pone in sintonia. E' attraverso un “dialogo satirico”, “il tutto in un botta e risposta, fra un input in prosa di Onano e un controcanto in versi di Defelice, che i due possono mettere in mostra: il primo il gusto del contrario, del paradosso, dell'antifrasi, il secondo la propria vena ironica e sarcastica, sempre sorretta da una visione etica della realtà della vita” (dalla Prefazione di Giuseppe Leone).

Da veri amici, i due procedono insieme nella diatriba, da antagonisti, si sfiorano ma non si feriscono, si muovono premurosi di salvaguardare l'uno la vita dell'altro, senza darlo a vedere. (Se tutte le contese si svolgessero così, la guerra non avrebbe più senso, sfocerebbe nell'allegria e nella pace, si risolverebbe in una divertente, simpatica farsa). Così scrive Rossano a Domenico: “Dite quello che volete, ma la foto del Papa che abbraccia un bambino vestito da Papa mi ha fatto malinconia” (Condivido l'opinione di Rossano. Vidi anch'io la scena, attraverso la televisione, e la giudicai inopportuna). Così Domenico a Rossano: “...La scena del bambino nel pozzo (Alfredino Rampi) e il Presidente Pertini col suo codazzo, tra venditori di noccioline e gelati, mi hanno fatto una pena straziante. E' per questo che ho smesso di dipingere”. I motivi suddetti hanno fatto decidere ai due amici – qualche mese fa – di interrompere la rubrica satirica “Alleluia”. “Non poteva finire meglio per “Alleluia” - scrive Giuseppe Leone - “se ora ricompare in questo volume col titolo “Alleluia in sala d'armi – parata e risposta”. Perché tale titolo? E' sempre Giuseppe Leone a spiegarcelo: “E' la sala d'armi il luogo dove gli istruttori hanno lo scopo di studiare e diffondere le arti marziali italiane del Medioevo e del Rinascimento, con una missione ben precisa: non creare uno stile di combattimento nuovo, ma la rinascita dello stile di combattimento italiano... La stessa missione si ritagliano ora Onano e Defelice nell'ambito della satira: non creare un'arte nuova, ma far rinascere l'antica arte, rinnovata, di Pasquino”.

Che “Alleluia” torni su “Pomezia-Notizie” fa piacere a tutti, sarà il primo titolo che si cercherà tra le pagine della Rivista, perché le notizie sarcastiche trasmesse dai due simpaticissimi autori continueranno a suscitare nei lettori interesse, curiosità, ilarità, a far condividere i disappunto sulla situazione critica del nostro paese.

Recensione
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