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Pensieri sparsi su Dove va il mondo

Sono ora pubblicate su www.algormar5th.it

Le tre parti al completo in cui è suddiviso il mio articolo DOVE VA IL MONDO

PRIMA PARTE

Un NUOVO CONTESTO del PENSIERO e i CIGNI NERI

Cap.1) sulle orme di David HUME e N. Nicholas TALEB

Cap.2) il NUOVO EDEN

Cap.3) Il “problema di Hume”

Cap. 4) Del libero amore

SECONDA PARTE

Hong Kong non è lontana (e Mosca quanto è distante?)

Cap.1) Hong Kong consensus

Cap.2) La REGOLA del RINVIO

TERZA PARTE

E… quanto è distante Mosca?

Cap.1) Ma la VERA DOMANDA dovrebbe essere un’altra

Cap.2) Ed ora, per concludere, una nota di colore (Cincinnati Kid)

* * *

QUALIFICATE FONTI ci dicono che la Terra è giunta ad un punto di non ritorno.

Intorno agli anni ’50 si ritiene si sia conclusa la PRIMA fase di distruzione del Pianeta Terra, ad opera dell’Uomo, artefice del “buco nell’ozono”, che rivela, pertanto, la sua intrinseca natura di VIRUS.

Questo fenomeno è irreversibile perché siamo in pieno feedback positivo che continua ad alimentare se stesso (riscaldamento - scioglimento - più acqua - più rifrazione - più riscaldamento - più scioglimento - e così via), anche se l'Uomo cessasse da subito la sua opera di devastazione.

L'Uomo potrebbe, però, rallentare i fenomeni degenerativi, permettendo, così alla scienza e alla tecnologia di tentare di rimediare in qualche modo. Ma sembra non abbia alcuna seria intenzione di farlo.

Siamo ora nella SECONDA fase (molti dicono che mancano 100/200 anni alla sua conclusione) dopo di che inizierà la TERZA fase.

Nella TERZA fase nulla sarà più possibile perché il Mondo via via degraderà sempre più; dove c’erano città, laghi, fiumi, foreste,ci saranno deserti, finché non respirerà più neanche una foglia.

Ora, se davvero questo Pianetanon si può piùsalvare per i motivi di cui sopra, non abbiamo altra possibilità di salvezza che TROVARE il MODO di abbandonare la TERRA (non è possibile per tutti, ovviamente. 1/10 della popolazione?) durante la SECONDA fase, o mettere per sempre la parola “FINE” a tutto.

Per i Cristiani potrebbe essere questo il giorno del “Giudizio Universale”?

E VOI CARI LETTORI che ne pensate?

Sono graditi commenti al mio ARTICOLO “DOVE VA IL MONDO” (ai quali non mancherò di dare riscontro), suddiviso in TRE PARTI, come ho sopra ricordato,

sul mio blog www.algormar5th.it

* * *

Sulla rivista letteraria on line: www.literary.it/ troverete anche la rassegna

"Qualcosa intorno al Mondo"

divisa in 12 capitoli (originariamente 9).

Gli ultimi 3 capitoli (10 - 11 - 12) sono la sintesi di DOVE VA IL MONDO

e costituiscono una evoluzione del pensiero (ovviamente mai statico), intorno a questo argomento, dopo 1 anno e 1/2 dalla uscita del pamphlet

"PASSI nel COSMO e MAPPA del COSMO"

da cui partono, appunto, i primi passi.

Grazie della vostra attenzione e buona estate a tutti.

Alcune domande che NON hanno una vera e propria RISPOSTA.

COME RISPONDEREMMO alla domanda

Ma noi esseri umani ci estingueremo?

Molti qualificati scienziati (ricercatori giapponesi della Osaka University, che hanno trovato copie di un gene del Bornavirus in diverse zone del nostro genoma; John Coffin virologo dell’Università di Boston e Robert Gifford della Aaron Diamond AIDS Center sostengono che sarebbe da rivedere la conoscenza di noi stessi e l’interpretazione dell’evoluzione dei virus; ed altri) affermano che NON ci estingueremo; ci TRASFORMEREMO, questo sì.

Non possiamo estinguerci perché siamo i VIRUS della Terra (a quanto pare non solo in senso ideologico, ma in senso biologico proprio) e quindi tendiamo a distruggerla, la trasformiamo, e ci adattiamo ad essa.

