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Spesso, pur nella complessità e nell'attuale affollamento nel campo letterario, è ancora possibile scoprire lavori poetici indiscutibilmente validi e, con un pizzico di fortuna, anche idonei ad aver successo. Ed è chiaro che dietro una raccolta di poesie che presentano ottime caratteristiche, non può che esserci una mente ricca di requisiti indispensabili, in grado di usare con abilità la "penna" e con intelligenza i "pensieri". E quindi ho letto con sincero interesse L'ora di mezzo, il libro della poetessa forlivese Sandra Evangelisti e ne sono stata conquistata. L'immediatezza delle sue dolcissime espressioni che non solo mette in chiaro rilievo l'autentica poeticità della sua nobile anima, mi ha colpito, perché ella sa, in modo coinvolgente, "raccontare" i sentimenti che vivono e si agitano in lei come luminose meteore, sa anche trasmettere il calore del fuoco che le divampa nel sangue quando tratta tutti i variegati temi che compongono il tessuto della vita, fatto appunto di vita, di dolori, di gioie, d'illusioni, d'amore, di attese, di speranze, di morte... Nell'insieme di tutte queste cose che rientrano nello svolgersi dell'esistenza umana, è incluso anche il trascorrere imperturbabile del tempo... Un tempo dove si celano infinite ambiguità, sempre pronte a rivoluzionare lo spirito, perché l'esperienza febbrile del vivere spesso modifica ed allarga a dismisura le già notevoli possibilità espressive dell'autrice, perché ella molto attinge dal subconscio, creando così immagini vibranti e suggestive, che sanno toccare il cuore, sanno trasmettere lunghe catene di flussi emozionali positivi.

Forse perché, indipendentemente dal numero infinito di negatività che affliggono il mondo, la poetessa Sandra Evangelisti sa ancora sognare e quindi anche conservare questa bellissima ricchezza spirituale, costantemente sfiorata dall'altra meravigliosa ricchezza che è l'amore per tutto ciò che appartiene al Creato.

Ogni sua parola quindi, diventa segno tangibile della sua personalità, diventa la recita quotidiana dei drammi e delle commedie che tutti, sul proprio personale palcoscenico, sono costretti a recitare, anche quando la recita può arrecare sofferenza, specialmente se, come l'autrice de L'ora di mezzo, ci si addentra sempre di più nelle intime profondità dell'anima, dove ella ricerca le tante verità nascoste, per poter vedere il mondo da un punto di vista più ampio.

Proprio come accade quando si guarda un quadro, che deve essere visto dalla giusta distanza, rispetto alle sue dimensioni. E la poesia di Sandra, è composta da tanti quadretti di vita che vanno esaminati con una particolare predisposizione, perché solo scrutandoli con occhi interessati o meglio, leggendo ogni singolo verso con personale partecipazione, si potrà scoprire la profonda sensibilità di un'anima gentile.

Recensione
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