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04 - La mia tsi
Se l'uomo potesse starsene in pace nella sua vita

Ci sono villaggi nelle parti più remote del pianeta Terra, dove vive una Umanità che non desidera altro che la propria pace, la propria convivialità, la libertà dei propri spazi, il reciproco riconoscersi ed amarsi, la propria spiritualità, secondo il modo di sentire e di fantasticare, di ciascuno, la propria sensualità, le proprie tradizioni, il proprio mistero nel Mondo, incurante di lussi, ricchezze, desideri smodati, pienamente realizzata e appagata dalla realtà in cui vive, FELICE in ESSA.

PARTE “A”

E’ così dalla sconfinata Siberia, all’immensa Cina, alla Mongolia, all’India, al Tibet, al deserto africano, all’indefinita Savana subsahariana (come si vede dai Masai, ad esempio), alla Siria, l’Egitto, l’Arabia Saudita, la Turchia, i Paesi del Maghreb, l’Amazzonia, i remoti angoli del Sud America, dell’Antartide, del Circolo Polare Artico e della Groenlandia (così è per gli Eschimesi che restano, i Lapponi ad esempio) gli Atolli del Pacifico, l’Australia, la Nuova Zelanda e così via.

Così era, da quello che apprendiamo dalla Storia, nella Grecia classica e nella Magna Grecia, nel VI/V secolo a. C.

Così è rimasta la situazione, per alcuni popoli, NON MASSACRATI e NON OMOLOGATI e INCORPORATI, ancora ai nostri giorni.

Certo la QUANTITA’ di vita, credo sia statisticamente inferiore alla media dei cd. Paesi della moderna civiltà; ma è anche vero che spesso noi, proprio per le caratteristiche della nostra civiltà, siamo ASSILLATI da questo problema di vivere “mediamente” una decina di anni in più [tra l’altro MOLTO SPESSO a discapito della vita degli altri (v. ad esempio trapianti abusivi, criminali, degli organi, soprattutto a danno dei bambini, esperimenti di poco scrupolo, sugli animali, a volte, e non di rado, su esseri umani ecc.) e del benessere del pianeta Terra] e perdiamo di vista la QUALITA’ degli anni di vita che, effettivamente, abbiamo.

Moschee, Sinagoghe, Chiese, Templi Buddisti e di altre Religioni, o Scuole del pensiero laico, possono pacificamente convivere nelle stesse piazze e nelle bancarelle dei mercati, gomito a gomito.

Ci sono luoghi nel Mondo dove ciò accade… fin quando non esplode una bomba, o si faccia esplodere un kamikaze.

PARTE “B”

Tutto il resto è CORRUZIONE, ABUSO, CONSUMISMO, IMPERIALISMO, MILITARISMO, DITTATURA, IMPOSIZIONE, SFRUTTAMENTO, INQUINAMENTO, TERRORISMO, GUERRE, CARESTIA, EGEMONIA, INGIUSTIZIA, SCHEMATISMO, VIOLENZA, DISTRUZIONI, EPIDEMIE, COLONIALISMO, FANATISMO, FALSE ESIGENZE, FALSI MITI, PREVARICAZIONE, SACCHEGGI, SOTTRAZIONI, UMILIAZIONI, ACCAPARRAMENTO, GRETTEZZA ed altri OBBROBRI.

Se con un COLPO di BACCHETTA MAGICA, o (più realisticamente) con un ENORME SFORZO, l’Umanità riuscisse a LIBERARSI di TUTTA la PARTE “B”

SI SALVEREBBE il MONDO
        e
QUESTO SAREBBE il REGNO della FELICITA’.

Perché non accade? O almeno… non è così semplice?

L’Uomo NON è STUPIDO, come ha ampiamente dimostrato nel tempo.

Il problema è che si OCCULTANO tra i POPOLI, potenti NEMICI dell’Umanità stessa e del Mondo, che si ILLUDONO di poter più agevolmente realizzare, a discapito di tutti gli altri, SOLO la propria SALVEZZA e la propria FELICITA’.

Una infondata e tragica ILLUSIONE che, ahimé, se nulla cambierà, trascinerà dentro di sé l’intero GENERE UMANO e le sue ILLUSIONI.

Questo è lo STATO dell'ARTE.

Se a questo si prestasse molta più attenzione, piuttosto che alle sovrabbondanti beghe da cortile, in Europa, in America, in Russia e in altre parti del Mondo, che detengono il PRIMATO della PARTE "B", si spiegherebbero molte cose attualmente INSPIEGABILI, come l'ISIS, Al-Quaeda, la questione palestinese, il genocidio degli armeni, dei curdi ecc.

Trovare le GIUSTE SPIEGAZIONI, sarebbe il PRIMO PASSO, importantissimo, per intraprendere la strada che si è detto e tentare, almeno, fondatamente, di RISOLVERE i problemi che assillano l'Umanità.

Che possiamo dire? Che cosa fare?

Dobbiamo chiederci, innanzitutto, che cosa NON CI PERDONERANNO mai, o di che cosa CI RINGRAZIERANNO con tutto il cuore, le prossime generazioni.

Milano – maggio 2016

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