Ma di noi che cosa ne sarà? Quello che ci dice Wells in “La macchina del tempo”? Ancora peggio?

Non ci sono da fare splendide previsioni.

I dinosauri SI ESTINSERO perché NON erano VIRUS. Loro attraversavano la Terra, avvalendosi di essa, ma lasciandola in pace.

Forse avevano in sé il VIRUS che li annientò.

Forse eravamo NOI, virus dei dinosauri; magari, in quell’epoca eravamo proprio DINOSAURI, prima di trasformarci in SCIMMIE, dalle quali ci siamo, poi, evoluti per AGGREDIRE meglio la Terra, così come, secondo quanto è stato dimostrato dalla scienza e anche dalle osservazioni di laboratorio, fanno i VIRUS con la MATERIA.

E che cosa potremmo diventare in un futuro, auspicabilmente il più lontano possibile, se non riusciremo a trovare, nel frattempo, il modo di fuggire da questo Pianeta, per andare ad infettare un altro Pianeta, ricominciando tutto daccapo, o andando incontro, magari a diverse leggi fisiche e genetiche?

Diventeremo cimici del deserto in cui si sarà trasformata tutta la Terra?

In ogni caso

CREDO che sia fondamentale la SALVEZZA della capacità di PENSARE e DISCERNERE il senso dei vari comportamenti, della MENTE UMANA.CREDO che sia fondamentale la SALVEZZA della capacità di PENSARE e DISCERNERE il senso dei vari comportamenti, della MENTE UMANA.CREDO che sia fondamentale la SALVEZZA della capacità di PENSARE e DISCERNERE il senso dei vari comportamenti, della MENTE UMANA.

* * *

MA… mi chiedo, e chiedo al Mondo della scienza, della sociologia, della filosofia, dell’economia, della storia, dell’umana spiritualità:

mentre ci adoperiamo per determinare le condizioni affinché le future generazioni possano lasciare questo Pianeta, ormai irreversibilmente infettato, e abbiano il tempo di farlo, evitando di estinguersi (per “estinguersi” intendo anche trasformarsi in cimici del deserto, ormai senza più confini, o qualcos’altro di inaccettabile per noi, che pure abbiamo attraversato varie CIVILTA’ in questo Mondo) perché non darci da fare, e mettercela tutta, anche per migliorare la qualità della vita delle attuali generazioni?

* * *

IL PENSIERO si EVOLVE

A questo punto

penso che non sia più il caso di parlare, tout court di DISTRUZIONE del PIANETA TERRA, o di DISTRUZIONE del MONDO.

Se per distruzione intendiamo la FINE, lo sminuzzamento in blocchi, frammenti, atomi, molecole, perché ciò accada, la Terra dovrebbe ESPLODERE

o perché una imponderabile, sconosciuta FORZA proveniente dalle viscere della Terra stessa, in un solo momento, per la sua stessa misteriosa natura, non valutabile in spazio/tempo, sprigioni da sé una capacità dirompente che non riusciamo neanche ad immaginare;

o perché una analoga FORZA, con le stesse caratteristiche di imprevedibilità, inimmaginabilità, impossibilità di collocazione e di constatazione, proveniente dall’esterno, da un indefinito punto, o indefiniti punti sconosciuti, dello spazio, a sua volta oltre la conoscibilità dell’Uomo, sotto veste di una meteora, un raggio, un’onda cosmica, o un grappolo di questi o altri elementi distruttivi, della dimensione che non lasci scampo, la colpisca.

In ambedue i casi, tutto finirebbe, la vita finirebbe, o forse particelle sparse di essa andrebbero, vaganti, nell’Universo, alla casuale ricerca di un altro Mondo.

In ogni caso, perché ciò accada, la Terra dovrebbe ESPLODERE.

Ma, se noi qui parliamo delle condizioni di vita su questo Pianeta, è più conforme a tutto quanto studiato, comparato, elaborato e meditato su di esse, escludere il termine “distruzione” e rendere meglio il pensiero, col termine “trasformazione”.

Credo che siano pressoché infinite le possibilità di adattamento della vita ai diversi mutamenti terrestri.

