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Studio per un'intervista

Ti piace essere intervistato, che ne pensi di un’intervista?

Certamente mi piace e penso un gran bene di un’intervista. Penso però che tendenzialmente essa annoia chi legge, a meno che non si tratti di un’intervista a persona dotata di grande potere politico, economico, semmai su piano mondiale, perché lì sono in gioco importanti interessi dei cittadini se non dell’umanità.
Come ovviare? Risposte brevi e originali il più possibile. Ci provo.

Sicuramente ti piace scrivere, vero?

Scrivere è una condanna. L’intellettuale è destinato a soffrire (l’hanno detto in tanti, da ultimo Umberto Eco se non sbaglio). Eppure potrei morire da costrizione a non scrivere.

Sicuramente ti piace essere letto, anche commentato?

Non è per vanagloria, ma se c’è uno che scrive, ci deve essere almeno uno che legge (il commento viene di conseguenza). Siamo fortunati noi scrittori, nel teatro gli spettatori devono essere almeno tre (Eduardo docet).

Poesia o narrativa, cosa preferisci come lettore?

Non c’è differenza, dato il mio modo di concepire la poesia (per saperne di più v. il mio ultimo libro: Poesie con mia figlia Dalila (Ismeca editrice, Bologna 2009 – Isbn 978 88 6416 041 2), per cui anche scrivere un giallo può essere poesia, o andare a trovare un amico all’ospedale, lasciarsi commuovere dal sorriso di un bambino, portare la cena ad un vecchio o ad un ammalato e così via. Tutti sono potenzialmente poeti, come potenzialmente santi. Preferisco leggere e non bruciare o veder bruciare lo spirito della poesia. E nel leggere, sono felice quando trovo qualcosa che mi piace, fosse anche un trattato di filosofia o matematica, una sentenza o appunti di viaggio.

E come autore?

Vale la risposta di prima. Spero (ma non sempre ciò può accadere) che siano poesie le mie cose, almeno che non meriti di essere bruciato. Spero di non trovarmi mai a bruciare io lo spirito della poesia.

Su “Literary.it” ci sono prosa e poesia. Hai un tuo commento in proposito?

A questo punto, dato quanto sopra premesso, sorge spontaneo, direi, il mio commento, e cioè “la domanda non è pertinente” (come direbbe il compianto Mike). Su “Literary.it” c’è solo poesia. Tutto il resto è commento.

Cos'altro vorresti leggere sul tuo (nostro) portale?

Il resoconto di molte serate e manifestazioni poetiche. Ma questa probabilmente non è poesia, bensì utopia (che pure è indispensabile per l’umanità).

E il blog è utile, ti interessa?

Certo. Non saremmo qui altrimenti. Non avrei neanche risposto alle domande.

Scriveresti in esclusiva per una nuova antologia?

Se qualcuno mi proporrà di scrivere per una nuova antologia io ci sarò. Potete giurarci.

Critiche al nostro "Sistema letterario"?

Certo che non ho critiche. “Sicuramente” non ne ho. Il mio pensiero è che non c’è critica per chi opera, si dà da fare e fa del proprio meglio. Sono pronto a criticare fannulloni, perdigiorno, infidi, malevoli e così via. Non criticherò mai persone per bene di fronte allo spirito dell’Uomo; se richiesto do e darò solo e sempre pareri nel mio piccolo e con i miei limiti.
Riconosco, tuttavia, che le critiche (nel bene e nel male) fanno parte del gioco. Sono pronto, quindi a riceverne, rispondere adeguatamente, sempre con toni pacati ed anche, in un contesto dialettico, a muoverne se necessario per lo svolgersi di un dibattito serrato e di qualità.

Hai un autore preferito?

Ahimé no. Sono un implacabile citazionista e scopiazzatore di autori vari noti e non noti, questa è la forza ispiratrice del mio scrivere. Sembra brutto ma non è. Mi rifaccio al discorso di prima: sentimento, buona fede, forza ispiratrice non mancano. Nessuno crea dal nulla e, credo, non c’è demerito in me se non c’è in chi guarda la donzelletta tornare dalla campagna o il paesaggio collinare verso l’Adriatico nello stendere le sue opere più belle. Io non baro. Al contrario amo tutti gli autori ai quali mi rifaccio per cui mi sembrerebbe di tradire qualcuno facendo qui dei nomi.

Segui gli aggiornamenti dei testi? Con che frequenza?

Sono stufo di aggiornamenti, corsi, crediti formativi e quant’altro. La vita è un’altra cosa. Stiamo un po’ perdendo più che la libertà, il senso della libertà, come gli uccelli in grandi voliere.
Seguo quel che mi viene a genio, a volte improvvisamente e imprevedibilmente, quando e con la frequenza che mi pare.

A quando risale la tua ultima visita sul nostro portale?

Sono un assiduo visitatore anche degli spazi di altri autori. L’intermezzo estivo ha avuto il suo peso. Ma ho ripreso e sto ritornando con la consueta assiduità.

Ritieni che sarebbe utile una Newsletter periodica?

Cribbio! (scherzo) Utilissima. Sarebbe un servizio in più che non mancherebbe di dare interessanti frutti.

Ora qualcosa di te, cosa puoi e vuoi dirci?

Tutte grandi cose ovviamente.
A parte battute autoironiche, una cosa ci tengo a dirla, nei prossimi giorni uscirà un mio romanzo Rumori di passi nei giardini imperiali, fantascienza (Maremmi Editore, Firenze, 400 pagine circa). Ve lo spedirò e, se possibile, avrei piacere che venisse fuori la notizia, una recensione, qualcosa di forte sul vs./ns. portale. Ringrazio in anticipo della risposta a questa mia richiesta, quale essa sia.

Pensi che insieme riusciamo ad essere migliori?

Certo! Anzi certissimo! Voglio sempre stare con voi e con chi fa e legge e diffonde cose buone, poesia, cultura, dà l’anima, promuove l’anima per le persone e soprattutto per i giovani, e mai con chi affossa l’anima, trama, addormenta le coscienze e così via. Credo proprio che ci siamo capiti.

Ciao e alla prossima.

A proposito… sono sempre pronto rispondere ad altre domande che voleste propormi.

17.11.2009

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