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Prefazione a
Storie dall'ombra
di Angela Ambrosini

la Scheda del libro

Errico Landi
Presidente dell'Associazione onlus Le fatiche di Ercole

La malattia mentale nasconde alla vista tante persone della cui personale e intima esistenza poco o nulla traspare ai più. Proprio nell’ombra e nell’anonimato si sviluppano storie intense e ricche di vita, esistenze che non percepiamo o non vogliamo sforzarci di vedere o che volontariamente desiderano rimanere celate. Quante volte al nome si è aggiunto o si sovrappone l’aggettivo di matto, di schizofrenico, di borderline, di persona disturbata, ecc. Parole che ci rappresentano l’oggetto ma non il soggetto, significati astratti, complessi e poco chiari che non riescono a racchiudere una grande energia vitale che ha perso la sua strada. La malattia e la sua rappresentazione fenomenologica o a volte la sua difficile collocazione nei nostri pensieri, lascia libero spazio a manifestazioni lontane dal senso di umanità, sopraffà il nostro sentire e occulta la parte vera, quell’unicità che ci rende persona di fronte al mondo e agli altri. Ritorna in mente l’aberrante mondo del manicomio, quell’ombra fatta parete e divisore tra normalità e fuori dall’ordinario, tra luce e buio. Quell’istituzione è ormai chiusa da più di trenta anni, ma alcune ombre di quel vecchio spettro ritornano, se non nella loro forma più conosciuta, in altre sembianze non sempre facili da smascherare, ma altrettanto minacciose per quella che dovrebbe essere una quotidianità ritrovata. Vero è che siamo sempre impreparati ad affrontare la sofferenza. Una sofferenza di tale forma e portata che ci disarma. Quella sofferenza che vediamo insormontabile o contro la quale ci diamo per vinti. La soluzione più immediata è non ascoltare o non vedere. Cercare di non costruire risposte o formularne di non vere, è lasciare vuota l’esistenza di chi ne vive l’enorme disagio; non parlarne è negare la sua esistenza. C’è un mondo di superficialità che incolla identità a eventi eccezionali che rappresentano solo increspature di superficie di un oceano ben più profondo e vivo. Dovremmo forse dare più spazio alla riflessione e custodire con maggior consapevolezza le nostre fragilità tali da ancorarci all’altro per meglio vivere.

Quello che riesce a fare Angela Ambrosini in questi racconti è andare oltre la categorizzazione di un evento. Attraverso l’attenta scelta delle parole, i pensieri più intimi e inconsci dei suoi personaggi vengono svelati in un progredire vorticoso di emozioni. I racconti nel loro stare tra realtà, inconscio e fantasia disegnano dinamiche d’ombra e luce che non lasciano indifferenti. Non mancano viaggi nei lati oscuri della coscienza, inquietudini e sofferenze che trascinano il lettore in una ipnotica e avida lettura. È una scrittura che nel suo incedere smuove emozioni e stati d’animo, creando efficacemente un coinvolgimento del lettore. Proprio quest’ultima consapevolezza ci permette di includere un bel testo narrativo come strumento utile nella nostra quotidiana promozione della salute mentale. Ci è caro il racconto de Gli anni più belli, che forse meglio esemplifica il vissuto della nostra associazione e dei suoi componenti: un gioco di aspettative, adattamenti, considerazioni che coinvolge alcune dinamiche relazionali tra la persona con una patologia mentale e la sua famiglia. Angela ci regala con questa sua opera l’opportunità di trasmettere agli altri i sentimenti e le volontà di ricerca di una adeguata considerazione e accettazione della salute mentale. La seguente lettura può essere utile a sollecitare sensazioni e destare riflessioni sopite; siamo sicuri che possa dare un valido contributo all’operato culturale e di promozione che ogni giorno a minuti e apparentemente impalpabili passi, cerchiamo di portare avanti. Il pregio letterario che rappresentano tali racconti, oltre che le loro tematiche, ci ha convinti fin dalla prima lettura a farci carico e promotori di questa bella pubblicazione. Questo in breve il motivo del nostro caldo invito alla lettura.

Materiale
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