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Appunti di mare

Maria Luisa Daniele Toffanin si è sempre dimostrata fedele ai valori più alti e sacri che vivificano la vita - ne cito tra i tanti solo alcuni -: amore per i luoghi, le amicizie, i rapporti interpersonali vissuti con profonda fraternità umana.

La sua scrittura è un archivio di emozioni, un sacrario di memorie, sentimenti espressi attraverso una forma letteraria elegante, trasparente, calamitante, anche in forza di intense vibrazioni sia musicali sia visive. Poesia, dunque, sì di accordi molteplici armoniosamente orchestrati fra loro, ma anche prezioso documento di educazione morale, etica, sociale, proprio quello di cui abbiamo bisogno oggi, che lega direttamente i valori certi e reali della tradizione, attraverso il presente, al nostro futuro.

Veniamo ad Appunti di Mare, ambientati a Tindari-Lampedusa. Lampedusa tragedia dei nostri giorni. Viene in mente lo straordinario film Terraferma con lo schiacciante contrasto fra il destino tragico degli immigrati e la realtà spensierata e felice dei turisti - ambientati sempre nelle medesime acque -. Miseria e ricchezza a confronto nello stesso momento storico nell’identico luogo. Maria Luisa accoglie nel suo cuore gli uni e gli altri in un abbraccio universale, ma il suo sguardo, o meglio la sua visione, non si ferma solo all’oggi - di cui è del resto consapevolmente partecipe e nel quale è profondamente emotivamente coinvolta - ma sceglie per innata e naturale vocazione la strada dell’armonia la quale è origine e fine del processo storico dell’umanità. Gli eventi, per quanto cruenti, passano, l’eterna creazione del mondo resta sempre. L’armonia - anche quando non la vediamo, non la comprendiamo più - resiste ad ogni vicenda, rappresenta un Bene superiore. Un bene misterioso, ma inscalfibile, anche se è difficile credere a questa lungimirante verità, che non possiamo seguire con i nostri occhi miopi.

Cito un verso sapienziale di questo libro: “Muta il vento forme d’acqua”. Evocazione di uno stato reale, ma anche soprannaturale, due dimensioni sempre a specchio. Se è vero che il vento eccita onde e schiume perennemente diverse sul profilo marino, è altrettanto vero che il vento dello Spirito che ci ha chiamati all’esistenza esalta in noi sempre diverse forme a dilatare il respiro dell’anima.

In Maria Luisa vibra l’innata gioia di appartenere all’armonia universale, il suo sogno assomiglia a quello di Dio, non per nulla dice: “Cieli dove Dio sogna nidi di gioia”. Questa, la sua convinzione ferma e fiduciosa. E non potrebbe essere che così, per lei che ascolta e si accosta alle infinite voci dell’oltre e si inoltra nel coro vivente per sempre dei miti. Dalla notte dei tempi attraverso il nostro tempo verso l’alba dei nuovi tempi. Tutto scorre all’infinito mutevole identico a se stesso.

Con lo stesso gesto sapienziale la poetessa indica la bellezza della terra e del cielo così come furono e come saranno creati, al di là dell’uomo ma per l’uomo. L’uomo che sa amare come lei stessa ama.

Recensione
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