Servizi
Contatti

Eventi


Sarà anche per quel “poesia” in principio del titolo, che dà maggior senso specifico a questa serie di 38 mini racconti, ma c’è già un anticipo rispetto alle 10 poesie senza titolo chiuse come dentro uno scrigno al centro del libro.

Lo scrittore, un autore di oggi che con La poesia della sabbia debutta nel campo della narrativa non con un romanzo vero e proprio ma con una serie concatenata di racconti dal sapore diaristico, ha usato in questo volume una formula personalizzata, con l’intento di restare dentro le complesse pareti della vita e, nella vita, curiosare un po’ e frugarvi per meglio conoscere ogni angolo dell’umana esistenza e tutto il bagaglio di cose giuste e positive e quell’altra gran massa di cose negative.

I racconti e le poesie di questa raccolta si snodano con sorprendente fluidità lungo le pagine, senza nessuna incertezza, con molta grazia. L’autore dimostra chiaramente di possedere un’ottima fantasia e una notevole facilità nell’uso della penna. Tutti i pezzi, anche quelli narrati in prima persona, hanno caratteristiche reali e, trattandosi di un’opera prima, è ancora più piacevole riconoscere che Luciano Caldato possiede autentiche qualità. Il suo stile, stringato e senza superflue contorsioni, con cristallina semplicità, dà un tono molto personale alle descrizioni. Capacità tecnica e maturità espressiva convivono felicemente, coinvolgendo il lettore e conquistandone l’attenzione. È una scrittura che, con il suo modo di dare movimento alle parole e nello stesso tempo di variegare le tematiche, risulta subito interessante.

Lo scrittore Caldato sa condurre narrativa e poesia senza tentennamenti. E questa sua simpatica sicurezza non può fare altro che sollecitare consensi. Anche perché, come si vede da tutto quanto è contenuto nelle pagine di questo libro, l’autore cerca di creare confidenza con il lettore e ci riesce, offrendogli la sua produzione letteraria come un filo di Arianna che rende stretto il rapporto tra lui che scrive e gli altri che leggono.

Anche se il mondo pullula di cose brutte, Caldato sa bene che non sono solo i mali del mondo che si devono raccontare. Il campo della narrativa e il campo della poesia sono universi così vasti che possono ben comprendere anche elementi di gioia e di piacere, di felicità e, insomma, di quello anche che è esente da lacrime e da disperazione.

Per chi ama scrivere, lo scrivere diventa la materia prima della propria vita. Perché spesso chi scrive non chiede altro che di poter espandersi, di varcare sconosciuti confini e colloquiare con il resto del mondo. Ciò che emerge anche dalla Poesia della sabbia, nell’indicazione del sogno (e sognare è sempre una cosa bella) e insieme della dimensione reale (come prescindere infatti dalla realtà?). Nel doppio registro di una parola che, mentre vola radente rispetto alla superficie del mondo, nello stesso tempo naviga le rotte del cielo.

4 dicembre 2010

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza