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Del sognato

Il Tempo, implacabile e mai quantificabile all’interno della coscienza sognante. Di passo lungo e veloce, sposta numeri, scompone soste, smuove il caos che produce come fosse un falciatore d’erbe in opera. Fra versi lunghi e brevi guizza il mistero della parola ripetitiva, serpentello in fuga da se stesso, in cerca di un motivo di poesia, verde.

1985: un numero si ripete, ritorna dopo spazi abbandonati, quasi una traccia di materia. Una nascita? Una scommessa posta in essere? Un innamoramento che dura un anno? Il ricordo si sposta indietro o balza in avanti. Indipendente da una logica si fissa. Il pensiero lo spinge per frammenti. Certe date fissate nella mente come luoghi d’amore da rivisitare. Oscurità e luce si alternano in frasi proposte come idee sensoriali, esperienze che producono emozioni, i sensi in allerta tentano di riprodurre il vissuto nella memoria fuggitiva.

Il libro è diviso in due sezioni, di cui la seconda, ‘Del sognato’, la più corposa, cui s’affida il poeta, quasi il doppio dei testi, dà appunto il titolo.

La prima sezione, ‘Mediterranea’, porta di scena il mare, Napoli e Capri, con tutte le implicazioni dell’acqua primigenia e dell’amore della natura distesa su larghi orizzonti. Luogo di nascita e di adolescenza, dei primi sussulti di pelle dell’animo ingenuo, mosso all’incontro con l’altro e allo stupore del mondo.

Il tono delle parole, come astratte attrazioni, d’incanto estraniante, e il ritmo scrittorio, che predilige un respiro di verso lungo, proseguono ugualmente nella seconda sezione, con il concorso della memoria e un dispiego d’immaginazione che cura momenti d’adolescenza vissuta. Sogni d’amore rincorrono tempi, interni di camera, acquari, esterni di spiaggia, campi aprichi, dove ‘lei’ incarna la primavera iniziale.

Si chiama Alessia il sapore del mito, la voce calda (e fredda a un tempo) che trasporta il giovane partner nel duro farsi della realtà quotidiana. Voci diverse arrivano da dietro, persone passano, la strada va, è giorno, prima di sera.

Torna una data, 1987, per “le cose dell’amore”, Napoli di fine secolo, “vicina ai presagi”.

Le onde del mare della prima sezione ora sono diventate onde virtuali dietro un computer, che consente il segreto del nome, il File riservato. La storia non è raccontata, ma segnata per accumulo, “di mura, di indumenti per terra..”,

finché Lei (titolo di un testo) emerge nel sogno Internet, Parola prima. Alessia, l’adolescenza stampata nella mente fino dal 1984, “a contemplare | sulla riva dei sensi cosmetici e riviste”, Alessia che “ama il mare” e “aveva avuto 21 ragazzi”.

Così, presso un computer, si può “guardare lo sfibrarsi del tavolo dei giorni”. Insulsi giochi di vita, con Alessia protagonista, che va in Francia, che vive in Italia, dove lavora “alla cassa”. Alessia nuda, “bocca di rossetto rosso | nell’intensità di lingue che si toccano”, Alessia di Picasso, “aspetta nella camera che ritiene | contenitore per fare amore | e trarre il senso nella sigaretta”..

Proprio perché si è fusa nel cervello Alessia “porta la cometa la verità nel ‘piercing’ | alla grazia dell’ombelico”.

Non sai più se il sognato è ironia o innamoramento, possesso o mancanza, nostalgia o disamore, onde che vengono che vanno “nella città | che porta al mare”.

Recensione
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