Servizi
Contatti

Eventi


Negli occhi il cielo: don Stefano Piacentini

Per desiderio della Parrocchia di S. Pietro e Paolo apostoli, di San Pietro di Morubio, nella Bassa Veronese, con l’intento di fare memoria di una giovane vita, stroncata nel fiore degli anni, la veronese Lucia Beltrame Menini ha curato la stesura di questo agevole libro che ricorda don Stefano Piacentini (1973-2000), a dieci anni dalla morte che ha colto tragicamente lui, “sentinella del mattino”, alle porte del terzo millennio.

Bastano il titolo Negli occhi il cielo e la foto di copertina del giovane sacerdote in campo azzurro a farci respirare, fin dall’inizio, uno spicchio di cielo.

Un giovane prete strappato alla vita mentre sta muovendo i passi iniziali del suo ministero lascia sgomenti. È una tegola che ti cade addosso e ferisce – scrive mons. Giuseppe Zenti – vescovo di Verona, nella sua prefazione. Poi continua: “La sua testimonianza non è andata persa perché velocemente si è chiusa la giornata terrena, ma assume nella sua brevità una intensità del tutto particolare ed è un richiamo forte, soprattutto per i giovani, perché non disperdano nemmeno un attimo della propria vita, non si lascino trascinare dalla moda del rimando, dell’attesa del momento propizio.” E conclude: “È necessario riempire d’amore ogni momento della vita, non lasciar perdere nessuna occasione per vivere questa chiamata di Dio, così come cercava di vivere don Stefano vivendo la propria vita spirituale.”

Il libro, diviso in tre sezioni, dopo l’iniziale profilo cronologico e le note introduttive del succitato mons. Zenti, di Padre Flavio Roberto Carraro vescovo emerito e del parroco don Michele Fiore, riporta una serie di testimonianze, di immagini e di articoli di stampa che, tutti insieme, concorrono a ricostruire la figura di don Stefano e ne riaccendono la memoria in quanti lo hanno conosciuto e amato.

Stefano è nato a Legnago (Verona), secondogenito di Luciano e di Silvana Corso, fratello di Pier Giorgio. Per qualche anno la famiglia è vissuta a Cerea, poi si è trasferita a San Pietro di Morubio.

La maestra di Stefano, Gabriella Antonelli, dice di lui: “Mi appaiono sempre i suoi occhi puliti e buoni, sguardo mansueto di fanciullo che ha mantenuto fino in età adulta. Era di carattere mite, socievole, ma riservato nello stesso tempo e mai invadente… Se fosse stato in vita, penso che il suo servizio sacerdotale avrebbe dato tanti frutti, soprattutto in mezzo ai giovani. Lui sapeva intrattenerli amabilmente e coinvolgerli in varie attività, durante i campi scuola, nelle gite: soprattutto li attirava con la musica che tanto amava.”

Fin da ragazzo – ricorda il suo parroco don Bruno Zuccari – Stefano sapeva immergersi nella preghiera, rimanendo in intima comunione con Dio.”

Il giovane Stefano Piacentini con gli adolescenti di San Pietro di Morubio.

Stefano Piacentini riceve l'istituzione del Lettorato dal vescovo mons. Attilio Nicora.

Dopo le elementari, Stefano è entrato nel Seminario Minore di San Massimo, a Verona, dove ha compiuto gli studi medi inferiori, per poi passare al ginnasio e al liceo nel Seminario Maggiore. Più tardi ha frequentato il corso di Teologia durante il quale, tra il 1994 e il 1997, ha ricevuto l’istituzione del Lettorato, Accolitato e Diaconato.

Con la grazia di Dio e la buona volontà”, come asserisce suo padre Luciano, a 24 anni, il 6 giugno 1998, è stato ordinato sacerdote da mons. Andrea Veggio, Amministratore Apostolico di Verona. Il giorno dopo, 7 giugno, ha celebrato la Prima Messa solenne nella sua parrocchia, con il parroco don Bruno Zuccari ed è stata una festa per tutta la Comunità, ma soprattutto gioia profonda per i suoi genitori e la famiglia.

Ha iniziato subito il suo Apostolato pastorale, prima a Castagnaro e poi a Verona, nella parrocchia di San Giuseppe Fuori le Mura, avvicinando i giovani soprattutto con la musica che tanto amava.

Grande comunicatore, aveva il dono della semplicità e la capacità di dialogare con qualunque persona lo avvicinasse, giovane e meno giovane. Lo testimoniano le varie dichiarazioni che compaiono nel libro, rilasciate da vescovi, sacerdoti e amici che l’hanno conosciuto e stimato.

Alcune pagine del libro sono riservate anche alla mamma di don Stefano, una santa donna che ha seguito questo figlio avviato al sacerdozio costantemente, felice delle varie tappe che riusciva a raggiungere. Quando è diventato prete, la sua gioia è stata immensa, come, solo qualche anno dopo, grande è stato il suo dolore che ha deposto ai piedi della croce. Purtroppo anche lei ha cessato il suo viaggio terreno nel 2003. Ora, madre e figlio, vogliamo pensarli insieme, con il loro sguardo riflesso nella luce divina.

Sala consiliare del Comune di San Pietro di Morubio (Verona): 26 dicembre 2010 in occasione della presentazione  del libro a dieci anni dalla morte di don Stefano Piacentini.

A conferma della continuità del ricordo, giusto il Parroco di San Pietro, don Michele Fiore, scrive: “Anche il nostro Circolo NOI e il gruppo di giovani della Parrocchia portano il nome di Stefano, a motivo di gratitudine per la sua testimonianza. Queste tre realtà sollecitano il nostro cuore a ringraziare il Signore per il dono che don Stefano è stato per noi.”

La narrazione dell’insieme è scorrevole, veloce, sintetica e puntuale, ricca di intensità emotiva che non avrebbe potuto essere tale se l’autrice non avesse avuto le stesse radici del protagonista della vicenda raccontata.
Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza