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Pensieri nomadi

Fede a natura nella poesia nomade di Maria Luisa Daniele Toffanin

La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin è ormai pagina tutt’altro che trascurabile nel panorama letterario. Già la critica di “addetti ai lavori”(e quali “addetti ai lavori”) a incominciare con Bino Rebellato e Andrea Zanzotto, per arrivare a Ruffilli e a Richter, aveva a suo tempo aperto la strada, per così dire, a questa autrice padovana di non pochi meriti - al di là del suo poetare - nel mondo della scuola e di quello che si definisce oggi”il sociale”.

Adesso, arriva addirittura un testo critico di Silvana Serafin dal titolo eloquente:Pensieri nomadi. La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin, che esamina in tutti i suoi aspetti quest’opera poetica di alta dignità. Una vita familiare caratterizzata da un forte legame affettivo, fin dall’infanzia, una sensibilità alle bellezze e alle voci della natura, una religiosità autentica e vissuta nel profondo, guardando sempre in alto, possiamo dire siano gli elementi ispiratori di una vena lirica della quale c’è testimonianza anche in questo volumetto. Infatti l’ultima parte è costituita da liriche all’insegna di “Nello spazio - tempo | del mare e dell’isola”.Dove, fra gli altri, di sempre alto e ampio respiro, leggiamo questi versi: “…Con l’energia del mare dentro | e preghiera bambina nel cuore | ad ogni gara contro gli eventi | riinvento sempre felice avventura. | | Devoto alla Gran Madre | sgranando i ritorni è per me | conforto - stupore la terra ribaciata | con un ramo fiorito ancora per la vita.”

4 dicembre 2011

Recensione
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