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La casa in mezzo al prato

5 gennaio 2019

Di fronte a calamità che colpiscono popolazioni, ambienti, territori, ciascuno faccia un gesto solidale, secondo le sue possibilità – è questo l’invio rivolto da più parti all’indomani del terribile evento che ha colpito il Bellunese. Perché, quello che conta è il cuore, il sentimento che accompagna l’offerta, grande o piccola che sia.

Ed è doppia, per così dire, la solidarietà, fatta di poesia, nel caso di Maria Luisa Daniele Toffanin, antica frequentatrice di Rocca Pietore, coi suoi affascinanti Serrai di Sottoguda, una delle zone ai piedi della Marmolada, duramente colpite dal nubifragio dell’ottobre scorso.

E’ attraverso una silloge poetica, dall’emblematico titolo “La casa in mezzo al prato” - sottotitolo “Osservatorio di vita e del Creato / da dieci lustri insieme / in Boscoverde di Rocca Pietore” (Valentina Editrice - Padova), infatti, che la scrittrice padovana ha dimostrato un forte, amorevole attaccamento a quello spicchio dell’Alto Agordino messo nuovamente alla prova dalla furia degli elementi.

Una premessa, a questo punto. La casa nel verde di Rocca è una realtà, uno dei luoghi ai quali quasi mezzo secolo Maria Luisa è legata, come un forte rapporto ha stretto con altri vacanzieri, gente del posto, e, soprattutto con l’ambiente. Sul Pra’ del Toro, con quella della poetessa, ci sono altre famiglie attratte da scenari da favola, e non è cosa che riguardi soltanto nonni e genitori, ma anche nipoti e figli: insomma, più generazioni qui si danno annualmente, più volte, appuntamento.

Maria Luisa, scrittrice, docente, animatrice del Centro Levi Montalcini di Abano, aveva già preparato una raccolta di liriche (vecchie e nuove) legate appunto a quella sua realtà vissuta e tanto amata, amata perché vissuta in un lungo spazio di tempo.

Mario Richter, francesista dell’Università di Padova, sottolinea nella Presentazione delle liriche gli “intenti amorosamente rievocativi” nel preparare questa silloge, nella quale albergano figure di un mondo minuto, semplice, accanto ad altre quali Andrea Zanzotto, l’ex campione di sci di fondo Marcello De Dorigo, e un altro fondista, Alessandro De Grandi.

Ma, i progetti di pubblicazione, presentazione, eccetera, delle copie di questo libro, che facevano conto sulle istituzioni locali, sono stati scombinati dal terribile evento. Ma Maria Luisa non si è scoraggiata e ha proceduto. Morale: la pubblicazione è avvenuta a sue spese, in attesa di qualche interessamento (assicurato dalla Regione). Le copie saranno in vendite nelle librerie padovane e a Rocca Pietore, ma il ricavato (ecco il gesto di solidarietà) sarà devoluto per una borsa di studio per uno studente di Rocca che si impegni in una tesi sulla Val Pettorina.

Un’iniziativa solidale nel nome della cultura, dettata da amore, da sconfinata pietas, “nell’antico rinnovato incanto / di tradizioni ladine / e splendidi luoghi”, magari dopo una sosta alla “Madonna dei Serrai”.

Recensione
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