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Alessia e Mirta

La vita non dimentica mai le oscillazioni dell' amore, come un pendolo che, tra un movimento e l' altro, traccia il solco in cui deponiamo il nostro seme esistenziale.

In queste liriche passa il fiume della vita di Giovanni, l'amicizia per Mirta,donna adulta ed ormai quarantenne, cui la vita non sorride più e l' amore per l' adolescente Alessia.

Due donne che lo ispirano e si fanno Muse, protagoniste delle liriche, musica di versi e di parole. Queste come farfalle volano sulle pagine bianche e fanno canto! Ma quanto diverse sono Mirta ed Alessia!

La prima riservata fragile e schiva, par di vedere Pandora, con in mano il suo vaso che sta per sgretolarsi, la seconda solare e pronta ad assaporare la vita, a morderla come una mela succosa, fresca ed esuberante dal lato dei suoi sedici anni.

Alessia somiglia a tratti ad una Ninfa dannunziana, la potresti chiamare Ermione, con tutta la carica dell' Eros che sa sprigionare. Ogni momento la mette in luce e ne fa opera d'arte, un affresco botticelliano, una Venere, che trae, da ogni situazione, una nuova energia erotica, tutta panica.

Le due donne sono agli antipodi ma entrambe poli calamitanti per Giovanni.

Si dice che gli opposti si attraggono, tuttavia Alessia e Mirta non sanno l'una dell'altra, non si sono mai conosciute, solo Giovanni sa il dramma del suicidio di Mirta.

Le liriche descrivono in prevalenza il rapporto amoroso tra Giovanni ed Alessia ma, se di Alessia sappiamo l' età, altrettanto non accade per Giovanni.

Così il lettore ha l' impressione che Giovanni sia molto più adulto di Alessia, non un coetaneo, dal momento che l'adolescente si trasforma in giovane donna per effetto del congiungimento carnale con Giovanni perdendo, con la verginità, anche un po' di quell' innocenza che la rese fanciulla.

Alessia è felice ed ogni aggettivo la descrive luminosa, pari ad una creatura lunare che esce fuori da un sogno. Alessia è musicale come il piccolo grande amore di Claudio Baglioni....

L' uso dei sostantivi aggettivati da parte di Raffaele Piazza come "tintadifragola" o "finestravisione" sono pennellate impressioniste della parola.

Le parole si formano tutte quasi sotto l' effetto di un caleidoscopio che dona composizioni e colori sempre nuovi.

Nessuno può dirci se il poeta è protagonista diretto od indiretto della vicenda, se Giovanni sia il suo alter-ego,oppure si tratti di una vicenda osservata e poi descritta o semplicemente di un sogno, ma il mistero è proprio questo, seguire il fil rouge che si dipana incisivo e nel contempo delicato come un petalo di rosa....

Allora ogni metafora si apre al sublime ed ogni accenno di natura diventa profumato come la gioventù di Alessia.

Mirta, che fa da contraltare nel titolo del volume, è una presenza d' anima, quasi uno spirito guida per Giovanni che non si aspettava il suo suicidio.

Un colpo al cuore, il salto nel vuoto, ma Alessia sa sempre ed inconsciamente donare conforto a Giovanni con il suo sorriso e la sua passione.

Un volume in versi come un romanzo scritto dalla vita, là dove i versi sono musica per coronare una scena di danza,come nel dipinto di Matisse o far volare corpo ed anima come nelle lievi figurine di Chagall.

Pisa,14 Aprile 2019

Recensione
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