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L'arte del romanzo,
ovvero dello scrivere del futuro e del passato

Rumori di passi, un romanzo di fantascienza, ma soprattutto un (un altro) profilo dello spirito umano come Alberto sa offrire nei suoi scritti. Per chi non lo sapesse, Alberto “nasce” (professionalmente) come magistrato. Poi, dopo molti anni di lavoro eccellente, “cambia posto” e – per dirla con Brecht – si va a sedere dalla parte del torto (idealmente) lasciando la magistratura per l’avvocatura. Infine, pur continuando il lavoro forense, si immerge nella poesia e nella narrativa. Questo dimostra diverse cose ma una soprattutto: chi si ostina, aristotelicamente, a cercare l’Uomo parte dalla giustizia, passa per il diritto e approda alla fantasia. (da: Il Parlamentare.it)

Ammettiamo che io volessi scrivere un romanzo ambientando la storia a New York nel 2035, descriverei una New York senza le Twin Towers e con il ponte di Brooklyn; chi invece lo avesse fatto prima dell'11.9.2001 la avrebbe descritta con le 2 Torri. Se fosse abbattuto il ponte di Brooklyn e sostituito con un altro ponte più moderno, o fossero aggiunti altri grattacieli entro, diciamo, il 2020, lo scrittore di epoca successiva descriverebbe la stessa città nel 2035 senza più il suddetto ponte, con altri ponti e altri grattacieli, e così via.

Alla fine, nel reale ed effettivo anno 2035 chi volesse riconsiderare tutte le precedenti descrizioni della città proiettate nell'anno 2035 (escludendo i rimaneggiamenti successi, in relazione agli eventi, che sono, secondo me, nient'altro che squallide e banali manipolazioni perché contraddicono la vita e la storia che si fa anche con le ipotesi rivelatesi infondate) vi troverebbe una gamma oltremodo differenziata di descrizioni e, probabilmente, la città come si presenta ai suoi occhi sarebbe ancora diversa da come è stata precedentemente descritta.

Nello stesso tempo, anno 2035, la stessa città con topografie e geografie tutte diverse e contemporaneamente esistenti, che si sovrappongono.

Questo che cosa vuol dire? L'annullamento dello spazio perché ci si può collocare, nello stesso momento, e nello stesso luogo, in ambiti diversi. Ma, vedendo il fenomeno da un altro angolo di visuale, c'è anche un annullamento del tempo perché la città: New York 2035 sarebbe, in realtà una N.Y.2035 di volta in volta attualizzata, ora in epoca antecedente al settembre 2001, ora in epoca successiva ma antecedente, nell'ipotesi formulata, al 2010, ora dopo il 2020 e, magari, prima del 2030, ora nello stesso 2035.

Per quanto riguarda i dialoghi, i rapporti ecc. viene, a sua volta, proiettato nel futuro, il contesto attuale delle varie epoche effettive di riferimento, nello scrivere o nel fare un film. Valgono qui le stesse considerazioni infra espresse per il passato (vedi). Costituisce tutto ciò (unitamente a quanto infra) il prototipo di una dimensione al di fuori del tempo e dello spazio.

Quando si descrive il passato che cosa accade? Qualcosa di simile.

Pensiamo oggi agli anni dell’ultima guerra, o di quella precedente, agli anni '50, anni '60  ecc.  Se leggiamo qualcosa o vediamo dei film effettivamente pubblicati o prodotti in quei periodi, dobbiamo riconoscere che sono completamente diversi da quelli di oggi riferiti alle varie epoche, nel linguaggio, nei dialoghi, nei rapporti di vario genere tra le persone, negli ideali, negli standard sociali. Questo è inevitabile e istintivo, a poco varrebbe distorcere il pensiero per farlo combaciare, sarebbe un'operazione di bruttura immediatamente evidente. Si tende semplicemente, più o meno, a non essere anacronistici.
Se andiamo ancora più indietro nel tempo, ciò vale ancora di più (mi è capitato di sentire in un film ambientato nell'Alto Medio Evo la frase: "va bene così! O.K.?" - questa probabilmente è "spazzatura", ma è per spiegarmi meglio).
Anche nella descrizione dei luoghi, lo stesso luogo, ormai inesistente o variamente modificato, pur aiutandosi (a volta) con cartoline o filmati d'epoca, viene descritto in modi totalmente diversi da vari autori o registi, in epoche diverse o appartenenti a realtà socio-culturali diverse.

A riprova e riscontro della effettiva configurabilità di una dimensione, di un mondo, al di fuori del tempo e dello spazio, si consideri, infine, quanto segue:

Chi è in grado, partendo dal presente; oggi: Pianeta Terra – anno 2010 secondo la numerazione gregoriana, 1431-1432 secondo quella islamica, 4706-4707 secondo quella cinese, 2554 secondo quella buddhista e così via, di stabilire, guardando molti film o leggendo molti libri di fantascienza (che danno, semmai anche una loro numerazione e collocazione), di stabilire, rispetto alla collocazione personale nell'attualità, effettivamente in quale epoca e in quali luoghi della Terra o dell'Universo si svolgono gli eventi?

Sarei molto lieto se su tutto quanto sopra si svolgesse un dibattito culturale che si rivelerebbe, certo, di ampio respiro e non strettamente collegato a libri o film di fantascienza.

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