Il genere umano, quindi, molto probabilmente cambierà, e che cosa diventerà? Difficile dirlo.

In quanto tempo? Anche qui, difficile dirlo. Si può solo porre attenzione alla velocizzazione dei tempi: ciò che, nelle ere passate, accadeva in millenni (si pensi allo scioglimento dei ghiacci, o alla deforestazione di immense, inaccessibili foreste, ecc.), oggi, grazie alla ciclopica tecnologia che l’Uomo ha voluto, a tutti i costi, diffondere sul Pianeta, e allo sfruttamento delle risorse naturali, e il correlativo depauperamento, nonché inquinamento globale di ogni genere, è computabile in secoli, se non decenni.

Solo per motivi di comunicazione di ciò che intendo, immagino che la vita più adeguata alle condizioni che si verranno a creare, sia per l’Uomo, che per gli altri esseri viventi, sarà quella degli insetti, o comunque, di altri organismi minimalisti, in ogni caso molto resistenti alla siccità, dovendo vagare per i planetari deserti che occuperanno tutti gli spazi emersi dall’ammasso mefitico e paludoso in cui saranno stati ridotti gli oceani.

Ovviamente qui di libri, musei, biblioteche, scuole, poesie, ospedali e quant’altro sarebbe semplicemente ridicolo parlare; così come sarebbe ridicolo parlare di rispetto per la natura e per il prossimo.

Migliaia di anni di storia, di cultura, di civiltà, saranno stati ridotti, dall’Uomo a qualcosa di “ridicolo”, se non ci fosse da piangere: orrendi piccoli crostacei o molluschi saltellanti, che si azzuffano lungo monumentali dune di scorie tossiche mischiate ad ammassi di elettrodomestici arrugginiti e cavi elettrici che abbracciano interi continenti, o annaspanti tra iceberg di fusioni di navi, piattaforme, moli ed altri rottami radioattivi.

Questa sarà la NON-FINE, per sempre o… per quanti milioni di milioni di ere?

Possibilità di SALVEZZA?

Possibilità di FUGA da tutto questo, in un altro spazio/tempo dell’Universo, o in un altro Universo in cui le leggi fisiche ed astrali siano diverse?

O in un nuovo Eden?

“Dio solo lo sa” come diceva l’autista Mikhail al servizio del vice primo ministro libanese, a proposito dei drammatici eventi che stavano per realizzarsi in Libano e sconvolgerlo per sempre, nel giugno del 1982; mentre le Autorità e tutti coloro che avevano le più disparate opinioni, non ne prospettarono nessuna conforme a ciò che poi realmente accadde? (N. Nicholas Taleb “Il cigno nero”).

* * *

L’IDENTITA’ NAZIONALE agli occhi della SCIENZA.

“La gente tende a ingannarsi narrando a se stessa la storia dell’IDENTITA’ NAZIONALE, anche se un articolo scritto da sessantacinque autori e pubblicato in Science dimostra che si tratta di una totale invenzione.

Da un punto di vista empirico, il sesso, la classe sociale e la professione sono strumenti per la previsione del comportamento migliori rispetto alla nazionalità (un uomo svedese somiglia di più a un uomo togolese che a una donna svedese; un filosofo peruviano somiglia più a un filosofo scozzese che a un bidello peruviano, e così via).”

(N. Nicholas Taleb “Il Cigno nero”)

Già… e poi, quando, noi che fummo DINOSAURI, ci trasformeremo in formiche e blatte che si contenderanno centimetro per centimetro, allettanti aree del deserto senza più confini, ricche di succulenti cimici, che senso andremmo a ricercare più nel termine “identità nazionale”?

CHI SA!

Per il momento, sarebbe già tanto se riuscissimo ad attraversare la nostra vita, cercando di non fare la fine del tacchino.

* * *

La REINCARNAZIONE, la COMPASSIONE, la VISIONE d’INSIEME delle cose.

e lo SPIRITO del Buddismo Tibetano si spandesse, come spinto da una invisibile, irresistibile energia, in tutto il Pianeta, potrebbe, forse, questo, determinare le condizioni per la sua salvezza e per la salvezza del genere umano, mantenendo le caratteristiche fondamentali del suo Essere?

Con questa domanda, almeno per il momento, ci salutiamo.

Forio 10 agosto 2017

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