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Appunti di mare

Da Tindari geografia dell'anima

Fra acque, terra e cielo, desiderio e visioni di infinito, in una “geografia dell’anima” che attinge a quella fisica, cioè alla natura, si dipanano le liriche di Maria Luisa Daniele Toffanin raccolte in Appunti di mare (con uno scritto introduttivo di Stefano Valentini e disegni di Marco Toffanin).

Gli “Appunti” sono le osservazioni, le visioni, le riflessioni, e quindi le ispirazioni dettate dall’autrice da un viaggio in un’area di quella che fu la “Magna Grecia”, fra Tindari, Patti e Lampedusa: luoghi, ambienti, temperie che profumano di classicità, che rimandano ai lirici greci e venendo su su per le strade della letteratura, e della storia , a Quasimodo.

Le visioni che appaiono all’occhio (a volte sognante) dell’autrice sono di… “ordinaria quotidianità” e di ordinario paesaggio, diremmo, con le suggestioni (magie?) che provocano, sì che leggiamo a un certo punto di “Terra di coni verdi e fiumare bianche | terra di pascoli e sorgive | dimora di canti e ninfe”, in cui, ecco, lo sguardo che si eleva: “E i cieli vergini tra case sparse”. Dove, l’immagine di quei “cieli vergini” ricorre, reiterata, a dare maggior respiro e forza ad una realtà che non prescinde peraltro dal riferimento divino, perché là sono “Cieli dove Dio sogna nidi di gioia”, e di amore…

E’ una sorta di completezza di uno stato di grazia avvertito dall’autrice nel profondo dell’anima e del sentimento, sui quali la critica più recente ha posto l’accento. E se ieri c’era stato il “viatico” di Andrea Zanzotto per la poetessa Maria Luisa Daniele Toffanin, adesso, ci sono le conferme provenienti da studiosi e studiose del mondo accademico: da Mario Richter ad Antonella Cancellier a Silvana Serafin, che hanno colto a pieno il significato di una poesia profonda e alta, suscitante pensieri di amore e di speranza.

11 luglio 2012

Recensione
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